Articolo pubblicato il 08/02/2012 Autore: MARDUK SECLORUM
Da molto tempo cerco di smetterla con i giochi mmo in generale, essendo una persona a cui piace creare, piace risolvere, piace crescere e ricercare sempre il meglio di tutto, ho notato (penso cosa inevitabile per la maggior parte degli amanti del genere) che oltre ad essere inconcludenti, ladri di tempo libero e di vita sociale, gli mmo limitano le nostre capacità intellettive e percettive, a mio preavviso di parecchio. Non credo che questa limitazione sistematica e convulsiva aiuti il nostro cervello a mantenere una longevità, una rapidità di calcolo e una capacità logica nella norma, chiaramente parlo con l´ignoranza dalla mia, non ho compiuto studi psicologici o biologici su gruppi di persone dipendenti da questa tipologia di gioco, ma ho sempre notato delle caratteristiche comportamentali ricorrenti nelle persone con le quali ho avuto a che fare giocando agli mmo. Gran parte soffriva di disturbi nati da problematiche procurate dal gioco, tutti giochiamo per vincere, giochiamo anche per divertirci chiaro, ma lo facciamo con l´idea di superare una sfida, di raggiungere un obbiettivo, altrimenti non avrebbe senso impegnarsi, atteggiamento fondamentale ai fini della vittoria, se basta partecipare per divertirsi impegnarsi non è assolutamente necessario una volta raggiunto l´obbiettivo di partecipare. Molti si infuriavano letteralmente quando non riuscivano a raggiungere l´obbiettivo, che poteva riguardare il raccoglimento di un oggetto, la sconfitta di un nemico computerizzato, il superamento di un dungeon, addirittura solo l´entrare in un gruppo intento a superare un dungeon o raggiungere un obbiettivo qualsiasi, tutta questa rabbia perchè non erano riusciti a superare degli obbiettivi che avrebbero garantito un aumento di potenza del personaggio, ai fini di essere migliore di qualcuno in classifica e statistiche o solo per aver le capacità di eliminare avversari più potenti. Molte volte il raggiungimento di un obbiettivo implica sconfiggere un avversario umano, ogni volta che veniamo sconfitti sentiamo la componente di frustrazione, può manifestarsi con un sospiro, con una risata o altre volte con rabbia, comunque si manifesta in qualche modo è inevitabile e soprattutto è impossibile dire che non giochiamo per competizione, vi immaginate un pugile professionista che si iscrive ai campionati solo per la gioia di tirare pugni o subire? Io no, la trovo una cosa inutile. Appurato che quando giochiamo a questo tipo di giochi la competizione è componente fondamentale dobbiamo aggiungere che la maggior parte degli mmo più famosi (dico la maggior parte e non tutti, non posseggo il dono dell´onniscienza) ci limita nelle azioni, ci vincola ad un sistema molte volte anomalo o che comunque necessita che il nostro cervello si adatti a delle specifiche e limitate metodiche che ci costringono metaforicamente ad infilare il nostro cervello in un barattolo sigillato, il mio soffriva in queste condizioni, ha sempre sofferto ma amavo troppo la competizione, era inebriante sconfiggere un avversario, scalare le classifiche e migliorare rispetto ad un avversario. Ma effettivamente mi mancava qualcosa, che essendo sempre stato appassionato e praticante di musica e arti marziali ho quotato molto e ricercato in tutto, la competizione con se stessi, il tuo più grande avversario sei te stesso, e penso che non ci sia modo migliore per migliorarsi, chiaramente avere punti di riferimento esterni aiuta sempre, persone con capacità superiori alle tue ma da realizzare solo come modelli di impegno e dedizione da seguire, non come avversari da battere per nutrire il proprio ego. Non ho mai trovato un concetto simile negli mmo, e penso di non poterlo trovare mai, ma una cosa simile la trovo nei giochi di ruolo tradizionali, soprattutto in quelli con meno variabili fisse possibile, quelli con meno vincoli dove chi comanda è l´immaginazione, la logica e la creatività, senza (o con pochissimi) limiti. Seguendo il sistema tradizionale, ci si fida di un master che se anche commettesse un errore ai nostri occhi, noi saremmo soddisfatti in quanto il nostro meglio lo abbiamo dato ruolando un personaggio tramite il massimo uso di tutte le nostre capacità percettive, organizzative ed espositive tramite l´immaginazione, la logica e la creatività. Ad ogni decisione del master noi non dovremmo fare altro che usare il nostro cervello e le nostre capacità di adattamento per ruolare il nostro personaggio affinché superi la situazione, bisogna impegnarsi con tutte le nostre facoltà per descrivere un´azione chiara, semplice ed efficace, immedesimarsi nella situazione ed immaginarla in maniera più simile a come l´immagina il narratore in situazioni che son sempre diverse, giocare in questo modo non è come trovare la combinazione giusta di abilità e attivarle al momento giusto stile 90% giochi mmo. Parlando dal mio canto, essendo un amante dei gdr, essendo sempre alla ricerca di un miglioramento interiore e pensando che alcuni degli strumenti per compiere questa ricerca siano l´immaginazione e la creatività, ho deciso di eliminare prima gli mmo, poi per uno strano circolo virtuoso ho sviluppato una repulsione per i videogiochi in generale, questa cosa mi ha permesso di avere più tempo libero per pensare e produrre qualcosa di costruttivo, insomma tutto di guadagnato. Pensare di più, soprattutto in solitudine mi aiuta costantemente, son diventato vegetariano, in dirittura per il veganesimo, mi dedico con più dedizione alle mie sane passioni, faccio più attività fisica, leggo di più ecc. Non è banale come sembra, ma sono diventato una persona migliore da quando ho affrontato questo cambiamento, molto radicale, non mi pento delle migliaia di ore passate a giocare, perchè mi son servite a capire che si può fare di meglio, e soprattutto che si può giocare a qualcosa di migliore e costruttivo, senza sacrificare quella poca sanità mentale che mi rimane.
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29/04/2012 - Scusami Marduk ma questo articolo mi pare un pò infantile. Se i videogiochi ti hanno risucchiato l´esistenza la colpa è tua, non di certo delle software house. Riguardo gli mmorpg mi sembra che tu stia descrivendo un server bimbominkiese di WOW, ma se vuoi creatività puoi benissimo comprare a poco Minecraft e praticamente ritornare bambino giocando ad una sorta di Lego enorme, oppure puoi installarti ultima online e cercare uno degli attualissimi shard dove si fa full gdr a volte anche meglio di molti PbC. Insomma, mi sta bene che qualcuno faccia un´analisi interiorista, ma la colpa è di te stesso se hai abbandonato la tua vita, non dei videogiochi, è un pò come il fumatore che inveisce contro le sigarette, ma non è la sigaretta che si arrampica sulla camicia, si accende da sola e si infila fra le labbra, è la persona che la prende volontariamente (che poi ci si nasconda dietro ai parasole è un altro conto).Sul serio, prova minecraft per un pò
11/02/2012 - Mi sfugge veramente il senso di condividere questa sorta di immensa tirata pseudo hippie. Sul serio. Ad un certo punto della tua vita hai pensato che per migliorare te stesso fosse necessario lasciare gli MMO (?) a favore di una sorta di "Into the wild" trasposto in chiave urbana? Bene, buon per te. E allora?L´unica parte veramente valida di questa cosa - lungi dal definirla articolo - è stata l´introduzione, che sottolinea la mancanza di qualsiasi elemento a sostegno delle tue affermazioni. Premessa che viene poi interamente rispettata. Citando engine, trai una conclusione a partire dalla tua sola esperienza personale, che non è necessariamente rappresentativa del fenomeno generale, e molto probabilmente si rifà ad un problema tuo, non degli MMO.Salgo su un albero, cado e mi rompo una gamba. Conclusione: gli alberi rompono le gambe. Eh, no.Io ho giocato a gioco agli MMO e proprio nell´intrinseco spirito di competizione ho trovato un´occasione per migliorare me stesso. Perchè prima dei risultati degli altri, sono i tuoi che cerchi di superare (facendo più danni, curando di più, subendo meno danno, ecc). Lì come nella vita reale, il fulcro è superare i propri limiti e trarre una lezione dai propri errori. Sto paragonando i giochi online ad una scuola di vita? No. Proprio perchè l´utilità che vi ho trovato io può essere solo mia piuttosto che di tutti.Il mio consiglio è imparare la moderazione prima di pontificare in maniera maldestra su argomenti evidentemente poco conosciuti.
09/02/2012 - Come molti di cui sopra sono completamente contrario all´articolo. Tuttavia è vero, se non ci si riesce a dosare gli MMORPG succhiano molto della propria vita, ma sta al giocatore sapersi dare un contegno.In ogni caso sugli MMORPG si può giocare di ruolo, più rapidamente e agilmente rispetto ad un play by chat, dove lo scheletro è fornito dalle immagini di locazione, personaggio ed equipaggiamento. Ovviamente il gioco in questione deve essere strutturato per il roleplay e, purtroppo, sembra ve ne siano pochi al momento che implementino tale feature.E´ stato provato che l´allenamento costante e continuo nell´uso di MMO possa migliorare la coordinazione motoria, questo perchè il cervello è in costante allenamento nel "pigiare le skill giuste al momento giusto". Lessi un articolo al riguardo, se cercate in rete comunque lo si trova facilmente.Diciamo che se si è provato a comparare MMO con Play By Chat, sono come due linee parallele, destinate a non incontrarsi mai, visto che sono cose completamente differenti, l´una dall´altra, anche se parliamo sempre di RPG (Role Playing Game = GIOCO DI RUOLO, dove ruolo equivale NON AL SINGOLO MA AL GRUPPO DI PERSONE, cosa che spesso molte persone dimenticano!).
09/02/2012 - Non mi piace per niente l´articolo e poi secondo la definizione di MMO anche il gdr on line dovrebbe essere un MMO..bò, non ha senso!!
09/02/2012 - 1 - I MMO NON sono giochi di ruolo. Il ruolo è meramente MARGINALE e potrebbe essere sintetizzato in una semplice somma di variabili (stats, skill, bonus ecc.)...Nessun paragone è possibile tra i GDR veri e i MMORPG.2 - Quello che per alcuni è un difetto, ovvero il gioco alienante e sentimentalmente poco impegnato, per altri è un pregio (riempire il tempo senza particolari patemi d´animo).3 - Non condanno ne i GDR ne i MMORPG dato che appunto (vedi punto 1) non son paragonabili.4 - Il gioco è gioco e va affrontato come tale STOP!...C´è chi si inalbera perchè non riesce a venire a capo di un boss in un MMORPG e quello che nel GDR se la prende (magari col master o col gestore) perchè il suo pg è stato mollato dal/dalla "moroso/a" senza un plausibile motivo on game.
09/02/2012 - Io non la noto tutta questa grande differenza tra gli MMO e i gdr via chat... almeno per quanto riguarda la maggior parte di loro. Il gdr ha piu libertà in certi termini ma alla fine lo scopo è esattamente lo stesso, ovvero diventare piu forti e bastonare i piu deboli.
09/02/2012 - Soggettivo, pieno di pregiudizi, tagliato con l´accetta sull´esperienza personale.Ci sono MMO e MMO, c´è Planeshift dove puoi creare qualsiasi cosa (è sostanzialmente una sandbox), ci sono MMO come Urban rivals e gli altri legati all´aspetto strategico.Ce ne è per tutti i gusti.Su una cosa posso concordare: richiedono quasi tutti un bel po´ di tempo da spenderci sopra.
08/02/2012 - Innanzitutto condivido pienamente tutto quello che hai detto sugli mmo e sui sintomi che hai esposto poco sopra,aggiungengo quanto sia notevolmente limitante muovere un personaggio imbustato dalle case produttrici di giochi e quanto poche siano le azioni e le iniziative che si possono compiere, portando infine a far compiere delle grandi ingiustizie verso i nuovi giocatori. Poichè le iniziative,gli eventi e le azioni sono limitate,limitando le capacità dei giocatori,questi passano il loro tempo ad uccidere i nuovi giocatori.Condivido anche la tua idea sul miglioramento personale attraverso la conoscenza di se stessi,operata attraverso lo sviluppo e la crescita di tutte le proprie facoltà e mi fa piacere che tu abbia preso in mano la tua vita ed abbia dato una svolta. Non capisco solo quale sia la tua opinione sul g.d.r. Alla fine elenchi tutte le "sane" passioni, grandiose e stimolanti, e mi sorge spontanea una domanda: Consideri il g.d.r una "insana" passione? Più sopra affermi che si tratta di una tua passione,ma la escludi dall´elenco inferiore,quello dell´attività fisica e delle letture incrementate.Poi,un´ultima cosa,riguardo il miglioramento di se stessi.Tu affermi che questo possa avvenire migliorando creatività ed immaginazione,affermato più sopra, ma non pensi che sia un po´ egocentrico? Alla fine anche coltivare delle buone amicizie porta a perfezionare se stessi, più della creatività e dell´immaginazione e le nuove arricchiscono maggiormente l´animo e lo colmano di idee diverse e percorsi di pensiero alternativi ai propri. Infine,ti do´ una sorta di avvertimento/consiglio.Ho notato che pensi molto,fin troppo(cosa giustissima)e questo scervellarsi su te stesso,sulla tua identità e sulla tua coscienza ti ha portato a questa svolta,in cui coltivi ogni sorta di passione,ma sta attento che nulla è stabile e duraturo e,se il pensiero ti ha portato a questa tua attuale situazione,questo può riportarti nuovamente indietro e stravolgere il tuo attuale assetto. Devi dunque prestare attenzione che questo stato attuale possa non essere solo qualcosa di momentaneo e che non ti ritrascini nuovamente indietro. I reali cambiamenti sono facili da pensarsi ed assai difficili da attuarsi e mantenersi,per questo ti consiglio di intrecciare nuove amicizie e cambiare abitudini,altrimenti ripiomberai nella nostalgia e questa ti ritrascinerà nuovamente nel tuo precedente stato. Non comprendo poi quanto realmente la causa (mmo,giochi in generale,dato che hai affermato di ripudiarli) abbia scatenato quegli eventi(la tua nuova vita rinnovata)e dubito del collegamento. Probabilmente saresti arrivato a questa tua attuale e momentanea condizione anche senza l´ausilio dei giochi,poichè capita spesso di incappare in crisi di identità e di giungere dopo nel desiderio di uscirne fuori. Quello che tu hai condannato non sono tanto i giochi,quanto il tuo precedente stile di vita(nel quale si inserivano i giochi ma non costituivano la parte preminente)e,dunque,se non rinneghi tutto,oltrei giochi,dubito che tu possa veramente uscirne fuori.Ed aggiungo anche che il cambiamento non deve necessariamente partire dalla distruzione della vita precedente per ricostruire,sopra le macerie,qualcosa di nuovo ed alternativo,basta solo lasciare le cose come stanno e migliorarle,costruendovi accanto o sopra o sotto o lateralmente.Ti invito anche ad aggiornare questo post fra un paio di mesi,e ti renderai conto tu stesso di quanto la tua nuova vita,nata negando la tua precedente in toto o in parte, mal si adatta alla condizione che la tua mente ed il tuo corpo è stata abituata a tollerare. I cambiamenti avvengono solo quando la tua mente o il tuo corpo sente la necessità di cambiare. Se subentrano problemi alle articolazioni tali da costringere ad una attività fisica,allora avviene un cambiamento;Se la mente non può più reggere lo sforzo di giocare o ne viene fortemente limitata,desiderando altro di stimolante,avviene un cambiamento cui l´individuo cerca di adattarsi. Tu hai affermato che la tua mente si è stancata di giocare al fine di essere il migliore ed il primo in classifica nei giochi,ma affermi anche come vuoi migliorare la tua creatività e la tua immaginazione per essere migliore di come se attualmente. Alla fine hai solo spostato la scala del "migliore" dai giochi alla vita attuale,ma non hai operato una vera e propria svolta. Le svolte avvengono solo per fattori esterni e raramente scaturiscono da riflessioni interne(e se avvengono e solo per qualcosa di esterno).Avresti avuto una svolta solo se una tua amica avesse condannato la tua attuale condotta di vita,facendoti quasi vergognare di te stesso,e non certo quando razionalmente reputi migliore optare altre strade per il miglioramento,dato che i giochi non erano più utili per i tuoi fini. Il tuo concetto poi di gioco non mi sembra sia realmente quello di considerarlo svago o divertimento,poichè,se così fosse,non ti porterebbero ad operare una "svolta" e non avrebbero certo tanta importanza nelle tue riflessioni. Resterebbe solo svago e giuoco rilassante.
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