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Categoria: Mud
Genere: Fantasy Classico
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Data Pubblicazione: 07/12/2010
Ultimo Aggiornamento: 07/12/2010
AmbientazioneAgli inizi era il caos.Supremo, intoccabile, potente.I vortici di pura energia esplodevano in fasci di luce colorata per poi ricomporsi nella caduta in altri vortici. Tutto sarebbe rimasto così per l´eternità perché tempo e spazio non aveva fine né senso alcuno. Al di fuori del tempo, in mezzo al vortice, emerse Isway, la madre generatrice. Ella si uni al caos generando cinque figli: il gigantesco Apzut (il Dio del cielo) ed il suo gemello Farid (il Dio del fuoco), Majilin (la Dea dell’acqua), Miphta (la Dea della terra), Arwana (la Dea del vuoto) ed infine il possente Tarkos (il Dio dell’energia). Quindi il caos si ritirò per far posto al pantheon divino, ovvero al luogo privo di materia in cui i primi esseri divini potevano vivere.Questi dei a loro volta generarono molti figli che generarono a loro volta altri figli. Tra questi risaltarono per le loro gesta future Solyan e Nather figli di Farid, e Aragorn figlio di Apzut, Crystal e Jastar figli di Miphta, Eldharion e Efhiond figli di Tarkos. La sostanza degli Dei era di carne mista ad energia, il loro essere, immortale ai nostri occhi, poteva essere annientato solo dalle mani di un loro pari.La famiglia divina crebbe a tal punto che il chiasso al centro del caos, nella residenza degli Dei, aumentò sempre più sino a divenire insopportabile alla sterile Arwana, signora del Vuoto e custode della residenza. Ella prese, assieme a Nogyt (il suo compagno, figlio di Majilin), la decisione di uccidere le piccole divinità per tornare nuovamente alla quiete di un tempo.Quando il consiglio degli dei, in cui erano presenti Apzut, Farid e Miphta, ebbe inizio, lei espose ai fratelli e agli altri dei minori le sue intenzioni. Apzut, il primo nato nonché il più saggio tra gli dei si fece pensoso. La morte delle piccole divinità avrebbe scatenato una guerra tra gli Dei che sarebbe risultata interminabile.E proclamò il suo pensiero.- Prima di andare a compiere il tuo dovere sorella, bevi l’ambrosia benedetta, così da poter rinvigorire la tua mente ed il tuo fisico! -Detto questo prese una coppa di liquido e con la sua mente operò una modifica della sostanza; per questo si narra che Apzut fu l’inventore della magia. Quindi alzò la coppa in alto con le mani e la passò alla sorella Arwana. Questa bevve l’ambrosia della coppa e cadde in un sonno magico.Allora Apzut tagliò la gola alla sorella ed incatenò magicamente Nogyt nella sala degli Dei.Quando Majilin entrò nella sala e vide Nogyt incatenato, chiese a lui il motivo della sua prigionia. Lui rispose si con verità e si con menzogna.- Fu Apzut ad incatenarmi. E sempre lui ha ucciso tua sorella Arwana. Tutto questo per bramosia di potere, per poter affermare di essere il più potente Dio del pantheon, assieme a Farid e Miphta. -Majilin, sgomenta, cercò di liberare il figlio dalle catene, ma come queste si spezzarono anche il figlio morì per stessa sorte, diviso in due, come dilaniato da forze possenti. La rabbia e l’odio pervasero l’essere di Majilin che corse dalla madre Isway. E le disse:- Come hai potuto restare inerme davanti alla morte di una delle tue figlie? Prenditi almeno cura di me e degli altri Dei contro la tracotanza di Apzut, Farid e Miphta. -La madre restò pensosa, ma poi decise di intervenire, senza appurare la veridicità del racconto di Majilin. Recuperò il corpo di Arwana e da questo estrasse con il suo potere delle creature bellissime e temibili: i draghi, i pegasi, i grifoni, i centauri e tante altre tra cui alcune di cui non si conosce nemmeno il nome. Si mise quindi a capo dell’esercito pronta a sconfiggere i suoi tre figli ribelli.Nel frattempo Majilin era tornata nella sala del consiglio degli Dei, annunciando la futura sconfitta dei suoi fratelli. Il dolore per la dipartita del figlio era ancora grande. Tanto grande da avvisare i fratelli che voleva vedere morti.I tre uscirono allo scoperto per ammirare l’esercito di Isway. Era grande e possente e temibile. Nell’attimo stesso in cui lo rimirarono videro la sconfitta che li avrebbe annientati. Allora Farid si pronunciò:- Fratello, sorella. Solo colui che tra gli Dei è la forza, solo colui la cui energia è parte del suo essere, può fermare Isway. Uno solo può essere il nostro campione: Tarkos l’intrepido, il forte, il valoroso. -A quelle parole i tre si mossero per raggiungere Tarkos, il Dio dell’energia, l’unico Dio di fronte al quale il vortice del caos si piegava umilmente. Miphta, che era la sorella prediletta di Tarkos, parlò per prima.- Amato fratello - esordì - la corte celeste corre il rischio di essere travolta. Isway, nostra madre, sta per sconvolgere il pantheon divino con un esercito di mostri da lei creato. -Al che Tarkos rispose:- Di cosa avete paura fratelli? Isway non è che una Dea al nostro pari. La corona di regina è sul suo capo solo per rispetto. Mettetele un piede sulla testa per schiacciare la sua rivolta. -Ma Apzut replicò:- Il suo esercito è potente, fratello. Solo tu con il tuo potere puoi fermarla. Sii il nostro campione! Vai e se non verrà a più miti consigli raduna i tuoi poteri e combattila! -Tarkos si eresse nella sua persona con le spalle ampie e poderose.- Sono pronto a farlo per la tranquillità del pantheon divino. Ma se debbo essere il campione degli Dei ciò impone anche che io sia loro Signore, e che le mie tavole divine siano rispettate da tutti. Siete voi ed i vostri figli pronti a giurare fedeltà e sottomissione a me? -I tre chiamarono immediatamente al loro cospetto i figli più devoti. Giunsero Avalirn, Aragorn, Tahor, Devlaron e Rukidez figli di Apzut, Barthwen, Solyan, Tylis, Atzet, Nather e Archid figli di Farid, Jastar, Crystal, Xenia, Amothul e Minya figli di Miphta, Eldharion, Efhiond e Lenya figli di Tarkos. Gli animi erano sereni quando la decisione venne discussa. Di comune accordo decisero di elevare al rango di Signore di tutti gli Dei il potente Tarkos.E così tutti assieme giurarono fedeltà al nuovo Signore degli Dei.Quando gli Dei si ritirarono dal cospetto di Tarkos egli preparò le armi per la battaglia. Piegò parte del caos per formare il suo destriero Gomon. Formò con il suo stesso essere una spada fatta di luce e di energia, Algadian, la quale era capace di emettere fasci di energia al solo desiderio del Dio. Il suo corpo era illuminato da luce bianca e la sua forza era tale da far ritrarre lo stesso caos. Con il potere derivatogli dagli Dei a lui sottomessi formò la Corona degli Dei e la pose sul suo capo.Salì quindi su Gomon e si avviò verso l’esercito di Isway. Arrivato al suo cospetto i mostri creati da Isway tentarono di assalire Tarkos, ma Algadian e Gomon incenerivano questi prima che potessero entrare in contatto con il Dio. Alla vista della strage gli altri mostri furono invasi da un folle terrore. Tarkos procedeva senza sussulti intonando il divino canto di guerra.Isway, rimasta sola senza il suo esercito scrutò Tarkos.- Presuntuoso Tarkos come osi fermare la mia ira contro i tuoi fratelli? Forse credi che la corona che è posta sul tuo capo abbia qualche significato per me che sono la madre e la regina di tutti gli dei? -Rispose con voce possente Tarkos, alzando dinanzi a se Algadian.- Tuoi erano il potere e la forza quando eri la regina degli Dei. Ma partecipare alle discordie tra fratelli non ti ha fatto onore. Tu, madre di tutti gli Dei, hai cercato di uccidere i tuoi stessi figli. L’odio che hai fatto crescere nel tuo grembo deve essere eliminato. Sottometti il tuo volere al mio, madre, o se credi combatti con me! -Isway colma del suo potere e del suo odio si fece da presso a Tarkos. E quindi lo attaccò con tutta la sua potenza in un cieco furore. La risposta di Tarkos fu di una potenza talmente vasta che l’universo intero tremò.Infine Tarkos alzò Algadian e penetrò con questa il petto di Isway. La spada entrò nel corpo della madre come un bastone penetra l’acqua. Il corpo della Dea cadde inerte al suolo.Si avvicinarono le schiere degli Dei, mentre l’esercito sconfitto premeva i bordi del caos.Tarkos sollevò il corpo della madre e, brandendo la spada, lo tagliò in due. Con una parte plasmò il cielo, con l’altra la terra. E disse:- Ecco, fratelli e figli, la nostra nuova casa. Così che il corpo di nostra madre resti immortale e non si corrompa nel tempo. I confini di questa sarà il caos, perché ancora è grande il mio potere su di esso e nessuno di voi cerchi di sfuggire al suo destino e di usurpare la mia reggenza. -Eldharion, figlio di Tarkos, intervenne:- Cosa ne sarà padre dell’esercito dei mostri? -E Tarkos rispose:- Vivrà con noi su questa terra, a cui daremo il nome di Atl. -Al che Firod si fece avanti:- Vuoi dire fratello che dobbiamo vivere accanto ai mostri che nostra madre aveva creato per ucciderci? -Tarkos si fece pensieroso. Salì alto nel cielo appena creato e, al di là degli astri, creò un nuovo piano di esistenza, detto appunto il piano astrale. Tornò quindi tra gli Dei.- Ora abbiamo due dimensione tra le quali muoverci. Potrete viaggiare a piacimento tra l’una e l’altra e vivere dove più preferite. Io ho creato i nostri nuovi piani di esistenza, a voi ora popolarli. -Si fecero avanti Apzut e Firod, i gemelli titanici. E Apzut disse:- Io ed il mio gemello Firod vorremmo creare dei guardiani per il piano astrale, così che i mostri del piano terrestre non possano invaderlo e minacciare la supremazia divina. Ma abbiamo bisogno del sangue degli Dei per poter creare i nuovi esseri, figli dell’aria e del fuoco. -- E’ una buona causa - rispose Tarkos - ma quale sarà il Dio da sacrificare per creare i guardiani? -Si fece avanti Nather, figlio di Farid.- Abbiamo incatenato, durante la tua battaglia, Majilin. La pazzia dilaga nella sua mente e sta corrompendo il suo corpo. Forse potremmo toglierle il seme della pazzia eliminando la fiamma della vita, per poi ricrearla in nuovi esseri. -L’idea di Nather piacque al pantheon divino. Venne così portata davanti ai gemelli la Dea Majilin che la posero dentro la sacra vasca. Sua figlia Artysia le si avvicinò e pianse lacrime di compassione sino ad affogare la madre. Apzut si avvicinò quindi alla vasca ed impose le mani sul corpo inerme di Majilin emettendo un freddo glaciale. Le mani di fuoco di Firod si avvicinarono alla vasca e toccarono il corpo della sorella defunta.Dalla parte di Firod emersero schiere di demoni, mentre dal lato di Apzut emersero schiere di angeli. Essi vennero scagliati nel piano astrale da Tarkos, che li confinò nella dimensione in cui dovevano servire gli Dei. Poi Tarkos prese tra le mani il volto di Artysia. Trasse lo spirito giusto di Majilin dal suo corpo e lo infuse nella figlia. E proclamò:- E così sia! Le lacrime di Artysia colme di pietà e compassione, hanno dato a lei il diritto di prendere il posto della madre ed ospitarne lo spirito. Sia elevata Artysia a Dea delle acque e degli oceani. Mentre nessuno dovrà essere il Signore del Vuoto perché io Tarkos, supremo tra gli Dei, riempirò il vuoto con il caos e ucciderò chiunque tenti tale impresa tra gli Dei. -Poi prese i resti di Nogyt e li mescolò ora all’argilla, ora ai diamanti, ora alle pietre. Nacquero così, modellate dal supremo Tarkos, le prime razze di Atl, tra cui i primuomini, gli elfipuri, i nani arcaici. Altre razze ed altri popoli vennero create nel tempo dal pantheon divino, che popolò i due piani esistenziali di Atl.
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