Boston
Gioco Chiuso
Boston risulta essere chiuso! Se il gioco è stato reputato chiuso per errore, o ha riaperto, inviaci una segnalazione indicando lo stato corretto o in alternativa richiedi l'accredito gestore.
Visto che Boston è chiuso puoi provare Wuthering Waves ↗
Screenshot


Nome Gioco: Boston
URL:
http://bostongdr.altervista.org
↗
Categoria: Play by Chat
Genere: Vampiri
Stato: Chiuso
Email:
mostra
Restrizioni: 18+
Descrizione:
Molti anni fa la cacciatrice, Buffy Summers, insieme ad un gruppo di potenziali cacciatrici, all'epoca solo delle ragazze, riuscirono a sconfiggere il male primordiale e a chiudere la bocca dell'inferno definitivamente. Molti anni dopo quelle vicende, la città di Sunnydale venne ricostruita mattone su mattone e la vita tornò a scorrere tranquilla. Ma ben presto le forze demoniache ripresero il sopravvento sulla città ripopolandola di creature impossibil e di orrori terrificanti. Le cacciatrici che ancora vigilavano sulla città cercarono per anni di tenere a bada le forze del male ma alla fine una di loro si lasciò andare, attraversò la soglia che non avrebbe dovuto oltrepassare e rinunciò ai suoi obblighi per amore di un vampiro. Un assassino senz'anima di cui nulla importava eccetto di lei. L'equilibrio tra il bene e il male venne incrinato, le forze superiori non potevano stare a guardare mentre il caos ben presto si sarebbe dilagato in tutto il mondo...forze misteriose erano all'opera per rovesciare la realtà così come tutti la conoscevano. L'unica soluzione fu quella di inviare sulla terra un demone dell'apocalisse per distruggere tutto ciò che aveva portato il mondo ad inabissarsi nelle tenebre e ricominciare da capo. Il demone dell'apocalisse cominciò la sua opera proprio da Sunnydale. Inutile fu la resistenza dei guerrieri della città che nulla potevano contro quell'entità creata solo per riportare l'ordine tramite la distruzione. Ma non tutto era perduto, una strega, la più potente di tutte dopo Willow Rosemberg, Riuscì in un disperato tentativo a confinare il demone dell'apocalisse in un altra dimensione per l'eternità in una battaglia feroce e all'ultimo sangue. Il suo nome era Aurora Strong. La magia che usò Aurora andava oltre ogni immaginazione ed ebbe dei grossi prezzi. Per riuscire a superare la potenza del demone, la strega dovette attingere al potere primordiale della cacciatrice prosciugandolo del tutto fino ad esaurirlo. La guerra fu vinta, il demone intrappolato per sempre...ma nel mondo le cacciatrici stavano scomparendo una ad una tornando ad essere le ragazze normali di un tempo. Passarono 5 anni da quell'avvenimento. Sunnydale oramai distrutta per l'ennesima volta non fu più riedificata, fu lasciata al suo destino e il mondo presto se ne dimenticò. Ma sopra i cieli di Sunnydale qualcosa era pronto ad irrompere nella pace del nostro mondo. Una frattura dimensionale, memento dello scontro contro il demone dell'apocalisse, aveva aperto un passaggio attraverso la dimensione di provenienza del demone. Ben presto da quel passaggio fuoriuscirono delle nuove creature, progenie del demone annientato anni prima. Gli angeli neri. Fortunatamente non furono gli unici esseri ad arrivare nella nostra dimensione perchè anche un'altra razza li segui, quella degli angeli bianchi, proveniente dai regni celesti, da sempre in contrapposizione e in guerra con gli angeli neri. Il destino in qualche modo si era gia rimesso all'opera orchestrando il tutto per il capitolo finale. La bocca dell'inferno di Sunnydale era stata chiusa per sempre è vero, ma altre entrate per l'inferno esistevano sparse nel mondo ed una di queste si trovava esattamente sotto la città di Boston. È li che gli angeli neri erano diretti, il loro scopo era quello di usufruire del suo potere per portare avanti l'opera iniziata dal demone dell'apocalisse, ovvero dare la caccia a tutte le cacciatrici rimaste, riaprire la bocca dell'inferno e scatenare la fine del mondo. L'energia della bocca dell'inferno attirò a loro insaputa anche altre razze che si stabilirono a Boston facendone la loro nuova casa. Ben presto anche i sopravvissuti di Sunnydale cominciarono ad incontrarsi in questa nuova città scambiandola per una semplice coincidenza...
La realtà invece è un'altra, la battaglia finale tra il bene e il male sta per cominciare e Boston è la scacchierascelta per l'ultima partita.
Scegli da che parte stare.
Unisciti alle tenebre o combatti da eroe.
Il presente
Braccata, ormai era finita, nessuna via d’uscita, nessun vicolo nessun nascondiglio. Niente che avrebbe potuto impedire la mia fine.
Il sudore colava copioso dalla mia fronte mentre correvo a passo svelto per tentare di prolungare il più possibile la mia misera ed insignificante vita, attraversai come un fulmine la strada e mi inoltrai nell’ennesimo vicolo nella speranza di poter guadagnare qualche attimo per riprendere fiato. La ferita al fianco pulsava ed il sangue aveva oramai imbrattato completamente la maglietta. Strappai un lembo di stoffa dalla manica e me lo premetti contro. Il dolore fu acuto ma cercai di sopportarlo. Purtroppo non avevo nulla con me per bloccare la pezza di emergenza, di questo passo sarei morta dissanguata. Un rumore poi attrasse la mia attenzione, smisi di respirare all’istante. Mi ammutolii cercando di rimanere immobile. L’unico suono udibile era il ticchettio della pioggia incessante che oramai aveva allagato la città. Indecisa se sporgermi dal ciglio del muro per constatare se la via fosse libera, rimasi dapprima un po indecisa sul da farsi. Se mi avessero trovato per me sarebbe stata la fine, non sarei riuscita a scappare con una tale ferita. Trassi un profondo respiro gonfiando bene i polmoni, questo non servì a calmarmi ma almeno mi evitò di ansimare per la paura. Mi avvicinai al ciglio del muro lentamente e cominciai a scrutare la strada davanti a me. Con mia enorme sorpresa mi accorsi che era vuota e solo allora rilasciai l’aria prima di diventare viola.
-Eccoti finalmente…-
La voce veniva alle mie spalle, immediatamente mi voltai solo per rimanere a bocca aperta, spalancata dal terrore, nel trovarmi dinnanzi quella figura immonda. Aveva le sembianze di un uomo, ma le gigantesche ali piumate nere lo facevano assomigliare molto di più ad un angelo. Era in volo sopra la mia testa e sbatteva lentamente le ali per rimanere sospeso. Era Ephrim, un segugio degli angeli neri che mi aveva dato la caccia e braccato per tutti quei giorni. Ovunque andassi riusciva sempre a trovarmi.
Non appena riuscì a riacquistare il pieno controllo delle mie funzioni motorie, scattai in piedi per rimettermi a correre. Sapevo che era tutto inutile, scappare non mi avrebbe salvato la vita, nulla poteva. In un attimo l’angelo nero mi sorpassò in volo atterrando davanti a me richiudendo poi le sue ali nascondendole dietro la schiena.
-Vai gia via?-
La sua voce era quasi un sussurro, i suoi lineamenti, il suo modo di muoversi, tutto di lui sembrava emanare un fare galante quasi da lord, mentre invece dentro di se nascondeva una natura sadica e violenta. Inoltre nonostante le esili apparenze, aveva dimostrato anche una notevole forza fisica in grado di resistere anche ad una cacciatrice. La ferita che riportavo sul fianco ne era la prova.
Come se sapesse leggere nei miei pensieri, l’angelo inarcò il labbro trasformandolo in un mezzo sorriso indicando la mia ferita.
-Di un po…ti fa male?-
Non risposi, non potevo, anche volendo ero totalmente paralizzata dalla paura, per la prima volta mi sentivo impotente. Avevo affrontato mille avversità, combattuto contro creature infernali, impedito l’apocalisse non so più quante volte…eppure in quel preciso istante mi sentivo più piccola di un granello di polvere, completamente disarmata. Vidi l’angelo tornare serio non ricevendo alcuna risposta e prepararsi ad attaccare. Non feci neanche in tempo a seguire la scena che mi fu subito addosso colpendomi violentemente e scaraventandomi contro alcuni bidoni della spazzatura. Tossì mentre cercavo di rimettermi in piedi, il sangue gocciolava a terra mischiandosi alla pioggia, mentre , le mani strette a pugno, maledicevo la mia sorte per la fine a cui stavo andando incontro.
-Adesso vieni con me…-
Furono le ultime parole dell’angelo nero che sentii prima di alzare lo sguardo e vedere una gigantesca palla di fuoco azzurro intenso, quasi bianco, invadere la creatura riducendola in fiamme crepitanti. Alla fine tutto ciò che rimase dell’angelo nero, furono solamente dei resti carbonizzati. Dovetti aspettare che la luce diventasse meno intensa prima che i miei occhi furono in grado di vedere di nuovo e solo a quel punto notai la figura di un nuovo personaggio, vestiva con una lunga tunica bianca che gli copriva anche i piedi, il suo volto dimostrava un età pressappoco di cinquant’anni ma era l’elemento dietro le sue spalle che lo rendeva molto più che un essere umano. Un bel paio di ali bianche che lo ricoprivano del tutto. Mi guardò intensamente prima di parlare.
-Non hai molto tempo, presto ne arriveranno degli altri, ma non è ancora arrivata la tua ora. Il tuo destino deve ancora compiersi.-
Sarò sincera, in quel momento non capì un accidente delle parole di quella misteriosa figura. Di una cosa ero certa però, quel tizio aveva distrutto un angelo nero, gli dovevo la vita e sentivo di potermi fidare di lui.
-Chi sei tu?-
Chiesi con voce tremante mentre mi rimettevo in piedi e mi avvicinavo a passo insicuro.
-Io sono Seraph.-
Disse mentre dispiegava le ali alla loro massima distensione e allargando contemporaneamente le braccia come ad invitarmi.
-E sono qui per aiutarti.-
Quel che nasce dalle tenebre
Camminammo, non so per quanto tempo ma sicuramente non poco. Le ali di Seraph si erano misteriosamente ritirate dietro la sua schiena.
-Se dici che ne arriveranno presto degli altri non pensi sia imprudente camminare così all’aperto?-
Per tutta risposta l’angelo bianco mi guardo sorridendo, poi come se qualcosa avesse turbato i suoi pensieri si fermò di colpo, le sue pupille andarono a fissare la maglia lacerata e la ferita che ancora irrorava sangue. Se non avessi avuto la pelle dura a quest’ora sarei stata ridotta uno straccio.
-Non puoi continuare ad andare in giro con quella ferita…-
Disse l’angelo mentre mi alzava la maglietta.
-Ehi…!-
Ma la cosa fu immediata. Con una semplice imposizione del suo palmo la ferita cominciò a riscaldarsi per poi andare a formicolare, un alone giallo intorno al suo arto stava ad indicare il gesto miracoloso che si stava apprestando a compiere. Quando poi tolse la mano, la ferita era completamente scomparsa, al suo posto era rimasta solo la maglietta sbrindellata e sporca di sangue ma per il resto mi sentivo una meraviglia. Rimasi a guardarlo non capendo subito cosa avesse fatto, dentro di me ero piena di riconoscenza per quella figura che non solo mi aveva salvato la vita ma adesso mi aveva anche curata.
-Insomma…pensi sia arrivato il momento di spiegarmi?-
-Non qui…non ora…è troppo rischioso.-
Non disse più una parola e d’altro canto io non lo interpellai più almeno fin quando non arrivammo ai pressi di un fast food vicino ad un benzinaio, a quell’ora tarda il locale era vuoto anche se ancora aperto, per strada non si vedeva anima viva.
Avrei desiderato con tutta me stessa chiedere al mio salvatore perché mai mi portava a mangiare un panino nel cuore della notte, ma sapevo già che non mi avrebbe risposto, quindi attesi fin quando non fu lui a parlare.
-Siamo arrivati…-
Rimasi un po di secondi in silenzio a contemplare l’insegna del “hamburger shoot” prima di rispondere.
-E dov’è che saremmo arrivati esattamente?- Non feci nemmeno in tempo a finire di parlare che subito l’angelo poso una mano sulla statuetta in coccio raffigurante la mascotte del locale. Un turbinio di luce mi investì costringendomi a chiudere gli occhi prima di poterli riaprire di nuovo accorgendomi a quel punto di non essere più lungo la strada, ma in un posto totalmente diverso…tutto intorno era di un bianco quasi accecante, bianco, null’altro che bianco…
-Dove siamo?-
-Non è il paradiso se è questo che ti stai chiedendo…-
Sorrise, in effetti questo era stato uno dei miei primi pensieri.
-Qui siamo in un santuario, un luogo sicuro…fidati.-
-Ok, ok, se lo dici tu mi fido…-
Si vedeva benissimo la mia titubanza in volto ma non volevo che l’angelo bianco dubitasse della mia fiducia.
-Bene adesso ascolta…-
Subito mi voltai verso di lui e cominciai ad ascoltare le sue parole senza perdere neanche una sillaba.
-Come saprai 5 anni fa a Sunnydale si abbattè una terribile apocalisse che rase completamente al suolo la città…Probabilmente il tuo osservatore te ne avrà parlato…-
-Si mi disse che un certo Lair, il nuovo capo del consiglio degli osservatori, stava radunando tutte le cacciatrici possibili per sventare una qualche sorta di strage…a quanto seppi non ci riuscì…-
-Esattamente…-
L’angelo annui continuando a fissarmi, le braccia conserte e lo sguardo torvo.
-Ma questo non è tutto…la battaglia fu atroce, si scatenarono forze che andarono oltre la comprensione umana, la città fu distrutta e il potere negativo scaturito dall’angelo dell’apocalisse venne annientato. Ma tutto ha un prezzo. Per riuscire a convogliare tutto il potere necessario per contrastare quello malvagio, la strega suprema utilizzò quello delle cacciatrici. Tempo fa una cosa simile fu fatta da un’altra strega donando i poteri della prescelta ad ogni potenziale. Questo è l’esatto contrario. Prendendo il potere da ognuna di voi, la suprema riuscì a convogliare abbastanza forza da confinare nuovamente l’angelo nella sua dimensione. Questo a caro prezzo però…povera ingenua. Non si gioca così con la magia, è un elemento troppo instabile ed imprevedibile…-
Avevo ascoltato a bocca aperta tutto il suo racconto narrato con estrema accuratezza quasi vi avesse assistito.
-Che intendi dire?-
Chiesi poi spronandolo a proseguire.
-Quell’atto di eroismo salvò la terra dalla distruzione ma allo stesso modo la condannò per tutti i secoli a venire. L’unica difesa per l’umanità, le cacciatrici, andarono scomparendo, il loro potere oramai esaurito le rendeva facili prede…immagino te ne sarai accorta.-
D’un tratto tutto fu chiaro, la parte sul mio fianco dove poco prima si apriva la ferita sembrò pulsare più del normale. L’angelo poi continuò.
-Non solo il genere umano ora si trovava disarmato dinnanzi le innumerevoli creature delle ombre…ma il potere generato da quello scontro fece si che la dimensione dove l’angelo dell’apocalisse fu confinato rimase aperta creando uno squarcio nei mondi. Un piccolo effetto collaterale dell’uso improprio della magia…in poco tempo schiere di angeli neri attraversarono il portale animati dallo stesso desiderio di vendetta del loro predecessore, con un unico obbiettivo. Eliminare tutti i sopravvissuti all’apocalisse di Sunnydale…e generarne una nuova. Peccato però che questa volta le cacciatrici non saranno li a combattere in prima linea.-
Ci misi un po prima di aprire bocca. Era un’infinità di informazioni tutte in una volta, mi serviva tempo per digerirle.
<
-Quindi è da li che arrivano quei mostri…non riesco a crederci…-
-Devi crederci…perché tu sei l’ultima speranza di salvezza per la tua gente.-
Deglutì a fatica sentendo quelle parole.
-Che vuol dire l’ultima?- L’angelo prima sorrise poi avvicinandosi appoggiò una mano sulla mia spalla inondandomi all’istante di un senso di benessere e quiete.
-Tu sei l’ultima cacciatrice rimasta e come avrai avuto modo di constatare da sola, anche il tuo potere sta svanendo.-
Ed ecco li la risposta, la risposta che tanto temevo e che avevo paura di sentire. Eppure in qualche modo gia la conoscevo.
-A maggior ragione…cosa credi che possa fare io da sola contro un intero esercito.-
L’angelo bianco tornò improvvisamente serio distaccandosi dalla mia spalla, gli occhi che a stento riuscivano ad incrociare i miei. Subito un nodo mi si strinse nello stomaco, perché tanto mistero?
-Non puoi combatterli se è quello che stai pensando…nessuno di voi può farlo, questo è compito nostro. Ma il nostro mondo è ancora separato dal vostro non ci è possibile accederne, io stesso ho faticato non poco per giungere qui e nonostante questo fra poco dovrò fare ritorno…-
-E allora cosa vuoi che faccia?-
Davvero non riuscivo a capire le parole dell’angelo che solo ora tornò a fissarmi negli occhi deciso a parlare.
-Devi morire.-
Un nuovo inizio
Sulla sua scrivania, Whaiet Lair stava sistemando le ultime carte sul caso a cui stava lavorando. La sua mente da ex osservatore lo aveva spesso aiutato nei casi più complessi a sfondo soprannaturale ma quello sembrava essere davvero ostico anche per lui. La sua agenzia, la Nocturne, si occupava di qualsiasi tipo di caso come agenzia investigativa privata, ma erano i clienti più “particolari”, quelli che portavano i casi più interessanti. L’ultimo su cui stava lavorando non aveva un cliente preciso ma varie segnalazioni che sembravano tutte collegate fra loro. Decine di ragazze tutte sulla ventina, trovate morte carbonizzate come se qualcuno gli avesse dato fuoco, facendo analizzare poi i corpi al suo reparto scientifico, scoprì presto che la combustione aveva avuto origini sovrumane. Qualche mostro pazzo e sadico si divertiva ad incenerire delle povere fanciulle…ragazze che potevano benissimo essere sue protette come già era accaduto in passato. Non gli ci volle molto per fare due più due ricollegando l’apocalisse di Sunnydale al fatto delle ragazze morte. Potevano benissimo essere delle cacciatrici, eppure qualcuno le stava trucidando. Squillò il telefono poi, riportandolo con i piedi per terra, rispose immediatamente soltanto per sentire una voce metallica dirgli di dirigersi immediatamente nei pressi della Old North Church per poi riagganciare. Non era raro ricevere segnalazioni anonime di questo genere per lui, molti si vergognavano di affrontare i problemi direttamente alla luce del sole…o magari erano impossibilitati a farlo…così si diresse immediatamente al luogo suggeritogli arrivando nelle vicinanze della chiesa in una manciata di minuti. La pioggia ancora non dava cenni di cedimento, continuava a cadere incessante e non sembrava avesse intenzione di smettere. Continuando a camminare, Whaiet arrivò davanti all’enorme portone in bronzo della chiesa, solo allora notò una ragazza seduta sui gradini dell’edificio, completamente zuppa, doveva trovarsi li da un bel po’.
-Che ci fai qui tutta sola sotto questa pioggia?-
Urlò Whaiet per superare il frastuono dell’acqua. Ma la ragazza non rispose, si limitò ad alzarsi in piedi e rimase immobile come ad attendere qualcosa.
-Ehi? Ti ho fatto una domanda!-
Non ricevette risposta alcuna, in compenso però una voce gli giunse dalle spalle.
-Non fare nulla per impedire quanto sta per succedere, non è compito tuo intervenire ora. La ragazza ha già deciso, il suo destino si compirà questa sera.-
Voltandosi Whaiet notò soltanto un lampo bianco ma non fece in tempo ad intercettarne la direzione. Poi voltandosi vide la ragazza indietreggiare sui gradini, lo sguardo rivolto in su colmo di paura. Alzando anche lui gli occhi al cielo lo vide. Una figura umana sospesa in volo grazie a due enormi ali nere, stava puntando la ragazza e non sembrava avere buone intenzioni. Con un gesto della mano si preparò a scagliare una palla di fuoco dalle fiamme scure verso il corpo della giovane, Whaiet rimase incredulo per qualche attimo a fissare la scena, poi cercando di intervenire, le parole udite un attimo prima lo colpirono nuovamente.
-Lascia che il suo destino si compia…-
Nella frazione di secondo in cui Whaiet esitò, vide la palla di fuoco colpire in pieno la ragazza che prese fuoco all’istante e cominciò a bruciare.
-Nooooo!!!!!-
Un urlo disumano quello lanciato dall’uomo che attirò su di se le attenzioni dell’angelo nero.
Poi però successe l’imprevisto, qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto prevedere nemmeno l’angelo nero a giudicare dalla sua espressione. Il corpo della ragazza aveva preso a brillare di una luce bianco azzurrina e le fiamme ora non sembravano più nuocerle, dalla sue schiena poi comparvero due gigantesche ali bianche che emanavano una luce intensa e solo allora sbattendole un paio di volte si librò in volo per poi scagliarsi sull’angelo nero impotente, scontrandosi con lui in una violenta esplosione che disperse le fiamme azzurre tutte intorno. Quando la luce si ritirò lasciando di nuovo spazio alla tenebra, l’angelo nero era scomparso e al suo posto ora c’era la ragazza di poco fa davanti a lui, con quel paio di ali bianche racchiuse su di lei quasi a proteggerla, gli sorrise e lui non potè fare altro che rimanere li a guardare senza proferire parola. La ragazza poi si alzò nuovamente in volo e cominciò a brillare mentre saliva sempre più in alto diventando simile ad una cometa, poi acquistò velocità e come un lampo schizzò verso il cielo andando a disperdersi nella notte.
Whaiet non potè esserne sicuro ma gli sembrò di scorgere un lampo violento che per una frazione di secondo illuminò i cieli di Boston…
qualcosa era successo quella notte, non sapeva bene cosa ma sospettava che sarebbe stato soltanto l’inizio…
una nuova guerra stava per cominciare.
GdrID: 850
Data Pubblicazione: 21/10/2009
Ultimo Aggiornamento: 16/08/2017
Segui Gioco Dichiara Personaggio Segnala Modifica Richiedi Accredito Gestore
Statistiche Boston
Aggiornamenti da Boston
Recensioni Boston
Followers e Personaggi Boston
Articoli, Interviste e altre Risorse!