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 Crystalia

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Nome: Crystalia

URL: http://www.crystalia.altervista.org

Categoria: Play by Chat

Genere: Fantasy Classico

Email Gestore: scrivi

Stato: Beta Test

Gdr Preferito da: 15 utenti

Ultimo Aggiornamento: 10/03/2009

Ambientazione
Crystalia. Una terra viva da sempre. Le ere hanno gettato nell´oblio il ricordo di date precise ai suoi abitanti. Probabilmente perché nessuno rimane di quelli che per primi calcarono con i loro passi la Terra Eletta. Mysiria, Kerhela e Lythis. Tre incarnazioni della perfezione. Eteree e Tangibili assieme. Dee destinate alla dominazione ed al governo di ogni cosa in questo regno.
Felici ed appagate da quella quiete sino al giorno in cui si resero conto che avrebbero potuto condividere quella così grande e magnifica terra con altre creature. Erano Divinità vanitose, forse, e probabilmente questo fu il loro anello debole nella creazione. I mortali non potevano essere magnanimi e tolleranti come loro, poiché altrimenti sarebbero stati pari a una Dea. Né tanto meno potevano vantare la loro bellezza ed i loro poteri. Per più di un millennio guardarono la loro opera: gli esseri vivevano in quell´unico continente, si cibavano della frutta, del raccolto, della cacciagione.
Fu nel primo giorno dell´età dell´oro che due fratelli, Marad e Lavath, trovarono quella strana pietra. Lucente, d´un giallo magnifico, nessuno dei due aveva mai visto qualcosa di così bello prima d´ora. Eppure quei due stavano andando a caccia. Lavath non tardò a raccoglierlo e rimirarlo. "Mio". Un desiderio bramoso che le labbra espressero senza remore.
Il litigio che seguì sfociò in una vera e propria rissa fra i due uomini, sino a che la pietra non fu tra le mani di Maradc che fu corrotto da essa, così come sarebbe successo per ogni altra ricchezza. Levath, per istinto o semplice rabbia, strinse il manico del pugnale da caccia nelle proprie mani, colpendo la schiena del consanguineo.
Fu cosi che si consumò il primo atto di violenza ed il primo omicidio su Crystalia. Le tre dee osservarono tutto, stupite. Mai avevano conosciuto né concepito violenza. Mai i loro occhi si erano macchiati di quell´atto. Lythis non esitò, scese sulla terra a pianger su quel corpo martoriato. Kerhela si sentì scandalizzata, rifiutò di intromettersi in quella faccenda e rinfacciò alle sorelle d´aver creato quelle creature imperfette, ritirandosi in contemplazione nel bosco sacro. Ma la reazione meno benevola fu quella di Mysiria che raccolse Lavath con le mani ancora sporche di sangue.
Lo portò nelle sue stanze e volle parlargli. Il dialogo durò a lungo, Mysiria volle sapere cosa egli avesse provato nel togliere la vita al proprio fratello. Nell´apprendere che desiderio e potere erano emozioni derivanti dall´omicidio, la Dea pareva bambina davanti a un balocco mai toccato prima. "Voi lì in terra siete tanti, potrai far questo gioco ancora. Anzi giocherò anche io, ma soltanto se è cosi bello come dici".
Perversione più assoluta era diventato il morbo che offuscava quel piacere. Era davvero cosi bello? Mysiria non volle lasciare che l´interrogativo la logorasse. Afferrò il pugnale che già aveva tolto una vita in quel giorno. Andò verso la stanza della sua ancella e la vide addormentata su un candido giaciglio, un sorriso nel viso dagli occhi chiusi dal sonno. La mano di Mysiria si sollevò lentamente, e s´abbatté sul ventre della donna. Un altro omicidio, or compiuto per pura curiosità.
Gli occhi dell´ancella si spalancarono. Iridi fisse sulla dea, pupille destinate a serbare come ultimo ricordo il volto di chi le tolse la vita. La Dea omicida tornò rapida nella propria stanza, dove aveva lasciato Lavath << Avevate ragione ragazzo! Mi piace. Togliere agli altri una cosa così preziosa mi ha donato tanto. In fondo che male c´è? Tolgo ad altri per il bene mio! >> Riconsegnò il pugnale a Lavath e lo rimandò sulla terra in cerca di altre persone che apprezzassero quel gioco. Una setta venne formata, una setta corrotta da Mysiria destinata a essere la fine di quel mondo come tutti lo conoscevano.
Senza motivo né palese utilità catturavano numerose persone, sacrificandole con quel pugnale a Mysiria stessa, che coprì quegli uomini di potere e ricchezze. Presto il popolo si divise in vittime e carnefici. Chi fuggiva e pregava per la pripria vita invocava Lythis, che ne salvò quanti piu potè. Non inferiore fu la ferocia e il piacere di Mysiria nello sterminare quelle creature. Più ne uccideva e più forte ed irrefrenabile diveniva la sua ingordigia di sangue ed il suo insano piacere. Ma era solo questione di tempo prima che lo scontro si estendesse alle Dee stesse. Fu così che Mysiria e Lythis si incontrarono su Crystalia per porre fine ad una lotta che esaltava solo una delle due parti.
Durò anni se non decenni quella battaglia, dacché i poteri delle Dee si equivalevano e si annullavano a vicenda. E la terra moriva sotto di loro. Gli abitanti di Crystalia caddero tutti, sul pianeta non vi fu più vita e ambedue le dee erano gravemente ferite. Inutile portar avanti quella battaglia, niente era più rimasto da uccidere per Mysiria o da proteggere per Lythis. Fu così che raggiunsero un accordo: nuove creature avrebbero abitato quelle lande. Imperfette come era giusto che fosse, ma libere di scegliere chi venerare e di seguire la Violenza o la Pace.
E cosi avvenne che Mysiria si rintanò nei cieli più neri e devastati di Crystalia mentre Lythis andò ad insinuarsi nei cieli piu vivi, dove ancora la terra poteva esser rigogliosa e degna d´un futuro pacifico. Mentre in completa solitudine Kerhela rimase con gli occhi chiusi dinnanzi alle loro contese e ritirata nel cuore del bosco sacro ne conobbe lo spirito, Geos padre del cosmo. Egli le promise che, al contrario delle sue sorelle, non l´avrebbe mai abbandonata per interessarsi alle vicende degli uomini, così lei decise di rinnegarne la concreazione: in un rituale lo spirito si scisse dalle sue sorelle, per unirsi in un vincolo con Geos.
Questo spirito prese la forma di un animale enorme e strano mai visto sulla terra, con corna e grandi ali telate, una femmina di colore bianco, che era gravida di due cuccioli: uno rappresentante il bene più puro e fulgido e l´altro il piu nero abominio. La dragonessa si sgravò, scindendo da se i due cuccioli, simboleggianti il legame fra le dee, che mai più verrà ristabilito e come una condanna si combatteranno loro stesse, come il popolo da loro creato. Kerhela gli pose nome “drago supremo” e lo mise a protezione del bosco sacro, attorno al quale nacque un paesino di persone che osserva gli insegnamenti d´equilibrio della dea e che ora tutti chiamano Silvara.
Essi presero a mutare in creature elette rispettose della natura, dalle lunghe e puntute orecchie e anche il sembiante divenne austero e fiero, poco incline al mischiarsi con razze diverse da quelle che rispettassero Kerhela e padre Geos. Furono chiamati Elfi. Il bosco, all´unione delle due divinità, si animò di scintille passionali, energie sprigionavano da ogni dove, simili a mille lucciole si alzarono volando dal loro giaciglio dapprima eteree poi prendendo il corpo di minute e piccole fanciulle, figli d´amore nacquero le fate e per la gioia anche le piante iniziarono a assumere sembianze umanoidi.
In onore della loro felicità anche gli alberi e i fiori quel giorno mutarono, formando il popolo degli arborei, puri e retti come padre Cosmos: i driadi, e sensualmente vanitose come la dea neutrale: le ninfe. Perfino i pesci dentro al laghetto mutarono, assumendo forma umana nella parte superiore, divenendo i Sirenidi, esseri di una beltà mai vista nemmeno in mezzo agli uomini.
Quando Mysiria lo seppe si adirò moltissimo, lei doveva essere la migliore, la più forte. Così cercò finché non trovò una divinità minore, una dea chiamata Lolth. Cercò di stringere un patto con lei per creare degli esseri contrapposti agli elfi eletti di Kerhela, ma quella, scaltra e infida, si appropriò di quel malvagio popolo, così Mysiria li maledisse dandogli il legame con i ragni da cui proviene il nome Drow e li obbligò a vivere nel sottosuolo.
Allora, insoddisfatta e adirata oltre ogni limite, iniziò a maledire alcuni abitanti della terra per godere del loro dolore così da placare la sua ira. Alcuni furono deformati nel corpo fino ad apparire abominevoli alla vista, piccoli e rinsecchiti, dalle scarse doti intellettive, portati solo a godere nella loro vita di stupidi dispetti fatti . Queste creature furono solo uno sfogo per la dea che poi li dimenticò subito dopo, lasciandoli a soffrire sul mondo in quelle condizioni, portati solo a rinnegare il loro aspetto o accettarlo e cercare di ingraziarsi la dea. Presero vita i goblin e i furry che mutarono in enormi bestie unghiate dalla testa d´animali e il corpo ricoperto di pelliccia.
Sfogatasi, Mysiria allora cambiò progetto plasmando ciò che di più avverso può esservi fra gli uomini, qualcuno che soffrisse ogni giorno senza trovar mai pace e abbia come suo unico scopo arrecare dolore per soddisfare il proprio bisogno d´oscurità. Un corpo marcescente che per vivere toglie fluido vitale agli altri individui, nacque il primo vampiro figlio della dea che soddisfatta di se stessa, credendo nella sua cieca alterigia di aver superato appieno ogni creatura creata dalla sorella, sì placò.
Lythis si avvide delle creature generate da Mysiria e si rammaricò in cuor suo, le lacrime di dea essendo purissime non caddero sul terreno ma presero a librare a mezz´aria concentrandosi fino a formare delle figure d´uomini con grandi ali celestiali. Li nominò suoi angelus e diede loro il compito di portare sollievo e guarigione nei corpi delle genti sofferenti e malati curando con l´emanazione d´amore più grande, donando il loro sangue e assorbendo il dolore in loro stessi.
Dopodiché pensò che poteva creare anche altro, per rimediare all´operato delle sorelle. E la sua mente vagò fra il mondo e vide che l´innocenza dei fanciulli era buona e coinvolgente, così fece sì che alcuni di essi fossero mutati in un popolo dal sembiante di eterni infanti, creature minute, sempre di buon umore vivaci e piene di vitalità. Ma non si fermò: creo anche grandi fiere nel cielo che si tinse tutto del colore del sole, sagome di luce alate come volatili e brillanti come stelle, capaci di risorgere a nuova vita, cavalieri della volta celeste, nacquero le fenici, guardiani silenziosi dal compito di vegliare, con amore, la terra .
Ultima creazione della dea furono minuti spiritelli, instancabili predicatori di bene i Piffardelli, portati ad avvicinare i mortali indecisi e congiungerli al bene di Lythis, a volte usando anche mezzi persuasivi fastidiosi pur di convincerli. Finito ciò la dea, soddisfatta, sedette sul trono a contemplare il suo operato, ritrovando il sorriso.
Ad oggi Crystalia è governata dalle famiglia reale Von Lathlande. Lovely, principessa del regno e sposa di Sighmund, angelus patronum prescelto di Lythis, governano amorevolmente il loro popolo, vivendo come molti di loro in una semplice cascina ai margini del bosco sacro, rifiutando la vita agiata di corte, del castello e assistendo i bisognosi nel paesino di Silvara luogo adibito alle cure, custodito dall´antico drago, che li ha adottati come fossero la sua famiglia. Goldena è la rigogliosa e fiorente capitale dedicata alla dea Benevola, mentre Ranzio la provincia maggiore ma più distante e malfamata, ove Mysiria è oltremodo venerata.


 Gestore Accreditato

berrychan

    


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