Grendhal
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Grendhal
URL:
http://www.grendhal.net
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Categoria: Play by Chat
Genere: Fantasy
Stato: Chiuso
Email:
mostra
Restrizioni: 16+
Descrizione:
Grendhal è un GDR online in ambientazione raw fantasy, ovvero un’ ambientazione differente dalla consueta fantasy-medioevale. Lo scopo di questa land è quello di offrire e creare insieme un mondo variegato e complesso, colorato e crudele, affascinante e pericoloso, un mondo realistico, lontano dall’ aspetto totalmente fiabesco di altre ambientazioni, (sebbene non manchino elementi simili anche in Grendhal) un mondo con regole ben precise e nel quale ci si possa muovere al tempo stesso liberamente.
Lentamente, senza fretta, dai visi taluni che mostrano timore reverenziale, altri scolpiti nell’ ignoranza dell’ arroganza, folti gruppi di giovani entrano mano a mano nella struttura di marmo e acciaio del Tempio Kren-Ha, prendendo posto sulle metalliche panche, come moltitudine colorata che man mano cerca di dar vita all’ enorme struttura dalle volte poligonali, immersa nel silenzio e illuminata dal purpureo pallore dei cristalli rosso fuoco disposti regolarmente e sostenuti da catenelle in oro... cristalli che al pari della fiamma viva illuminano la navata ovale, donano al luogo un aspetto al tempo stesso mistico ed alieno.. sul fondo della navata, ben visibile su un piedistallo istoriato in oro, tempestato di pietre preziose, la massiccia figura cromata di un Kren-Ha attende immota, le metalliche braccia conserti al petto, gli occhi spenti che attendono che l’essenza aliena torni a dimorarvi per mostrare nuovamente la fredda luce della gemma a forma dodecaedrica, palese sintomo della presenza di quella che l’uomo chiama Razza Ancestrale.. Uomini e donne, dagli abiti dalle fogge più disparate, così come i loro lineamenti sono il segno evidente di una mescolanza razziale che perdura da secoli e secoli, infine prendono tutti posto, scambiandosi tra di loro occhiate curiose.. unica cosa in comune nella folla umana, la giovane età… tutti i visi mostrano la fiera bellezza dei 15 inverni appena compiuti.. ed infine il silenzio viene spezzato.. le braccia di metallo della creatura si muovono, si illuminano quelli che in un corpo umano sarebbero occhi, e una fredda voce metallica, potente e senza alcuna inflessione o cadenza, si ode distintamente nella navata, dove ora gli umani attendono, immobili, alcuni trattenendo addirittura il respiro.
-Benvenuti, giovani umani. Helithys vi dona il suo saluto. – segue una breve pausa, mentre la fredda testa metallica della figura, alta 3 metri e più, pare scorrere le navate per imprimere nella memoria collettiva della Razza Ancestrale ad uno ad uno tutti i visi dei presenti.. che dal loro canto percepiscono distintamente una sorta di curiosa contrazione là dove ha sede l’intelligenza umana, al pari di una mano che ne stringa l’essenza per valutarne in un’ attimo, peso, valore ed intenzione.. e subito dopo la voce torna stentorea a farsi sentire- Siete qui riuniti, come vuole la tradizione di questo pianeta, perché tutti voi, sebbene diversi gli uni con gi altri, e ancora non sapete neanche quanto, avete raggiunto la prima meta, la più importante, del vostro cammino di esseri fatti di carne e sangue, del vostro breve passaggio su queste terre. Tutti voi avete compiuto i 15 inverni oggi, e tutti voi avete sentito oggi un bruciore intenso in una parte del vostro debole corpo di carne, e toccandovi in quel punto avete sentito qualcosa che prima non c’era- nuovamente la figura androide di metallo tace per brevi attimi, mentre i più coraggiosi annuiscono alle parole udite, ed altri arrossiscono vistosamente nel vedersi addosso gli sguardi di loro conoscenti diretti in un punto ben preciso del loro corpo, menzionato genericamente dal Kren-Ha.. ma nuovamente la voce metallica torna a catturare l’attenzione di tutti- Siete qui oggi, come stipulato nel patto tra la nostra Razza e la vostra in un tempo del quale solo noi abbiamo viva memoria, per conoscere la vera natura della vostra essenza e della vostra storia. Cercate di immaginare, nelle vostre deboli menti, un immenso vuoto… 1000 e 1000 volte più grande di questa struttura dove ci troviamo- il braccio destro del’ androide si articola in un fluido movimento, ad imitazione di un gesto tipicamente umano, ad indicare l’enorme navata, e la voce torna a martellare i timpani umani- Questo vuoto esiste da milioni di milioni di milioni della vostra misera maniera di calcolare il tempo, gli inverni. E questo vuoto è sempre stato dominato da 7 Presenze. Voi potreste definirle Forze, o Essenze. O Poteri, Elementi, Dei, ma nessuna di queste vuote parole, al pari di qualunque altra, le può descrivere pienamente. –Nuovamente il Kren-Ha tace per brevi istanti, per dare modo alle limitate menti umane di tentare di visualizzare i concetti espressi dall’ entità aliena, per poi riprendere- Una di queste Essenze, vi parla in questo momento, in una forma assunta per essere a voi almeno in parte comprensibile- l’androide si batte il petto, traendone il sordo rumore del metallo temprato- le altre sei sono presenti in ciascuno di voi. E ciascuno di voi ne possiede dentro sé solo una, in una misura infinitesimale, mille volte più piccola di un granello di sabbia raffrontato ai vostri miseri corpi. –ancora tace il rappresentante della Razza Ancestrale, godendosi empaticamente i pensieri sgomenti di quella che è per lui una razza inferiore.
-Queste Presenze hanno forgiato il mondo in cui vivete. E milioni di altri, dove al posto della vostra umile razza ce ne sono altre, ben più evolute e possenti, che ne forgiano a loro piacimento le sembianze. Nihile, così si chiama questo granello di terra in cui vive la razza umana, è stato forgiato in principio da solo sei delle sette forze. So che è usanza umana dare un nome ad ogni cosa, per cercare di circoscriverne le sembianze e per tentare di capire anche quel che alle vostre limitate menti sfugge perché troppo grande e troppo diverso dal poco che voi siete. Così, per facilitarvi il difficile compito della comprensione, darò un nome a ciascuna di esse. –nuovamente la voce metallica tace, mentre i visi sgomenti degli umani si sforzano di comprendere i concetti espressi e di celare l’ostilità alle continue dimostrazioni di disprezzo a loro mostrate dal rappresentante della Razza Ancestrale. –Le chiamerò Forze, perché questo è un concetto a voi comprensibile. E gli darò sei nomi, che vi potranno almeno far intuire in minima parte cosa esse siano.
-Alterazione. Controllo. Evocazione. Trasformazione. Mantenimento. Distruzione. –cadono come macigni le sei parole sulle teste degli umani, ansiosi di capire quello che è stato a loro celato accuratamente, per tradizione, finora dalle persone più anziane della loro età, mentre la voce aliena riprende impietosa- Questi i loro nomi. Le sei Forze hanno generato questo mondo, in quale maniera è inutile spiegarvelo. Non sareste comunque in grado di comprendere. Sappiate solo che esse sono generatrici di tutto. In un tempo che agli occhi dei Kren-Ha è appena trascorso e ai vostri è un baratro di milioni di anni, noi arrivammo per popolare con le nostre essenze anche questo misero mondo. Il perché non vi è dato sapere. Allora, per adattarci al fu barbaro mondo, assai peggiore di quello attuale, prendemmo una forma fatta di carne e sangue, per dilettarci nel provare le misere sensazioni che voi state provando in questo istante. Nonostante la tradizione del Veto, alcuni di voi avranno sentito parlare dei Ghoul.- Si muove la testa metallica, con precisione, andando a colpire coi freddi poligoni alla stregua degli occhi poche e determinate persone, che immediatamente dapprima arrossiscono, per esser colte poi da un freddo malore, percependo l’aliena consapevolezza del loro misfatto come impressa a fuoco nella mente.
-Eravamo forti e grandi, selvaggi negli istinti e mostruosi ai vostri occhi. E per diletto mietevamo la vostra razza così come voi mietete il grano maturo nei campi per dare energia ai vostri gusci di carne e sangue. Come è da ere immemorabili, ciascuna delle sette presenze al tempo stesso combatte e si allea con le altre. Il perché, non vi è dato sapere. Dovete sapere solo, come è facile intuire persino per voi, che come noi avevamo una forma, anche le altre sei Presenze ne avevano una, ma comune. La vostra.- nuovamente scende il silenzio nella navata, mentre ancora il Kren-Ha riceve, traendone quello che un umano chiamerebbe diletto, il guazzabuglio di emozioni contrastanti proveniente dalla folla.
-La vostra razza, come è ancora oggi, è debole. E noi, nelle forme potenti che usavamo per il nostro diletto, troppo avvantaggiati. Vi venne così donata, da quattro delle sei Forze presenti, la Magia. E come ogni Forza è al tempo stesso distinta e un tutt’uno con le altre, così nacquero le quattro scuole della Magia. Alterazione, Controllo. Evocazione. Trasformazione. Questi i nomi a voi donati da quelli che voi chiamate Dei, e che altro non sono pallidi riflessi delle sei Presenze, che hanno preso una forma ai vostri occhi divina per poter essere compresi e dalle vostre menti e rispettati come Essi meritano.
-Le Forze di Mantenimento e di Distruzione non furono altrettanto generose, limitandosi a donarvi solo dei corpi migliori, che consumano meno energia di chi ha in sé un brandello delle altre quattro Forze. Altri sono i vantaggi da Esse donati, ma per questi miseri dettagli non vi è certamente bisogno della parola di un Kren-Ha quale io sono. E con oggi cade il Veto, che ha obbligato i vostri famigliari, parenti ed amici, a tacervi finora la vera natura delle cose, natura che sto cercando di farvi capire, benché compito arduo.
Muovamente l’androide fa una lunga pausa nel suo dire, immobile, ora le braccia conserti al petto, gustando ancora il lavorio delle cellule cerebrali dei giovani umani presenti nella navata.
-La razza umana, grazie ai doni della Magia fatti dalle Forze, e ai Campioni leggendari, riuscì a sopravvivere. E così, ancora una volta, per quello che forse voi chiamereste diletto ma che diletto non è, i Kren-Ha cambiarono forma, prendendo quella attuale che ora potete ammirare coi vostri occhi.-
-Non vi parlerò dei sottili disegni che stanno dietro a questa decisione, così come voi non parlate a una formica quando col vostro passo la calpestate. Ma i segni di quella che ora ha l’aspetto di una benevola presenza, sono visibili a tutti. I cavalli di metallo che trainano carri parimenti di metallo, le aeronavi che solcano il cielo trasportando le merci da una nazione all’ altra sono una realtà, così come lo è la complessa macchina che frantuma notte e giorno il metallo nelle Miniere delle Nazioni. Questi sono i doni che vi abbiamo fatto, lasciando alcuni di noi a vegliarne la forma, a voi troppo complessa per essere capita.-
-So, Sento che alcuni di voi si stanno chiedendo che legame ha con tutto questo il vostro essere qui in questo giorno, e che legame c’è con il simbolo nero nato sul vostro corpo in questo giorno. Sappiate, umani, che esso altro non è che il marchio tangibile delle Forze presenti in ciascuno di voi, un marchio indelebile che da oggi condizionerà la vostra stessa esistenza, plasmando la vostra mente nelle forme scelte dalle Forze stesse, donando ad alcuni di voi potere magico, ad altri grande forza o destrezza nelle loro attività.-
-Ma soprattutto donando a ciascuno di voi, quale beffa divina, l’orgoglio di appartenere a una ben definita Forza, e in tale appartenenza scoprire sentimenti che vanno dall’ indifferenza, alla tolleranza, passando infine per l’odio per i rappresentanti tangibili di altre Forze.-
-Lascio a voi lo scoprire con chi siano le somiglianze tollerabili, e con chi viceversa le intollerabili diversità che portano ai conflitti, alle uccisioni, all’ astio e a tutte le variegate espressioni della vita umana, che tanto dilettano noi Kren-Ha.-
-E per chi di voi si chiede quale era la nostra forma ere fa, gli incauti- si muove la metallica testa puntando i colpevoli, immediatamente colti in fragrante dalla percezione mentale del rappresentante della Razza Ancestrale- si augurino di non incontrare mai nessuna delle bestie dette Ghoul, che abbiamo abbandonato e che hanno preso una forma vitale a immagine e somiglianza alla nostra ferocia di allora.-
-Ora andate umani, e benvenuti nella vostra nuova vita.- a conclusione del discorso, un suono regolare e metallico, parodia di una risata umana, metallico e regolare nelle cadenze dal suono, nonostante l’assenza di emozioni mostrate, si ode nella navata che lentamente si svuota, lasciando gli umani innanzi a una vita assai più complicata e pericolosa di prima...
GdrID: 603
Data Pubblicazione: 14/11/2007
Ultimo Aggiornamento: 05/01/2016
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