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 Feedback

Racconto pubblicato il 01/10/08
Autore: KHANON


Rapido, tanto veloce da non poter essere visto da occhio umano, serra ai fianchi le braccia appena flesse, tagliendo l'aria al pari di un proiettile; Shinsei ancora nel fodero, dietro la schiena. Soltanto la determinazione già sfoderata da tempo, appena ha percepito il nuovo nemico.
In questa guerra non può rilassarsi.

Non deve.

Un salto tra i vicoli, immerso nel buio d'una notte qualunque di maggio; rapido, afferra l'asta d'una bandiera dimenticata, per poi limitarsi a flettere un paio di volte le braccia e, di slancio, salire sull'appoggio abbastanza agilmente, piedi contro l'acciaio ormai eroso, rosso come il sangue che ha visto in sogno.
Come se potesse volare, come se la gravità fosse solo un ricordo perso nella memoria: ed in parte è davvero cosi.

Lo avverte: sente l'aria fremere, percepisce qualcosa di diverso in quei luoghi, totalmente distante dalla normalità, totalmente diverso dalla vita di tutti i giorni. E dire che lui in quel quartiere ci era cresciuto, almeno fin quando lei non si è rivelata: lei, la sua Shinsei. La “Luna della Passione”, cosi come ha saputo in seguito dal suo Sensei: non accadeva da anni, centinaia forse. Non si sa chi sia stato l'ultimo “compagno”, ma si sa per certo che se l'ultima guerra è finita, è grazie a quella lama ora riposta nel fodero dietro la sua schiena; è una responsabilità forse troppo ardua per un ragazzo di soli vent'anni.

Respiro ritmato, costante, sempre più lento quando qualcosa giunge da nord: un fendente che devasta le macerie intorno, energia dorata e bianca che travolge tutto fino a spegnersi contro il suo appoggio, demolendo i ruderi che sostenavano l'asta arrugginita. Salta Rhaen, poco prima d'essere colpito, puntando con lo sguardo la fonte del colpo: ed allora scorge il nuovo nemico.

E' un altro Figlio del Tuono, inviato dalla Nazione del Cielo a stanare gli ultimi sopravvissuti, cosi da poter estirpare la piaga della ribellione: ma Rhaen è li per questo.
Per dimostrare che qui sulla Terra ancora esiste chi vuole vivere libero, lontano da regole e stupide costrizioni; fruscio di metallo, lingua fredda che dal fodero esce d'impeto, tagliando l'aria al pari d'una serpe in cerca di preda. Ancora un fendente dal Figlio del Tuono, stavolta respinto di pari forza dalla Passione con un colpo dritto e preciso; dal contrasto un esplosione e dunque un nuovo taglio a squarciare il suolo, solcandolo per qualche metro ma profondamente.

“Fammi passare Uomo: sono gli Dei a mandarmi.” voce ferma, meccanica, ovattata da una maschera di metallo mentre a passo lento il Ryden continua ad avvicinarsi; “Se è cosi, tornerai a loro come anima e ben presto, anche i Cieli vedranno che la Ribellione è ancora viva.” respiro lento, parole sussurrate e dita a tamburellare sull'elsa scura ora tesa verso l'alto, verso il cielo.

Adesso non è più tempo delle parole.
Adesso, è tempo di far vibrare il metallo.

Le lame a scivolare l'una contro l'altra, mentre le scintille avvolgono i due Krighe ancora solo all'inizio del duello; saltano via, allontanandosi l'uno dall'altro dopo aver testato la rispettiva forza. Ma se il Ryden può contare su una maggiore forza d'impatto, Rhaen può vantare una rapidità senza dubbio maggiore oltre ad un altro vantaggio: e sarà sopratutto quest'ultimo a segnare la sua vittoria probabilmente. Rapido, porta la lama sul fianco correndo velocemente contro l'avversario, stringendo l'elsa con la sola mano destra; allora, un sussurro taglia il silenzio della battaglia.

“Danza, sulle note degli Angeli; urla contro il cielo che non t'ascolta. Sia Cenere dopo il tuo Canto: l'arte della Guerra.” Shinsei, la lama stessa, freme al sentire quelle parole, come una giovane amante che ascolta la voce d'un uomo follemente innamorato di se; ed arrossisce, proprio come una donna.

Dall'altra parte, il Ryden a stringere l'elsa con forza, saltando successivamente verso l'alto, pronto a lanciare un nuovo attacco contro Rhaen praticamente sotto di lui, adesso a circa dieci metri; meccanico, non sembra avere nessun legame con la propria arma tanto che questa, al vederla da fuori, stretta solo con forza, di colore grigio tenue, appare solo per quello che è: un pezzo di metallo.

Ne più ne meno.

Ed è questo che segna la vera differenza tra i due guerrieri: uno è schiavo.
L'altro no.

Oro ed avorio a provenire da sopra, ad avvolgere tutto quando il colpo del figlio del Cielo si muove verso al basso, pronto a tagliare in due il ragazzo; ma dal basso non è sangue a venir fuori.
No: è fuoco.

E' cenere.

Qualche istante soltanto prima che l'attacco del Ryden venga totalmente annullato, inghiottito da un vero e proprio turbine rosso proveniente dal basso, da Rhaen; Shinsei trema, producendo un leggero eco, più simile al suono di campane lontane. Il resto, sono soltanto ceneri tutto intorno e pezzi di metallo fusi sparsi vicino a Rhaen; rinfodera la spada, chinandosi contro al suolo. Raccoglie qualcosa: metallo, una qualche lega dal colore rossastro, molto simile al rame ma dall'odore stranamente fastidio anche se il pezzo, praticamente identico ad un pedone da scacchi, è integro.

Sul retro, una sorta di display e su questo una scritta a scorrere per qualche secondo; “Feedback?”scuote il capo Rhaen, stringendo il pezzo nelle mani per poi, velocemente, andare verso la foresta.

Adesso, deve tornare a casa.





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