Racconto pubblicato il 28/12/2011 Autore: AUTORI VARI
Dal diario di Francis Morgan, 26.10.2011Oggi col cazzo che esco. Ennesima giornata di diluvio, e menomale che Barcellona doveva avere un bel clima mediterraneo, con un autunno sereno. Col cazzo. Piove così tanto che mi domando se i nosferatu nelle fogne si siano improvvisati una qualche partita di pallanuoto. Ne approfitto per riordinare i pensieri. Sono qui da poche settimane, eppure ne ho già vista qualcuna. Barcellona, unica roccaforte anarchica in Europa, stretta tra le sette. Mi ricorda la mia situazione a Milwaukee, quando fui abbracciato. Francis Morgan, tra i pochi infanti del principato, stretto tra i complotti degli anziani. Pace alla mia scelta di scappare, pace all'opportunità che gli anarchici mi hanno dato di unirmi alla loro causa. Sono passati ormai quasi dieci anni. Si sentono voci strane, ultimamente. Voci che dovrebbero sentirsi solo quando sei con il culo gelato in una foresta. Ululati, a essere precisi. Qualcuno asserisce che si tratti di lupini. Per il momento, non ne ho visto uno. Qualcuno mi protegga dal vederne un altro. Non so neanche io come diavolo ho fatto a scampare all'incontro con un mutaforma, poco tempo dopo il mio abbraccio, ormai tredici anni fa. Ad ogni modo, schiarisco le idee, oggi resto a casa, tanto qua piove sempre.Dal diario di Francis Morgan, 28.10.2011Le voci si spargono rapidamente, come una macchia di sangue intorno a un corpo appena ucciso. La seconda guerra civile, ecco come la definiscono, ecco cosa è stata. Voci discordanti, sembra che si tratti di un golpe. Un lasombra: così si mormora, nella notte di Barcellona. L'emissario ha fatto bingo, ha sentito dei casini a palazzo e si è fiondato dentro l'edificio con la sua auto. Tanto per non attirare l'attenzione degli sbirri. Sia maledetto dal Grande Padre, e che la sua cenere finisca nelle fogne. Riordinando i pensieri, questo è il quadro. Quasi dieci fratelli morti, a causa di un tentativo di golpe represso severamente dal vicecommissario. Il commissario in persona invece ci ha lasciato le penne. Fottuto brujah con la faccia da belloccio, gli è andata male stavolta. Ci hanno lasciato le penne gran parte dei culi quadrati della Baronia, ieri notte, a quanto si dice. Dannati segadores, stavolta hanno avuto ciò che si meritavano. Hanno tentato di coercizzare il primo tribuno von Cerberus, ma sono riusciti solo a decapitarlo. Pare che sia stata quella leggenda vivente di Guy Fawkes, altrimenti nota come Artemisia Serrano. E' giunta al capolinea anche lei, ieri notte. Lei, con un carriera da fare invidia a chiunque. Dicono che abbia fatto saltare in aria il concilio di Primogeniti di Londra, quella bastarda. Ieri è stato il suo culo, a saltare in aria. Barcellona è così. Arrivi con tutta la gloria del mondo, e puoi star certo che se aspiri a troppo vai a finire in un mucchietto di cenere. Ringrazio chi mi ha creato per avermi ricordato di essere solo un soldato, in questa guerra di folli. Non pretendo di avere una visione chiara e piena del quadro, mi reputo a recitare la mia parte da pedina, uccidendo e sopravvivendo come posso, come ho sempre fatto. La Baronia versa in una situazione critica, è inutile negarlo. I Fratelli si sono cagati addosso, cento di loro pare che abbiano abbandonato Barcellona ieri notte stessa. Il Barone sarà veramente incazzato. Chi se lo dovrà gestire avrà una bella patata bollente da gestire. Riordino le idee, anche stanotte. E' da riordinare tutto, e non solo la mia mente, nelle prossime Notti. Fottuta Barcellona.________________In una caverna molto sotto la rete fognaria di Barcellona Ubi solitudinem facuint, pacem appellant. – dice Lui, il suo corpo è una macchia bianca assisa su qualcosa, forse una roccia. E’ bianco come la luna quando il sole non si erge alle sue spalle, più diafano del cadavere di un bambino, e soprattutto è impossibile guardarlo senza provare un senso di distorsione, non è un essere umano, non più, da molto, troppo tempo. Egli è solo Lui. Il suo interlocutore apre la bocca, ma viene fermato – Loro crearono la desolazione e la chiamarono pace. – La sua voce è un roco sussurro, senza alcun accento vero e proprio, o inflessione, non c’è empatia nella sua voce, solo gelido e spietato calcolo. L’altro sta per aprire la bocca, di nuovo , ma ancora una volta viene fermato – Si parla sempre delle stesse cose, ragazzo. Da una parte un gruppo di persone, dall’altra un altro gruppo, entrambi desiderano una cosa e non riescono a mettersi d’accordo, anche perché qualcun altro si intromette nei loro affari, rendendo impossibile la collaborazione e creando discordia. – Si ferma, fa una pausa, ma non è una pausa teatrale, per respirare, sta solo cercando di richiamare delle parole molto antiche alla sua mente – Eritis sicut Dei, disse il serpente. – Ancora una pausa, qualcosa scintilla nella sua bocca, una lingua rossa e due soli denti, lunghi e bianchissimi – E’ sempre la solita storia. Ora ascoltami, ti parlerò di loro, così quando verrà il tuo momento, il nostro momento, capirai. - ____________Nella mente di Marcos- Questo Marcos è la Torre, viene utilizzata per sfondare le difese nemiche da un Re saggio che sa quale pedine può sostituire, a chi rinunciare e chi sacrificare. Il Re lo ha aspettato molto a lungo ed ora che gli è capitato tra le mani ha sorriso e lo ha diretto nella direzione giusta. Come il cavallo di Troia egli sarà il motivo della caduta, ma per cadere dovrà bruciare. Vuoi vedere i suoi pensieri, figlio mio ? Guardiamoli insieme. - Cristo Santissimo!Il mondo corre troppo veloce e io volo. Mi sento come l'elica del frullatore quando ci schiacci l'arancia dentro,...anzi no, è come impennare con un trattore passando su un campo,però al posto delle spighe di grano ci sono i mentecatti. ... anzi no, è come essere un missile sparato sulla Luna,il problema è che avrei potuto prendere un pò meglio la mira.E' tutto questo, con l'aggiunta di una striscia di speedball... che non gusta mai.Mi faccio arrapare dal sangue quand'ho ancora il naso sporco di polvere.E' un modo di dire, ovviamente. Ho passato le notti a farmi dare del Brujah solo perchè era utile e divertente,"Marcos il Brujah, Marcos il Brujah", massa di coglioni. Lo sapevo che sarebbe successo, prima o poi. Ed era in previsione di tutto questo."Marcos il Brujah". Butto il freno, rallento il cervello e faccio mente locale. Avanti agli occhi mi scorre un film e posso decidere quando stoppare l'immagine...un pò più indietro... un pò più indietro... un altro poco... ecco!Ecco! Sono nel privè ed è il 28 Novembre del 2011 e credo manchino un paio di ore all'alba.Ci siamo: Io, il Colonnello Fawke, il Tribuno Franz e la giovane recluta seduta più in là. Stiamo chiacchierando... no... anzi no.. a ricordare bene Io e Fawke stavamo minacciando.Da bravi Segadores mettavamo in chiaro alcune cose con il Tribunale. E quello ci stava capendo.Poi?Poi... poi... poi.... una voce antipatica che urla. Ci giriamo tutti e tre.Ed ecco quel meraviglioso cazzone di Daren, con una spada in mano (???) che minaccia qualcuno......qualcuno, forse io? Non so... ah sì, quindici minuti prima avevo chiuso il becco a una sua amica.La situazione in quel momento mi è subito chiara: non ho un secondo di esitazione. Nessuna indecisione.Lui entra e urla, e io gioco a "black-out": l'Oscurità riempie la stanza, non si sente ne si vede niente.Cioè... intendiamoci... almeno così suppongo che la vivano gli altri tre. "Marcos il Brujah". Sorpresa!Franz, Guy Fawke e la giovane recluta scattano in piedi senza capirci un cazzo...e mentre Daren-Culo cerca di fuggire nella direzione sbagliata, ho tutto il tempo di andargli dietro...gli ficco la prima coltellata e già lo vedo in panico. Forse urla, ma non si sente nulla. Vuole fuggire, ma lo fa nella direzione sbagliata... sta andando contro il muro.E soprattutto mi sta dando ancora le spalle. L'ennesima piantata di ferro e stramazza al pavimento.Poi gli ficco un legno nel cuore, lo trascino verso la prima sedia e l'accomodo lì, bello composto.Torno alla mia, mi siedo e scaccio il Buio Vivente da dove l'ho preso. Cioè da qualche parte.La vista di Daren-Culo impacchettato e accomodato sembra convincere il Tribuno,ecco... ora va meglio. Basta poco in fondo. Ora ascolta con le orecchie più aperte di prima,e soprattutto ha paura. Avrebbe dovuta averla anche prima, quando parlava "Marcos il Brujah"."Tu hai solo fumo Marcos!" - mi dicevano, avendo a loro modo ragione. Il problema è che è il fumo del Sudario. Porto avanti le immagini e scorro le successive, saltando qualche passaggio...ve la posso fare breve: qualche minuto dopo, il kaos. Non che mi dispiaccia.C'è il Colonnello Fawke che si afferra con una femmina che era amica di Daren-Culo,ci sono due Nosferatu apparsi dal nulla che ci sparano contro,c'è il compare Manuel che ara incazzato come una jena,c'è un certo Gangrel che non capisco che fa...e c'è Franz che gioca alla bella statuina.Lo stress mi sale al cervello e me lo fotte.E torna il Buio.Ricordo che tutto diventa più facile. Allora... i primi due stronzi a stramazzare sono i Topi di Fogna. Poi mi inculo il Commissario Montes (ma quando cazzo è arrivato?)Poi scanniamo il suo amico Gangrel,l'ultima a buttarci il sangue è quella troia che morde il Colonnello.Torna la luce.Fawke grida incazzata, Manuel è seriamente ferito,Franz ha sbattuto la testa contro il muro cercando l'uscita,e per terra ci sono almeno cinue cadaveri e due teste.Che cazzo abbiamo fatto?Come siamo arrivato a questo?Sento le voci dei loro compari nell'altra stanza...E' già finito il tempo di pensare.Devo solo sopravvivere e uccidere tutto quello che ho avantie qualcosa mi suggerisce di tirare in Salone la testa mozzata del Commissario.Non so perchè l'ho fatto, però ce la spedisco con un calcio.I bastardi sono in troppi... e abbiamo un ferito. Non va bene. Riaccendo il cervello e cerco di pensare.In quell'istante l'attenzione si ferma su Daren-Culo...che è rimasto comodo e impalettato dove lo avevo lasciato.Ecco! L'idea! Mi trapassa il cervello come un fulmine!"Ragazzi..." - dico agli altri Segadores - "Usiamo Daren!""Lo dissanguiamo, gli sporchiamo la bocca di sangue...""Gli togliamo il paletto dal cuore e lo facciamo volare di là...""Sì... tempo un istante e finisce in frenesia...""Sì... e mentre sono occupati a non schiattarci... sfondiamo il muro di qua e scappiamo."Era tutto perfetto. Pensata alla grande. Tutta liscia... ma!!!Ma il Colonnello dice: No! dice che ora andiamo di là...che il Tribuno onorerà la promessa...che inventerà qualcosa per l' "incidente"...che non occorre più azzannarsi...Stoppo le immagini e blocco quel momento.Lo ricordo benissimo.E' stata la prima e ultima volta che ho ascoltato una femmina...ed è stata la seconda e ultima volta che sono morto.Stupida troia!___________________L’altro sta per parlare, per proferire parola, ma un dito di Lui lo ferma, sa già ciò che sta per dire, lo sapeva, probabilmente, da prima che lui fosse nato. E così parla – Una torre ed i suoi alfieri sfondano le difese del Re e prendono in ostaggio una Regina, il pezzo importante. Vengono circondate dagli altri pezzi della scacchiera, che accorrono per difendere la Regina, ed allora lo scontro è inevitabile, non può esservi altro che non sia la morte, l’epurazione. E come ogni cosa, in natura, i segni l’avevano previsto. Prima dell’arrivo della pioggia le nuvole si addensano, prima della tempesta, la calma è piatta. Prima della fine, qualcuno ha fatto un disegno, ma nessuno lo ha capito. Chissà se l’oracolo che ha decifrato tutto, questo pezzo misterioso, che lavora dietro le quinte della scacchiera, è stato in grado di percepire qualcosa di importante. – Sorride, o perlomeno atteggia la bocca ad un sorriso – Vediamo. – E non è una domanda. - Nella mente di MacridaE' tutto buio. E' tutto buio e silenzioso. Qualcuno parli! Qualcuno accenda una dannatissima luce!Shhh...silenzio.Marcos! Guy! Daren! Dite qualcosa, maledizione!Shhh. Puoi urlare fin che ti pare, ma nessuna voce uscirà dalla tua gola. E' bloccata, come una morsa gelida, come se degli artigli ti avessero strappato delle corde vocali. L'oscurità è opprimente e ti avvolge nel suo sudario, facendoti galleggiare in una realtà che non esiste.Fai silenzio...fai silenzio. C'è qualcosa qui, qualcosa di brutto. E' il nosferatu...è Guy...è Daren...qualcuno di loro ha creato questa oscurità.E se non fosse nessuno di loro...e se invece tutto questo non fosse che un altro incubo? Allora sì che sarebbe davvero divertente. Lascia che ti racconti che cosa sta succedendo, mentre sei rannicchiata in questo mostruoso buio e ti proteggi la testa, cieca e sorda, una bambola di pezza nelle mani di chi domina il Buio.Non ti voglio sentire!Mi sentirai, eccome. Ricordi come è iniziata la serata? Oh si che lo ricordi...è cominciata con un diverbio violento, più che violento che diverbio, tra due Cainiti che è terminato solo per l'arrivo di un terzo. Così il Diavolo ed il cane da guardia dell'Inferno si sono appartati e tu li hai seguiti...e quindi s'è aggiunta una creatura che non avevi mai visto.Ma poi cos'è successo?E' arrivato Daren con una spada in mano.E' arrivato il Numero Zero in cerca di vendetta.E poi è stato il buio.E poi è stato il buio. Ma ora sia luce....Luce è stata. L'oscurità si è ritirata e come la marea ha lasciato i suoi rifiuti sulla spiaggia, così la Notte mostra i propri orrori: il corpo di Daren è trapassato da un paletto e riverso su una sedia, Guy e Franz hanno il coltello in mano......ma gli occhi sono tutti per Marcos. Marcos ride la sua peggior risata da figlio di puttana, mentre l'Oscurità danza attorno ai suoi occhi ed alle sue labbra. E' tutto sbagliato.E' tutto sbagliato. Di lì a poco le fiamme avamperanno e le pareti gronderanno sangue in quella che, nel giorno seguente, verrà paragonata alla Notte dei Lunghi Coltelli. L'Oscurità s'è fatta affilata e le ceneri dei martiri ora si confondono con la polvere del pavimento...tanto che, il giorno dopo, pare che non sia successo nulla.Cenere alla Cenere.Polvere alla Polvere.Amen.____________________________In una caverna molto sotto la rete fognaria di Barcellona- Vedi ? Guarda quanta confusione. Lei aveva il dono di vedere, un pedone che poteva in qualsiasi momento diventare Regina, ma non avendone le capacità il suo vedere è stato come dare gli occhi ad un paralitico, chiedendogli di spargere un messaggio. La natura, figlio mio, dà spesso il pane a chi non ha i denti, ricordatelo. Considerati fortunato, tu hai i denti, o non saresti qui. Ed al pane, quanto al pane, sarò io a spezzarlo per te. – Dice la voce, con un tono indecifrabile, arcano, distante, l’altro inspira, socchiude le labbra e viene fermato - Ora però viene il bello, le altre pedine chiamano a raccolta un’altra torre, diciamo che un alfiere cerca l’aiuto di un altro pezzo di eguale potenza per fermare Marcos. E’ un sistema difensivo, uno dei più antichi, l’accentramento delle forze per vincere, o morire, tutti insieme, in una grande battaglia. Figlio mio, a nessuno piace morire, ma nessuno vuole morire solo. Osserva questa mente, è brillante, dovremo tenerla d’occhio anche perché non morirà stanotte. Nella mente di NeeraI Atto:Questa vita è una tragedia! Il nostro mondo... un palcoscenico!-Penso, quando la lurida mano di quel coglione di Marcos mi si fionda in gola sollevandomi di peso contro il muro. -Io riuscirò a reggere la parte che mi hanno assegnato... e lui?-Chiudo gli occhi, lui sibila qualcosa allorecchio ed io rido, rido di gusto.Se c'è una cosa che so fin troppo bene di me è che so quando avere timore e quando sorridere agli eventi...forse questa volta mi sbagliavo.Mi lascia andare, l'ultima buona azione di quel tutto d'un pezzo del Primo tribuno... attore nato quello, coerente e sentito fino alla fine, anche la sua morte è stata degna di applausi.Ecco Daren, che inguaina una spada, come il principe azzurro in groppa al suo cavallo bianco a far giustizia per la sua dama o forse solo a prendersi quel che gli spettava.-Non andare ti prego...-Lo afferro per un braccio e lo trattengo, ma bastano pochi attimi e quello sfugge spada in spalla.-Non sopporto che qualcuno ti tocchi-Deglutisco a fatica. Non ho bisogno di respirare eppure perchè sento che manca l'aria?Attendo l'entrata in scena di una delle attrici principali, la biondina tutto pepe, mentre quella con la faccia da dura mi sfila davanti, fiera e tronfia come una diva d'altri tempi.Sono attimi, secondi, minuti...-Dio! Tutto scorre a rallenty e questa colonna sonora da "Final destination" non mi piace affatto.--Perchè non esce nessuno? Cosa accade li dentro?-No... non era questo che avevo scritto nel copione... la mia trama si sgretola pezzo dopo pezzo tra le dita ed io, regista inerme di una storia che non mi appartiene, non posso far altro che guardare gli attori prendere iniziativa e improvvisare, come folli in balia delle luci abbaglianti dei riflettori.Passano ore e ad uno ad uno ogni attore sparisce dietro quella tenda del sipario che li cela per intero a sguardi indiscreti. Ma lo spettacolo non è ancora concluso.II Atto:Solo voci, solo un mucchio di voci e spari accatastati in due metri per due.Eppure non ho il coraggio di fare quel passo... quel passo che so per certa mi avrebbe strappato all'immortalità.Altri attori inghiottiti nelle ombre isteriche che avvolgono ogni cosa... poi è un attimo, un istante, un sussulto della terra, un sussurro nel silenzio che avvolge ogni cosa. Mascella che sbatte, pupille dilatate ed un finto sospiro, un profondo sospiro, l'ultimo per la preda, il primo, da sazio, per il predatore. Rullo di tamburi! Ah! Ho sempre amato mantenere una certa qual dose di sunspence...Il rombo di una macchina che si schianta furente contro il portone della sala e lui... il mio attore preferito!-Neera, sono qui-Fucile in spalla, ed un boato alle sue spalle, ma il sorriso di Alain Ford permane sempre incredibilmente bello.Sorrido, facendo capolino dalla barricata nella quale m'ero rifugiata, mentre la russa strilla e sbraita ordini a destra e a manca.Sirene in avvicinamento... colpo di scena, come in ogni buona tragedia che si rispetti.-Nel cofano della mia macchina ci sono 10.000 mila euro...-Sfilo via, recuperando la valigetta ed ora tocca a me metter piede su quel palcoscenico.In pochi istanti è tutto finito. Sorrido, come sempre smagliante. Un inchino al caloroso pubblico in platea ed agli ospiti d'onore......ma questa volta nessun applauso.§_________________In una caverna molto sotto la rete fognaria di Barcellona - Lei sarà salvata. Perché non è ancora il suo momento, perché i fili che la tiravano sono più lunghi. Ma ora cerca di seguirmi, cos’hai capito, fin ora ? – Chiede la creatura, Lui, guardando l’interlocutore. Questi deglutisce, per la prima volta ha davvero il permesso di parlare, resta immobile, silenzioso, poi facendo appello a tutta la sua forza di volontà – Ci sono due Re sulla scacchiera, uno vuole eliminare l’altro, a sorpresa, eliminandone la regina, sacrificando così la sua torre. – Dice, sicuro di sé. Pochi secondi dopo si rialza, coperto di sangue. Un potentissimo schiaffo lo ha colpito sulla guancia, facendolo piroettare su se stesso, sente un dente che balla nella bocca, ed un dolore lancinante alla mascella – No. – Dice Lui – C’è un solo Re, che sta epurando la propria scacchiera, mettendo i propri pezzi gli uni contro gli altri e facendo credere agli altri che ci siano più fazioni. Ma sono i bianchi a massacrarsi a vicenda, senza l’ombra di un nero sul tavolo dal gioco. – L’aria dell’altro è dolorante ed interrogativa – Figlio Mio, a differenza delle pedine del gioco degli scacchi, le pedine del gioco della vita, del nostro gioco, non sono spesso ciecamente fedeli. A volte è necessario epurarne alcune, se non tutte, per sostituirne con altre, prima che queste cerchino realmente di acquistare, o acquistino davvero, un potere da poter usare contro di te. Guarda questa torre, per esempio, il più potente di Barcellona, corre inequivocabilmente e coraggiosamente verso la sua fine, così come Marcos. E sono due torri bianche, che credono nella stessa cosa, ma che sono state messe in rotta di collisione. – Gli tende una mano, lui l’afferra, poi inizia a sentire i pensieri di qualcun altroNella mente di Alain Ford- Come siamo giunti a questo punto ? – Pensa, mentre le sue orecchie sono frastornate dal rumore degli spari, il suo sorriso, bello e bianco, è distante, come spesso in quell’ultimo periodo. Una persona che rispettava e che pure ha ucciso senza alcuna pietà giace ai suoi piedi, un’altra che onorava è solo un corpo che brucia rapidamente, con gli occhi cavati fuori dalle orbite. Intorno tutto crolla tra le fiamme e le grida, di terrore, di paura, di odio.Stringe le palpebre ma non riesce a focalizzare il mondo dinanzi a sé, pensa ad una conversazione del passato, di un passato non lontano eppure lontanissimo – Che rumore fa un impero che cade ? – chiedeva lui, dolcemente adagiato tra le braccia di un angelo posto a veglia di un cimitero troppo tempo prima, coperto di muschio e sfregiato in più punti, eppure ancora bellissimo.- Non fa nessun rumore.- Aveva risposto lei.Una lei di cui non ricordava bene il viso, ma solo la voce, penetrante e squillante, una voce dolce e distante, una voce da amare, come tanto in vita sua aveva amato. Perché nessuno sapeva amare come lui – Perché è sorretto da fili invisibili. -Un urlo spaventoso, una donna bianco latte, con i capelli biondi ed i denti fuoriusciti dalle gengive sanguinanti, è circondata da un’aureola di fiamme, si muove come un’ossessa, in mezzo a decine di persone in fuga, tra spari e follia, prima di venire abbattuta con un preciso colpo di un gigantesco omone torvo, che sorride sinistramente, le sue zanne ed i suoi artigli scintillano tra i bagliori delle fiamme, conferendogli l’aspetto di un dio vendicatore.- Si sbagliavano. Un impero che collassa fa molto rumore. – Dice, o perlomeno pensa di dire, probabilmente per tutti quelli intorno a lui è solo un sospiro mentre scarrella il fucile a pompa, rientrando il corpo in canna. A venirgli incontro è una sua alleata, i tratti del volto distorti dal terrore rosso che causa il fuoco, prende la mira alla testa, silenzioso e malinconico. Chiude un occhio e la inquadra, vede bene i dettagli del volto, gli occhi iniettati di sangue, le zanne.- Al nostro matrimonio vogli qualcosa di speciale. – Le dice una biondina, piccola e strana, ma sicuramente convincente, con il tono da bambina sognante che solo una ragazzina di quattordici anni o una pazza pericolosa può avere.- Ci sarà una piscina di sangue, o magari lo faremo cadere dal sistema antincendio, vedrai che sarà bellissimo. – Risponde lui, disegnando qualcosa per lei, una rosa di carta, color carboncino.- No, niente sangue, voglio qualcosa di più. -- Cosa ? – chiede, curioso, alzando lo sguardo.- Palloncini. Tantissimi palloncini, del colore dei tuoi occhi. – E con un saltello, gli bacia le labbra.Sbatte le palpebre e la sua alleata, ora sua nemica, gli è quasi addosso. Chiude entrambi gli occhi e spara, in alto, troppo in alto. Lei gli è addosso, con un urlo selvatico e ferale lo getta a terra, le zanne estratte. Lui è sotto, inerme, il suo sguardo incrocia quello vacuo di una testa decapitata poco distante.- Buenas Noches Barçaaaaa – Dice, con aria amichevole ed ingenua, prima di tornare il ghigno distorto dalla morte di uno dei suoi migliori amici, ora fatto a pezzi. Dietro di lui come un sacco di pagate l’orgoglioso ed arrogante Incubus – Ti strappo le palle, promesso – Erano state le sue ultime parole, prima di morire. Non le aveva mantenute ma era stato vendicato.Lei cerca di morderlo, al viso, lui si para con la mano, che inizia a grondare sangue, con un solo morso gli ha staccato un dito.Il suo corpo inizia a difendersi, convulsamente e con poca grazia, gli occhi si iniettano di sangue ed anche le sue zanne sono estratte, da una parte la bestia, l’istinto, lo tiene su, dall’altra la malinconia, che lascia una parte della sua coscienza così distaccata, freddamente avulsa all’idea della sua morte.- La notte è bella perché è buia, ci fa venire voglia più dell’alba che della luna. – Pensa, mentre le sue membra dibattendosi iniziano a fuoriuscire dalla presa di lei. Fugge, verso l’esterno, lontano dalle fiamme, lei lo insegue. Oltrepassa i cadaveri ed i feriti, saltandoli o travolgendoli, passa dinanzi la porta, che lui stesso aveva sfondato pochi minuti prima, i frammenti della sua auto , con la quale aveva abbattuto l’ingresso, sono sparsi dovunque, il suo servo è ancora tra le macerie, agonizzante.Corre nel parcheggio, silenzioso, lei gli è addosso, mentre i primi raggi del sole iniziano a sorgere oltre i palazzi. Si gira per affrontarla, lei però, di colpo, si volta e fugge, rintanandosi nel palazzo in fiamme.- Oh – Dice solamente Alan Ford. Guarda i raggi del sole che convergono verso di lui, rapidi, troppo rapidi.- E’ bellissimo. -_____________________________In una caverna molto sotto la rete fognaria di Barcellona- Capisci ? Due Torri, Alain e Marcos – Dice, contandoli sulle dita – Una Regina, Franz – aggiunge un altro numero alle dita – un numero imprecisato di pedoni, e vari pezzi leggeri, come Diego, Incubus, Fawkes, cavalli ed alfieri. Tutti caduti. Il Re è solo. Il Re è vivo, perché presto arriveranno altri pedoni, si giocherà un’altra partita, cambierà tutto, ma tutto resterà uguale, perché è questo il gioco della Jyhad. Nuovi pezzi, nuove scacchiere, nuove sfide. Ma i Re sono sempre gli stessi. E qui, qui entri in gioco tu. – L’altro si stacca dal contatto, guardandolo stranito, come se non avesse ben compreso a cosa Lui si riferisse, il suo polso è bluastro, come se fosse stato a contatto con qualcosa di congelato, gli artigli di Lui. – Io ? – Dice solamente, deglutendo ancora – Si , Tu - Risponde l’altro – Il Re ora è debole. Hai sette notti, a partire da ora per eliminarlo e prenderne il posto. E giocare questa partita. Ora sei pronto. – Apre le braccia, venendo avanti, impossibile da fermare, come pensare di arrestare una valanga, o un’eruzione – Fatti abbracciare, figlio mio. -Da qualche parte, in una strana stanza, descrivibile con ogni aggettivo tranne che con quello “Normale”, simile per imponenza e mistero ad un quadro di Escher una clessidra,molto piccola ma la cui sabbia scorre con spaventosa lentezza, si esaurisce.- E’ Tempo – Dice, qualcosa.
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02/01/2012 - A me è piaciuto davvero molto, (vero che sarò anche di parte) però ritengo sinceramente che meriti una lettura
28/12/2011 - Notevole e raffinato.Un grande evento, realmente giocato nella chat,raccontato dall´ottica di diversi pg,con il filo conduttore del "Racconto dell´Anziano".Bellissime LE storie,logico e ordinante il filo che le intreccia con eleganza.Difficilmente i collage riescono tanto bene.
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