Racconto pubblicato il 06/09/06 Autore: ALESSIO PERSICHETTI
Maledico il giorno in cui ho aperto quel libro maledetto.Maledico me stesso e la mia sete di conoscenza.Ho aperto una porta che doveva rimanere chiusa e ho liberato qualcosa che anche l'Inferno teme con orrore. Questa cosa si contorceva per l'eternità nell'ombra e io l'ho riportata alla luce. Nel mio laboratorio ho assistito alla resurrezione di un idolo dimenticato dal tempo e dal mondo,molto antico e potente. Non è un demone o un mostro; è la progenie del male,egli non cammina e non parla, egli si trascina e urla con tutta la sua forza. Non riesco più a sopportare quelle urla che rimbombano come una tempesta nei recessi del mio castello. Ormai è da giorni che va avanti senza stancarsi, senza dormire e senza riposarsi. Quel poco che rimane della mia coscienza è sull'orlo del tracollo e non so se e quanto potrò resistere prima che venga sommerso da un onda di pazzia. Vorrei farla finita,suicidarmi, ma non ne ho il coraggio. Da quando ho evocato quel figlio del male mi sono barricato nel mio studio. Non oso staccarmi dalla mia poltrona e rimango lì, a fissare i vecchi tomi e artefatti che in tutti questi anni ho collezionato in giro per l'Europa ed ad ascoltare i suoi lamenti, attendendendo il suo arrivo. ”Solo questione di tempo e lui aprirà la porta davanti a me”, questa è la frase che mi tortura ogni secondo della mia esistenza da quello sfortunato evento. Prima di allora pensavo che i mostri e tutte quelle schiocchezze esistevano solo nelle piccole fantasie di tutti i bambini;ma troppo tardi mi accorgo del mio errore. Dovevo essere io a controllarlo, ora invece è lui a controllare me. L'aria si fa più pesante e le urla sempre più vicine e incessanti. Sta uscendo dal sotterraneo e si dirige da questa parte. Ha deciso finalmente di predermi. Eccolo. La porta si apre. Solo il buio... poi decine di viscidi tentacoli entrano nella stanza e le urla sono insopportabili. Come un orchestra di migliaglia di anime straziate e inferocite che cantano terribili e oscene melodie. Poi tra quel groviglio di carne viscida e putrefatta, vidi il suo volto. Non riesco a credere che un abominio del genere possa esistere eppure è così. La sua faccia era formata da centinaia di faccie e organi squartati cuciti insieme, come l'esperimento mal riuscito di un chirurgo schizzofrenico;poi in mezzo c'era una bocca ovale che mostrava decine di zanne e lame taglienti. Infine in cima a quel capo deforme c'erano due occhi fiammeggianti,come torcie di paura in mezzo alla nebbia. Mi afferrò e mi divorò sia il corpo che lo spirito. Dal castello scozzese di Lord McGregor, studioso di occultismo e di scienze pagane, un ultimo urlo scuotè le fondamenta della terra stessa e di ogni convinzione umana. Urla Negromantiche.
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