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 La prima battaglia, il primo incantesimo

Racconto pubblicato il 23/01/06
Autore: DYSAN


"Maledizione......" Sussurrò il mago alla vista dell' orrore nero e arretrò diversi passi verso la porta che dava alla sala della vasca. Vide un compagno lanciarsi coraggiosamente in avanti, nell'attimo in cui un altro urlò dal dolore flagellato da un colpo ben assestato e letale del demonio in armatura nera.

Intuì il pericolo e si accostò alla parete. Osservò per lunghi attimi, con rapidi movimenti degli occhi, i guerrieri che circondavano e combattevano in preda alla furia il temibile nemico che inesorabile continuava ad infliggere colpi devastanti. Dysan si voltò richiamato da un assordante grugnito di dolore, un compagno sdraiato in terra faticava a portare una mano al fianco nel vano tentativo di rallentare l'abbondante fuoriuscita di sangue dalla vistosa lacerazione. La vista gli offuscò la mente e la rabbia esplose violenta scuotendo il fragile corpo, si costrinse a ragionare sul da farsi e alla svelta.

Passarono diversi secondi, la battaglia infuriava e l'aria si colmava dell'aspro odore del sudore e del sangue, sentì il potere fluirgli caldo nelle vene in cerca della libertà e istintivamente allungò le braccia e protese le lunghe e affusolate dita. Diversi compagni giacevano a terra mortalmente feriti, il loro sangue dipingeva di disperazione il pavimento grigio,gelido e innaturale della sala. Gli occhi arrossati dall'ira grondarono energia che con impeto spingeva, pronta ad esplodere, da dentro il corpo del gracile incantatore. Ad un osservatore esterno, il corpo snello del mago apparve ora più grande, più alto e più robusto e il potere che giaceva inerme ora si mostrava in tutta la sua maestosità e potenza.

Crogiolante in scintille azzurre e violacee scariche di pura energia nacquero letali dalle sommità, in continuo movimento, delle dita:

" Ubi executio silet, ibi et juris praecepta generalia silent..."

Lenta e incessante, la litania gli proruppe dalle labbra contorte in una smorfia di dolore. A stento Dysan conteneva ancora il potere che maturava nel suo interno e urlò dentro a se con quel che rimaneva della sua coscienza.

"La prima battaglia, il primo incantesimo" il pensiero gli passò rapido nella mente e per un attimo la paura gli gelò la schiena percorrendogliela in un brivido. Si concentrò maggiormente scacciando le emozioni contrastanti e imponendosi di non sbagliare. Con maggior vigore riprese il suo canto.

Ad ampi gesti le braccia disegnarono in aria i simboli magici del rituale e ad ogni passaggio le mani, cariche di magia, sfumarono in striature violacee ed evanescenti per poi dissolversi al passaggio suggestivo:

" et sententia sine executione idem esse videtur"

decisi e costanti come tamburi in guerra i toni della voce mutarono in crescendo a mano a mano che l'incantesimo era pronunciato e prendeva forma. All'altezza della spalla una nuvola scintillante d'energia iniziò ad agglomerarsi, mutando costantemente di forma e dimensione:

" quod lyra sine corda, "

il corpo fu scosso dalla vibrante fuoriuscita del mana e la magia prese la sua forma definitiva assestandosi nel disegno di un dardo luminoso, incandescente e fluttuante.

I toni della litania sovrastavano ora i rumori del combattimento, l'aria impregnata dall'odore agro del sangue crepitò al passaggio delle scariche e gli occhi, ora privi di pupilla, grondarono la magia in baluginanti riflessi blu e violacei che riempirono la sala dei loro colori:

" ignis sine flamma et calore"

Dysan D'Anahiel udì la propria voce possente tuonare nella sala e osservò il dardo incantato saettare rapido alla ricerca della vittima designata. I riflessi dell'energia illuminarono la sala mentre irrefrenabile puntava dritto al cuore del nemico. Il mago urlò svuotato dell'immenso potere che lo aveva posseduto e si accasciò con una mano protesa al muro per sorreggersi egli occhi fissi ad osservare i risultati del suo potere……….

Con fragore il dardo impattò sul corpo nero del Cavaliere d'ombra e sfrigolante lo avvolse sprigionando dalle letali scariche, vorticose fiammate. L'odore, forte e penetrante, di bruciato si espanse velocemente per la sala mentre le crepitanti fiamme si consumarono in pochi istanti dissolvendosi in lunghe spirali, di fumo nero e denso, verso il soffitto

Dysan tossì convulsamente, la magia gli aveva esaurito gran parte delle forze e a stento riusciva ancora a sorreggersi sulle gambe. Ispirò profondamente irrorando i polmoni con nuova aria. Il demonio accusò sensibilmente il colpo che per altri sarebbe stato devastante ma vacillò e non cadde e riacquistò immediatamente la stabilità necessaria a sfoderare il successivo colpo.

"Maledizione è ancora in piedi…….." in preda alla furia e alla paura Dysan si accorse del piccolo halfling inerme a terra e immerso in una pozza di sangue……."trascinatelo via..." urlò cercando di sovrastare i rumori della battaglia e invocando l'aiuto della Dea Midia affinché lo proteggesse e sostenesse i suoi compagni contro l'impeto mortale del nemico…………

Strinse le dita a pugno, la mano divenne esangue , ora la rabbia era cresciuta e i residui d'energia, miscelati all'adrenalina, gli scorrevano abbondanti nel sangue offuscandogli la mente con false illusioni di potenza, dissipando la paura e invocando nuove forze……

Riprese a concentrarsi con maggiore determinazione, "Se non hai ceduto adesso, cederai al prossimo………….." urlò additando verso l'immensa e oscura figura che lo sovrastava letale.

Al di sopra del fragrore metallico delle spade, delle urla di rabbia e di dolore, delle imprecazioni, dei comandi e al di sopra di ogni altra cosa, nella sala, una nuova litania veniva intonata e un nuovo incantesimo nasceva………




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