Racconto pubblicato il 31/03/2010 Autore: MASTER SHELLY
Imponente temporale quello, che ormai da due giorni, s’abbatte con forza sulle libere terre. Rendendo alla stregua di enormi paludi ogni terreno. Due anime vagano per il bosco di Brethiel, loco solitamente non sicuro, visto le leggende che, da sempre, popolano quella zona del Regno, men che meno durante un temporale, carico di fulmini, come quello. Eppur non paiono preoccupati di questo i due, intenti a favellar tranquillamente, come se nemmen vi fosse tempesta. Ma non son soli, come credono, qualcuno, tra la vegetazione, sta seguendo il loro agire e le sue intenzione non paiono delle migliori. D’improvviso, tutto si zittisce, ogni suono attorno a loro cessa, quasi la pioggia avesse smesso di scendere e i tuoni si fossero ammutoliti in un istante, eppur la tempesta è ancor li…tremendamente silente, come se la natura avesse perso la sua voce. Non se ne avvedono subito quelle due creature, prese troppo dai lor naturali istinti, che li rendono sordi a quel incredibile silenzio…Sol al giungere d’un lontano canto si renderanno conto che tutto attorno a loro è cambiato. Qualcosa di non troppo rassicurante par aleggiare nell’aeree. Sol nenia riescono ad afferrar i due, ma non le parole, di quella cantilena. Lingua sconosciuta, invero, d’arcaici natali. [ Kalinè men Asur…Asur men Kalinè… ]questo s’ode farsi sempre più vicino [ …Kalinè men Asur…Asur men Kalinè… ] ripetuto, ossessivamente, come strano mantra. Quel canto li porta ad una tremenda consapevolezza…non sono soli…qualcosa di innaturale stava avvenendo in quei luoghi. Danju, giovin uomo, da poco giunto su queste terre, frappone, d’istinto, il braccio destro tra la dama, lady Aisha e il loco ove il suono par provenire. Nobil gesto, degno d’un cavalier. Da li a poco apparirà, alla loro vista, una bianca dama, d’una bellezza che mozza il fiato in gola. Eterea essenza, avanza lentamente verso di loro, quasi galleggiasse sospesa nell’aeree ed a ben guardare è così. Non sfiorano, i nudi piedi, il fangoso terreno, quasi non volesse deturpar il suo candore. Quella antica nenia prosegue, divenendo or più chiara, si sussegue quel canto [ …Kalinè men Asur…Asur men Kalinè… ] eppur le labbra della dama bianca son serrate, lo potranno scorgere distintamente i due, or ch’ella a men d’un metro s’è fatta. Qualcosa stringe, tra le sottili dita della mano destra, che or allunga verso Aisha, un prezioso ciondolo è adagiato sullo scheletrico palmo. Mai cessa quel canto, mentre la bianca dama par attender il fare della maliziosa sarta. La mezz’elfa è certa di trovarsi innanzi ad un fantasma, come darle torto, non è certo un incontro da tutti i giorni quello. Non si fida, proprio non riesce a cogliere quello, che la bianca creatura, or vuole donarle. Di diverso pensiero il giovane uomo, che cerca di convincere, la compagna di sventura, a prender quel ciondolo. Indubbiamente più saggio egli nella sua scelta, ma, ahi lui, non viene ascoltato. Quel che susseguirà a quel rifiuto e terribil fato. La candida dama con un teatral gesto lascia cader il ciondolo, trattenendolo sol dalla catenella. Ondeggerà nell’aeree innanzi a loro, come strano pendolo color ambra, mentre sempre più alto diverrà il suono di quella [Kalinè men Asur…Asur men Kalinè… ] [ …Kalinè men Asur…Asur men Kalinè… ] [ …Kalinè men Asur…Asur men Kalinè...]….Quasi un urlo diviene, terrificante urlo, a squarciar quell’innatural silenzio sceso in quel loco. Una fitta pioggia silente aumenterà la sua potenza, divenendo praticamente insopportabile, al pari di spilli gelidi. Doveva essersi arrabbiata a quel rifiuto, terribilmente arrabbiata. D’un tratto anche il ciondolo blocca il suo muovere. Come se fosse stato fermato da invisibile mano. [ …Kalinè men Asur…Asur men Kalinè… ] sussurro diviene il verbo della bianca dama, non chiare le sue intenzioni, ma par che la sua attenzione or si sia spostata a Danju. Troppe emozioni per la maliziosa sarta, mentre la paura le sale dentro, stringendola in una morsa insopportabile, proprio non regge a quello spaventoso incontro. Ed , infine, lascia che ogni sua forza le scivoli via, quasi la sua mente non volesse più esser vigile a tal innatural spettacolo. Scivola al suolo svenuta, sorretta sol all’ultimo istante dal ser che è con lei, che, fortunatamente, le attutisce la caduta. Par non curarsene l’eterea signora, or interessata a Danju per chissà quale motivo [ …Kalinè men Asur…Asur men Kalinè… ] continua a pronunciar quelle incomprensibili parole, che ormai il giovane deve aver memorizzato nella sua mente. Lentamente par placarsi, pria di muovere ai due. Si farà a pochi centimetri da quel ser, che potrà scorgere un marmoreo volto, dalla bellezza incredibile. Nulla di sì bello avea mai veduto e nulla mai, di paragonabile, potrà rivedere. Quasi incantato da quella visione, permarrà immobile al suo volere. Se qualcuno avesse osservato quella scena da lontano, avrebbe visto qualcosa di innaturale. Lui inginocchiato vicino ad Aisha svenuta, mentre una bianca dama, si presentava in posizione orizzontale, sollevata dal suono di quasi un metro. E’ un attimo, un brivido del tempo, mentre le rosee labbra, di quella Eterea figura, si posano su quelle del ser, in un appassionato bacio. Quel che egli sentirà sarà una sensazione incredibile, una sorta di infinito benessere, tale da renderlo folle di felicità. Nulla può egli, or in balia di quella antica creatura, se non abbandonarsi a quel bacio. [ …Kalinè men Asur…Asur men Kalinè… ] sussurrerà lieve, distaccandosi da quel contatto, prima di ritrovar l’eretta postura. L’uomo aprirà bocca, ma niuno suono uscirà dalle sue vermiglie, sol la sua mente ancor lo trarrà in inganno, credendo d’averle davver pronunciate. Ci vorranno alcuni istanti, prima che qualcosa di strano avverta Danju, non più la gioia che l’avea invaso a quel contatto, ma una sorta di pura angoscia, nel rendersi conto, che non sol la natura avea perso il suo canto, ma anche le sue corde vocali, eran divenute totalmente silenti. Mute al cospetto del mondo. Una risata cristallina s’alzerà in quel silenzio. Nuova vittima della bianca signora, che or, con la voce dell’uomo, prende verbo [ Stolti esseri, Kalinè farà ritorno…il medaglione era la chiave, ma voi l’avete rifiutata…stolti…stolti ]. Maschil verbo, quello che dalle rosee labbra della bianca esce, lasciando orfano, di quel suono, il legittimo proprietario. Quello era il suo unico modo di comunicare, con quegli strani esseri, rubar loro la voce, per farne utile strumento. Umana reazione, quella che spinge Danju a cercar di colpire quell’essere. Ride la bianca dama, ride di quella sciocchezza, prendendosi gioco di lui. Può udire, egli, la sua stessa risata, incredibilmente identica. Leggenda di quel bosco, la bianca dama, e di questo si nutre, incorporea al contatto diviene o forse è questo che percepisce il ser, mentre qualcosa di gelido par scivolare sul suo pugno, null’altro che questo. Quando concluderà quel movimento, l’uomo si accorgerà che la dama aleggia or sul corpo, esamine, della sarta, galleggiando a qualche centimetro da lei. Uno scheletrico dito, la sta toccando, all’altezza della fronte, lasciando uno strano simbolo, color dell’ambra, sulla carne d’ella. Rapido gesto, prima che la Bianca dama torni a volgere lo sguardo all’uomo [stolti…] sussurrerà con la voce di Danju, pria di scomparir tra la pioggia, quasi fosse fatta della stessa essenza. Nulla se non quel muto temporale, quasi fosse stata tutta una bizzarra allucinazione. Passeranno alcuni istanti, prima che il suono della tempesta torni,feroce, ad invadere il loco, riempiendo le orecchie del ser…lo stesso non si può dire della voce di Danju, scomparsa, ormai, insieme all’eterea. Nuovo incontro, dunque, con la dama bianca, nuove le vittime d’ella… L’uomo rimarrà orfano della sua voce, per tre lunghi giorni, mentre alla sventurata dama è capitata, in sorte, una deturpante cicatrice, proprio sulla parte destra della fronte. Simbolo sconosciuto, inciso da quella antica creatura, che permarrà sulla giovane pelle per almeno una settimana. Qualcosa in più è stato svelato, qualcosa d’importante è stato messo alla luce, …saranno in grado di coglierlo?
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13/04/2010 - Ramsay ti sei fermato piu´ o meno qui quindi:"""Imponente temporale quello, che ormai da due giorni, s’abbatte con forza sulle libere terre. Rendendo alla stregua di enormi paludi ogni terreno. Due anime vagano per il bosco di Brethiel, loco solitamente non sicuro, visto le leggende che, da sempre, popolano quella zona del Regno, men che meno durante un temporale, carico di fulmini, come quello. Eppur non paiono preoccupati di questo i due, intenti a favellar tranquillamente, come se nemmen vi fosse tempesta. Ma non son soli, come credono, """***Qui per esempio non serviva la virgola***"A parte degli errori grammaticali e la sintassi per nulla curata, l´utilizzo di parole di chiara derivazione poetico-gdristica lo rendono ancor meno apprezzabile."Stesso discorso per Velkanyor.La frase corretta e´ "Punteggiatura e sintassi questi sconosciuti."Date l´esempio,e´ molto piu´ utile.Diamo un colpo al cerchio ed uno alla botte. XD
02/04/2010 - " Vi sono due modi per porre critica: una che s´insegna più di scorgere i difetti, l´altra di rivelare bellezze." (Luigi Settembrini -scrittore-)Quindi, mi dissocio dalla massa dei benpensanti e lascio il mio piccolo commento positivo.Mi piace la storia e mi pare di capire che, quello qui scritto, non è un semplice racconto, ma una quest riportata, coi tempi (probabilmente lenti) dei partecipanti, per questo manca di fluidità.La punteggiatura va certamente migliorata, voglio pensare sia solo a causa di una mancata rilettura, come spesso accade, a noi tutti...Mio voto personale 6 e 1/2
01/04/2010 - punteggiatura e sintassi...questi sconosciuti...
01/04/2010 - Mi sono fermato dopo le prime cinque righe. A parte degli errori grammaticali e la sintassi per nulla curata, l´utilizzo di parole di chiara derivazione poetico-gdristica lo rendono ancor meno apprezzabile.A volte per scrivere un buon racconto non serve utilizzare chissà che termini aulici (che poi le parole utilizzate quì lo sono?!).
01/04/2010 - ...mamma mia...
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