Racconto pubblicato il 23/02/2011 Autore: MISTI
Era stata una dura notte di lavoro al Palazzo delle Libertà, il cuore politico della Baronia Anarchica del Libero Stato di Barça. Tra la Coterie dei Goliardi e quella dei Segadores non correva buon sangue e in questo periodo andava proprio di merda:la votazione dei tribuni stava amplificando le già note divergenze tra i rispettivi Rappresentanti. Philadelphia non era mai stato troppo simpatico a Puzzle ed era cosa ampiamente ricambiata. Entrambi anarchici. A loro modo. E questo era il problema.Come di consueto il Goliardo aveva mandato a cagare il collega, dopo averlo portato ad un passo dalla frenesia e se n´era tornato al rifugio. E grazie a Dio, dopo i primi incubi, Puzzle era riuscito finalmente ad addormentarsi............Un suono nel buio. Stridente, noioso, un fragore che s´insinua nei nervi e li macera piano piano. Insistentemente.Gli occhi si schiudono, ma il corpo si rifiuta d´obbedire ai comandi del cervello.Le membra pesano come blocchi di piombo, impossibile muovere anche un singolo muscolo. "Ecco cosa accade ai vampiri quando cercando di svegliarsi in pieno giorno" pensò lui, con frustrazione Si sentono dei passi.Passi Veloci."Chi sono? Chi li manda? Quel cane di Phil?" la paura annebbiava i pensieri, non permettendo nitidezza.Gli occhi frugano l´orario, balzando sulla sveglia accanto al letto. Le sei di mattiina... è giorno.Poi, il display della radiosveglia si oscura di colpo. Qualcuno ha staccato la corrente."Sono fottuto" l´ultima cosa che affiora consapevole in quel mare di flussi mentali.Aveva sempre odiato quella roba troppo Malkavian. Era come tripparsi di brutto mentre te lo succhia un trans. La Bestia esplode, incalza, urla di darsi una mossa, di alzarsi e lottare. Ma il torpore è troppo allettante... intenso. Lo tiene imprigionato, come un ragno nella sua ragnatela.Solo un occhio rimane appena socchiuso. Vigile, ma per quanto ancora?La testa prometteva di tornare presto al sonno. Buio assoluto. I rumori si fanno frastuono, si avvicinano. La porta è sfondata, quasi fosse cartone.Quattro figure, nere nel nero... si distinguono appena.Uno di loro impugna un piccolo ariete da sfondamento... dev´esser quello che ha buttato giù una porta tagliafuoco come niente.Gli altri sono armati fino ai denti, rivestiti di antiproiettile, e di caschi integrali.Si avvicinano con circospezione al corpo, immobile sul giaciglio, inerme.Inerme malgrado i ruggiti che vorrebbero scuoterlo via da quella pania letale."No-no-no-no-no-no-no" veniva da piangere.Si avvicinano, cauti, ora, silenziosi.Lui li guarda... vorrebbe difendersi, o almeno ringhiare loro la sua rabbia...Ma i suoi occhi lo tradiscono. Tradiscono il terrore atavico, la consapevolezza di una bugia.L´immortalità è solo un mito. La sua soprattutto.Uno dei sicari, il quarto, piazza velocemente il paletto sul petto del vampiro, e si prepara a martellare giù, fino al suo cuore morto."NO!"Una voce secca, perentoria come uno sparo:"Non serve. Guardatelo..." dice, indicandolo con la canna del mitra. Nella sua voce, disprezzo, compassione. Pena."E ora?" dice un altro: "Che si fa?!""Quello per cui siamo venuti" risponde la prima voce, laconica. Una sentenza.Il vampiro è un pupazzo immobile. Nessun dolore, nessuna rabbia, nessun terrore, per quanti ne provi, per quanti riescano a fluire fuori - modellando i muscoli del volto in una maschera di orrore e ferocia - riescono a smuoverlo.L´uomo col paletto muove un passo indietro, quasi di scatto, mollando il paletto di legno che atterra con un suono arrogante.Puzzle tenta, ma non può. Non può richiamare a sé il potere del suo sangue dormiente. Non può combattere contro la morte che lo fissa da dietro quattro caschi neri di miserabili umani.Sapete quanto è fragile un umano rispetto a lui? Tanto. Basta una leggera pressione per piegarne le ossa.E ora? Nulla. Gli uomini, in sincrono, allargano le gambe, si abbassano la patta. Pisciano.Gli pisciano addosso, con un sospiro di liberazione.Il quarto uomo dice: "Aaahhhhh..finalmente..Me la tenevo da ore."Se la tenevano da ore. Per questo. Per quello che sono venuti a fare.Gli altri, parlano fra loro... chi di politica, chi di figa, chi di calcio... come al Bar dello Sport.“Hai visto, si? Gliele abbiamo suonate a quei quattro madrileni arrapati” dice uno.“Puahahah ragazzi, mi sa che il Barça quest’anno ci stupisce a tutti” risponde l´altro.Umiliazione. Un´umiliazione bruciante come lava, nelle sue vene, nei suoi nervi, nel suo cervello... eppure. Eppure la sua umanità - o piuttosto la sua assenza, o quasi - non gli consentono di ribellarsi.L´onta lo divora dentro, come un parassita di cui il Malkavo non potrà mai più liberarsi... assieme alla coscienza che è la sua stessa natura, ad aver permesso questo.Quando tutti hanno finito di pisciare, e si sono scrollati bene bene, il primo uomo s´avvicina. Si sfila il casco.Fissa Puzzle con uno sguardo e un volto che lui conosce sin troppo bene.Il Felliniano.Puzzle pensava che non poteva essere.Non lui. Eh no, perchè era morto. Più che mortoSe l´era bevuto qualche settimana fa. Sì, se l´era ciucciuato per benino.Aveva dato troppo fastidio un pò a tutti ed era pericoloso.Andava fermato. Doveva essere fermato. Doveva!La diablerie in fondo ci è scappata quasi per errore. Quasi.Ora... come poteva essere?"Svegliati, fVocio! E´ un sogno..."Gli dice con quella sua voce cantilenante e frusciante come foglie secche sulla strada.Con quella odiosa erre moscia.Puzzle si sveglia.E´ nel suo rifugio.Non c´è nessuno.Va tutto bene...Va tutto bene...
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23/02/2011 - Ci tengo a precisare che il Racconto è stato tratto direttamente da una giocata avvenuta su BN.Si ringraziano i players che hanno partecipato alla stesura e Master Sasha che si è offerto di rirorganizzare il tutto.Buona lettura!
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