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 Cronache delle Terre Invisibili: Per via di un capriccio

Racconto pubblicato il 01/02/2012
Autore: KABLONE


Tratto dagli scritti di un Ramingo avventuriero
Che dire di quella notte…ora, posso dire che se a quei tempi fossi stato già Ramingo, non ci avrei messo dieci giorni ad andare e tornare dal Villaggio della Feccia alle Lande Oscure. Ma quella esperienza mi ha insegnato parecchie cosette…
Era la prima volta che mi spingevo tanto a Nord. Avevo di poco superato le propaggini del Colle di Knulp, senza però addentrarmi nelle vicinanze della foresta… no questa volta avevo la smania di vedere nuovi territori… non il Ducato, nel quale vagabondavo ormai da mesi. Mi ero munito di sufficienti provviste, una brigantina, un corto pugnale ed una daga mi dovevano fornire l’aiuto necessario nei “brutti casi”, infine avevo una bussola, uno specchietto e delle semplici pergamene per segnare appunti. Misi qualche tempo per trovare il Passo del Cappio tra le colossali Montagne dei Draghi; non mi ero preparato all’ eventualità di una scalata, quella sarebbe stata un’altra sfida… che poi alla fine, mi erano giunte alle orecchie delle voci riguardo un passaggio tra le enormi rocce montuose. Questo passo mette in comunicazione il Libero Ducato e le Lande Oscure… non è una gradevole traversata. La roccia imponente quanto statica ti osserva con sufficienza da tutte le direzioni… il vento spira attraverso lo stretto passaggio, creando un fischio tetro… sembra quasi avvisarti che presto raggiungerai la terra che non vede mai la luce diretta dal sole.. la terra dove la popolazione segue culti barbari e crudeli… le Lande Oscure per l’appunto.
Mi avevano anche informato della presenza di alcune fortificazioni di guardia, poste proprio all’uscita del passaggio tra le montagne. In poche parole, devi passare per forza di lì se intendi entrare o lasciare le Lande Oscure da quel punto. Era per questo motivo che mi ero attardato nell’eseguire l’ultimo tratto di strada… cercavo un modo per eludere la stretta sorveglianza (non ero sicuro che mi avrebbero lasciato passare solo per fare un giretto dalle loro parti). La fortuna mi sorrise, quando intravidi un piccolo carro merci che si dirigeva proprio verso l’agognata uscita. Nel giro di qualche minuto, si presentò l’occasione perfetta: il carro si era momentaneamente fermato quando le guardie, avevano imposto al conducente di presentarsi… attesi che le due sentinelle affacciate dalla nostra parte terminassero di discutere con il mercante, sperando con tutto me stesso che guardassero da un’altra parte per qualche secondo… e loro lo fecero! Si voltarono verso il loro campo, dandomi le spalle. A quel punto mi agguantai letteralmente al carretto, infilandomi nella prima cassa che mi trovai di fronte…
Passato il confine scesi dal carro, ed iniziai la mia esplorazione.
Non mi piace il territorio delle Lande Oscure… lo dico e lo ammetto. Tuttavia il desiderio di conoscere nuovi luoghi dove spaziare con lo sguardo mi spinse nelle vicinanze di una tetra foresta, denominata la Foresta delle Fenici venni a sapere poi… Le foreste non mi dispiacciono, ma in questa foresta c’è da dire che si deve stare costantemente vigili, le insidie aumentano in queste terre, ove il male regna sovrano. Mi trovavo nel bel mezzo della boscaglia, era sera inoltrata ma ancora non riuscivo a scovare un posto dove dormire… e devo dire che dormire in quella foresta, è veramente difficile. Costeggiavo un sentiero ben visibile, senza però tuttavia privarmi della protezione che la vegetazione offriva. Lentamente il mio vagabondare, mi ha condotto nelle vicinanze di un’imponente struttura che ancora non ho avuto il piacere di visitare, il Bastione Oscuro. Un grosso cancello ne regola l’ingresso, andandosi ad aprire in una piccola radura sgombra dagli alberi. Una splendida fanciulla, stava passeggiando tranquillamente lì davanti, capelli biondi occhi azzurri ed un visetto “celestiale”, queste sono le cose che mi hanno spinto ad abbandonare il mio riparo tra il fogliame per presentarmi a lei…
Anche la voce di quella fanciulla era musicale e quasi leggiadra… disse di abitare lì nei paraggi, cosa che provocò in me, non poche domande inespresse… disse di chiamarsi “Capriccio”… io naturalmente mi presentai, e nel farlo mi avvicinai a lei… la sua vicinanza tuttavia provocava in me sensazioni contrastanti, era senza dubbio una ragazza strana già solo per il fatto che viveva in un posto simile… ma lei stessa era strana in un altro “senso”.
Dopo un paio di battute iniziali, poco lontano apparve un altro oscuro individuo, un uomo sembrava…ed infatti egli si presentò come il Padrone di quel luogo…”Capriccio” lo salutò con parole calorose, rivolgendosi a lui con la parola “padre”…in quello stesso momento qualcosa nella mia testa mi disse che la situazione non quadrava… insomma quella donna chiamava padre un uomo che magari aveva solo qualche anno in più di lei….
In ogni caso, il mio conversare con loro proseguì per qualche minuto, prima che la donna denominata “Capriccio” mi si avvicinasse con movimenti veloci… troppo veloci per una semplice donna umana. Il mio sesto senso (del quale devo ringraziare la mia razza) mi avvertì di una sorta di pericolo, ed infatti facendo appello anche alla mia prontezza di riflessi mi scostai dalla donna che sembrava essere sul punto di aggirarmi… ormai avevo messo mano anche all’elsa della daga ed i miei nervi erano stati messi a dura prova. Ma proprio in quel momento successe una cosa che mi lasciò abbastanza basito… nel vedere che io mettevo mano alle armi (anche se ancora non estraevo) prima l’uomo, poi la donna, mi assicurarono che non avevano “cattive” intenzioni nei miei riguardi… ed infatti, l’uomo (che nel frattempo si era presentato come il Signore del Bastione Oscuro) non tardò molto a dileguarsi, quasi volesse farmi sentire più tranquillo…
I miei sensi tuttavia erano oramai tirati... come i dadi si tirano alla bisca di Dub (ma di questo, parlerò un’altra volta magari) quindi, anche se ero rimasto da solo con quella che apparentemente si poteva definire come una comune ragazza umana, non ero di certo il ritratto della tranquillità…feci per andarmene… ma il mio errore, fu’ quello di guardare “Capriccio” direttamente negli occhi… infatti dopo quel contatto, non ero più padrone del mio corpo… volevo intensamente arretrare ma… avanzavo… avanzavo verso di lei..che nel frattempo se la rideva di gusto… lottai con tutto me stesso… ma non ne uscii vincitore anzi… costretto in ginocchio da quella donna, sono stato MORSO al collo!! Morso al collo capite!?!? Cioè quella cosa mi ha morso al collo!!
Quello che successe in seguito quella notte… posso dire di non ricordarlo molto dettagliatamente, ricordo solo che lei mi chiese se volevo pernottare al Bastione..e ricordo come io rifiutai la proposta, mettendomi “letteralmente” la coda tra le gambe… me ne andai con l’odio che mi ribolliva dentro e le forze che mi lasciarono a secco in mezzo alla Foresta…
Alcuni li chiamano Vampiri… altri li chiamano Creature della Notte… a me basta un solo nome per ricordarmi di loro..Capriccio…
Aaaaah!! Che passaguai…


Wilfrid Tearh




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