Oggetto: Siamo nerd in quanto giocatori di ruolo? Magari.Postato il 15/08/2012 13.48.53. Letto 1564 volte.
Ci capita spesso di leggere la parola “nerd” applicata al giocatore di ruolo e spesso al giocatore di ruolo online. Nerd, come molte parole, viene usato spesso in un´accezione non corretta e soprattutto in questo contesto.Leggiamo la definizione di nerd data da wikipediaNerd è un termine della lingua inglese con cui viene chiamato chi ha una certa predisposizione per la ricerca intellettuale, ed è al contempo tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta predisposizione per la socializzazione. Lo stereotipo vede queste persone affascinate dalla conoscenza, specialmente quella riguardante la scienza e la matematica; i "nerd" sono inoltre considerati poco interessati alle attività sportive e sociali. Anche l´aspetto esteriore è rappresentato da un cliché ben definito: indossano vestiti niente affatto alla moda, spesso tipici di persone più in là con gli anni (come gilet o mocassini). A partire dagli anni novanta molte persone che si consideravano "nerd" iniziarono a sostenere che tale appellativo avesse una valenza positiva, ed iniziarono ad usarlo per connotare le persone che hanno competenze tecniche di un certo livello, tralasciando ogni implicazione riguardo alla socialità e socievolezza.Detta così, è quasi qualcosa da augurarci.Ma la visione del nerd tipica è questa:Discussione interessante su la Fossa dei Coccodrilli [LINK ], letta qualche giorno fa, da cui prendiamo spunto per una nostra riflessione da estendere su GDR online e lo facciamo di Ferragosto, ovvio, se no che nerd saremmo?L´estremizzazione del termine a indicare il concetto di sfigato, porta spesso anche noi, giocatori di ruolo, a scherzare chiamandoci “nerd”.Ma a essere sinceri ultimamente troviamo il termine esteso un filino di troppo e categorizzazione troppo presa sul serio, che si smantella facilmente.Al gioco di ruolo e in modo particolare quello legato ad internet viene applicato spesso, nella sua accezione negativa, perché non evolve in un riconoscimento di utilità sociale e perché internet viaggia ancora su una negativizzazione da parte della società che non ne è padrona, specie in Italia, dove un ricambio generazionale nelle strutture portanti che ne fanno la cultura, non c´è stato.Internet è pericoloso, è una malattia, è irreale, è artificialità, è finzione, è l´estraneo che ti si porta via se gli dai l´appuntamento, è chiusura.Non è vero, non più di quanto lo sia qualsiasi contesto di incontro sociale: perché la finzione fa parte della natura umana e si dispiega dietro uno schermo come dietro una birra, e la chiusura al mondo non è certo determinata da uno strumento, che anzi, in molti casi di difficoltà caratteriale o fisica, è un tentativo di uscirne.Il gioco di ruolo su internet è da sfigati? Mah. La passione è una grandissima virtù: estremizzata comporta delle rinunce, sempre e comunque.L´agonismo sportivo che chiude alcuni giovani in una palestra per dieci ore al giorno, non li fa accedere a corsi di studio normale, spesse volte si risolve in un fallimento e comporta oggettivi rimpianti di una vita è sano, buono e bello, perché si sognano le Olimpiadi, ma il preferire un PC per 4 ore a sera è "da nerd".Per quello che ci riguarda il GDR by chat, è una grande potenzialità.Socio-culturale, innanzi tutto.Occasione di scrittura, lettura, ricerca e creatività.Alfabetizzazione informatica. Sono offerte che spesso mancano allo stesso contesto scolastico, alla formazione aziendale, alla dimensione universitaria.Sono finestre, ma anche ricchezze.In una società giovane e non solo giovane che legge poco che preferisce una serie televisiva al libro che l´ha ispirata, che utilizza internet come ottima fonte di copiaincolla da siti raccolta di materiale scolastico per realizzare la gran parte dei compiti a casa scritti, il play by chat ci appare come una splendida controtendenza, uno strumento scomodo rispetto ai tanti offerti dal mercato, di cercare l´esternazione della propria creatività e un esercizio costante alla scrittura e all´interazione che non solo è ottimo per i giovani ma anche per i meno giovani è una grande possibilità quotidiana o quasi, uno strumento di mantenere, tra i ritmi impossibili del lavoro e con i pochi fondi a disposizione, un ambito relazionale comodo, a portata di tasca e soprattutto stimolante i neuroni.Giocare di ruolo non è scrivere temi: se alla base della scrittura non c´è una profonda ricerca e uno studio delle realtà sceneggiate (specie storico) il giocatore resta nella media degli anonimi e il suo personaggio evolve poco, resta là a fare da scenografia.Che il gioco di ruolo by chat scoraggi la dimensione fisica dei rapporti è un po´ una baggianata: siti come extremelot hanno visto raduni con 800 iscritti, il Lucca Comics, ogni anno, paralizza una regione e costituisce una risorsa economica e turistica per una zona geografica definita.Il play by chat educa, tra poche realtà, ancora a una dimensione di crescita, accettazione di critica, dimensione di confronto.Come in qualsiasi realtà sociale ho l´individuo che si mette in discussione e accetta di maturare lentamente una sua “credibilità” tramite la definizione graduale di un personaggio, e quello che non ci sta.Quanti bambini, in una scuola calcio, partendo dalla panchina, rinunciano dopo un mese senza aspettare il “momento giusto”.E´ una fonte di auto-educazione, potenziale, certo.La scelta individuale in qualsiasi contesto socio-culturale è imprescindibile.Siamo nerd in quanto giocatori di ruolo?Viene da dire: magari. Se tutti approcciassero il gioco di ruolo per le grandi potenzialità culturali che il gioco, qualsiasi gioco, offre sin dall´infanzia, sarebbe una risorsa importante, questa nostra micro-società, per una cultura comune.Facciamola questa cultura, specie noi che abbiamo gli strumenti per farla.Divertirsi con intelligenza produce intelligenza.E questa è per chiunque giochi di ruolo in chat da anni, una consapevolezza che resta anche quando il tempo per questo gioco si riduce.Lo dimostra il fatto che parecchi di noi cominciano a invecchiarci con la compagnia di questa chattina che scorre e snocciola, col passare degli anni, giocate che sono diventate libri.Ad avere il tempo di scriverli, l´accoppiata Margaret Weis e Tracy Hickman, impallidirebbe.Nerd anche loro, sicuramente.
15/08/2012 14.27.37
15/08/2012 15.41.13
15/08/2012 19.39.08
In genere non lascio commenti negativi. Se un gdr non mi piace semplicemente non ci gioco più.
15/08/2012 20.45.49
15/08/2012 20.48.52
Il Gioco di Ruolo Fantasy[LINK ]"Chi segue le orme altrui non giunge mai primo"
15/08/2012 22.38.32
"Il gentile Hypnos" (cit. BigG) vi vuole bene.[LINK ]
15/08/2012 23.08.02
«Altruism is the root of all Wickedness»
15/08/2012 23.15.07
84 Utenti Online