L'Impromptu de Versailles
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: L'Impromptu de Versailles
URL:
https://impromptudeversailles.forumfree.it
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Categoria: Play by Forum
Genere: Storico
Stato: Chiuso
Descrizione:
Shüttern, 5 Maggio 1770.
«Faitez attention, S'il Vous Plaît» chiese con la voce gentile ma preoccupata la bella fanciulla che, spaventata, si lasciava vestire e sistemare da quelle donne che non aveva mai visto ma che sarebbero entrate a far parte della sua quotidianità da quel momento in poi. La giovanissima Maria Antonietta aveva solo quattordici anni quella mattina quando arrivò al confine con la grande nazione che sarebbe diventata casa sua e che non avrebbe potuto lasciare mai più. Cosa l'aspettava da quel momento in poi? Cosa le sarebbe capitato? Non sapeva nulla sul suo destino, non conosceva altro che il nome dell'uomo che avrebbe dovuto sposare giurando davanti agli uomini, al Re e a Dio di amarlo e onorarlo per tutta la sua vita. E se non l'avesse amato quel ragazzo? Se non avesse provato nulla per lui se non un semplice affetto fraterno? Avrebbe potuto mantenere la promessa?
Eppure nei dipinti che le erano stati inviati a Vienna sembrava davvero un bel ragazzo. Aveva gli occhi grandi, azzurri, un portamento fiero e sembrava somigliare molto a quell'uomo che Antoinette aveva sempre desiderato di incontrare.
In un padiglione in legno, costruito appositamente per l'occasione, su una piccola isola sul Reno, si svolse la cerimonia della remise, durante la quale Maria Antonietta abbandonò gli abiti austriaci per indossare vesti francesi. La delfina si accomiatò definitivamente dal seguito austriaco e venne accolta da quello francese, capeggiato dalla contessa de Noailles, da poco nominata "Gran Maestra della Casa della delfina".
Compiègne, pochi giorni dopo.
«Non mi scorderò mai che voi siete responsabile della mia felicità!» assicurò la granduchessa austriaca, tenendo sotto braccio il duca di Choiseul, l'uomo che già da anni si occupava di quell'unione e della buona riuscita delle trattative franco-austriache. Il viso della granduchessa era semplicemente adorabile, illuminato di una luce meravigliosa che mai nessuno avrebbe potuto descrivere. Era angelica, era radiosa, entusiasta nel poter incontrare l'uomo che avrebbe dovuto sposare. Eppure la sorpresa fu immensa quando i due sposi si incontrarono per la prima volta. Il delfino era diverso da come era stato descritto alla delfina: era goffo, sgraziato e già piuttosto pingue per la sua età. Nei dipinti inviati in Austria, era stato abbellito. Ma Maria Antonietta sapeva che dietro la sua fatica stava nascosto un premio ben più grande. Il bene dell'Austria, l'amore di sua madre. Quindi sorrise, mostrò tutta la sua bellezza, e baciò le guance del Delfino che presto sarebbe diventato suo marito.
Versailles, 16 Maggio 1770
«L'uomo non osi separare ciò che Dio ha unito.» le parole del celebrante invasero la mente della bella Delfina di Francia, chiusa nel suo maestoso e splendente abito da sposa. Adesso era ufficialmente la moglie di Luigi Augusto, nipote di Luigi XV, Re di Francia, il quale guardava con la fierezza nello sguardo i due nipoti percorrere la navata della Cappella privata di Versailles diretti nei loro appartamenti. Quell'uomo che reggeva le sorti dello Stato dall'età di cinque anni, quell'uomo che amava le donne e guardava al nipote con tenerezza e timore, quell'uomo che, nonostante la sua età, rimaneva comunque un uomo straordinariamente affascinante e assolutamente attratto dalla bellezza femminile. Tutti gli occhi però quel giorno erano puntati sulle bella Delfina di Francia, lo erano da quando con quel suo viso innocente e quei suoi occhi grandi e splendenti era arrivata in quella corte tanto diversa da quella da cui era partita.
Tutti conosciamo ciò che avvenne dopo, tutti sappiamo quando Antoinette soffrì per l'amore che il marito non le mostrava, per l'odio che le zie del re sembravano provare per lei che altro non era se non l'Austriaca, l'insofferenza verso quella preferita del re che altro non era se non una donna da bordello che il Re aveva portato a corte come un elemento decorativo.
Ma non è da qui che inizia la nostra storia. La nostra storia inizia qualche anno dopo...
Versailles, 10 Maggio 1774
«Il Re è morto! Lunga vita al Re!» gridarono i nobili mentre correvano verso le stanze in cui Antonietta e Luigi si erano rifugiati in attesa che il vaiolo uccidesse il re. La Delfina stringeva la mano di suo marito che, seduto su una sedia, non riusciva a sollevarono lo sguardo. Sapeva quanto duro sarebbe stato il loro compito, sapeva di essere assolutamente inesperto ma di non poter contare su nessuno in quella corte che ormai era caduta nella voragine degli scandali, della libidine, della feste. Luigi sarebbe stato un buon sovrano se non fosse stato tanto spaventato da se stesso. Ricambiò la stretta di quella piccola manina bianca e guardò il viso bellissimo e gli occhi chiari di sua moglie, quella moglie che di certo non amava ma per la quale adesso provava un affetto e una devozione sincera. Quando tutti quei nobili che poco prima piangevano al capezzale del Re morto si inginocchiarono al loro cospetto i nuovi sovrano si inginocchiarono al cospetto di Dio. «Oh buon Dio aiutaci, siamo troppo giovani per regnare.» Sussurrò il giovane Luigi con gli occhi rivolti al cielo e le mani congiunte al petto in una preghiera che non era silenziosa ma semplicemente accorata, forte, sincera. Lui, il Re di Francia, si stava inginocchiando di fronte a Dio per chiedere il suo aiuto con sincera umiltà. A soli diciotto anni, il 10 maggio 1774, Maria Antonietta divenne regina di Francia. Saputa la notizia, Maria Teresa scrisse, in tono materno, all'ambasciatore Mercy, riguardo alla figlia:
«Il destino di mia figlia non può essere che assolutamente grande o molto disgraziato. Ritengo che i suoi bei giorni siano finiti!»
Tag:
#Versailles
GdrID: 5038
Data Pubblicazione: 17/01/2014
Ultimo Aggiornamento: 27/04/2018
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