St. Charles Academy
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: St. Charles Academy
URL:
https://stcharlesacademy.forumcommunity.net
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Categoria: Play by Forum
Genere: Hentai
Stato: Chiuso
Gioco Erotico: Permesso
Restrizioni: 18+
Descrizione:
C'era una volta, tantissimi anni fa, un grosso castello. Nessuno sapeva cosa farci di quell'edificio abbandonato, così, un giorno, un giovane duca decise di trasformarlo in casa sua. Era solo e quel posto troppo grande, quindi non poteva assolutamente viverci senza qualcuno al suo fianco! In un caldo pomeriggio, però, incontrò la donna della sua vita. Si sposarono ed ebbero tre gemelli, tutti maschi. A loro volta trovarono l'anima gemella e la dinastia di questa famiglia continuò per anni e anni. Quel grosso castello, col passare degli anni, divenne una scuola per soli uomini. L'ultimo capostipite, un uomo molto bello ed affascinante, decise che era arrivato il momento di cambiare la vecchia usanza di avere solo maschi nell'edificio: era arrivato il tempo di accettare anche il genere femminile. Anche lui, però, come il duca che aveva comprato il castello si sentiva molto solo: voleva trovare la donna della sua vita. La incontrò un afoso mattino d'estate, nel bosco non troppo lontano dalla scuola. Stava facendo la sua solita passeggiata, quando sentì una voce soave alzarsi dal centro della foresta. Iniziò a seguirla, stregato, fino a che non la raggiunse. Si nascose dietro ad un cespuglio, scrutando un'esile figura danzare. Aveva dei lunghi capelli biondi, mossi, e due occhi verdi, proprio come l'erba che i suoi piedi nudi pestavano dolcemente. La spiò per diversi giorni, tutte le mattine, pensando che fosse una ninfa. Un giorno, però, la ragazza si voltò verso il cespuglio che faceva da rifugio all'uomo. Rimase in silenzio, mentre lo fissava. Vi si avvicinò e, incuriosita, sporse il capo: urlò. Scappò via, velocemente, anche se quello sconosciuto la chiamava, sperando che si fermasse. Non tornò più in quel bosco. Anche se lui tornava sempre, pregando che potesse rivederla, almeno per scusarsi; lei non si faceva vedere. Solo dopo un messe ebbe il coraggio di incontrarlo veramente. Lui le chiese perdono e le raccontò come l'aveva scoperta la prima volta. Diventarono buoni amici ma, come in ogni storia che si rispetti, s'innamorarono. Dopo un paio d'anni erano diventati marito e moglie e, la giovane donna, rimase incinta. Come all'inizio di tutta la storia, anche lei ebbe tre gemelli tutti maschi. Erano entrambi felicissimi, come mai prima. I tre bambini erano bellissimi: biondi come la madre e con gli occhi castani come il padre. Terminò l'idillio. Erano degli scalmanati che avevano rotto completamente la pace che era sempre stata presente nella famiglia da generazioni: distruggevano ogni cosa che trovavano e avevano solamente cinque anni! I due genitori, però, erano troppi innamorati di quelle tre pesti, tanto che non riuscivano mai a punirli. Quando cominciarono a crescere, però, il più piccolo, Hayase, iniziò a calmarsi: aveva capito che non era proprio il caso di distruggere la casa in cui viveva. Hayame, il secondo, continuava a dipingere i muri di casa sua, ma si limitò a quelli della sua camera; mentre Hayate, il più grande dei tre, si rivelò essere quello più portato per le materie umanistiche a scuola e per la dittatura in casa. Voleva che i suoi fratelli facessero sempre quello che decideva lui, senza che si ribellassero. Hayase, da buon figlio, si sposò con una donna più grande di lui di due anni l'anno prima di compiere la maggiore età. Subito dopo di lui, però, si sposò Hayate. Ora mancava solo il figlio di mezzo, lo spirito libero che più assomigliava alla madre. Lui non si sposò mai, troppo sfuggevole per trovarsi una moglie. La famiglia, però, non sapeva che il primo e il secondogenito non erano attratti dalle donne, bensì dagli uomini. Hayame, per comunicarlo ai parenti, scrisse su un grosso lenzuolo “Sono gay” e lo posizionò proprio all'entrata di casa sua, mentre Hayate, semplicemente, lasciò sua moglie. L'unico fu Hayase, quello più silenzioso dei tre, a non dare la notizia ai genitori, visto che era troppo impegnato ad occuparsi dei suoi otto figli per accorgersi della verità. Vista la disperazione del padre dopo aver ricevuto tali novelle, questi decise di affidarsi al più piccolo dei tre per la successione come preside nella scuola. Lui, però, non accettò: non se la sentiva affatto, preferiva insegnare matematica. Subito dopo, chiese ad Hayame, sperando che, almeno lui, lo ascoltasse. Anche lui, però, declinò l'offerta, spiegando al padre che preferiva continuare il suo lavoro d'insegnate nella scuola d'arte. Abbattuto e senza alcuna speranza, si rivolse ad Hayate. Questi, senza troppi preamboli, accettò: per lui non c'era nessun problema, tanto non aveva altro da fare. Non sarebbe stato il miglior preside di sempre, però era meglio di niente, no?
GdrID: 2184
Data Pubblicazione: 23/03/2012
Ultimo Aggiornamento: 27/04/2018
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