Soltanto chi non conosce quasi nulla del genere letterario chiamato Science Fiction (SF in abbreviazione , fantascienza in italiano) può credere che sia formato da un "corpus" omogeneo di racconti e romanzi. In verità le opere che rientrano in quest'ambito possono essere tra le più diverse, tanto che non vi è concordanza sui requisiti che permettano di definire una certa opera "di fantascienza". Si tratta di una banda larghissima di temi.Si spazia dalle dis-utopie e dalle opere che esaminano i possibili rapporti tra gruppi o classi alla SF di tipo sociale (che ipotizza realtà future estrapolando da problemi vitali della nostra epoca, per esempio il degrado delle città); a quella di tipo scientifico, che esamina le conseguenze dei progressi della medicina o della genetica capaci di modificare la struttura biologica dell'animale "uomo". Può trattare di future intelligenze artificiali (robot, androidi, ecc.), di viaggi nel tempo e di mondi paralleli , di esplorazioni spaziali e di colonizzazione di pianeti, di contatti con forme di vita fuori dalla terra e di complesse civiltà aliene. Infine ,si considerano come SF i testi incentrati sulle possibilità e sulle creazioni della mente umana (attraverso stati mentali alterati).Certamente non solo le tematiche , ma anche gli approcci e i moduli narrativi possono essere estremamente diversificati.Vedremo in particolare come la SF abbia a lungo coltivato l'intenzione di essere soprattutto un mezzo di supporto e di previsione nei riguardi del progresso scientifico e tecnologico, atto per esempio a fornire il senso della grandiosità del cosmo e ad esaltare la passione per la scienze . Attualmente le opere di SF più valide e meditate sono caratterizzate da quello che si può chiamare un "ritorno al fantastico". Ne è caratteristico un vertiginoso scorrere di esperienze e di allucinazioni.Per esemplificare questi due opposti tipi di science fiction confrontiamo due racconti certamente molto diversi tra loro; il primo di Isaac Asimov e l'altro di Philip K. Dick.Se questi due autori, nell'ambito della fantascienza, vengono spesso accostati , è perché sono ritenuti i maggiori autori di SF. Questo non vale solo per la critica specializzata, ma anche per gli articoli di quotidiani e settimanali.Leggiamo in uno di essi : "Insieme ad Isaac Asimov e Ray Bradbury, Philip Dick è stato il più grande scrittore americano di fantascienza". Ma poi l'articolista li oppone recisamente sostenendo che " il mondo, fantascientificamente si divide tra asimoviani e dickiani . In Asimov vi è un ottimismo tecnologico totalmente assente in Dick. I robot di Asimov sono completamente al servizio dell'uomo. Mentre gli androidi di Dick sono spesso il lato oscuro e inquietante della razza umana. Asimov ha inoltre una concezione positiva della storia: c'è sempre una direzione, un progresso, una meta da raggiungere. Il nichilismo invece, spinge Dick verso altre soluzioni. Radicali soluzioni che decompongono le basi stesse della società, ne corrodono i simboli, ne frantumano le individualità".Certamente si tratta di due autori agli antipodi : estremamente positivista e razionale il primo quanto l'altro è visionario, allucinato e teorico di un cupo soggettivismo . Entrambi però sono dominati dal problema della conoscenza, anche se la affrontano e la svolgono in maniera narrativa con forme e modi diversissimi . Asimov ha detto:" La ragione e l'ingegnosità umana esistono per essere usate , altrimenti la loro esistenza non avrebbe significato" ed ancora: "Se esiste qualcosa come la parola di Dio , è la ragione , la razionalità" Si capisce quindi come Asimov sia stato sempre attratto dal genere "poliziesco" ed abbia tratto spunti da Conan Doyle e da Agatha Christie. Il suo strumento principe è la logica deduttiva, la quale riequilibra e risolve una nota di squilibrio introdotta nello schema. Di questa logica si servono tutti i suoi personaggi, da Susan Calvin, la celebre robopsicologa, agli investigatori di Abissi d'acciaio e Il sole nudo.Il processo di acquisizione della conoscenza che Asimov descrive, è di tipo semiotico. Cogliere i "segni" evidenti e percettivi del reale, circondare le eventuali incongruenze, e risolverle in un cerchio sempre più stretto, e alla fine eliminarle mediante una logica stringente che collega i dati in suo possesso e perviene inevitabilmente alla giusta soluzione. Asimov è come uno scultore che considera una forma già esistente all'interno della pietra; si tratta solo di portarla alla luce.