Articolo pubblicato il 27/04/2011 Autore: IVAN PADUANO
Non so da quanto medito questo post. La realtà e che la mia dipartita da questo tipo di mercato mi costa lacrime amare ma rimandarla ulteriormente non serve assolutamente a nulla. La questione è semplicissima, nel mondo dei giochi on line il gdr by chat è ormai un pezzo da museo. La notevole perdita di interesse rispetto a questo tipo di giochi è evidente ormai da almeno un triennio, le cause le elenco di seguito, in breve perchè ognuna meriterebbe una trattazioen a parte: 1) Aumento del materiale di base di creazione con semplificazione delle procedure di costruzione, questo ha portato ad una serie di giochi costruiti ad personam che hanno dato all'utenza una scelta così vasta da distruggere i giocatori semoventi (ovvero quelli che si impegnano solo se sono costretti per più motivi a giocare). 2) Nascita di facebook. Con il social network tutti i freindmaker che affollavano i giochi hanno trovato un diverso sfogo per il rimorchio e la chat facile, tuttavia questo avrebbe dovuto prevedere un rientro soprattutto maschile per il fatto che su questo mezzo ci si espone con i propri dati e se si è di sesso maschile essere segnalati come non corrispondenti a persone reali è molto più facile. Tuttavia questo non è ancora avvenuto. 3) Diminuzione dei vantaggi economici per i gestori. Meno utenza uguale meno click e soprattutto meno pack o comunque meno soldi spesi all'interno del gioco. 4) Migliorie a rallentatore. Con il dimunire della convenienza economica i gestori non hanno interesse a migliorare alcunchè. 5) Abbandono dei giochi in mano ai giocatori. E' successo più di una volta, il gestore abbandona il gioco ai giocatori, si passa il tempo a litigare, non si migliora nulla. 6) Sparizione in game play della prima e seconda fascia di età. I giocatori al di sotto dei 25 anni sono ridotti a circa 1/10 di quelli di 5 anni fa, essendo tra le categorie che passano più tempo a giocare (e che ne hanno più voglia come player) la riduzione delle quest per singolo gioco ha portato molti di questi all'immobilità. 7) Errori di progettazione. Molte volte ci si è trovati a progettare una land per giocatori esperti e con fascia di età diverse dall'utenza che poi l'ha abitata. 8) Deriva dei soggetti. Pur di stare a cavallo i gestori hanno distrutto l'idea di base principale fortuna del gioco. 9) Eccessivo play-buonismo tutto all'italiana. Un gioco dove non si muore mai non è divertente. 10) Eccessiva possibilità di intervenire sulle dinamiche. Dover sottoporre ogni decisione dei gestori ad una discussione è quanto di meno serva ad un gioco, le comunità dove si è tutti amici non funzionano e l'abbiamo visto. Ce ne sarebbe ancora, ma il succo è qui, non vale più la pena spendere nemmeno un'ora di lavoro su questa tipologia, forse qualche roccaforte per appassionati resterà, ma giusto qualcuna. A mio modo tristemente saluto una stagione che mi ha fatto pensare, lavorare, scrivere tantissimo. Chissà che in un futuro non potremo diversamente rivalutarla. Ciao a tutti, io, spengo la luce. Si ringrazia per l'articolo Ivan Paduano e il suo blog Modellazione Virtuale
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26/02/2012 - Ho letto questo articolo solo ora, visto che la home di Gdr-online me l´ha riproposto ora e... non condivido, quasi per nulla.Come è stato detto, questi possono essere spunti (più o meno buoni) di discussione, ma non certo una sentenza di morte oggettiva.Nemmeno dopo i mesi intercorsi tra oggi e il giorno in cui è stato scritto l´articolo.
27/11/2011 - Siamo totalmente in disaccordo sia con le premesse che con le conclusioni dell´articolo.Andiamo per punti, seguendo lo stesso schema:1) Proliferazione per colpa dei CMS Opensource: la proliferazione non nasce per la disponibilità di CMS opensource, ma per una naturale tendenza alla frammentazione che ha le origini più diverse; dalle dinamiche di conflitto interne agli staff, alle migrazioni di massa di gruppi di giocatori entrati in conflitto con una particolare gestione, al legittimo desiderio di un tot di giocatori che vogliono mettersi alla prova con la realizzazione di un progetto. La disponibilità di piattaforme "prefabbricate" rende solo la vita più facile a chi vuol cimentarsi. E´ vero che l´offerta è tremendamente differenziata, almeno a giudicare dal numero di land aperte, ma il modello di gioco é quasi sempre lo stesso. In ogni caso é regola comune del "libero mercato" che la concorrenza portata da una maggiore offerta dovrebbe stimolare i concorrenti a differenziarsi e migliorarsi. Se mai é questa una responsabilità che si può dare ai CMS OpenSource: fornendo di base tutto quel che serve per iniziare e replicando un sistema che é, nelle fondamenta, sempre lo stesso, si crea un collo di bottiglia dal quale è difficile uscire per chiunque volesse anche solo immaginare e tradurre in tecnica delle novità sostanziali nella meccanica di gioco.2) Social network: questo può essere vero per due categorie di utenti, storicamente più concentrate in un paio di "grandi città virtuali" nelle quali il peso della componente offgame é più pervasivo. Non si registrano gli stessi effetti deleteri sulle land più piccole (e definire "piccole" alcune di queste è improprio) dove tende a concentrarsi l´utenza più interessata al gioco di per sè e meno al social networking.3) Diminuzione dei vantaggi economici: assolutamente arbitrario. Innanzitutto la presenza di gadget a pagamento non è un dato comune a tutti i gdr, e anche dove ci sono, gli introiti stimati sono sempre in funzione dell´utenza media giocante. Tradotto, i gadget a pagamento in genere producono introiti risibili per un buon 95% dei gdr, che al più rientrano delle spese per l´hosting. Le campagne pubblicitarie basate sui banner, peggio ancora. In sostanza la convenienza economica non c´è MAI stata tranne per land con utenza media giocante superiore alle 100/200 unità.4) Migliorie al rallentatore per la non convenienza economica: ci dispiace apprendere che l´autore dell´articolo considera il profitto come unico movente per i gestori e unica motivazione utile a fornire ai propri giocatori migliorie al sistema in cui giocano. Ovviamente siamo in radicale (e indignato) dissenso con questa tesi.5) Sparizione dei gestori: vero, ma si scambia la patologia per fisiologia. Un po´ come dire che il lassismo in vigore nel settore dei trasporti pubblici giustificherebbe la rinuncia al trasporto pubblico. Noi la vediamo se mai come una applicazione del principio di "selezione naturale". Le gestioni incompetenti, incapaci o che hanno fatto il passo più lungo della gamba, finiscono per autoescludersi da sole.6) Sparizione del pubblico "giovane": dato in parte confermabile, ma la cui incidenza statistica è tutta da dimostrarsi, soprattutto in relazione alle land che non hanno ansie di incrementare a qualsiasi costo il numero degli online in contemporanea. Ravvisiamo in questo cause che non hanno a che fare coi limiti del play by chat, ma coi limiti del sistema formativo/scolastico italiano e con un processo di continua disgregazione delle capacità di utilizzo della lingua scritta, processo che perdura da decenni e che ha origini ben lontane dalla natura del PbC. Resta inteso che per chi ama leggere e scrivere il GdR play by chat continuerà ad essere una fonte di divertimento e di ore ben spese, sia come gestori che come giocatori.7) Land progettate per utenza esperta: in sostanza prima si lamenta un modello di gioco stantio e sempre uguale a sè stesso, poi ce la si prende con chi cerca di correggere gli errori, introducendo regolamentazioni e convenzioni diverse, che ovviamente suonano indigeste all´utente medio. Ci sembra una contraddizione, attaccare sia il "malato" che le possibili "cure". Ci sembra, detto onestamente, una dimostrazione di resa incondizionata, una sorta di "si salvi chi può". Forse se tutti quelli che in questi anni hanno speso tempo e byte su byte a pronosticare la morte del PbC si fossero impegnati nella ricerca di vie d´uscita (tecniche, regolamentari, convenzionali) ai limiti noti del PbC...8) Non si capisce: ci pare che l´autore parli di una sua personalissima esperienza sgradevole con uno o più staff. Non si dovrebbero mai trarre conclusioni di carattere generale dalle proprie esperienze private. Sarebbe come un turista che trova cattivo tempo a Ischia quando ci va in viaggio di nozze e da quel momento inizia a parlare male di Ischia e sconsigliarla a tutti.9) Play-buonismo: l´autore é invitato a circostanziare, ancora una volta, e a non trarre conclusioni di carattere generale dalle sue personali esperienze.10) "democrazia gestionale": se non funziona é sufficiente non applicarla, e non dimenticare mai le distinzioni di ruoli ra gestori, animatori e giocatori. Chi si scorda questi confini si condanna prima o poi a diventare prigioniero della propria utenza, e a porsi sotto ricatto. Ogni gestione dovrebbe dichiarare quali sono le sue linee gestionali e quali sono le linee di sviluppo programmate. Chiarire quali sono i punti "fuori discussione" qualunque cosa ne pensi l´utenza. Chi non lo fa, chi si rende prigioniero e ostaggio dell´utenza dimostra solo di essere un pessimo gestore.Ricambiamo il triste saluto d´addio fornito dall´autore dell´articolo, nella speranza che questi, un giorno, si renda conto che un´esperienza negativa, anche ripetuta, può anche significare soltanto che ha scelto male i campi su cui misurarsi, e non che l´intero mondo del PbC é destinato alla morte prossima ventura.Lo staff de "Il Grande Inverno"
14/07/2011 - Quoto chi descrive il pezzo come più un topic qualsaisi da forum che un vero articolo.Sulle riflessioni penso che il by chat sta impoverendosi nel tempo e questo sia da attribuire ai suoi limiti naturali e intrinsici: alle mille pecche che dalla nascita lo affliggono e che non possono trovare una risposta univoca e totalitaria, eliminare un problema spesso ne evidenzia e enfatizza un altro ecc.Piu passano gli anni più questi problemi risultano evidenti e più i giocatori impattano su questi senza trovare poi una risposta e stufandosi dei pagliativi e delle ipocrisie che vorrebbero negarle.Come abbandoniamo il banale, anarchico e istintivo, primo gioco sociale della infanzia del fruttivendolo, del giornalaio o del dottore e paziente del amico imamginario ecc, cosi crescendo la comunità del gdr by chat abbandona quello che non riesce a crescere e/o evolversiin una più delineata e chaira forma di gioco regoalre e ricca di affidamenti sicuri e non un continuo soggetivo e libero, spesso ripeto ipocrita, interpretare delle situazioni più svariate che si vengono a creare sia nelle meccaniche di gioco che nei rapporti sociali che una comunità necessita essere controllati e affidabili.
14/06/2011 - A differenza di tutte le persone qui sotto, il cui disapprovo è ormai palese, io sono a favore di questo "requiem" e non parlo solo dei fantasy, in un gdr di naruto a cui giocavo ( che è presente nella lista qui affianco) ha avuto questi problemi e non si è minimamente ristabilita, cosi come in un gdr di Air Gear successe la medesima cosa.riguardo alla soggettività, beh quest´ultima penso sia assai relativa, molte cose che riteniamo "personali" si presentano come un pensiero "comune" a tutto il genere umano, come il pisciare sul bordo del buco del water per fare meno rumore, se non ci fosse internet penseremmo ancora che siamo gli unici a farlo. penso che questi pensieri balenino per la testa di chiunque, chi d´accordo o chi meno, si deve affrontare la verità, qui bisogna cambiare, si speri in meglio.( io, personalmente, intendo seguire questi punti nel mio di Gdr )
23/05/2011 - 1) VERO. Questo è il problema. Ma la causa che spinge molti giocatori a farsi gestori è da ricercare altrove.2) FALSO. Facebook costringe a mostrare la propria identità reale. 3) PARZIALMENTE VERO. Solo per i click. Ma è come pensare che un libro vale per il peso della carta.4) VERO. I gestori son dei dilettanti.5) FALSO. I giocatori son l´unica cosa che conta di un gioco.6) VERO. Meno male. Di marmocchi sotto i 25 anni non sappiamo che farcene. E manco delle loro sorelline carine, ma che non hanno letto Proust.7) VERO. I gestori son dei dilettanti.8) VERISSIMO.9) FALSO. Se ruoli sesso di che muori? Di una malattia venerea?10) FALSO.Un gioco sotto i 10.000-20.000 iscritti e solo il solipsismo di un giocatore frustrato.
14/05/2011 - Quello che è scritto qua sopra sono pareri soggettivi...
29/04/2011 - Concordo con chi dice che più che un articolo sembra un post da forum, o una lettera d´addio, a scelta.In ogni caso, decisamente è l´ennesimo intervento che tiene conto solo della fascia di genere fantasy, senza curarsi del resto della lista qui a fianco. Forse non è il PbC ad esser ein crisi, ma il suo settore più classico...
28/04/2011 - Non condivido,il PbC non lo trovo per nulla un pezzo da museo,anzi.
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