Desert World
Gioco Chiuso
Desert World risulta essere chiuso! Se il gioco è stato reputato chiuso per errore, o ha riaperto, inviaci una segnalazione indicando lo stato corretto o in alternativa richiedi l'accredito gestore.
Visto che Desert World è chiuso puoi provare Le Cronache di Raja Dunia ↗
Screenshot


Nome Gioco: Desert World
URL:
http://www.desertworld.it
↗
Categoria: MmoRpg
Genere: Dungeons and Dragons
Stato: Chiuso
Email:
mostra
Descrizione:
Periodo antecedente alle Guerre Apocalittiche
Pochissime informazioni antecedenti alle guerre apocalittiche sono reperibili e l’unica fonte rinvenuta e divulgata dalla credenza popolare sono i canti antichi di un certo poeta chiamato Visianna. I testi dei canti non forniscono una descrizione esauriente di quel momento storico e inoltre sono scarsissimi i dettagli specifici che consentano un’esatta ricostruzione degli avvenimenti. Visianna descrive l’epoca risalente 50 anni prima delle guerre apocalittiche come un’era fiorente, ricca di civiltà prosperose e di società al loro massimo splendore e divise in diversi regni definiti territorialmente e propensi alla pace. I versetti dei canti proseguono raccontando di un veloce declino dei rapporti tra regni e razze senza entrare nel dettaglio delle motivazioni che lo causarono ma alludendo sporadicamente a meschine macchinazioni e citando spesso frasi come “fuoco che infiamma gli animi dei popoli”, “la follia che arde nelle menti” o ancora “le leggi del buon senso che bruciano nel calderone del disordine”. Sicuramente i rapporti tra i regni degenerarono e alcuni di essi decisero di dichiararsi guerra reciprocamente. Visianna racconta che le tensioni tra le realtà dell’epoca andarono aumentando e coinvolgendo sempre più società paragonando questo fenomeno ad una ragnatela che viene tirata con un bastoncino lentamente: “all’inizio interessa solo alcune parti ma poi coinvolge tutta la struttura fino a distruggerla completamente”. In pochi anni il mondo intero si ritrovò drasticamente schierato in una guerra di mastodontiche portate: gli anni di splendore avevano consentito ai vari regni un accumulo di beni e ricchezze impiegate in gran parte nel rifornimento bellico dei grandi eserciti e nella sperimentazione magica di nuovi poteri dall’enorme effetto e quindi ogni schieramento in campo era fortemente convinto di poter prevalere sull’altro. Il canto conclude questo capitolo dicendo “Armi potenti e libri magici alla mano, gli eserciti si fissano rabbiosi pronti al segnale nel silenzio macabro prima del massacro: i re lucidano i loro scettri ma non notano che le loro corone sono appese ad un filo… e tutti i fili convergono negli artigli del maledetto Sorloc”.
Le guerre apocalittiche
Visianna non ha dubbi su chi sia il burattinaio che manovra i regni e li spinge in guerra tra di loro: Solrloc, un millenario demone del caos che la leggenda racconta essere una creatura mostruosa e spietata, creato e alimentato dall’odio del dio Tormor verso i progetti degli altri dei. Lui rappresenta il più infimo desiderio di distruzione di qualunque creatura voglia contrastare la non-legge del caos e allo stesso tempo si contrappone ai voleri divini abbattendo il confine tra vita e morte. I canti raccontano come la menzogna dei suoi folli fedeli abbia infettato gli animi dei popoli incitando le folle alla guerra e influenzando i personaggi di rilievo con argute macchinazioni negli alti ceti sociali. Sicuramente l’influsso di Sorloc e dei suoi fedeli incise profondamente ma nella realtà contribuirono molteplici fattori di diversa natura come ambizioni personali, rivendicazioni territoriali, contrasti razziali e anche il desiderio di dimostrare sul campo la propria potenza maturata in quegli anni di pace. Le guerriglie scoppiate conversero in un'unica guerra globale con quattro netti schieramenti a fronteggiarsi. Dopo due anni di tensione palpabile su tutto il territorio lo scontro fu inevitabile esattamente come furono inevitabili le tragiche conseguenze: gli schieramenti si contrastarono con forze equamente bilanciate e non emerse subito un vincitore. Dopo meno di tre anni di battaglie gli eserciti si ritrovarono fortemente danneggiati e diminuiti di numero e i comandanti dovettero presto escogitare nuove tattiche che ovviassero a quella grave situazione: la guerra non aveva ancora eletto un vincitore e le città avevano cominciato a risentire del grosso impiego di mezzi e beni preziosi per la guerra. Da battaglie a campo aperto la guerra divenne una sorta di mobilitazione strategica degli eserciti volta alla demolizione delle risorse principali dei propri avversari: i regni vennero assaliti e le città distrutte, i popoli costretti a migrare altrove e in alcuni casi vennero addirittura massacrati alimentando un odio generale sempre più profondo. La situazione degenerò tristemente: gli schieramenti cominciarono a barcollare a causa di improvvise alleanze o abbandoni strategici, diverse popolazioni si rivoltarono contro i propri governi e inoltre la povertà cominciò a gravare sulle condizioni delle gente e degli eserciti stessi. Visianna racconta che Sorloc mandò a questo punto il suo braccio destro Raven presso la corte di ogni regno ancora solido e in guerra in modo influente, il quale sotto mentite spoglie donò ai sovrani dei potentissimi scettri di natura magica, chiamati “Enity”, perché venissero usati in guerra. Fumentati dall’odio e alimentati dall’ambizione i sovrani consegnarono gli scettri ai rispettivi maghi e stregoni di corte che, accecati dalla sete di conoscenza del loro potere, non tardarono ad usarli sul campo di battaglia ignari delle conseguenze che avrebbero avuto. I scettri Enity risvegliarono le decine di migliaia di soldati e persone morte durante la guerra riportandoli sotto forma di caotici non-morti: fu il caos totale. I maghi e gli stregoni non seppero più controllare il potere degli scettri che continuò ad incrementarsi con l’aumento di vittime causate dalle armate di non-morti e in breve il loro influsso cominciò a incidere gravemente perfino sulla stabilità del territorio fino a che la terra dovette collassate su se stessa. Il continente si spaccò e il terreno si aprì in tremende voragini provocando eruzioni vulcaniche e distese di lava, Solroc che fino a quel momento aveva assistito da lontano scese in campo con il suo esercito di demoni per concludere l’ opera di distruzione totale.
Un mondo distrutto
I pochi superstiti ricorderanno questi giorni come “l’apocalisse” e questo diverrà l’anno zero per le generazioni future. Le città furono distrutte, la natura divorata dalla lava, i popoli decimati dalle condizioni climatiche e dai non-morti, il cielo oscurato da un tremendo alone di fumo nero ma le razze riuscirono comunque a non estinguersi. Il disperato bisogno di sopravvivenza di pochi superstiti riuscì ad evitare la scomparsa definitiva degli esseri viventi e il tempestivo intervento di otto semidei e otto eroi leggendari permise di esiliare Sorloc nelle viscere di un’isola poco distante dal continente, infliggendogli micidiali ferite e incastrandolo nelle profondità del territorio.
I scettri Enity durante la rottura del terreno vennero inghiottiti nelle profondità della terra e fortunatamente il loro influsso si ridusse notevolmente fino a scomparire, permettendo al territorio di ritrovare la sua stabilità originale. Ma lo scenario che il continente offriva ai pochi superstiti era quello di un modo distrutto, senza più barlumi di civiltà organizzata e confinato in un ambiente vulcanico poco adatto alle loro esigenze. Gli esseri viventi dovettero continuare a vivere lottando quotidianamente per la propria sopravvivenza e migrando continuamente in cerca dei rarissimi terreni che presentassero un minimo di vegetazione. Passarono circa 200 anni (200 p.a.) prima che il terreno tornasse ad una temperatura accettabile consentendo agli esseri viventi di raggrupparsi in piccoli villaggi improvvisati e agli animali volatili di migrare nuovamente sul continente, ma presto una nuova minaccia si ripresentò: il popolo Drow.
L’era Drow
Il popolo Drow era rimasto ad osservare per tutti quegli anni l’evolversi delle guerre catastrofiche e le sue conseguenze in superficie senza mai volerne prendere parte. La società Drow, poco interessata agli avvenimenti del mondo al di sopra delle loro case, aveva concentrato i propri sforzi e impegni nello sviluppo di un solido regno nel sottosuolo e rimase totalmente indifferente ai massacri che si svilupparono in superficie. Fondamentalmente la filosofia Drow gioiva nel constatare la decimazione dei popoli in guerra ma non ne vedeva un elemento di beneficio particolare per la propria evoluzione della specie. Tuttavia anche il popolo Drow fu vittima dei tremendi sconquassamenti del terreno e si vide costretto a migrare nelle caverne più profonde scavate nella terra e a stabilizzarsi in quel luogo sicuro per molti anni. Qui la società Drow venne a conoscenza dell’esistenza di preziosi cristalli fonti di grosse quantità di energia magica, probabilmente attivati dai subbugli della terra stessa nel sottosuolo. I Drow impararono a usufruire del loro potere e in pochi anni la loro civiltà raggiunse un periodo di splendore particolare: vennero costruite città, ampliati i confini del loro regno e la popolazione crebbe in modo considerevole. Dopo circa 200 anni dall’apocalisse i Drow decisero di uscire dalle loro città per studiare cosa fosse rimasto del mondo in superficie. Con loro grande stupore scoprirono che le razze della superficie non si erano estinte ma anzi cominciavano a riorganizzarsi in piccoli ceppi sociali e quindi decisero infine di diventare i loro dominatori incontrastati. Per le armate Drow fu molto semplice imporsi tirannicamente sulle poche migliaia di superstiti in condizioni di vita misere e instaurarono una politica basata sull’oppressione e sulla schiavitù di chiunque venisse scoperto sul territorio. Per più di 500 anni, un periodo definito come “era Drow”, questo popolo regnò sovrano su tutto il territorio e tenne le redini e l’organizzazione di un’immensa comunità di schiavi al loro servizio: anche se preferirono vivere stabiliti nel sottosuolo tutto il continente divenne possedimento del regno drow.
La civiltà drow raggiunse in questi 500 anni (700 p.a.) un livello di splendore mai uguagliato in precedenza e solo due fattori definirono il declino del loro immenso impero: il potere dei cristalli si spense lentamente con il raffreddamento della terra ma soprattutto scoppiarono delle guerre interne al loro regno tra le tre principali casate. Queste guerre deteriorarono fortemente il potere drow e deconcentrarono gli eserciti dalle loro mansioni principali in superficie.
Il risorgimento
Gli eserci drow dovettero ripiegare necessariamente nel sottosuolo per impegnarsi nelle guerre intestine del regno drow e nello stesso periodo il cielo si schiarì dalle nubi dell’apocalisse permettendo al sole di riattivare la vita vegetale sul territorio tornato finalmente alla sua temperatura originale. Tutti questi fattori concatenanti alimentarono nelle razze viventi la voglia di tornare a vivere liberamente e il grande spirito di sopravvivenza gli permise nei 200 anni (900 p.a.) consecutivi di tornare a riunirsi in ceppi sociali in diversi punti del territorio. Al termine delle guerre interne dell’impero Drow questa razza non ebbe più la forza di tornare in superficie per riconquistare il dominio del territorio; i pochi e deboli tentativi vennero soppressi sul nascere.
Il ritorno dell’azione del sole generò un nuovo cambiamento climatico particolare che produsse l’arrivo di forti venti dall’est che per più di 150 anni (1050 p.a. “L’era dei venti”) sbriciolarono le intere distese di roccia vulcanica sul territorio. Al termine del loro effetto tutto il territorio si trasformò in un’immensa calda distesa desertica.
GdrID: 8693
Data Pubblicazione: 18/09/2017
Ultimo Aggiornamento: 18/09/2017
Segui Gioco Dichiara Personaggio Segnala Modifica Richiedi Accredito Gestore
Statistiche Desert World
Aggiornamenti da Desert World
Nessuna news o annuncio da Desert World
Recensioni Desert World
Followers e Personaggi Desert World
Articoli, Interviste e altre Risorse!