Disguised Away
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Disguised Away
URL:
https://disguisedawaygdr.blogfree.net
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Categoria: Play by Forum
Genere: Horror
Stato: Chiuso
Descrizione:
Londra, 1900.
Un signore molto ricco, un certo Barrett Thompson, aveva invitato tutte le persone della sua stessa fazione - sarebbe a dire benestanti - a partecipare ad una festa in maschera nella sua reggia. Furono tenute allo scuro tutte le famiglie povere o che non si sarebbero potute permettere un bell'abito e una bella maschera. Il signor Thompson fece spedire a tutte le famiglie una lettera con su scritto la data e l'ora del ballo. Così, tutti coloro che dovettero consegnare le lettere, furono carichi di lavoro per una settimana intera. Purtroppo o per fortuna, proprio il venerdì di quella settimana, ci fu brutto tempo. Mentre un addetto consegnava i messaggi, tutto inzuppato fradicio dalla testa ai piedi, alcune lettere gli scivolarono tra le mani. Lui si affrettò per raccoglierle. Ne raccolse una, due, tre ma la quarta la perse per colpa del vento, che la spinse fin dove lui non poteva vedere. Così, corse dalla parte opposta per finire il suo compito di addetto, pensando che non avesse combinato un grande disastro, nessuno sarebbe riuscito a leggere ciò che c'era scritto.
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Il sabato mattina una coppia di gemelli, Alan ed Elizabeth, uscirono presto per andare a comprare il pane in paese. Mentre stavano camminando per le vie della città, trovarono un pezzo di carta, tutto raggrinzito per la pioggia della sera prima. Alan tese la mano e la raccolse: tra l'inchiostro sbiadito e le parole sciupate si riuscivano a leggere alcune parole:
Barre*t Th*mpson, signo*e nobilissimo di Lond*a,
è lieto di *nvitarvi al B*llo in M**chera.
L*nedì alle 21.00, Wolfric Street.
cord*ali sal*ti,
Barrett Thompson.
In tutti i diciassette anni di vita, nessuno dei due aveva mai partecipato ad una festa simile. Sempre più stupiti corsero a prendere il pane in città e dopo essere ritornati a casa parlarono e parlarono di quella lettera. I due erano troppo eccitati per aver trovato quella lettera. Partecipare ad un ballo importante sarebbe stata un grandissima occasione.
Così, Lunedì sera, dissero ai propri genitori che sarebbero andati a casa di amici. Indossarono gli abiti più belli che potevano permettersi di indossare. E la maschera, che era obbligatoria, se la erano costruiti loro. Lui aveva una maschera di una volpe, mentre la ragazza di un corvo.
Una volta arrivati, entrarono senza problemi. I grandi signori non ebbero neanche il tempo di guardarli tanta era la confusione.
La musica, il rumore delle scarpette da ballo sul pavimento, piatti, bicchieri, raggiunsero immediatamente le orecchie di Alan e di Elizabeth. La stanza era veramente enorme: mille drappi rossi scendevano dalle pareti e ogni tanto spuntavano qua e là alcune loggette. I due gemelli, per non dare troppo nell'occhio, decisero che si sarebbero nascosti là per osservare meglio tutta la festa. Salirono alcune rampe di scale e poi si trovarono davanti questa piccola loggetta.
Alan si affacciò e osservò gli uomini e le donne che ballavano. Evidentemente nessuno dei due si accorse che non erano soli in quel piccolo nascondiglio.
« Mi chiedo come due ragazzini come voi siano riusciti ad entrare » disse una voce a fianco a loro. Immediatamente Alan si girò di scatto e vide una donna molto strana: la sua pelle era più chiara della neve e i suoi capelli più scuri del carbone.
« C-come ha-hai fatto? » chiese Elizabeth, stupita della velocità con la quale lei era arrivata fin lassù.
« Io ero già qua. Evidentemente voi non mi avevate notato ». Il suo sguardo era freddo e glaciale e indossava un abito molto scollato, nero, che le metteva ancora più in risalto la pelle. Sembrava una strega.
« Voi, sciocchi » disse la strega « voi potevate scegliere di non partecipare a questa festa, e invece avete voluto ».
« E che cosa vuoi fare? » rispose Alan che fino a quel momento era stato zitto « dirlo al signor Thompson e farci buttare in gattabuia? ».
« Che cosa ci guadagnerei? Nulla.» poi, si voltò verso le persone che avevano cominciato a ballare ad un'altra musica. La strana donna continuò a parlare. « « Guardate le persone e le loro maschere. Vedete? Sono come succubi del finto volto che indossano. Tu, in questo preciso istante, non conosci la loro vera realtà, non conosci la loro vera natura. Si nascondono dietro ad una finta faccia. E, man mano che continuano a portarla, le due identità si confondono e la maschera prende sempre di più il sopravvento. Io mi chiamo Candace e non porto nessuna maschera, sono sempre io, me stessa.» infine si girò verso i gemelli e disse « Anche voi sarete succubi delle maschere che portate.»
« Ma che stai dicendo? » disse Alan. « Non tutte le persone sono false ed indossano delle maschere.. Ad esempio io e mia sorella Elizabeth, non saremo mai succubi di quelle cose! Le maschere sono solamente degli accessori che le persone indossano per le feste, come questa! » ribatté il gemello, che si stava arrabbiando.
« Quindi tu dici che voi non siete succubi? Va benissimo. Allora, facciamo un gioco: se voi mi dimostrate che non siete succubi delle maschere io dovrò ricredermi e ritirerò tutto quello che ho detto, togliendovi per sempre la maschera. Se voi cadrete in preda alle grinfie di quelle cose che portate addosso.. sarete costretti a vivere per sempre trasformati.»
« Ok, accettiamo » disse Alan senza pensare. « Ma come facciamo a dimostrartelo? » chiese Elizabeth, perplessa.
« Non dovrete trasformarvi nella maschera ».
Quella fu la sua ultima frase prima di sparire, come era arrivata, nel nulla.
In quel momento ci fu un grande boato in tutta la sala, come un'esplosione e tutte le persone caddero a terra, compresi i due gemelli.
I due si svegliarono molto tempo dopo. La dimora dove erano prima era diventata una casa in mille macerie: cemento qua e là, tegole cadute, drappi bruciati e strappati. E nella sala grande non c'era più nessuno che ballava.
Quando Alan e Elizabeth si guardarono non erano più gli stessi: la maschera da volpe che indossava il ragazzo gli aveva completamente preso metà viso e per quanto provasse a togliersela non riusciva. Anche alla ragazza era successo lo stesso: per quanto provasse a tirarla non si muoveva di un millimetro.
« Alan.. Adesso che cosa facciamo? »
« Hai sentito Candace.. non dobbiamo soccombere a questa maschera.. ora capisco che cosa significava.. »
Uscirono dalla dimora del signor Thompson e si trovarono davanti una Londra mai vista prima: case distrutte, tetti bruciati, strada sollevata, fumo che usciva dalle case, vetri e finestre rotte.
I due gemelli si strinsero la mano.
Il gioco era cominciato.
E tu? Riuscirai a sopravvivere alla maschera? O diventerai succube?
GdrID: 3199
Data Pubblicazione: 10/11/2012
Ultimo Aggiornamento: 27/04/2018
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