Furry Space
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Furry Space
URL:
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Categoria: Play by Forum
Genere: Fantasy Orientale
Stato: Chiuso
Descrizione:
Le origini
Com’è stato creato l'universo, il pianeta Zabeth e tutti i suoi abitanti sono ancora misteri su cui studiosi, teologi o semplici curiosi si stanno scervellando da secoli. Alcuni sostengono sia stata la volontà degli dei a plasmare l'universo e le sue creature, altri che l'universo è un esperimento magico di una razza ormai estinta da eoni, altri ancora credono fermamente che la realtà sia soltanto un gioco di fantasia da cui non è possibile fuggire...
Le testimonianze più antiche rivelano che furono gli elfi, gli umani e i nani a creare i primi bastioni di civiltà nell'allora selvaggio mondo di Zabeth.
Dopo anni di lotte e guerre intestine tra le tribù di elfi presenti nell'isola di Ilrion, la regina Mesmira riuscì a unificare il suo popolo sotto la sua corona fondando l'omonimo regno. Lentamente e inesorabilmente il Regno di Mesmira si espanse a nord attraverso tutto il continente di Kyrima, i piccoli e litigiosi regni umani nulla poterono contro le inarrestabili armate degli elfi e la loro potente magia.
Non passarono nemmeno due secoli da quando Mesmira aveva lasciato la sua isola natale che la regina ottenne il controllo di tutto il continente di Kymira e delle sue genti. Mesmira fondò città, fece costruire strade e canali per collegare in maniera efficiente i punti più remoti del suo regno, stabilì leggi, rafforzò l'esercito, sviluppò grazie alle sue accademie arcane, incantesimi e artefatti magici sempre più potenti. In una sontuosa cerimonia tenutasi presso la nuova capitale Krim proclamò l'impero e per poi farsi incoronare imperatrice dagli alti sacerdoti elfi.
Gli umani che non avevano accettato di piegarsi all'impero di Mesmira fuggirono verso il continente di Morog, qui trovarono due sgradite sorprese: da una parte centinaia di tribù agguerrite di orchi, dall'altra il regno dei nani dei Sei Clan con le sue ricche miniere, fucine e fortezze impenetrabili scavate nella roccia viva delle montagne.
I nani vivevano (o meglio, sopravvivevano) nel continente di Morog da tempi immemori, secondo le poche notizie giunte fino a noi mentre gli elfi si combattevano ancora tra di loro per il dominio dell'isola di Ilrion i clan dei nani avevano già formato da tre secoli la loro alleanza per poter fronteggiare la minaccia orchesca.
L'ultima cosa che il popolo tozzo voleva era dover fronteggiare un'altra minaccia. Un'armata di nani guidata da Lord Kragger, rappresentante dei Sei Clan, si presentò nella baia dove la flotta dei migranti umani era sbarcata. Kragger con un discorso breve e diretto intimò gli umani di ritornare nelle loro terre natali o perire sulla stessa spiaggia dove erano sbarcati.
Almargo, un generale umano veterano di anni e anni di guerre contro gli elfi, si piazzò di fronte il lord nano e rispose con tono altrettanto diretto "Se attaccate perderete migliaia di nani soltanto per uccidere dei disperati. Se noi lasciamo questa spiaggia, voi perderete un intero esercito!"
Molti soldati dell'armata dei nani si sentirono offesi dall'arroganza dei nuovi venuti ed erano pronti a reclamare teste con le loro asce, tuttavia Kragger capì perfettamente quello che Almargo voleva dire. Il giorno dopo sulla stessa spiaggia firmarono l'accordo Kragger-Almargo, gli umani entrarono a far parte dei clan dei nani come il "Clan Spilungoni" e combatterono fianco a fianco con il popolo tozzo nella lunga ed estenuante lotta contro l'orda orchesca.
Fu' un conflitto lungo e sanguinoso, migliaia di nani e umani perirono per spazzare via gli orchi da Morog ma dopo centotrenta anni dallo storico accordo sulla baia, i pelleverde erano estinti e il continente di Morog era stato unificato sotto la bandiera del'impero dei Sette Clan. Si narra che la grande vittoria venne festeggiata con dieci giorni e dieci notte di inni, banchetti e bevute.
Ma la pace era ben lungi da regnare sul pianeta di Zabeth, rimaneva un ultimo territorio da spartirsi tra i due imperi: il gelido e inesplorato continente di Malkoran.
La grande guerra
Il continente di Malkoran faceva gola ad entrambi gli imperi: situato sul polo nord del pianeta, ricco di materie prime, punto strategico per raggiungere e attaccare gli avversari.
Il primo contatto tra L'impero dei Sette Clan e quello di Mesmira sfociò immediatamente in una battaglia navale nello stretto di Roxor: nessuno poteva immaginare che quella sarebbe stata il primo scontro una lunga serie in un conflitto durato più di trecento anni.
Utilizzando le proprie conoscenze magiche l'impero di Mesmira piegò la natura al suo volere creando degli ibridi elfo-animale da utilizzare come schiavi e soldati nella grande guerra: I Fera.
L'impero dei sette clan rispose con la creazione degli uomini d'acciaio: instancabili automi da guerra prodotti utilizzando le più avanzate tecniche metallurgiche delle fucine dei nani.
Man mano che il conflitto si intensificava nuove e terribili armi furono utilizzate sui campi di battaglia: piaghe magiche, fortezze volanti in grado di bombardare le città dall'alto, artefatti in grado di alterare il clima del pianeta, incantesimi in grado di scuotere interi regni con violenti terremoti...
Cielo, terra, mare, nessun angolo di Zabeth venne risparmiato dalla grande guerra, vi furono improvvisi cambi di fronte, difese disperate, invasioni, assalti terminati in autentiche carneficine ma nonostante le gravi perdite in uomini e risorse, nessuno dei due imperi sembrava prevalere.
Ironicamente fu' proprio il continente di Malkoran a subire i danni maggiori dalla guerra: ancora oggi questa gelida landa è devastata da tempeste e anomalie magiche, i resti dei guerrieri nani, umani e elfi riprendono vita animati da energie necromantiche, perfino il tempo e lo spazio non seguono le normali leggi naturali e un giorno su Malkoran può corrispondere ad un anno sul resto del pianeta.
La rivolta
Gli elfi inculcarono nelle teste dei Fera un semplice concetto: chi obbediva e collaborava con l'Impero di Mesmira veniva premiato con condizioni di vita migliori, chi disobbediva diventava concime organico per i meravigliosi giardini elfici. Non deve quindi stupire se la maggior parte delle rivolte dei Fera sono state sventate da traditori e armate della loro stessa razza. "Il peggiore nemico di uno schiavo è lo schiavo accanto a lui" recitava un detto elfico.
Wulgram Greyfur era un Fera tasso, nato e cresciuto in questo ambiente di paranoia e violenza, diventò in breve tempo il comandante in capo dell'armata Fera a difesa degli avamposti degli elfi su Malkoran. Dopo aver visto tutti i suoi uomini perire in un assalto diversivo ad una fortezza dei nani criticò aspramente l'incompetenza del comando elfico e denunciò l'uso dei Fera come "carne da macello". Mesmira in persona lo degradò a soldato semplice e lo fece frustare nella piazza principale di Krim di fronte centinaia di elfi.
Il tasso continuò a prestare servizio nell'esercito degli elfi. Wulgram tornò ad essere uno dei tanti Fera che obbedivano ciecamente agli elfi, nessuno poteva sospettare del piano che stava elaborando nella sua testa se non quando era ormai troppo tardi per fermarlo.
Lentamente Wulgram organizzò una resistenza segreta all'interno dell'impero, stabilendo contatti tra i fera, organizzando gruppi di ribelli nei villaggi e città, spiando sia Mesmira che i Sette Clan, punendo i traditori e cercando sempre nuove reclute per la causa.
La rivolta dei Fera iniziò in maniera quasi impercettibile: un'ufficiale dell'Impero morto affogato nelle terme, una spedizione di rifornimenti sparita durante una tempesta, un Fera che lavorava come spia ucciso da briganti, un messaggero che inviava gli ordini sbagliati...
Nel frattempo la guerra per l'Impero di Mesmira stava prendendo una brutta piega: l'impero dei Sette Clan aveva sviluppato una piaga magica in grado di uccidere gli elfi, alcune città si ritrovarono con la popolazione dimezzata nel giro di un paio di mesi.
Wulgram decise che il momento era propizio, in molte città dell'Impero di Mesmira le guarnigione di Fera si ribellarono, alcune furono massacrate, in altre riuscirono perfino a scacciare gli elfi.
Il tasso e i suoi uomini occuparono la capitale e si presentarono di fronte l'imperatrice con le proprie richieste: I fera dovevano essere considerati sudditi dell'impero al pari degli elfi e chi si era macchiato di ingiustizie e soprusi contro la sua razza doveva essere punito.
Mesmira rise alle minacce del tasso e rispose che sarebbe stato più semplice considerare gli elfi al pari degli animali che i fera al pari degli elfi. Con un gesto rapido e violento della mano Wulgram strappò la corona dalla testa dell’elfa e la piazzò sulla propria, per poi aggiungere:"Se è questo l’ultimo ordine della mia imperatrice, sarò ben lieto di metterlo in atto"
Wulgram mise un collare con guinzaglio a Mesmira e la fece passeggiare a quattro zampe nella piazza principale di Krim di fronte a centinaia di elfi increduli.
L'Imperatore Fera
Una volta reclamato il titolo di imperatore e umiliato Mesmira, Wulgram si diede immediatamente da fare inviando un messaggio all'Impero dei Sette Clan in cui chiedeva una cessazione immediata delle ostilità e un accordo di pace per terminare la guerra.
I Sette Clan erano disponibili a stipulare un trattato di pace con Wulgram e una settimana dopo il messaggio del tasso entrambe le fazioni si incontrarono presso Steyr (un piccolo forte nel continente di Malkoran) per discutere dei dettagli.
I Sette Clan imposero delle condizioni molto pesanti: pretendevano il controllo del continente di Malkoran, il pagamento di un tributo in materie prime, oggetti magici, armi, armature e navi come riparazione dei danni di guerra per i successivi settecento anni, l’esercito doveva essere costantemente supervisionato da ispettori nani e umani.
Dopo un mese di discussioni Wulgram fu' costretto a cedere su tutta la linea, la guerra finiva dopo 327 anni di sanguinose battaglie ma per molti il prezzo pagato era troppo alto...
Gli elfi ovviamente non riconoscevano il tasso come legittimo imperatore e consideravano il suo trattato di pace carta straccia, continuarono a dare battaglia contro l'impero dei Sette Clan e l'esercito di Wulgram fino all'ultimo soldato. Alcuni fera si unirono agli elfi considerando Wulgram un traditore che aveva venduto la sua gente ai Sette clan.
Seguirono dodici anni di guerra tra le forze di Wulgram contro gli irriducibili di Mesmira: gli elfi si estinsero a causa delle guerre e delle piaghe magiche, i fera rimasti fedeli alla causa di Mesmira si ritirarono presso l'isola di Ilrion. Wulgram e i suoi successori tentarono più volte di invadere l'isola e il suo arcipelago per eliminare una volta per tutti la feccia traditrice ma senza successo, ancora oggi circolano voci secondo le quali sono presenti degli elfi sull'isola e meditano vendetta contro i fera.
Mentre le fiamme della guerra si stavano lentamente spegnendo, uno strano evento preoccupava gli studiosi arcani: la magia stava lentamente morendo, i maghi non riuscivano a lanciare neanche il più semplice degli incantesimi, gli oggetti magici perdevano i loro poteri, gli antichi rituali di incantamento utilizzati da generazioni non funzionavano più. Molti saggi hanno studiato e studiano ancora il motivo dietro questo mistero senza riuscire a trovare una risposta definitiva.
Ancora più preoccupante era il silenzio da parte dell'impero dei Sette Clan, non c'erano stati più contatti da quando era stato stipulato il trattato di pace di Steyr, tutti i tentativi di comunicare con la magia o con messaggeri erano andati a vuoto, le navi invitate verso Morag non avevano fatto più ritorno. Gli Uomini d'Acciaio si erano ritirati dal continente di Malkoran e da allora nessuno li ha più visti.
Sembravano essere rimasti solo i fera su Zabeth.
Negli ultimi anni della sua vita Wulgram utilizzò tutte le sue energie per organizzare i fera sotto un nuovo impero che doveva garantire la prosperità e la felicità dei loro sudditi, difenderli dalle minacce interne ed esterne e cercare le risposte ai numerosi misteri che gravano sui fera. Suddivise quello che un tempo era l'impero di Mesmira in quattro regni, ogni regno era controllato da un monarca scelto da Wulgram in persona per meriti di guerra, I re obbedivano direttamente all'imperatore e dovevano fornire a lui uomini e risorse in caso di necessità, ai re inoltre spettava il compito di riunirsi e scegliere un nuovo imperatore.
Alla morte di Wulgram l'intero impero osservò un mese di lutto. In suo onore venne costruito un gigantesco mausoleo nel centro della capitale Krim ancora oggi visitato da migliaia di pellegrini ogni giorno.
L'inizio della fine
Si erano succeduti quattro imperatori dalla morte di Wulgram Greyfur, ognuno aveva fatto del suo meglio per seguire i precetti imposti dal loro illustre predecessore ma tra i fera erano sorti i primi attriti per motivi economici, politici e religiosi.
Gli elfi erano estinti (anche se numerosi erano i casi di "avvistamenti" nell'isola e arcipelago di Ilrion) e nessuno era riuscito a contattare l'impero dei Sette Clan. La magia era diventata sempre più debole e soltanto pochi individui, denominati "Sangue di stregone", sono ancora in grado di lanciare incantesimi.
L'ultimo imperatore Audrig II era un fera tigre affascinato dalla magia e intelligente ma timido e schivo, non molto adatto per la vita e gli intrighi di corte. Salì al trono a soli sedici anni dopo che il suo predecessore venne assassinato in circostanze misteriose e affrontò anni molti difficili per l'impero tra carestie, epidemie e le minacce del Culto dei Teriantropi e dei Figli di Mesmira.
Durante la Grande Rivolta molti fera iniziarono a considerare Wulgram più di un semplice eroe, per alcuni era addirittura un dio sceso in terra per salvare il suo popolo eletto dalla tirannia degli elfi. Con il passare degli anni questo concetto diventò una vera e propria religione organizzata: Il Culto di Wulgram o Wulgranesimo.
All'epoca di Audrig II, la maggior parte dei Wulgramiti era concentrata nel regno di Ankia (dove si trova la capitale dell'impero, Krim), essi consideravano l'attuale imperatore un inetto e un debole indegno di stare al trono. I vescovi Wulgramiti tuonavano quotidianamente dai pulpiti dei loro templi contro Augrid II e la sua corte, I wulgramiti volevano tramutare l'impero in una teocrazia in onore di Wulgram e riportarlo ai suoi antichi fasti.
Anche Re Zabur, monarca del regno di Regis, considerava Audrig II un debole ma detestava ancor di più il culto di Wulgram, un insulto contro il fondatore dell'impero a suo dire. Zabur e l'imperatore erano inoltre in profondo disaccordo riguardo la politica militare da seguire: il primo voleva unificare tutto il pianeta sotto il vessillo dell'impero dei Fera, il secondo invece voleva risolvere i problemi interni dell'impero prima di partire in avventure coloniali.
Presso il regno degli Acron una crescente borghesia e classe mercantile male accettava il dominio della nobiltà e le tasse elevate, pretendendo maggiore potere politico e meno imposte.
Soltanto il regno di Kriew sembrava essere rimasto fedele all'impero, Re Kurn e Audrig II erano ottimi amici e condividevano un profondo interesse per la cultura e le arti arcane. Quello che però in pochi sapevano e che l'interesse per la magia di Kurn andava ben oltre la semplice curiosità accademica, Il Re aveva infatti creato un'apposita organizzazione segreta, I Trovatori, il cui scopo era raccogliere artefatti magici da tutto l'impero e oltre per studiarli in una fortezza sotterranea situata nelle montagne di Kriev denominata "Il Reliquiario".
In una calma notte d'inverno il "Reliquiario" pose fine alla vita di Kurn, alla capitale del suo regno e segnò l'inizio della fine per L'Impero dei Fera.
La scissione
Ancora oggi nessuno sa con certezza cosa sia successo quella notte nel "Reliquiario". Sono state formulate dozzine di teorie: un attentato da parte di una famiglia nobile desiderosa di potere, un esperimento magico finito male, un attacco da parte del culto dei Teriantopi, una punizione degli dei, ecc...
Il "reliquiario" esplose in una gigantesca sfera violacea d'energia magica, distruggendo la montagna in cui era nascosto e cancellando Radrik, la capitale del regno di Kriev e tutta la famiglia reale. Dopo l'esplosione una densa nebbia viola si espanse per tutta la regione della capitale e chiunque sia così sfortunato da morire nella sua coltre ritorna alla non-vita come zombie. Ancora oggi questa nebbia viola occupa le rovine di Radrik e dintorni.
L'imperatore inviò immediatamente suoi migliori agenti a indagare sull'accaduto ma nel frattempo la situazione nel regno di Kriev diventava ancora più caotica: le famiglie nobili che si accusavano a vicenda della distruzione della capitale e subito s'infiammo la lotta per la successione al trono.
I Wulgramiti presero la distruzione della città di Radrik come una punizione da parte del Dio Imperatore, subito iniziarono rivolte in tutte le maggiori città di Ankia, le famiglie nobili furono spodestate e il potere venne preso in mano dai vescovi, numerosi membri dell'esercito imperiale e dell'aristocrazia si unirono al culto di Wulgram.
Quasi immediatamente il regno di Acron approfittò della situazione per dichiarare la sua indipendenza dall'impero, i sudditi cacciarano il re e le famiglie nobili a lui alleate. Acron diventò una lega di città-stato libere controllate dai cittadini più potenti e ricchi.
In quei mesi tumultuosi l'esercito imperiale perse molti valorosi soldati e generali nonché numerose basi e fortezze. Quello che rimaneva dell'esercito fù accolto a braccia aperte da Re Zabur che promise loro che un giorno avrebbe forgiato nuovamente l'impero dei Fera.
E Audrig II? Le cronache del regno di Ankia dicono che sia morto durante un assalto delle forze Wulgramite al palazzo reale anche se voci non confermate sostengono che si trovi in incognito presso Regis e che stia pianificando il suo ritorno al trono imperiale.
Tag:
#Furry
GdrID: 7714
Data Pubblicazione: 06/08/2016
Ultimo Aggiornamento: 28/01/2025
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