News e Annunci Piume Nere
Nuovo sito dell'Ordine dei Guaritori di Ladd
News di Piume Nere del 10/03/2017
Ecco qui, con una delle Gilde più attive della land!
Buona visita e buon divertimento!
http://www.piumenere.it/abisso/siti/guaritori/home.html ↗
Una sorpresina per i nostri gildati guaritori. ;)
Grazie per contribuire a far crescere la land con il vostro gioco! :D
Pettegolezzi: Atto II
News di Piume Nere del 08/03/2017

Tutta la città: La notizia dell'inaugurazione della Locanda di Nessy, giunta come un fulmine a ciel sereno, ha offerto un momento di tregua per i due acerrimini nemici tra l'estremo nord e l'estremo sud della città: il Messiah e il Saint Patrick. La reazione di Bob accende gli animi per finire di urlare alla povera Abby, agli avventori e a chiunque capiti a tiro, qualche bottiglia (accuratamente scolata prima) s'infrange al muro e la sua tolleranza verso gli stranieri si è ridotta drasticamente per aumentare il prezzo del costo della camera del 20% persino a chi la stanza già la occupavano senza possibilità di contestazione. Qualcuno si è anche opposto all'ingiustizia ma prontamente, è stato spedito dall'altra parte della piazza, più precisamente alla Drogheria per le cure immediate di qualche naso rotto e qualche labbro spaccato. Qualcuno ha già lasciato il Messiah e da qualche giorno, i clienti sono in calo per il malo modo con cui Bob ha affrontato la notizia. La chioma selvaggia della ex Rossa Irlandese invece ha reagito più pacatamente e pure sogghignando per le notizie che giungono da Blacksbury su Bob, si è rimboccata le maniche per lavorare sodo ed occuparsi dei suoi avventori. Nel frattempo che la Locanda di Nessy non ha aperto, gli avventori scontenti di come vengono trattati da Bob, sono tutti al Saint Patrick permettendo alla Proprietaria di poter guadagnare del 30%.
Dalla Locanda di Nessy tuttavia, ancora nessuna notizia.
Nota aggiuntiva off:
- Chiunque alloggi da Background al Messiah, anzichè 5 pound a notte avrà un sovrapprezzo e costerà 8 pound per notte.
I giocatori sono liberi di giocare questa cosa come più si desidera. Per giocare con il personaggio Bob o Anne, chiedere in narrazione.
Chiunque vuole avere ulteriori aggiornamenti, seguici attraverso la pagina facebook ;)
Il Ritorno del Re: Atto II
News di Piume Nere del 07/03/2017

<<Perchè non lo hai fatto?
Perchè non mi hai distrutto?>>
Perchè non mi hai distrutto?>>
Quelle parole piene di calore traffigono l'animo spezzato della Regina.
Nella sua condizione Immortale, una scintilla di umanità emerge: quelle parole hanno smosso qualcosa dentro di lei che affiora in un sospiro sentito, rivolge uno sguardo lontano sciogliendo quella maschera d'impenetrabile apatia, fa un mezzo giro su se stessa protendendosi per stringersi a lui, il corpo è gelido ma sono le loro esistenze ad intrecciarsi nuovamente in quella danza profonda il resto si dissolve come una coltre di nebbia.
La corporatura del Re è possente, un guerriero temprato da difficili battaglie e sfuggente come il vento: alto, spalle larghe ed un girovita importante ma nell'insieme, ritrae quell'ideale di bellezza di un antico gladiatore romano, come piace a lei che invece è esile, fragile come una fata, così facile da spezzarsi.
Le labbra scarlatte rivolgono un caldo sussurro al suo orecchio, i capelli lucenti come nastri di seta ondeggiano lasciando quella fragranza di fiore caratteristico della sua stirpe sotto il suo naso.
<Dopo immense difficoltà, finalmente ho trovato...> la voce si spezza dall'emozione, si scosta affinchè gli occhi scuri di lei anneghino in quelli abissali di lui fino a che il suo fascino imprigiona il Re alla sua volontà, non c'è traccia di ostilità nel viso perfetto di lei, solo un immenso dispiacere che si tramuta in occhi lucidi, nessuna lacrima tuttavia righerà le guancie marmoree di lei.
Inaspettatamente, il volto del Re cambia...
Gli occhi vengono spalancati, quasi di paura, il viso si deforma da un dolore che diventa prima inconsapevole ma si legge bene quell'idea che sboccia lentamente nella sua mente.
Il sangue gocciola dal suo petto, una lama ha penetrato la carne e la mano è proprio quella della Regina che non ha esitato a piantare quell'arma in lui.
Quell'inganno cade lasciando che gli occhi si caricano di una rabbia rimasta sopita e il sorriso si dipinge compiaciuto.
<Ho trovato l'amato dopo un'interminabile cercare e tu mi hai tradito> la rabbia rimane impressa nel suo viso ma il suo tono è piatto come una tavola.
L'elsa viene lasciata e lui cade dritto a terra mentre il petto si riempe di sangue che improvvisamente si annerisce, le vene pure diventano visibili facendosi nere, ha quella sensazione di soffocamento e allunga il braccio nel mimare un aiuto.
Lei è impassibile e trova piacere nel negarglielo, infine si immobilizza completamente.
<Perchè distruggerti sarebbe stato troppo semplice, indolore per te dopo ciò che mi hai provocato.
Dopo ciò che hai voluto io provassi in questo cuore gelido.
Ho dovuto trovare il modo per riuscere piano piano a farti a pezzi rimanendo cosciente e farti soffrire nel posto che io ti ho dedicato, nel capolavoro della mia vendetta e rimarrai li finchè non mi riterrò soddisfatta> gli risponde
<Il problema, per te, è che io porto rancore per l'Eternità>
La fragile fatina prende per il piede l'uomo possente che senza difficoltà se lo trescina fino infondo al corridoio, apre una delle tre porte per trascinarcelo dentro e quieta, lascia che si richiuda alle sue spalle.
Inaugurazione della Locanda di Nessy: Atto II
News di Piume Nere del 06/03/2017

FREQUENCY 52: APERTURA NUOVO CROCEVIA: LA LOCANDA DI NESSY
[off: La Frequenza radio si apre con il seguente comunicato, la linea è disturbata]
zzzt...
Quest'oggi, la città si risveglia con un comunicato importante da parte del nostro Lord Mayor Richard Alfred Green
zzzt...
<<Non abbiamo potuto ignorare le importanti necessità di una delle fondamentali fonti di cibo per Laddington: il pesce e la caccia. Questo è possibile grazie al costante impegno dei pescatori, cacciatori e degli artigiani impiegati alla produzione di strumenti atte a questo scopo. La Cancelleria Reale è realmente preoccupato dell'emergenza di creare un'ambiente importante e con l'appoggio del Cavaliere York e della sua generosa donazione, i fondi sono stati devoluti alla sistemazione ultima del Cottage oggi chiamata la Locanda di Nessy.
L'importante ubicazione getta un ponte di coesione fra la zona nord della città con la zona sud rendendo il transito più agevolato ammirando uno dei luoghi più affascinanti, fiore all'occhiello della città.
L'apertura sarà stabilita per domenica 12 del mese corrente al 9 rintocco della sera>>
zzt...
[off: il comunicato si conclude bruscamente e viene mandato in ripetizione]
Io dentro di te - Atto III
News di Piume Nere del 03/03/2017

Quando entrambe le donne spostano la tenda per entrare in loco, quell'odore di erbe bruciate le investono d'improvviso.
Fortissimo all'ofatto che non possono sottrarsi dal tossire e ad un leggero seccarsi della gola, la vista si fa leggermente stellata e sale un piccolo mal di testa che lesto si trasforma in una contenuta stato di euforia. La visione dell'ambiente è leggermente distorta, quasi ovattata e dai tratti irregolari e dai colori sgargianti, il rosso predomina con violenza in un colore particolarmente sanguigno in movimento come avesse vita propria accompagnato dall'oro dei colonnati dal sapore greco che sembrano scendere come fiumi di metallo incandescenti per cadere sul niente e poi c'è quella figura strana, un'ombra che aleggia con il volto di una maschera bianca, dal tono suadente che arriva dritta al cuore.
La forestiera racconta naturalmente parti di se che in quell'ambiente, sortiscono un'effetto mistico e l'altra è la prima a notarlo. C'è qualcosa di strano che percepisce sotto ai suoi piedi e ai suoi occhi, l'immagine della maschera sta cambiando, la statura che si riduce e la figura che cambia in quelle di una fanciulla dai capelli castani che ostruisce il viso di bambina eppure ha qualcosa di delizioso quanto spaventoso, il vestito bianco che la copre, le gambe piccole con i piedi nudi che si avvicina alla Forestiera che semplicemente la percepisce come una madre che la sta osservando <Non sei sola> gli si rivolge.
<Io sono con te... Sarò sempre qui con te>
Promozione al Grado di Soldato per Aaron Harold
News di Piume Nere del 23/02/2017
[ Un foglio dichiarativo affisso nella bacheca della Cancelleria Reale, la prima parte del foglio presenta delle lettere battute con un'antiquata macchina da scrivere e infono, la firma del Comandate con il Sigillo dell'Accademia Militare ]
===La Polizia Militare di Laddington===
dichiara
l'avanzamento al grado di Soldato
al Mr Aaron Harold
per l'interesse e l'impegno sociale, per la dedizione mostrata in Accademia e per le leggi morali volute da Yeshua .
Nei prossimi giorni, il Soldato è già stato convocato a prestare il giuramento militare presso il Tribunale Morale, la popolazione e gli amici hanno presenziato all'evento.
Il Cavaliere
Sir Scott Brown di York
Generale della Polizia Militare di Laddington
===La Polizia Militare di Laddington===
dichiara
l'avanzamento al grado di Soldato
al Mr Aaron Harold
per l'interesse e l'impegno sociale, per la dedizione mostrata in Accademia e per le leggi morali volute da Yeshua .
Nei prossimi giorni, il Soldato è già stato convocato a prestare il giuramento militare presso il Tribunale Morale, la popolazione e gli amici hanno presenziato all'evento.
Il Cavaliere
Sir Scott Brown di York
Generale della Polizia Militare di Laddington
Il cargo maledetto - Atto III [Conclusivo]
News di Piume Nere del 25/01/2017

La luce chiara non illumina abbastanza la nave per permettermi di vedere con chiarezza ciò che mi trovai alle spalle....
Riuscii ad inviduare solo una creatura ingobbita che mi scrutava attentamente con degli enormi e terribili occhi rossi.
Rimasi immobile dal terrore che mi scorreva nelle vene, gelandomi il sangue.
Un marinaio, intento al suo lavoro notturno, urtò la creatura cadendo da una botola lasciata aperta.
Successe tutto in un attimo.
La creatura si lanciò contro l'uomo, gli divorò il collo con delle fauci enormi e leccando il sangue che fuoriusciva a schizzi dalla giugulare recisa macchiando il suo corpo oscuro e deforme.
Alle grida soffocate della povera vittima, accorsero altri membri della ciurma e poi... poi non riesco a ricordare altro.
So solo che mi ritrovai a poppa, con le urla a rimbombarmi in testa, a cercare le armi dentro la stiva con disperato affanno. Le mani mi tremavano al punto da non riuscire ad afferrare le spade. Tornai, sebbene quasi incapace di reggermi sulle mie stesse gambe, al luogo del delitto, ma la creatura era di nuovo scomparsa.
Dieci uomini giacevano inermi a terra in un lago di sangue fresco che brillava sotto alla fredda luce argentata della luna piena. Non ero in grado di distogliere gli occhi dai loro corpi, martoriati e immobili, fino a quando, un marinaio non si decise a coprirli con dei teli, in segno di rispetto.
Non saprei quantificare il tempo che rimasi in piedi a fissare quelle stoffe; il primo dettaglio che ricordo è il sole che mi accecava gli occhi.
Doveva essere mattina inoltrata oramai.
Mi diressi velocemente al mio timone, per dare le solite direttive alla nave, ma lo feci in modo incerto trapenaldo sia paura che stanchezza e incredulità.
E adesso?
Forse avrei dovuto cercare nuovamente la creatura. Avrei dovuto accertarmi che fosse davvero scomparsa.
Ma non feci nulla.
Nulla.
E ora eccomi a scrivere queste memorie, perché so che la notte è vicina e so che quel mostro tornerà.
Mi trema la piuma nello scrivere queste poche parole, ma non conosco modo altro per calmarmi, se non questo. Non posso convincermi ad uscire dalla mia cabina, il mio fiuto non me lo permette, ma ho deciso di legarmi al timone, per impedirmi la fuga in mare.
Non potrei tornare dalla mia amata da codardo. Non riuscirei a guardarla in quel fiume verde che sono i suoi occhi immensi.
Nessun capitano lascerebbe mai la sua nave.
Se dovessi morire in seguito a questa notte, desidero solo che Lily possa sapere che l'amo. Vi prego, fatele sapere almeno questo.
Pergamena di pregiata fattura allegato al Diario di Bordo...
All'attenzione di Lady Alecto W. Woodville
E' stato ritrovato il vascello proveniente dall'Oriente, al suo interno l'intero equipaggio è risultato defunto e il cargo scomparso.
Misteriose sono le notizie inerenti a queste morti di natura violenta e si sta procedendo per un'indagare sull'accaduto.
Un'accurata attenzione nei riguardi del diario di bordo potrebbe chiarire almeno in parte l'atroce maledizione che si è abbattuta sull'imbarcazione.
Dettaglio agghiacciante riguarda il capitano della nave, trovato completamente martoriato e legato al timone nella sua cabina. Tra le mani stringeva un anello con uno smeraldo.
Comunichiamo inoltre la premutra dipartita di Gulliver James Northfolk trovato assassinato nel salotto della sua residenza a Southampton.
Ossequi illustri
Jerome Durieme Fonnet
Gendarme di Southampton
E' stato ritrovato il vascello proveniente dall'Oriente, al suo interno l'intero equipaggio è risultato defunto e il cargo scomparso.
Misteriose sono le notizie inerenti a queste morti di natura violenta e si sta procedendo per un'indagare sull'accaduto.
Un'accurata attenzione nei riguardi del diario di bordo potrebbe chiarire almeno in parte l'atroce maledizione che si è abbattuta sull'imbarcazione.
Dettaglio agghiacciante riguarda il capitano della nave, trovato completamente martoriato e legato al timone nella sua cabina. Tra le mani stringeva un anello con uno smeraldo.
Comunichiamo inoltre la premutra dipartita di Gulliver James Northfolk trovato assassinato nel salotto della sua residenza a Southampton.
Ossequi illustri
Jerome Durieme Fonnet
Gendarme di Southampton
Il Fremito nella Forza > il Ritorno del Re
News di Piume Nere del 21/01/2017

Prelude: la Contea di Blacksbury
Blacksbury è la zona più vecchia della città di Laddington.
Un intricato groviglio di vie che si intersecano a disegnare un labirinto, gli edifici sono ammassati fra loro per fondersi in un tutt'uno, in un'amalgamarsi soffocante che esprime unità come il popolo di Blacksbury fa per difendersi da coloro che vengono da fuori, da quella sobrietà e bigottume che non hanno mai sposato e ne saputo giocare tanto bene alle sue regole prima di finire torturati, uccisi, emarginati o reietti.
Non importa di quale casta sociale appartieni.
Blacksbury coltiva in seno il seme del Male: la tentazione, il peccato e il libero pensiero. Tutte cose condannate dalla società attuale per la quale c'è la morte per coloro che si sottomettono. Qualche Nobile "Eroe" stanco di tanto sangue versato, a cui sta a cuore le sorti di queste persone "perdute", si è levato a sacrificio di tutto ciò che in questo momento può esistere. Un angolo in cui la "feccia" può essere allontanata dalla gente virtuosa e perbene, circoscrivere il "problema", proteggerli dagli strani pensieri che la "gente di Blacksbury" possono ispirare e spingere a fare con l'esempio. Anche loro hanno delle Leggi ferree a cui sottostare, infondo...
... chi fa parte di Blacksbury sposa uno stile di vita e di pensiero per la quale, non conosce altro modo di vivere per appagare un modo d'esser poco morale rispetto a canoni troppo rigidi per sopportare e sopravvivergli a lungo...
E' una questione di sopravvivenza. Fuori da ciò che Blacksbury offre, non si riesce sopravvivere se non soffocando se stessi, le fiamma del rogo e dell'eresi, rimangono una consapevolezza indelebile nell'animo di queste persone. Blacksbury è la salvezza da una vita condannata da quando ci si accorge di essere nella perdizione eterna e di non poterne fare a meno.
L'Eden di Blacksbury
Esiste un luogo di cui tutti sono a conoscenza ma nessuno ne parla e ne osa pronunciare il suo nome. Nel cuore di quel labirinto che si diramano come arterie pulsanti, c'è una porta diversa da tutte le altre, sopra c'è una lanterna che irradia una luce rossa e che qualche temerario lo appella come "Red Light". Per arrivarci, bisogna essere accompagnati da qualcuno che lo conosce per evitare il rischio di potersi perdere in quel labirinto sorvegliata dalle Sentinelle di Blacksbury, noti come malavitosi per controllare che il delicato equilibrio interno ed esterno non possa essere infranto. Oltre a quella porta, è l'Eden che si mostra dinnanzi all'occhio mortale, un mondo lontano dalla realtà e dalla miseria, fatto di lusso, eccessi e silenzi... perchè nessuno entra nell'Eden con il proprio volto scoperto e la propria identità, ci si cela dietro ad una maschera ed un'identità fittizia che a volte, ricalca il nome di un fiore o di un animale, per proteggersi da qualche ospite che ancora, non ha intuito le regole di questo particolare gioco che si chiama Omertà.
Il Ritorno del Re
La sera è appena calata e l'oscurità ha avvolto la città sopita nella neve, quel Fremito che scorre nel suo sangue lo ha condotto proprio li, davanti a quella porta con la lanterna rossa che illumina il vicolo. La mano guantata che si porta sulla maniglia per schiuderla ed entrare, l'uomo fa scivolare via il mantello per porgerlo al lacchè che di ricambio, offre la mezza maschera che porta sul viso a celare in realtà ben poco. I capelli sono medio lunghi e neri come la notte, legati da un nastrino del medesimo colore per lasciare scoperto il viso ovale dall'incarnato olivastro, le sopracciglia armoniose a gettare una leggera ombra sugli occhi neri decisi e magnetici, un bel naso a disegnare un profilo elegante su labbra non molto grandi ma carnose circondata da una barba folta e fitta ma ben curata, discretamente lunga senza sformare la linearità del suo viso, anche se la preferisce farla allungare. L'eleganza del suo modo distinto di fare che è pregna la sua essenza, vestito in modo elegante di un grigio scuro assieme al panciotto che snellisce la sua figura prima che lo sguardo vada a soffermarsi su di lei, la Regina di quell'Eden perduto.
Involontaria la scintilla che percorre gli occhi di lui e che la sua mente tenta disperatamente di sminuire un sentimento che lo scuote, quel sorriso involontario che tenta invano di nascondere per avere sempre il controllo, sempre quel buon gusto che lo schiavizza, la sicurezza che traballa e che ostenta per avvicinarsi a lei in modo silenzioso, in un modo tutto suo di cui lei non può farne a meno.
La Regina rimane impietrita nel vederlo, quella statua vivente che nell'attimo in cui incrocia il suo sguardo riaffiorano ricordi, la sua natura immortale così annoiata e sopita che si risveglia e avampa quando il braccio circonda la sua vita e il suo viso si accosta a quello di lei per baciarla sulla guancia.
Quanto gli è mancato il suo odore? Socchiude lo sguardo per sentire quelle gelide labbra posare sulla guancia di lei, un sussulto nell'animo mentre le dita stringono la spalla appoggiata li per accompagnare la sua vicinanza.
<Come stai cara?> si scosta nel sorriderle guardandola verso il basso
<Avrei dovuto distruggerti quando avevo la possibilità Anthony> si specchia nei suoi occhi <ma l'Immortalità sarebbe divenuta così noiosa senza una vendetta da coltivare, senza un fuoco da spegnere o da domare...>
Lui le sorride divertito <La tua sincerità è fonte di apprezzamento... mia cara>...
Il Fremito scorre nella Forza: Atto I
News di Piume Nere del 20/01/2017

Un fremito scorre nella Forza
...del Sangue Eletto.
La Regina Rossa discende le scale di quel tempio neoclassico con espressione dura, quasi infastidita, l'effige della storia del suo popolo raffigurata fra un'arcata e l'altra dagli stili più diversi che hanno caratterizzato i secoli...
Al centro, l'unico gioiello di famiglia custodita in una maestosa bara di vetro dove giace addormentata.
La Regina Bianca.
L'antichità impressa sul viso perfetto di colei che ha i tratti di chi ha superato l'adolescenza, la pelle statuaria come quella della Regina Rossa, i capelli corvini sciolti in una cascata di un nero lago lucente, il vestito bianco come la sua pelle e la sfumatura rosso sangue che copre il morbido tessuto della gonna, stessa cosa per i guanti.
La Regina Rossa estrae un pugnale lucente e con tutta la forza che ha, da addosso alla maestosa bara nella quale.... la lama si spezza lasciando inscalfita la bara.
<tin tin tin> la lama continua a correre e a battare sul pavimento di marmo fino a fermarsi del tutto.
La Regina Rossa guarda la bara con disprezzo prima di voltarsi e andarsene...
Il cargo maledetto - Atto II
News di Piume Nere del 16/01/2017

Diario di Bordo - Pagina 12
Un'altra notte sta per raggiungerci e il panico tra i miei sottoposti dilaga, implacabile.
Un'altra notte sta per raggiungerci e il panico tra i miei sottoposti dilaga, implacabile.
Nonostante i miei numerosi anni di servizio, non sono pronto per quello che sta accadendo sulla mia nave. Forse al porto, qualcosa o qualcuno si è unito a noi ed ora sta gettando un'ombra sulla ciurma.
Mi ritrovo solo nella mia cabina, con la coscienza sporca e il cuore agitato, a sperare con ogni spasmo del mio corpo che tutto possa dissolversi così com'è iniziato. Dovrei essere sul ponte insieme ai miei uomini, a lottare contro l'oscurità che ci sta inghiottendo con ferocia e invece eccomi qui, a stringere tra le mani questa piuma, intento ad annotare i fatti che forse nessuno leggerà mai. La mia mente turbata necessita di questo attimo di pace, questo momento di lucidità, per ricordare gli ultimi avvenimenti e convincermi di non essere impazzito.
E' iniziato tutto due notti fa, quando, come mio solito, avevo abbandonato la mia postazione vicino al timone, per lasciarmi andare ai pensieri filosofici sotto le stelle.
Non sono un uomo acculturato, ma profondo sì.
O almeno, queste erano le parole che mi rivolgeva la mia amata. Infatti, in realtà, quei fili di pensieri tanto impegnati finiscono sempre per terminare in un'adorazione pura della bellezza di colei che faceva battere il mio cuore.
Finito il viaggio, la sposerò.
Frugo, come sempre, nella mia tasca destra per toccare l'anello – dorato con al centro una piccola pietra di smeraldo - che le ho comprato per la proposta di matrimonio prima di questo viaggio. Mi è costato la metà dei risparmi che ho accumulato in una vita intera e ancora tremo al ricordo di quell'enorme spesa. Nessun gioiello sarebbe stato più adatto alla mia donna. Ella, infatti, aveva gli occhi del colore della pietra che ho scelto e la sua bellezza non può essere sminuita da un oggetto di poco valore. Deve essere il più prezioso e lo è. Mi ripeto, stringendo l'anello nella mano, le parole che tanto mi sono preparato a pronunciarle e conto i giorni che mi separano dal ritornare da lei.
Quella sera, però, il mio rituale venne interrotto da un urlo agghiacciante, che quasi mi fece cadere dalla sgabello per lo spavento. Mi voltai verso la sorgente di tale rumore, mentre alcuni marinai mi lanciavano sguardi confusi, in attesa di qualche mia direttiva.
Un altro urlo mise tutti in agitazione, turbando gli animi anche del più impavido.
Mi affrettai ad entrare, seguito da due dei miei uomini, armati di pugnali, nella cabina adibita al trasporto di merci. L'oscurità avvolgeva tutto e non riuscimmo a vedere nulla di strano, fino a quando, accendendo una lanterna, non trovammo due marinai stesi a terra, immersi in un lago di sangue, che gli sgorgava da delle ferite disumane in piena vista sui loro colli. Controllai ogni angolo di quel luogo maledetto, alla ricerca di quello che non poteva che essere un animale, inserito, in qualche illegale modo, tra la merce da trasportare. Ma nemmeno nelle casse trovai nulla, sebbene rimasi sorpreso dal contenuto di quest'ultime: terra.
Unicamente terra.
Mi chiesi a cosa potesse servire dell'insignificante terreno, che sembrava non possedere nessuna caratteristica particolare. Dopo aver indagato su quell'orrendo omicidio, interrogando gli uomini che più conoscevano i defunti, non potei che ammettere che non vi era nessuna spiegazione logica a quanto si era appena verificato. Sapevo che, se avessi condiviso questa mia incertezza con la ciurma, avrei dilagato il panico, quindi mi limitai a far girare la voce che avevo delle idee circa l'accaduto, ma che prima di riferirle era mia intenzione esserne certo. Ero tornato alla mia postazione di capitano, dirigendo la nave verso Oriente, assicurandomi della rotta, tentando di liberare la mente da quell'orribile immagine dei corpi martoriati, ma ogni tentativo fu vano. Riuscii ad appisolarmi solo quando la rotta era stata stabilita e per un po' non ci sarebbe stato bisogno del mio intervento, fatto che avvenne alle prime luci dell'alba. Dormii, tormentato da incubi strazianti, per qualche ora, fino a quando il sole, ormai forte e caldo, mi destò dal mio supplizio.
Con il tepore del giorno, la paura della notte precedente sembrava essersi in parte sopita.
Gli uomini avevano ripreso i loro incarichi, sebbene fosse evidente il clima di misteriosa incertezza che aleggiava nell'aria.
Mi decisi a ricondurmi nel luogo dell'assassinio, speranzoso di venir a capo di questa tediosa situazione.
Il pontile della nave era illuminato e il cielo azzurro, privo di nuvole, mi rischiarò il cuore.
Dentro la cabina, però, anche di giorno non trovai nulla che potesse condurmi alla morte dei miei uomini. I contenitori che avevo aperto giacevano come li avevo lasciati, mentre altri, chiusi e di proprietà privata, troneggiavano in un angolo, quasi beffandosi di me. Ero certo che nessun animale avrebbe potuto liberarsi dai catenacci che racchiudevano quelle casse e quindi evitai di ordinare ai miei uomini di aprirle con la forza. Tornai sul ponte, per farmi carezzare dal dolce calore del sole, e tornai a pensare alla mia donna. Le morti erano più importanti, è vero, ma la mia mente era volubile e l'immagine della graziosa amata riusciva sempre a vincere sul resto. I mozzi presero a pulire la superficie di legno della nave, passandomi accanto e scuotendomi dalle mie riflessioni. Dovevo recarmi nuovamente alla mia postazione di capitano. Sospirando, entrai nella mia cabina, appoggiandomi al timone, per poi girarlo quel tanto che bastava a virare l'imbarcazione verso la sua rotta. L'Oriente non era lontana. Nel giro di pochi giorni l'avremmo raggiunta e saremmo stati felici nelle nostre abitazioni.
La sera, però, era in agguato.
Sono torno sul pontile, sotto la luna, completamente rinfrancato dalla giornata tranquilla appena vissuta. Doveva essere stato un caso quella della notte precedente, probabilmente qualche bestia randagia che poi, per la paura, era corsa fuori e magari era caduta in mare.
Sì, doveva essere andata proprio in questo modo.
Accarezzai la superficie dello smeraldo, immaginando gli occhi della mia dolce Lily quando l'avrebbe visto.
Non desideravo altro che lei.
Un rumore alle mie spalle mi costrinse ad interrompere quella soave visione, facendomi voltare lentamente, ancora intontito dai miei sentimenti. La luce chiara non illumina abbastanza la nave per permettermi di vedere con chiarezza ciò che mi trovai alle spalle....
Pagine → 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32
Articoli, Interviste e altre Risorse!
Fallen Gods
Essere un semidio è solo l’inizio; la tua storia deve ancora cominciare. Vivi avventure moderne e mitologiche con gli amici e con gli dei dell'Olimpo!
Popmundo
Browser game: Popmundo dove i giocatori competono per ottenere fama nell'industria musicale virtuale!
Storie di Agarthi
Un Varco si apre davanti a te, un mondo tra i mondi è a portata di mano. Lasciati alle spalle le certezze, inizia l'avventura!