Old Style UO
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Old Style UO
URL:
http://oldstyleuo.altervista.org
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Categoria: MmoRpg
Genere: Fantasy d'autore
Stato: Chiuso
Email:
mostra
Descrizione:
L'intero panorama italiano di Ultima Online è costellato da una miriade sempre crescente di shard che propongono, con grafiche diverse, sempre le stesse cose: classi, razze, limitazioni, nuovi materiali, ecc.... Soprattutto, dopo l'entrata in scena dell'emulatore RunUO, tutti gli shards hanno cominciato inesorabilmente ad assomigliarsi imponendo sempre nuove limitazioni ad un gioco nato come libero da ogni schema e restrizione. Con "Old Style UO S51" riportiamo alla luce la tipologia di gioco perfettamente libera di 4/5 anni fa: sphere 51 esaudisce il nostro grande desiderio di poter giocare finalmente con uno shard diverso basato sulla migliore versione di UO mai realizzata UO: Second Age / UO: Renaissance.
CAPITOLO 1: La grande guerra
Nei tempi in cui i draghi solcavano i cieli padroni dell'aria, dove i guerrieri più abili sfidavano pericoli mortali e i maghi più potenti incutevano timore con la loro magia; Dargor osò sfidare ogni essere e ogni forza presente nelle terre di Sosaria…
Fin da tempi ignoti nelle terre di Sosaria esisteva un delicato equilibrio fra le forze del bene e quelle del male: nessuna prevaleva sull'altra, entrambe coesistevano dandosi battaglia; una battaglia infinita e senza tregua.
Nessuno poteva immaginare che Lord Blackthorne, signore del chaos, aveva trovato l'anello debole della catena e che presto avrebbe mutato in un inferno terrestre l'equilibrata condizione delle terre.
Correva voce in quel tempo che Yrsha Liurgamant, la più famosa e forte paladina mai vissuta, fosse stata recentemente assassinata alle spalle dal proprio amante la cui mente era stata plagiata precedentemente dallo stesso signore del male, Blackthorne, che, approfittando del rancore ancora fortemente presente nell'animo della giovane, decise di riesumarne le spoglie.
Il risultato non poté che un essere qualcosa di straordinario ma di eccezionalmente distruttivo e malvagio allo stesso tempo: per la prima volta un'eroina del bene viene tramutata nella più forte e selvaggia creatura votata al male che sia mai esistita.
Fu facile per Blackthorne convincerla ai propri servigi motivando e alimentando l'odio della ragazza contro ogni essere vivente: <<se tu sei dovuta morire fra le braccia del tuo stesso amante,>> disse egli << come puoi credere ancora nell'amore? Come potete crederci tutti? Non senti la rabbia dentro te? Non mediti vendetta? Quante altre persone potrebbero essere ancora ingannate? Io ti concedo la possibilità di vendicarti, pensaci non sprecarla, dai sfogo al tuo odio! Infine non pensi anche tu che occorra un potere forte in grado di soggiogare quelli ribelli minori? un potere forte, deciso, un potere che per mantenere la stabilità e l'ordine non guardi con rimpianto i mezzi utilizzati ma che usi man ferma! Pensaci…>>.
Le deplorevoli motivazioni così come le sprezzanti parole fecero breccia nell'animo confuso, colmo di rabbia di quella ragazza incerta sul da farsi: <<Dimmi cosa vuoi…>> disse <<…ma non ti illudere, alla fine di tutto avrò anche io una richiesta da farti>>.
<<Quello che desidererai avrai, parola>> disse l'oscuro servo del male; <<io ti fornirò tutto quello che vorrai, armi, eserciti, macchine d'assedio, tutto! Devi conquistare tutte le terre; non ti preoccupare non sarà cosa ardua: l'esercito di cui sarai capo non saranno semplici soldati, ma dei demoni dalla potenza inaudita! Non farti ingannare dalle loro sembianze umane, perché di umano non hanno nulla! Potrai organizzare assalti e conquiste come meglio credi, solo una cosa ti è imposta: per nessun motivo devi addentrarti nelle terre di Britannia! Non che dubiti del tuo grande valore, ma ad altri sarà riservata quell'impresa…>>.
Dopo un chiaro ma rapido gesto di affermazione, un leggero sorriso di scherno sfiorò il viso di lei; un gesto fugace ma capace di un'intensità tale come se il volto della ragazza fosse da sempre abituata a produrre quell'espressione di perfidia.
Da quel giorno in passo del nero destriero, il tintinnio della sua pesante corazza, l'urlo della nuova regina del male divennero un annuncio di morte e disperazione. Nulla poteva resistere alla terribile armata che si disperdeva come la notte all'imbrunire, inghiottendo tutto nell'oscurità. Caddero così tutte le città: occlo, minoc, vesper, yew, tutte. Ormai regnavano solo chaos e terrore, tuttavia Yrsha non permetteva al suo esercito di compiere uccisioni inutili e abusi di alcun tipo verso le donne, ma il motivo di ciò lo ignorava persino lei: spietata e priva di sentimenti sul campo da battaglia e premurosa nelle città vinte. Non che questo possa sminuire la sua ormai enorme malvagità.
<<non ci saranno problemi>> disse Blackthorne accarezzandosi la sua ormai bianca barba sul mento con un leggero sorriso compiaciuto << l'esercito da me preparato non è cosa da potersi battere… da potersi battere fuori delle terre di Britannia!>> e scaraventò con tutta la sua potenza rimastagli nel corpo avvizzito le innumerevoli pergamene ricche di manoscritti. << So bene che British è vecchio quanto me>> continuò << e che non si avventurerebbe mai fuori dal suo regno per combattere ancora. Tuttavia nel caso di una nuova invasione diretta quel vecchio pazzo non esiterebbe nell'usare la spada di smeraldo dell'ordine del serpente ! Da sempre quella spada ha costituito per me una spina nel fianco… non credo possa farcela Yrsha da sola>> disse con la rabbia che ormai trasaliva da ogni sua parte del corpo.
E così gli occhi del lord gettarono un attento sguardo all'interno del gigantesco cannocchiale puntato verso il cielo: era incorso un allineamento dei pianeti, il mago lo sapeva fin troppo bene; sarebbe stata quella la risposta alle sue necessità. Forte delle potenze cosmiche e del suo scettro la sua magia superò ogni aspettativa, giungendo al di là di ogni umana possibile concezione: non gli fu facile benché quell'immenso potere gli permise di ringiovanire e di trasformare così il suo cadaverico corpo in un organismo non più gobbo e gracile ma slanciato e poderoso atto a racchiuder vita per molto molto tempo .
Il prodotto della sua malvagità non è cosa difficile da intuire: non potendo forgiare alcuna cosa decise di creare una creatura spaventosamente forte e spietata.
Vide così comparire fra i bagliori magici le prime imponenti forme di colui che sarebbe diventato il morbo distruttore: lunghi i capelli, abbagliante il colore della sua pelle, imponente la sua forza, severi i suoi lineamenti, cupo il suo sguardo riflesso del suo animo.
Dargor ecco il suo nome!
CAPITOLO 2: la caduta di Britannia
<< Ormai la mia mano è troppo vecchia e stanca mano per finire questa guerra.
Quassù, su questo vecchio maniero, niente mi è più possibile.
Ormai dappertutto il germe della distruzione, dell'infamia e del male dilaga ovunque; tutte le terre di Sosaria sono infette!! Maledetto… era questo il tuo intento stregone nero?!
Anche Britain, la mia città, dagli alti sfarzi di un tempo è caduta… certo si, quei maledetti muri possono ancora reggere quanto si vuole, ma per proteggere chi? Chi se non questo branco di porci corrotti e insensati!
No, no nulla ormai può questo cencio d'ossa se non trascinare quest'esile pennino per altre logore pagine alla fioca luce di questo lume.
E voi divinità permettete tutto questo?? Con chi vi siete schierati? Chi avete agevolato con le vostr quattro potenze? E chi se non lui! Lui, si il male in persona, il male reincarnato, il coof coof -colpi di tosse ->>.
CAPITOLO 3: dal diario di Lord Blackthorne
Ho sperso il conto della mia lunga prigionia nei sotterranei di questa fortezza.
Ogni attimo, ogni istante, alimento la mia vendetta in questa putride prigione dove il giorno sembra solo notte. Ormai nessuno più mi è fedele, nemmeno i miei così tanto celebrati un tempo poteri oscuri. La magia ha ormai abbandonato questo mio orribile e deformato corpo; le uniche cose rimastemi sono vivere e serbare rancore.
Troverò il modo per evadere da questa prigionia e allora Dargor trema perché non avrò pietà!
…devo dire che hai escogitato questa mia prigionia quasi alla perfezione, curando ogni dettaglio ma sfortunatamente ne hai tralasciato uno di grande importanza: l'avvenimento che accadrà stasera.
Forse non riuscirò ha riacquistare la mia forma corporea, ma sopravvivrò come essenza con tutti i miei poteri. Sarò in grado di attraversare le dimensioni fisiche della realtà e della morte, scindere ogni legame fra questa terra e i suoi abitanti… tuttavia il rischio è grande.
…ormai manca poco…
…dominerò la morte, non mi lascerò governare…
(le pagine del diario sembrano state strappate in maniera brusca e animalesca, come se chi le avesse esaminate era in preda a dolori feroci e sofferenze immani)
CAPITOLO 4: la fine di Lord British
- Lentamente si gira il pomello della pesante porta -
<< Sire, se mi permette credo sia consigliabile lasciare la città al più pres…..>>
<< Povero stolto! Nessun luogo è sicuro!>>
<< ma sire hanno circondato il castello… dovreste mettervi in salvo…>>
<< No! Non voglio morire in altre terre! Che mi siano portati spada e scudo, combatterò a petto scoperto fino alla morte!
Quanto tempo, quanto è passato dall'ultima volta che questa mano ha impugnato quest'elsa e accarezzato l'effige del serpente?>>
- giungono i primi suoni della battaglia: strepiti di lame che danzano le une sulle altre, urla di feriti, sibili di frecce, clamore, chiasso chaos….. poi uno schianto, il portone è sfondato, la rocca perduta… -
- si spalanca la porta - << Mio signore gli intrusi sono entrati, ma non sembrano essere umani!! La loro forza sembra ineguagliabile, non resisteremo a lungo! >>
<< Se dovremo morire lo faremo con onore! Svelto raduna tutti i sopravvissuti nella sala centrale! Guerrieri, arcieri, druidi tutti!! Non fare distinzioni tutti coloro in grado di combattere e di impugnare un arma! Tutti lì! Svelto! >>
<< Certo mio signore! Honor et Gloria! >>
CAPITOLO 5: la disfatta
Forse non dovrei raccontare cosa accadde…
Fu come se non potessi parlare; le mie grida, i miei comandi erano come inabissati dal fragore di quella che non può esser definita battaglia…
Ci ritiravamo sulle carcasse dei nostri compagni, erano ovunque. Sangue e metallo ricoprivano ogni cosa. Quando riuscì a radunare i pochi soldati rimanenti era troppo tardi, il nostro re era già morto. Dicono che si sia lanciato urlando contro quegli esseri oscuri urlante e con impeto, guidato da un impeto di rabbia e follia…
L'unica cosa che potemmo fare quella sera fu morire e fuggire…
Trovai salvezza qui, questo piccola fortezza nelle terre sperdute… ma ormai è finita: ci stanno osservando e sono molti, è solo questione di tempo……..
…….probabilmente questa sarà l'ultima volta che posero lo sguardo che questo misero diario…
Si stanno preparando all'attacco, sono molti, vinceranno.
……ormai è notte fonda; siamo accerchiati! Fra poco comincerà, lo sento. Però sono riuscito a seppellirlo, nessuno lo troverà. Ora solo una cosa mi rimane da fare…
prendere in mano questo pennino, intingerlo nell'inchiostro e scrivere la parola fine .
CAPITOLO 6: le fazioni
Trascorsero anni dalla conquista del potere di Dargor: questo principe del male cui nemmeno le quattro divinità poterono resistere, diventò un vero demonio, una piaga per il mondo, il nemico della vità. Non era mosso da desiderio di conquista, ma dal bisogno di sangue tanto grande da poter essere colmato neanche dalle vittime che egli mieteva dai propri reggimenti.
Il corpo perse la sua lucentezza magica e divenne tetro di colore dell'oltretomba.
Ormai Dargor nutriva copiosi nemici fra le proprie file oltre che in quelle nemiche: ormai nessuno era al sicuro.
Successe così qualcosa, un qualcosa che mai si era visto e che mai più si vedrà: un'alleanza fra le forze dell'ordine e quelle del caos.
Benché solo Dargor combatté fino all'ultimo senza timore: tutti ricordano la sua espressione sanguinaria ed esaltata come quella di colui, che dopo aver a lungo aspettato, vede finalmente realizzarsi il suo scopo.
Fu uno scontro epico: intere popolazioni si addossavano al corpo del demonio , ma solo corpi inanimati ne uscivano tale era la sua potenza!
Niente poteva contrastarlo: la sua mano distendeva morte fra le genti che osavano sfidarlo!
CAPITOLO 7: l'aiuto
Giorni bui si profilavano all'orizzonte finché una ragazza guerriero coperta in volto (nessuno si accorse chi era veramente e forse nemmeno tu giocatore) svelò la collocazione degli oracoli delle quattro potenze divine: << io posso indicarvi la via ma non intraprenderla, questo mi è negato dall'alto >> e detto questo impennò il suo destriero verso una precisa direzione all'orizzonte incitando di seguirla con passo ostinato.
Furono in pochi ad ottenere la potenza degli dei ma, unita alla forza dei superstiti, bastò a far svanire Dargor sconfitto, così come la magia lo aveva creato o almeno così parse.
Tuttavia passarono pochi anni e le fazioni riunite si ridivisero e ricominciarono a darsi battaglia pronti a conquistare la supremazia delle città svuotate ignari di tutto.
Ora tocca a te, oh giocatore, scegli per chi patteggiare, scegli se far parte del regno del caos o dell'ordine, dell'oriente o dell'occidente; dipenderà da te il dominio finale! Ricorda però ti prego, il vero male è sempre in agguato pronto a colpire; non importa che tu sia buono o cattivo; combatti, vivi e sii libero!
GdrID: 2903
Data Pubblicazione: 09/09/2012
Ultimo Aggiornamento: 21/01/2022
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