Ambientazione Dragonlance
10/06/2010 19:08:01 e modificato da hedia il 10/06/2010 19:09:24
O.o io a Lot credo di essermi iscritta intorno all'anno 1999 - 2000, e in tutta sincerità, mai e poi mai mi è sorto il dubbio che avesse qualcosa a che fare con Dragonlance, tanto che a quel che mi ricordo io tra le sottorazze degli elfi c'erano i sindar (che, ammetto la mia ignoranza abissale, ma mi pare proprio abbia a che fare con le sottorazze elfiche di dragonlance ma con quelle di Lotr).
A parte questo, io penso che a qualsiasi Land con ambientazione D&D possa venir l'orticaria a venir paragonata a Lot.
10/06/2010 19:23:47
A parte che nemmeno io sapevo che Lot avesse preso spunto inizialmente da Dragonlance (eppure ci gioco anche io da diversi anni).
Se proprio dobbiamo dirla tutta, qualsiasi GdR Fantasy paragonato a Lot sarebbe un flop (parlando di utenza, non di qualità, precisiamo).
Tornando all'argomento, qual'ora ci fosse qualche anima pia così folle da volersi cimentare nell'arduo compito di portare avanti un progetto del genere.. avrà tutta la mia stima xD
10/06/2010 20:53:55 e modificato da greatbeaver il 10/06/2010 21:03:10
Rispondendo al topic, devo dire che Dragonlance è la mia ambientazione preferita; sarà che è stata la mia prima saga fantasy seria e quella che mi ha spinto a continuare a leggere fantasy, però la trovo una delle più belle ambientazioni disponibili nell'amplissimo mondo dei gdr.
I cavalieri di Solamnia, gli elfi (che davvero, sono come mi sono sempre figurato gli elfi) e soprattutto i maghi delle vesti (chi non è mai stato conquistato da Raistlin Majere!?) credo rendano Ansalon un continente che vale la pena almeno provare :-)
Quanto all'originalità, di cui ho visto si è discusso, posso dire che il concetto delle 'tre lune' dei tre colori (bianco rosso nero) che danno origine alle tre fonti di magia, beh è ripreso dalla magia tradizionale (parlo di quella del nostro mondo), quindi è normale che varie ambientazioni abbiamo punti di coesione, basti pensare che granparte degli incantesimi di D&D derivano da formule e meccaniche dell'alchimia o della 'magia moderna' (si veda ad esempio Suggestione, che è la trasposizione delle 'suggestioni ipnotiche' di Mesmer).
Se devo dire la verità anzi, trovo particolarmente interessante la visione di male e bene presentata nei libri e nell'ambientazione, come due forze inevitabilmente in contrasto che devono tuttavia trovare un'equilibrio (...tant'è che pure l'eccesso del bene porta a risultati catastrofici).
Infine, per concludere questa valanga di opinioni personali e discutibilissime, posso dire che se si facesse una land di Dragonlance io almeno un'occhiata verrei a darla, e me la sento di consigliarlo un po' a tutti. 😝
11/06/2010 06:46:42
Non entro nel merito di Gemmel (che ignoro cos'abbia scritto), nè di Martin, visto che non avendo mai trovato in giro il volume 1 di ASOIAF non ho mai iniziato a leggerlo.
Non mi sento di fare paragoni, quindi, e perchè non conosco lo stile di scrittura degli autori sopra citati, e perchè letterariamente quello che piace ad uno può non piacere ad altri.
Resta il fatto che la saga di Dragonlance ha comunque venduto oltre venti milioni d copie in tutto il mondo, che non sono bruscolini per una letteratura "inconsistente".
Ma visto che non sono un critico letterario, che il mio autore fantasy preferito è Terry Brooks e mi sono sentita dire per anni che "ah ma Brooks è solo uno che copiato Tolkien" (che poi, grazie tante, chiunque ha copiato da Tolkien, solo Tolkien non ha copiato da nessuno, dato che prima di lui non esisteva il genere), ho imparato che i giudizi sono del tutto soggettivi e fermerò qui la citazione di numeri e statistiche.
Quindi, visto che non si stava parlando della profondità delle trame di W&H, torniamo in argomento? 😅
11/06/2010 08:32:12 e modificato da luc de villombre il 11/06/2010 08:46:37
owli1 ha scritto:
Ma comunque appunto,dato che oramai si ci è rotti un bel po' le bolas delle cose classiche che andavano di moda negli anni '80 (e và di moda adesso),ma soprattutto ci siamo rotti le bolas degli allineamenti (ed infatti anche D&D si sta adattando al "Gli allineamenti non devono essere così rigidi o forse nemmeno dovrebbero esserci"
Mhhha....non saprei....forse perchè continuano ad esserci Land dove il Demone che un istante prima ha strappato il cuore al suo nemico e se l'è mangiato con la rucola....lo vedi due secondi dopo raccogliere margheritine con la sua fatina preferita mentre conversano di poesia crepuscolare e abbattimento del debito pubblico nei paesi del terzo mondo? (giusto per rimanere nel tema di demoni e fatine eh)
L'allineamento non ha mai privato nessuno nè di originalità nè di fantasia e lo stesso manuale di D&D raccomanda al DM di essere un applicatore equilibrato delle regole perchè il primo scopo di ogni campagna è quello di non frustrare il divertimento dei giocatori.
Una cosa però è venire ad un accomodamento per far divertire tutti, un'altra è accampare la scusa della rigidità di regole per non averne affatto e fare un po' quel che ci pare. Il che può andar bene se possiedi in una land un'utenza adulta, responsabile e che si sforza di fare un gioco coerente....diversamente (come nella maggiorparte dei casi)....Demoni e poesia crepuscolare. Quanto alla dichiarazione un po' sensazionalistica sulla "rottura di bolas", non discuto, è un tuo gusto e rimane sacrosantissimo. Forse al posto tuo eviterei di inserirci quel "tutti". Perchè non so da dove ti provenga questa "ambasceria" mondiale del GDR, ma mi pare che ancora oggi D&D sia il GDR più venduto al mondo, le sue ambientazioni continuino a spopolare (nonostante un'onestissima e competente concorrenza per carità)nella letteratura come nella videoludica e anche nel panorama gdronline italiano...beh, con tutto il rispetto per gli altri, non mi pare sia messo proprio malaccio.
Però l'abbiamo detto eh....non "ti" piace Dragonlance e "ti" sei rotto del "fantasy anni '80" (anche se non ho ben capito cosa c'entri questa classificazione....sarà il fantasy degli Elfi che indossano magliette dei Kiss e dei Duran Duran O.o), il messaggio è passato
11/06/2010 08:59:09
Sento che come al solito la discussione prende la piega un pò del "diciamo quel che vogliamo"... capita anche a me, ben inteso XD, però in questo caso la domanda mi sembra sia stata molto precisa.
Per mia curiosità, vorrei davvero capire in quale modo "Tolkien" avrebbe copiato... se si intende copiare, utilizzare gli strumenti forniti dalla letteratura mitologica e popolare delle culture del bacino mediterraneo e, prevalentemente, nordico, con accenni al poema epico cavalleresco, beh permettimi di dire che non è possibile affermare questo O.o (se poi esiste un autore precedente che ha dato vita al fantasy così come lo intendiamo noi oggi, ovvero quello coniato da Tolkien come ho sempre creduto... ditemelo :D).
Sul fatto che esista una vasta offerta di siti e materiale che utilizzino il mondo fantasy ( in modo più o meno pertinente, leggasi demone e fatina a cui tutti hanno fatto riferimento -.-), nessuno discute. Si parla di una ambientazione (quindi con un suo particolare background narrativo) che pur utilizzando la medesima triade fondamentale di razze (umani-elfi-nani... tra l'altro raramente visti giocare propriamente nei vari siti proposti qui a lato, ma questa è mia opinabilissima e certamente contestabile opinione) più alcune altreparticolari e tipiche, ha come principale offerta quella di sfruttare la TRAMA specifica (quindi necessariamente diversa e a quanto pare innovativa, non essendoci altri siti che la usino) dei romanzi per...dare vita a qualcosa: un nuovo racconto individuale per ciascun personaggio, una nuova svolta agli eventi lasciati in sospeso nell'ultimo libro; sarà ciascuno di noi a decidere cosa vuole vedere nel proprio gioco.
Non dico che debba piacere necessariamente questa ambientazione con il sistema di gioco D&D, in cui tra l'altro ritengo che gli allineamenti siano una delle regole migliori, visto che permette a tutti di utilizzare un canovaccio su cui costruire poi il proprio personaggio ideale, prediligendo ancora l'aspetto interpretativo sempre più secondario a quanto pare.
Io non sono nata e cresciuta negli anni 80, bensì propio alla fine di essi, so distinguere cosa sia anni 80 e cosa no. Non credo assolutamente che il gioco in questione sia da collocare come proprio di questo decennio (sono certa che risulterebbe anzi assolutamente moderno se si coniugasse il gioco e l'esperienza di oggi), a Faber può non piacere come è stato scritto... ma qui credo intendano dire che viene fornita quella ambientazione, i giocatori partendo da quella presumo vorranno scrivere il suo futuro.
P.s. spero di esser riuscita ad esporre il mio pensiero, e a rispondere ai punti che volevo
P.p.s. per quanto mi riguarda una ambientazione Dragonlance potrebbe funzionare... sempre che i gestori siano in grado di farla funzionare :D
11/06/2010 09:52:45 e modificato da evadnea il 11/06/2010 10:03:29
Perdonami, ma il fatto che gli allineamenti fossero/siano rigidi è una tua considerazione, giacchè sono sempre stati canovacci (certo avevano uno scopo anche prettamente tecnico, ma fondamentalmente interpretativo) su cui elaborare la personalità del proprio personaggio, quindi tutt'altro che "costrittivi".
Quando si parla di elfi, nani e così via si parla di canoni e non di stereotipi a mio giudizio, il canone è un modello sul quale si può costruire, lo stereotipo è un schema fisso e tendenzialmente parodico.
Io posso essere certa di una cosa, potrai inventare tutte le razze che vorrai, dargli tutti gli aspetti fisici differenti che vorrai, ma nel contesto fantasy, la razza sofisticate ed altera verrà ricollegata sempre agli elfi, quella ingengnosa e abile nella manualità agli gnomi/nani e così via (e comunque ripeto io di elfi giocati secondo il modello...ne ho visti pochi, di solito vengono usati solo per il fisico attraente e pace :P), le razze sono assolutamente personalizzabili nell'individualità.
Sempre tornando a Tolkien, scusami ma la fiaba ottocentesca (credo ti riferisca a Grimm e Andersen) trae linfa dallo stesso bacino mitologico pur trovando nei suoi autori uno spunto totalmente nuovo; inoltre Tolkien ha dato vita ad un' opera dai connotati epici (sullo stile delle opere cavalleresche) e credo sia stato assolutamente innovativo per l'epoca (ripeto posso sbagliarmi, in questo mi puoi aiutare tu fornendomi i nomi di autori che abbiano scritto opere simili:) )
Che il genere si evolva verso l'accelerazione di trame e caratterizzazioni, beh c'è a chi piace e a chi no, staremo a vedere i prodotti di questa corrente "moderna" ^_^.
Inoltre, permettimi di aggiungere a mio gusto... l'eroe senza macchia e senza paura se ben descritto emerge appieno in tutta la sua complessità psicologica e morale, talvolta agisce perchè ha principi e valori per i quali deve e non sempre vorrebbe (essendo anche lui uomo) combattere. Sta all'autore dare spessore all'eroe buono, non ammassare tutti nella mediocrità del "io non voglio ma se voglio salvarmi devo" perchè non tutti agiscono solo per contingenza :)
P.s. se vorrai rispondermi, magari sarebbe meglio usare i PM, perchè credo si stia andando OT XD
11/06/2010 10:03:23 e modificato da luc de villombre il 11/06/2010 12:52:48
owli1 ha scritto: (basta prendere Dragon Age e The Witcher) cambiando da "favoletta con gli elfetti con l'arco belli buoni,i paladini e gli orchi cattivi" ad un "tutte le persone del mondo sono maledettamente cattive fino all'osso e pensano solo a sopravvivere e a guadagnare",diventando un concetto maturo e molto più "psicologico"
Riprendo solo questo tuo pezzo, mi sembra il più attinente con la tematica affrontata e con il taglio che mi sembra di leggere nei tuoi commenti.
Condivido il "concetto maturo e più psicologico" in cui bene e male hanno molte sfumature e devono fare i conti appunto con "umanità" e "mortalità" dell'individuo. Questo aspetto èesce molto fuori in Dragon Age, hai ragione, dove per esempio i Paladini non sono questi "stinchi di santo" e i Maghi del Sangue non sono questi "tizzoni d'inferno" che saremmo abituati a vedere altrove nelle loro stereotipizzazioni. Ma in realtà, e tornando a bomba (scusami se tento di ricondurre la questione al topic) nemmeno Dragonlance lo è, e non lo è la letteratura fantasy del passato.
Basti citare un personaggio come Derek Crownguard, cavaliere Solamnico combattuto fra la più bieca ambizione e il servilismo alla causa del potere e i dettami del Codice e della Misura che impongono al cavaliere un determinato comportamento improntato sull'onore più classico. Eviterò di citare l'altalena tra bene e male che caratterizza Raistlin, sarebbe davvero troppo scontato. E mi rifaccio allora ad un personaggio di grandissima profondità e maturazione come Laurana. Nemmeno lei è la "classica" principessa elfica con arco e frecce che vorresti dipingere nei tuoi richiami al clichè.
Laurana è "umanissima", egoista, innamorata, coraggiosa, dilaniata fra l'amore per il suo popolo e quello per i propri amici. Ragazzina capricciosa e viziata oggi e sovrana matura e dotata di grandi doti di trasformismo politico (come molti capi di stato nella realtà odierna) quando si tratta di venire a patti con il nemico (il maresciallo Medan) per un fine ultimo più importante.
Io, davvero, non capisco dove tu veda questa mancanza di originalità e questa rigidità a clichè che dici di voler "innovare" con una letteratura più moderna.
Mi è chiaro che abbiamo gusti profondamente diversi, e questo è normale quanto proficuo per la discussione, però mi azzarderei a dire che sei un po' troppo lapidario nel giudicare ciò che è "altro" e "diverso" dai tuoi gusti personalissimi.
PS: piccola nota a margine sull'allineamento. La 4 edizione di D&D, che per altro molti giocatori (anche della "nuova guardia") considerano commerciale, ha fatto una scelta di allineamento che tuttavia non esclude ancora il fatto che un giocatore debba essere coerente e osservare certe caratteristiche del proprio PG. E sai perchè? Perchè nel gdr, grazie a dio, rimane ancora fondamentale il giudizio di un Master che valuti le azioni interpretative (siamo in un gioco di RUOLO del resto)del giocatore. Mi sembrava invece che tu nel tuo precedente post tendessi a criticare in maniera assoluta la scelta di affidarsi ad un allineamento e per ciò ti ho risposto come sopra. Ma se ho sbagliato ti chiedo scusa
11/06/2010 12:57:06
Personalmente, DL è una saga che mi piace moltissimo, quindi, se verrà creata una land a tema ci farò sicuramente un salto e, se ben gestita, potrei pure restarci.
L'ambientazione è "classica", c'è il Bene e il Male, c'è la Neutralità, ma se ben seguita può dare, a mio parere, dei frutti.
11/06/2010 13:21:01 e modificato da greatbeaver il 11/06/2010 13:31:27
Perdonatemi ma veramente non capisco il problema nell'"antiquatezza" (ammesso che si possa davvero definire antiquata)dell'ambientazione DL.
"D&D si evolve", e dite bene, ma vorrei ricordare che il punto di partenza di ogni land, storia, ambientazione, trama o libro fantasy che sia, è un chiaro passatismo. D&D è rivolto ad un pubblico che prende l'epica tradizionale e ne traccia le regole dando alla vita -in maniera originale sì- a quelli che erano gli stereotipi medioevali del 'paladino', del 'furfante' o del 'mago'. Quindi discutere sulla legittimità o meno di un cambiamento 'progressista' delle regole mi sembra un po' inutile. (parere personale eh! Potete anche tirarmi un carciofo se non condividete!)
Ad esempio l'ambientazione Eberron la trovo pessima, eppure ci ho giocato più volte prima di convincermene, pur trovandola spiccatamente originale e 'innovativa'.
Detto ciò non entro in merito perchè poi finirei off topic:-P
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