sempre la solita solfa (ma ancora più lunga)
sempre la solita solfa (ma ancora più lunga) postato il 03/11/2007 10:19:59 nel forum giochi e dintorni e modificato da pistacchio il 03/11/2007 16:02:02
prima che proseguiate è bene sottolineare che il contenuto è lungo e tratta di argomenti già più volte trattati da me e da altri. five, se ci sei batti un colpo e riordami ancora di come io sia monotematico!la storia di questo post è lunga ingarbugliata e asfaltata di sterco. se non avete voglia di leggere passate avanti, che tanto sono sempre le mie solite farneticazioni :Pprofilodelle community mi occupo dal punto di vista "sociale" e "tecnico"perchè mi sono sempre interessato di programmazione di giochi e web.visto che frequento molto comunità ludiche non italiane, tengo sempregli occhi puntati sull'italia e sull'estero ed è il motivo per cui hoidee abbastanza precise sulle potenzialità di questo tipo di giochi.mentre all'estero fioriscono i persistent browser based games in ogniforma (gestionali, strategici, d'avventura o esplorazione in tempo realeo asinconici, via applet o browser o forum e anche, ma solo come unadelle categorie e non come LA categoria, i play by chat), mi stupisco dicome in italia ci sia aggrappati a questo genere al punto da temereeventuali contaminazioni o innovazione che, come in ogni ambito, nonsarebbero che interessanti, ed è una cosa che avviene comunque.come giocatore ho giocato in parecchie community ma mai in manieraintensiva, più per curiosità.ed è sempre per curiosità che sviluppai una community (ma parlo di seianni fa) chiamata snulz (www.snulz.it). all'epoca ce n'erano poche ingiro e visto che non avevo mai programmato nulla per il web è stata unagrande esperienza formativa. inutile dire che feci tutto da zero con unbel manuale di ASP e access vicino alla tastiera (finito il progetto misono immediatamentec onvertito a php + mysql). non mi preoccupaiparticolarmente di pubblicizzarla o gestirla, ma comunque aveva i suoivisitatori. era un esperimento di cui sono tutt'ora fiero (specie, e lodico spudoratamente, considerando che tecnicamente e come potenzialitàera superiore a buona parte delle comunità che vedo oggi, così come lasua grafica tutta in pixel art era quantomeno nuova e l'idea di base,una presa in giro delle community fantasy più blasonate, originale), ecome tale è stato molto istruttivo, interessante e mi ha dato enormisoddisfazioni (per tre mesi praticamente non feci altro che programmare,accantonando gli impegni universitari, ma poi ogni volta accedere aquella pagina era un'esperienza impagabile!)Ideologicamente sono favorevole al concetto di opensource. Perideologicamente intendo che lo ritengo un metodo percorribile per losviluppo di un software (o di un'idea o prodotto in genere) e che offremolti vantaggi. Se è vero che due teste funzionano meglio di una, avereil proprio codice debuggato, testato ed ampliato da mille persone ècertamente meglio che farlo da solo (ovviamente questo processo ha sensose avviene una coordinazione). E' così che nato ed è cresciuto Linux,per esempio, che mi pare un fulgidio esempio di opensource.D'altro canto, mi pare un innegabile diritto quello di scegliere di nonrendere libero un prodotto del proprio ingegno. Con quello che la miaabilità partorisce, mi pare ovvio, posso fare quello che voglio. Sescrivo un brano musicale, mi pare il minimo poterne fare quello chevoglio, ovvero tenerlo nel cassetto, farlo ascoltare solamente alla miaragazza e a un amico, pubblicarlo con una major, con un'etichettaindipendende o distribuirlo liberamnte su internet, per esempio su unapagina del myspace.Detto questo, ci sono prodotti per i quali l'opensource ha più senso,come scelta di sviluppo, rispetto al altri. Prendiamo un codiceopensource come ce ne sono tanti per la pubblicazione di blog o lagestione di un forum. Un blog o un forum sono software dai quali non miaspetto originalità ma funzionalità. Posso frequentare cento sitidiversi e non stufarmi di vedere lo stesso forum utilizzato in ognuno,perchè in quello che mi interessa è il contenuto, ovvero l'argomento delforum, quanto è frequentato, l'utenza eccetera. L'usare sempre lo stessomotore per forum, anzi, mi aiuta perchè so come muovermi per scrivere ipost, conosco i codici e so dove rintracciare le informazioni e icomandi che mi servono. Quindi le estensioni di una comunità disviluppatori non possono che migliorare il prodotto (chi migliora lafunzione di ricerca, chi aggiunge opzioni per la gestione...).Un gioco è un prodotto differente. Olte al contenuto (ambientazioneeccetera) mi aspetto anche originalità e voglio che si esprima in varieforme, dall'ambientazione all'implementazione alla grafica. Prendiamoper esempio gli rpg di stampo giapponese. E' un genere che da oltredieci anni è mutato poco (dai primi Final Fantasy agli ultimi Pokémonche spopolano sulle console portatili della Nintendo). Lo stile graficoe la modalià di gioco è sempre molto simile, ma questo ha contribuito astabilire un genere e a delinearlo, non ad impoverirlo. Quando inizio unnuovo gioco mi aspetto di trovare un mondo interessante, una storiaoriginale ma anche una grafica originale, musiche originali e meccanichenuove. Immaginiamo che la Nintendo avesse rilasciato un codiceopensource per lo sviluppo di tali giochi e grafiche e musicheopensource e che sviluppatori pigri avessero iniziato ad usarleindiscriminatamente. Per quanto le storie possano essere interessanti,di certo, al terzo gioco in cui il combattimento usa le stessemeccaniche, tutte le case sono uguali, gli alberi hanno la stessagrafica, le musiche di sottofondo sono le stesse, mi stufo. Invece cisono giochi con grafica più o meno colorata e realistica, giochi chehanno il combattimento in tempo reale, giochi che per il combattimentocambiano la grafica e diventa laterale (come Final Fantasy), giochi peril Nintendo DS che sfruttano il pennino per "disegnare" le magie ecc.Tornando quindi ai gdr online, quello che non bisogna mai dimenticare èche sono sempre e comunque dei giochi. Ogni rivista di giochi lirecensisce e giudica in base a vari parametri, che generalmenteriguardano giocabilità, implementazione tecnica, musica, grafica,innovazione, storia... Che un gioco (e un gdr online) non sia solamente"gestione" e "ambientazione" mi pare ovvio, e penso che questo modo divedere le cose sia diffuso. Basta guardare i commenti alle variecomunità in cui, alla fine, i parametri non ufficiali chiamati in ballosono generalemente grafica, gestione e tecnica (codice). Opzionalmentesi parla di server e utenza.Il problema di usare un codice comune (l'open source ci cui si parlava)è lo stesso che si incontrerebbe nello scenario ipotetico che hodescritto prima e che riguara i giochi di ruolo per computer. Per quantoun team possa lavorare sulla grafica, sviluppare un'idea innovativa dalpunto di vista dell'ambientazione e avere gestori eccellenti, iparametri inerenti la tecnica e l'innovazione tecnica saranno sempre glistessi. Questo non significa che siano gli stessi e bassi. Si può, conil tempo, sviluppare un codice opensource molto robusto e funzionale,eccezionalmente espandibile e pieno di estensioni, ma comunque citroveremo con lo stesso prodotto riciclato diverse volte e se questo èfunzionale per un forum, come dicevo prima, è deletereo in un campo incui l'innovazione e la capacità di creare stupore è essenziale, cioèl'ambito dei giochi. L'equazione è semplice: le possibilà diimplementazione e di nuove idee sono semplicemente infinite, quindi, seanche si avesse un opensource con mille (o duemila o tremila)estensioni, qualunque numero sarebbe "zero" se confrontato conl'infinito. Se tutte le community fantasy utilizzassero la stessaimmagine pergamenata per lo sfondo, la stessa immagine per la locazione"piazza", lo stesso set di icone per le gilde, si urlerebbe alloscandalo. Non capisco come mai lo stesso non avviene nel constatare chebuona parte delle community utilizzano lo stesso codice. Sono soloaspetti diversi dello stesso impianto complesso che si chiama "gioco".Quella che sarebbe stata una grande potenzialità dell'OS, infine, non è stata sfruttata. Avere un codice già fatto e pronto a modificare è un buon modo per testare velocemente idee azzardate e innovative ma che difficilmente possono reggere a lungo. Se qualcuno dovesse avere un'idea di gestione o ambientazione molto innovativa, testare sul campo con degli amici come sarebbe la risposta dell'utenza o se l'ambientazione è giocabile, poter mettere su una community in poco tempo tramite OS (e svilupparla poi seriamente se l'idea funziona) è una grossa opportunità. Va da sè che quando vedo apparire l'ennesima land su un manga a tutto penso tranne che a un "esperimento azzardato".Il fatto che i codici OS abbiano dato a tutti l'opportunità di creare una propria community è per me l'aspetto più preoccupante. Purtroppo (e sottolineomille volte purtroppo) la natura umana è pigra e molto spesso il motoredell'azione è la necessità. Nessuno lavorerebbe se non avesse lanecessità di mangiare ogni giorno e pagare le bollete a fine mese. Dallenecessità, però, nascono grandi cose. Onassis partì da una famigliapoverissima e iniziò a lavora facendo il lucida-scarpe per strada, dabambino, e finì per diventare un armatore e uno fra gli uomini piùricchi del mondo.Parlo del mio caso personale. Mio padre, per ragioni di studio, portò acasa, quando avevo otto anni, un computer dell'Olivetti, un M24 (perintenderci, era una macchina senza harddisk e con 700k di ram!). Era lafine degli anni '80 e mio padre lo pagò una fortuna (tre milioni dilire, se non sbaglio) perchè era fra le migliori macchine in commercio.Un giorno, a casa di un amico, vidi il mitico Nintendo e giocai al primoSimCity. Quando tornai a casa ero molto depresso nel trovarmi davanti almonitor a fosfori verdi della mia macchina che poteva emettere solo"beep beep" e che per di più non aveva lo straccio di gioco! Internetera dì là da venire e quei pochi giochi che riuscivo a procurarmi eranodavvero deprimenti. Visto che all'epoca usare il computer era più o menosinonimo di programmare e venivano venduto con il BASIC già installato eun grosso manuale, mi misi di buona lena e, lentamente, programmai lamia (scarna) versione di SimCity (usando caratteri come grafica!). Oggi,a 17 anni di distanza, programmo una decina di linguaggi e mi pagano perfarlo. Se avessi avuto anche io a casa un Nintendo probabilmente nonavrei mai passato ore a cercare affannosamente di capire cosa è unavariabile e le cose sarebbero andate diversamente.Quello che in questo caso l'opensource (o meglio, il cattivo usodell'opensource) fa è eliminare un processo naturale, biologico edessenziale che è la selezione naturale (proprio quella di Darwin).Progettare, programmare e gestire una community è processo complesso,lungo e fondamentalmente non per tutti. Se non ci fosse questo tipo diopensource la quantità di comunità sarebbe sicuramente minore epurtroppo alcune valide comunità basate sull'opensource non sarebberoemerse, ma sicuramente la qualità generale sarebbe più alta e l'emergeredi idee vincenti e nuove sarebbe più veloce e frequente. Mettere su unacomunità implicherebbe, alla base, la necessità di impegnarsi e crederedavvero in un progetto, anche se questo significa passare ore adebuggare un semplice codice che, chissà perchè, non vuole saperne difunzionare. Molti proverebbero e buona parte fallirebbe, ma potremmostar certi che chi alla fine ce la fa' è una persona determinata ecompetente, e determinazione e competenza sono proprio lecaratteristiche di base che servono per creare, far crescere e gestireuna buona community.L'opensource, al contrario, stimola il dilettantismo. il processo èsemplice: se non ho la voglia di impegnarmi a programmare e imparare,probabilmente sono una persona che non ha la volontà di impegnarsi, ingenere, a gestire e far crescere la comunità che voglio creo.Ho letto spesso commenti alle mie critiche che suonavano più o menocosì: "ma come fa uno che non sa programmare e che non può permettersiun dominio o uno spazio web?". Sono a mio avviso, so di usare un termineforte, delle critiche ridicole. Pare che la parola "imparare" sia, perqualche motivo, una parola taboo, e lo interpreto come un segno di unadilagante arresa alla mediocrità. Si pretende di programmare senza saperprogrammare. E' un'equazione preoccupante. Un vero sistema democratico ebilanciato non è un sistema che agevola e stiomola la mediocrità, ma unsistema che mette tutti sulla stessa linea di partenza e alla fine, comeè giusto che sia, arriva primo il più veloce (quello che si è allenatomeglio, il più preparato). In rete ci sono migliaia di siti cheinsegnano, dalle basi fino alle cose più specifiche e avanzate, adottere un design accurato della pagina, ad usare il photoshop, aprogrammare nei vari linguaggi che servono per mettere su una paginainternet, persino a promuoverla e gestirla, e sono siti del tuttogratuiti come www.w3schools.com o l'ottimo italiano www.html.it cheoffre numerosi tutorial per impare a programmare in javascript o php (etutto il resto che serve per creare una comminity web) oltre che forumpieni di gente disposta ad aiutare e a rispodere a domonde e difficolà.Andando su un sito come www.easyphp.com si può scaricare il sofware(gratuito e autonstallante!) per testare in locale le proprieapplicazioni in php e mysql e inziare a darsi da fare. Le scusante sonodavvero nulle, quello che manca è solamente la voltà, ma larealizzazione di un buon prodotto non è una cosa per i pigri.Per quanto riguarda il dominio, mi pare ovvio che la presentazione èparte integrante dell'impegno messo nella realizzazione di un prodotto.Le grosse aziende non risparmiano soldi in pubblicità costose e contestimonial famosi e in packaging accurati che dimostrano come ilprodotto ci sia, sia di valore, e come l'azienda ci creda. Anche qui, lescusanti sono davvero poche. Con sei euro all'anno si può registrare undominio e con una ventina di euro si può comprare sufficiente spazio(incluso il dominio) per iniziare a hostare una community. Penso cheventi euro siano una cifra irrisoria per chiunque. Il problema è che ilprezzo delle cose è relativo. Venti euro sono uno sproposito per unacaramella e una bazzecola per una casa. Così, se io e i miei amiciabbiamo speso gli ultimi sei mesi della nostra vista a progettare,programmare, disegnare, testare, raffinare un gdr online, alla fine deisei mesi, al momento del lancio, ho così tante ore alle mie spalle spesenella realizzazione di un'idea che davvero è diventata mio figlio, eventi euro mi sembrano un passo minimo per presentarlo degnamente (cosìcome non si bada a spese per culle, vestitini e pranzi di battesimoquando arriva un pargolo in famiglia). Ma se la mia community è ilfrutto di una settimana estiva di noia, allora venti euro possonosembrarmi una cifra esagerata.Per usare un'ulteriore metafora: al Louvre la Gioconda è posta in unastanza da sola, possono vistarla solo poche persone per volta ed èprotetta da un vetro speciale di 40 centimentri e controllata a vista,in ogni mento, da guardie e telecamere. Se lo stesso identico quadro,quindi con lo stesso valore storico e artistico, fosse posizionato fraaltri dieci quadri anonimi in una galleria qualunque e a portata delleditate dei visitatori, mi sentirei immediatamente autorizzato a passareoltre senza soffermarmi, a ritenere che non è così importante o che igalleristi del louvre stessi lo considerano poco importante o non nehanno capito il valore.L'obiezione "ma è pur sempre la Gioconda!" (ovvero: "ma è comunqueun'ottima comminity") è idiota perchè non ha applicazione nel mondoreale in cui le cose di valore sono sempre valorizzate. Chiunquecollezioni degnamente dei francobolli, delle monete o delle carte diMagic non li ha buttati alla rinfusa in un cassetto ma protegge quello acui tiene in apposite teche e raccoglitori e se posseggo una Ferrari,sicuramente ho anche un garage in cui riporla. E' ovvio che nessunaazienda seria ha un dominio come www.barilla.altervista.org!Unprodotto complesso di un qualunque tipo (e di certo quello di cui sidiscute lo è) convolge nella sua realizzazione diverse figure esperte.Un film ha bisogno do uno sceneggiatore, un regista, un addetto almontaggio, alle riprese, alle musiche ecc, un cd ha bisogno dicompositori, esecutori, chi registra l'album, chi lo prodice, chi lomixa, chi fa la copertina ecc. Certo, spesso ci sono fiigurepolivamenti, come registi che scrivono, dirigono e montano i proprifilm, ma di certo poi hanno bisogno dei truccatori, dell'esperto di lucied effetti speciali ecc.Un gdr-online ha almeno bisogno di un programmatore, un grafico e unamministratore, anche se è facile che queste figure si mischino o chequalcuno particolarmente abile possa fare tutto da solo, ma è unararità. Mi viene comunque da pensare che al di là della retorica del"non ci si improvvisa webmaster", è più facile improvvisarsiamministratore che programmatore, così che è più facile improvvisarsiguidatore di bicicletta che di Shuttle o provare, essendo a corto dicompetenze in abito culinario, a cucinare un piatto di pasta al burroche una lasagna.Se non so com'è un ciclo "if" o come funziona un database, difficilmenteposso scrivere un pezzo di codice per far sì che un utente possapassarei dei soldi a un altro, ma, senza aver mai gestito una comunità,posso provare ad essere sempre presente, ad ascoltare le lamentele, lerichieste e i suggerimenti degli utenti e a capire quando essereindulgente e quando usare il pugno di ferro. Se un paio di anni diesperienza di programmazione sono una base decente da cui partire perprogrammare una community, di certo equilibrio e buon senso sono unottimo punto di partenza per amministrare una comunità. Non è un casoche a capo dei ministeri ci mettano persone che sulla carta nonc'entrano nulla con il ministero stesso (come quando Storace si ritrovòa capo della sanità!) ma le figure centrali (che mutano più di rado) deiministeri sono effettivamente esperti del settore (magistrati, chimici,economisti).Non sono assolutamente contrario all'OS in sè, come ho detto rispondendoalla prima domanda, ma all'uso "pigro" che se ne fa in questo ambito eall'idea stessa di un opensource legato al gdr online. Creare un gioco èun processo creativo, usare un OS no. Ampliare un OS (anche per creareun gioco) lo è. Se uso un lettore mp3 opensource non faccio nulla dicreativo, sono un utente. Divento un creativo nel momento in cui neamplio le funzionalità aggiungendo la funzionalità "riproduzionecasuale". In questo caso parliamo di un programma per il quale ilconcetto di opensource (e la divisione fra utente e sviluppatore) ènetta e chiara. Ci sono tool per creare videogiochi, per esempio lalibreria "allegro" da usare con c o c++. E' una libreria di base checonsente, per esempio, di riprodurre un brano o mostrare sullo schermoun'immagine in maniera semplificata anzichè scriversi da soli lefunzioni per leggere il binario di una immagine bitmap, inizializzare lamemoria grafica eccetera. L'uso che ne faccio lascia libero spazio allacreativià: una funzione che mostri un'immagine sullo schermo mi aiuta acreare un clone di Zelda, di Tetris, un programma di visualizzazione omanipolazione di immagini, i driver lper la mia webcam, uno sparatutto onemici bidimensionali in un gioco in 3d (come Doom).Il corrispettivo nell'ambito del gdr online sarebbero librerie per lagestione della chat o che controllano se i caratteri immessi in una formsiano validi (per esempio solo quelli alfanumerici), ma più un sistemami da' materiale preconfezionato (gestione di gilde, oggetti, locazioni)meno spazio ho io per cercare di capire (ovvero imparare) comeeffettivamente programmare una community. Già il fatto che ci sianogilde e locazioni mi preclude la possibilià di fare un gioco senza gildeo (strano ma sicuramente percorribile e potenzialmente interessante)ambientato in una stanza unica!Quello che manca è un distinguo netto e chiaro fra le varie componentiche compongono un gioco in generale e un gdr online nello specifico.Discutendo nel forum mi sono reso conto come ci siano degli standard difatto oltre i quali gli utenti hanno difficoltà a guardare e varcati icui confini non riescono a vedere l'evoluzione di un genere che rischiadi diventare stantio. Un gioco è fatto da meccaniche, implementazioni,amministrazione, grafica eccetera.Il problema degli standard porta a degli esiti a mio modo di vedereparadossali che nessuno pare notare. Un esempio su tutti è l'abitudinedella quasi totatlià dei gdr-online di aprire una nuova finestra, atutto schermo e senza barre, per presentare il gioco. Ora, per esporreil problema userò una metafora assurda ma significativa. Immaginiamo cheio abbia sempre viaggiato moltissimo e per me "autostrada" diventasinonimo di strada. Faccio un po' di soldi e costruisco una villettache, però, rientra di dieci metri dalla strada principale e quindidecido di costruire un vialetto. Ignorando la parte di "desing" e"progettazione" (ovvero ordinare le idee, prendere decisioni, porsiproblemi e darsi risposte), costruisco il vialetto come fosse un pezzod'autostrada: dieci metri di vialetto d'accesso a due corsie con tantodi corsia d'emergenza e colonnina dell'SOS. Qual è il problema? Non misono posto neanche la domanda "perchè l'autostrada è così?" (risposta:strada a percorrenza veloce, grossa mole di traffico eccetera) e "cosaserve a me?" (una strada sulla quale tipicamete transita una solamacchina tre o quattro volte al giorno). Così ormai la finestra che siapre è uno standard di fatto che viene da esigente ormai superate, manessuno, nei dieci anni trascorsi dall'apertura di Extremelot con la suafinestra esterna, si è posto il problema del perchè. Dieci anni fa larisoluzione media dei monitor era 600x480 o 800x600 pixel al massimo.Recuperare in una finestra un centinaio di pixel poteva essere vitale equindi la scelta poteva essere giustificata. Visto che il genere e iltipo di pagina si è evoluto ben poco in dieci anni (colpevolmente, perme) e la quantità di materiale da presentare nella finestra è pressocchèinvariata, non si capisce l'esigenza di una scelta così intrusiva oggi(la risoluzione più diffusa è 1024x768) che per di più spesso lottacontro sistemi anti-popup installati nei browser. Nessuno si chiedeperchè tutto il resto del web riesce a inserire più informazioni diquelle che tipicamente servono e sono visualizzate da un gdr online (sipensi alla quantità di informazioni che sono presenti, senza scrollarela pagina, nella homepage di www.repubblica.it o www.yahoo.com innormali pagine). Giochi più complessi (gestionali pieni di numeri estatistiche, per esempio) risiedono tranquillamente nel solito spaziodel browser, mentre gdr che hanno poco più che un paio di link (mappa,messaggi, forum) e lo spazio per la chat sentono il bisogno (o meglio,non si pongono il problema) di seguire uno standard antico. Il risultatoè che spesso vedo pagine enormi che mi si aprono sul monitor mapressocchè vuote o con informazioni così frammentate (o grafiche cosìinutilmente grandi per 'coprire i buchi') che sono difficili da seguireorganicamente. La lista delle cose da non fare assolutamente nelprogettare una pagina web, stando a un qualunque corso di webdesigntenuto o scritto, si apre con l'evitare gli splash-screen (ovvero quellepagine introduttive del tutto inutili con scritto solo "clicka qui percontinuare" e un'immagine) e aprire nuove finestre: due cose chepuntualmente (ma soprattutto senza motivo) sono fatte da ogni gdr-online.Io sospetto che ci sia una sorta di elitismo che spesso si crea nellecomunità virtuali o reali di ogni tipo, l'esigenza di dividere in "noi"e "tutti gli altri". Inutile sottolineare che questo aspetto di chiusuranon ha alcun motivo razionale di essere, che sarebbe il meno, ma chiudeall'afflusso di idee e di sviluppo, come quelle comunità chiuse in cui icugini si accoppiano fra di loro e finiscono sterminate da malattiegenetiche. Gli utenti dei Mac non dicono "ho un computer", ma "ho unMac" e gli appassionati di uno sport a volte esordiscono con frasi come"il tennis? cos'è, uno sport? c'è solo il calcio!". Questo stessoatteggiamento si applica, io credo, a chi non dice "io gioco online" o"io gioco un videogame" o "partecipo a una comunità virtuale" o"programmo un sito web", ma parlano esclusivamente di "giocare un playby chat", "programmare un play by chat" che non è solo una convezione dibrevità ma spesso, e questo viene fuori chiaramente da molte discussioninei forum, è un atteggiamento mentale per me erratissimo.Indipendentemente dai nomi che si danno, non bisogna mai dimenticarel'essenza delle cose. L'essenza delle cose è che un PBC èun'applicazione web dinamica multiutente in tempo reale ed è un sitointernet. Questo implica che molti di quelli che si avvicinano allaprogrammazione di un tale tipo di sito, devono avere competenze digrafica (questa immagine è meglio salvarla come jpg o gif? perchè latrasperanza di questo .png non funziona in explorer?), webdesign (doveposizionare il menu in modo che sia più visibe e agevole? perraggiungere questa funzione servono quattro click di mouse, non ètroppo?), html (o xhtml? che formato uso, il transitional o lo strict?)e via discorrendo per quanto riguarda il css, lo javascript, lacompatibilità fra i browser, problemi di sicurezza, la strutturazione diun database (e non dimentichiamoci che non significa solo sapere cos'èuna tabella, un campo e un paio di istruzioni di SQL, visto che quelladelle "basi di dati" è una scienza vera e propria a sè stante e un esameimportante in ogni facoltà di informatica) e rabbrividisco quando neiforum di gdr-online.com leggo domande come "voglio programmare un gdroonline, che devo imparare?" e la risposta inizia con "beh, l'html loimpari in due ore, poi...". Non è una cosa che si possa improvvisare efornire l'illusione che sia a portata di tutti grazie a un OS èdannoso, oltre che menzognero. D'altro canto i prezzi di un sito web nondinamico di una decina di pagine si aggirano attorno ai cinquecentoeuro, fra i mille e i duemila euro per un sito dinamico e il prezzo diun portale complesso e realizzato professionalmente (quale sarebbe ungdr-online costruito da zero e con tutti i crismi) supererebbesicuramente i quattromila euro. Di certo i prezzi di mercato nonsarebbero questi se ci fossero scorciatoie che permettessero a unqualunque ragazzino di imparare l'arte di fare siti web complessi in unmesetto.Oltre ad essere un sito web, un gdr-online è un videogioco. Il giocol'ha nel nome e "video" per la sua natura elettronica. E' molto simile aWorld of Warcraft, ma con un diverso tipo di interfaccia (testuale e nongrafica), similissimo a un MUD (ma all'interno di un browser) e cosìcome accade(va) per i MUD, ci sono quelli improntati al combattimento equelli improntati alla socialità (MOO e MUCK) in cui non esistononeanche le statistiche e spesso sono usati in ambito universitario edidattico in genere. Eppure la chiusura nei confronti di quello che nonviene avvertito come gdr-online (in base a non so quali parametri, forseil non aprirsi in una finestra diversa?) è totale, tant'è che un giococome Legend Of the Green Dragon (il server italiano èhttp://www.ogsi.it/logd/ ), un gioco in cui si fa molto gioco di ruolo,è più popoloso della larga maggior parte dei classici PBC e ingeneralmente è un gioco in browser a interfaccia testuale, non hanessuno spazio nelle descussioni o nei siti dedicati ai gdr-online cheinvece avrebbero solo da imparare o prendere spunto da un giocodivertente e ricco di meccaniche intriganti che offre molteplicipossibilità di gioco, da quello più "giocoso" e ludico a quello classicoe interpretativo.Ma torniamo a quello che per me è il rischio di un sistema opensource(ovvero della "pappa pronta"). Le possibilità di espansione del generesono immense. Per esempio, posso avere un gioco che prevede o che nonprevede degli scontri. Se prevede degli scontri posso decidere di farligiocare puramente in chat alla preseza di un master o di programmare unsistema (per esempio un tasto "attacca giocatore") i cui risultati sivedono nella chat. Posso decidere che questi risultati siano puramentealeatori o legati a delle caratteristiche del personaggio in puro stilegioco di ruolo, e anche in questo caso le possibilà sono infinite. Puòessere il confronto fra l'abilità "attacco" di un personaggio e quella"difesa" di un altro, o fra l'abilità "combattimento" e l'armaturadell'altro e questi dati possono essere in scala percentuale, in decimi,da uno a cinque stelle, con valori descrittivi come "buono" "normale" o"scarso" eccetera. Ci sono quarant'anni di manuali di giochi di ruoloche possono suggerire. Anche nel caso del combattimento descrittivoposso decidere che il master liberamente decida l'esito in base a valorisulle schede dei personaggi (come in un giodo di ruolo diceless),tirando onestamente un dado sulla scrivania, andando a braccio eccetera.E così per ogni parametro del gioco. Posso decidere che esistono o nonesistono i sussurri (le comunicazioni private) nelle chat, che quando unpersaggio sussurra gli altri leggano nella chat "romeo si avvicina agiulietta e le sussurra qualcosa nell'orecchio" o che non leggano nullalasciando il sussurro nella più completa privacy. Posso decidere che sipossa "volare" automaticamente da una locazione all'altra o che ipersonaggi debbano necessariamente camminare di locazione in locazionefino a raggiungere quella voluta. Posso fare un sistema di generazionedel persnaggio in una community ispirata agli X-man in cui, tramitedistribuzione di punti, "genero" il potere del mio personaggio inmaniera libera, o posso fare una community alla Dawson's reek in cui lagenerazione del personaggio è la compilazione di un lungo questionariopsicologico per tracciare il profilo del mio personaggio. Possoimplementare le macchine, che mi consentono di muovermi più velocementeda una locazione all'altra e un sistema che gestica il consumo dellabenzina. Posso affidare la gestione delle gilde ai giocatori o far sìche siano amministrate automaticamente...Va da sè che potrei andare avanti all'infinito poichè ci sono infinitiparametri e ogni parametro può essere implementato in infiniti modidiversi. Si chiamano "idee" e "design". Un prodotto che stabilisca perme come funziona la chat, il movimento, la generazione dei personaggi oil recupero della password elimina automaticamente l'ambito delle scelteche posso implemetare, castra la mia inventiva e stimola l'affermazionedi standard in un ambito (quello del gioco e dell'intrattenimento) incui dovrebbero essere centrali parole come idee e innovazione. A questosi aggiunge il fattore "programmazione" discusso a lungo già prima. Seho un prodotto già fatto, molto spesso modificarne anche un soloparametro può significare dover conoscere così bene il codice dipartenza e fare un lavoro così lungo che implica da una parte conoscenzeapprofondite di programmazione (avendo le quali, probabilmente, avreiscritto da me il mio codice) e dall'altra il fatto che spesso modificarecodice altrui è un processo assai più gravoso dello scriverlo da zero.
Pagine → 1
04/11/2007 11:07:38
ebbene sì, l'ho letto tutto, e devo dire che mi trovo daccordo in tutto e per tutto con pistacchio
04/11/2007 21:27:09
<sfogo>Ma porca miseria ... cose come i paragrafi e l'impaginazione non sono di casa dalle tue parti? Mi stava scoppiando la testa per non perdere il filo...</sfogo>Ora ... alcune considerazioni:
D'altro canto, mi pare un innegabile diritto quello di scegliere di nonrendere libero un prodotto del proprio ingegno.
Ok, prima contraddizione se è innegabile all'autore rendere libero o meno la sua opera allora TU non ti puoi permettere di criticare questa scelta, è un suo diritto, punto.Un blog o un forum sono software dai quali non miaspetto originalità ma funzionalità. Posso frequentare cento sitidiversi e non stufarmi di vedere lo stesso forum utilizzato in ognuno,perchè in quello che mi interessa è il contenuto[...]Il problema di usare un codice comune (l'open source ci cui si parlava)è lo stesso che si incontrerebbe nello scenario ipotetico che hodescritto prima e che riguara i giochi di ruolo per computer. Per quantoun team possa lavorare sulla grafica, sviluppare un'idea innovativa dalpunto di vista dell'ambientazione e avere gestori eccellenti, iparametri inerenti la tecnica e l'innovazione tecnica saranno sempre glistessi.
Allora: se hai mai giocato a qualche GDR cartaceo come DnD saprai benissimo che tutto quello che hai di fronte sono 4-5 fogli in b/n presi dal manuale del gdr stesso. Ora, i PBC sono GDR, in questio giochi quello che conta è il gioco di ruolo, suddetto presuppone l'uso della FANTASIA. Tutto il resto è marginale, a meno che non sia controproducente (l'interfaccia funziona male o è illeggibile) la tecnica di programmazione non conta fino a quando l'ambientazione è ben studiata ed il gioco e ben gestito.Quello che in questo caso l'opensource (o meglio, il cattivo usodell'opensource) fa è eliminare un processo naturale, biologico edessenziale che è la selezione naturale (proprio quella di Darwin).
Sbagliato ... la selezione naturale continua ad esistere... se è progetto è privo di solide basi come ambientazione e gestione chiuderà in un paio di mesi (perlomeno chiuderà di fatto ... la questione del lunghissimo elenco qua a sinistra è un'altra storia... ma considerando le guerre la fame e l'inquinamento mi pare un problema da poco...).Punto secondo ... come ti avevo già detto ... TU non puoi di certo imporre un determinato "uso" dell'opensource perchè, guarda un po', non sei tu l'autore, ergo non hai voce in capitolo.Quando creerai un tuo motore di GDR potrai decidere come meglio credi cosa farne.Se non so com'è un ciclo "if"
Non sono sicuro ... io non ho 17 anni di programmazione alle spalle ... :P ma mi pare che l'"if" non sia un ciclo...SalutiTsu
04/11/2007 22:15:18
akabard-asd ha scritto: [quote]prima che proseguiate è bene sottolineare che il contenuto è lungo e tratta di argomenti già più volte trattati da me e da altri. five, se ci sei batti un colpo e riordami ancora di come io sia monotematico!
Sono arrivato qua.[/quote]Concordo con Akolo (non uccidermi, mi conosci).Ma domani provo a leggere tutto.. Promesso.
07/11/2007 10:54:18
Gentile G***** D* P*****,(scusate la censura, ma e' per rispettare il sacrosanto regolamento del forum), sono Comix. Molto piacere.Ho letto con estremo interesse il tuo lungo e delirante monologo scritto nella pagina precedente. Devo dire che, oltre ai tuoi 17 anni di programmazione sprecati, forse sarebbe utile anche un buon ripasso di lingua italiana. Sai com'è.. Forse e' meglio imparare a scrivere correttamente prima di imparare a programmare delirando.Devo constatare che non ho capito un accidenti di quello che volevi dire. Ti vorrei ricordare, in futuro, che una tesi si divide in tre parti: tesi, antitesi e conclusione. Mi sono sforzato. Ma non sono riuscito a identificare queste tre parti nel tuo monologo. Ma potrai dirmi, non e' una tesi. Eppure non e' neanche una cronaca o un articolo di giornale. Sinceramente non ricade neanche nel romanzo. Lasciamo stare il racconto breve o il testo specializzato. Sinceramente con il tuo "ciclo IF" non me la sento di farla ricadere in tale categoria.Ho esaminato con estrema attenzione il tuo sito web e sono sempre più convinto che i tuoi 17 anni di programmazione sono stati buttati nel cesso. Un sito web di Portfolio, se davvero avessi qualcosa da presentare, non conterrebbe siti di prova ma, come dice il nome "portfolio", i lavori che hai eseguito ai tuoi (improbabili) clienti.17 anni e non sei ancora in grado di scrivere un sito web compatibile con le specifiche del W3C? Ma forse, scusami, non sai neanche che cos'è'.Perché scrivo questo? Perché odio gli incompetenti che se la tirano. Tu a capo di un improbabile "Ordine dei programmatori"? Ma per favore, potresti forse ricoprire il ruolo di segreteria, anzi... donna delle pulizie.Ah, forse ho capito perché non hai clienti: l'indirizzo e-mail che hai scritto con carattere/colore/posizione leggibile, forse non e' cosi' tanto leggibile... Gia' che ci sei, ripassa un po' le specifiche del webdesign.Fai un favore alla comunità: smettila di scrivere cazzate, ripassa l'italiano, dopo che hai finito inizia a programmare seriamente. Ci risentiremo quando sarai pronto.Buona giornata.Comix aka C******* C********
07/11/2007 11:11:24
1. mi chiamo gustavo di pietro, non mi ricercano per reati di mafia, non vivo nell'anonimato2. il ciclo if viene da "ciclo for" che avevo scritto inizialmente, poi ho pensato che in effetti un if è più basilare e visto che cercavo un'esemplificazione per "qualcosa di basilare" ho sostituito "for" con "if" e ciclo è rimasto lì3. probabilmente ho scritto in maniera confusa. probabilmente prima di dire a qualcuno che non ha scritto bene potresti chiederti se tu non hai letto bene visto che altri hanno letto e capito. per la cronaca, il fatto per cui è poco organico nelle varie parti è che nel post iniziale era una sorta di intervista. sono venute a mancare le domande che quindi, ovviamente, incapsulavano organicamente gli argomenti. il perchè ho dovuto eliminare le domande è dovuto a un problema di "diritti" (diciamo così) di cui sono a conoscenza gli amministratori4. come primo intervento potevi essere più costruttivo e presentarti al portale in maniera meno aggressiva, ma confido nel fatto che saprai recuperare5. il fatto che io non abbia clienti è una tua assunzione6. ho già spiegato cos'è quel sito in un altro post7. il "monologo delirante" era un surplus che mi ritrovavo, non avevo intenzione di riprendere una discussione già affrontata a lungo e quindi commentare ulteriormente eventuali risposte, sei stato un'eccezione che non ripeterò.buona giornata.
07/11/2007 11:22:28
Sono felice di risponderti: approfitto del fatto che hai adottato la risposta a "punti":1. rispettavo il regolamento del forum: l'hai mai letto?2. ripeto, alle elementari insegnano: rileggi prima di consegnare...3. no, hai scritto in maniera confusa e, come ti ho suggerito, delirante. Molto probabilmente ti hanno risposto i tuoi adepti o comunque chi l'ha fatto non ha capito niente di quello che hai scritto. Difatti era del tutto incomprensibile.4. veramente ti ho spiegato di essere più umile e di ripassare le tue conoscenze: più costruttivo di così..5. http://it.wikipedia.org/wiki/PortfolioQuoto: Il portfolio è l'elenco dei lavori svolti da un professionista (ad esempio un architetto), eventualmente corredato di immagini esplicative. [...]6. vedi sopra.7. allora perché hai scritto un tale insieme di informazioni con il solo scopo di appesantire di qualche decina di k un database?A presto,ComixP.S.Sei arrogante: veroPresuntuoso: veroSpocchioso: moltoma il peggiore dei miei vizi è sicuramente quello di avere sempre ragione: estremamente falso e io te lo dimostrerò.
09/11/2007 23:07:50 e modificato da kakashi237 il 09/11/2007 23:09:10
ehm...nei gdr quante multe hai preso per prolisso? xDcaro comix oltre a commentare negativamente critiche costruttive...potresti fare altro non credi?!?
Pagine → 1
Rispondi alla Discussione Segui Discussione Inoltra Discussione Forum Giochi e Dintorni Elenco Forum
Articoli, Interviste e altre Risorse!