Terra Lupis
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Terra Lupis
URL:
https://terralupis.forumfree.it
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Categoria: Live Larp Grv
Genere: World of Darkness
Stato: Chiuso
Facebook: Terra Lupis
Descrizione:
La penisola italiana rimane, da secoli, il bastione della Torre d’Avorio e il centro nevralgico dell’influenza del clan Giovanni, che oramai si estende per tutto il Veneto, lasciando Venezia come loro intramontabile – ed inattaccabile - Capitale. Nonostante queste forti influenze, l’Italia rimane un territorio difficoltoso in cui vivere, vista la costante vigilanza degli Inquisitori e la numerosa presenza dei Lupini nelle zone più rurali dell’Italia, che non rendono molto facili gli spostamenti dei fratelli tra i principati. La stessa comunicazione tra i vari Principati, risulta molto difficoltosa, proprio a causa degli Anziani – molto presenti ed influenti sul territorio – che tutt’ora rimangono molto reticenti nell’utilizzo delle nuove tecnologie, preferendo affidare ai giovani cainiti più caparbi missioni diplomatiche presso gli altri principati.
Non è quindi inusuale che i Principi aprano le loro porte alle ambascerie provenienti da Venezia o dagli altri Principi alleati o anche a semplici ospiti, ma questo non impedisce loro di imporre un rigido rispetto del Protocollo, proprio al fine di proteggere i loro domini dai costanti pericoli che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza del proprio dominio. Non è altrettanto inusuale che i Principi stessi, quando vedono queste usanze violate dai fratelli più incauti, provvedano con pesanti punizioni a reguardire la stoltezza di questi sprovveduti. Queste situazioni, nel corso del tempo, hanno potuto causare delle inimicizie tra principati alleati oppure, talvolta, hanno portato a rafforzare vecchie alleanze o a instaurarne delle nuove…
Una situazione non semplice, quella italiana, soprattutto per quei giovani Cainiti che si muovono senza il benestare dei propri anziani, o senza la tutela del loro Clan, trovandosi molto spesso a barcamenarsi in giochi di potere portati avanti per secoli dagli stessi Anziani e dalle Ancillae. Ma chi beneficia di questa tutela, o chi riesce a muoversi senza pestare i piedi a questi fratelli nei loro giochi di potere, svolge tranquillamente la propria non vita, potendo curare la loro fetta di influenze o controllando senza troppi problemi i propri interessi , sempre nel rispetto della Masquerade, fondamentale strumento di sopravvivenza in situazioni così complesse. Inutile dire che, chi viene solo sospettato di un infrazione della Masquerade, non se la passi mai bene … e molto spesso, oltre alla violazione dei protocolli, è il secondo motivo per cui i giovani cainiti possono incontrare la Morte Ultima.
E’ difficile quindi non sentire la costante e perenne sorveglianza dei Cainiti più influenti ed anziani, è difficile non sentirsi vittima di qualche loro gioco di potere costruito in secoli di intrighi, ed è molto facile che i giovani più paranoici si ritrovino a volersi ribellare a questa situazione… non sempre con risultati brillanti e diversi dal divenire un mucchietto di cenere.
E’ la Camarilla, dopo tutto la sesta tradizione lo dice molto chiaramente “ il diritto di distruzione appartiene solo ai tuoi anziani “…
…e i Suoi fautori
Il quadro politico della Penisola italiana è la chiara rappresentazione di quel lento, calcolato e bilanciato gioco di forze, mosso e manovrato da quella pazienza e da quell’occhio calcolatore che solo gli Anziani possono avere. Ogni tanto accellerato dalla scaltrezza di qualche ancilla, o dalla mossa non prevista di un neonato, ma difficilmente chi ha vissuto per secoli è riuscito a farsi prendere troppo in contropiede. E’ così che quelle situazioni scomode vengono a tacere, che i pericoli più vicini vengono allontanati e direzionati altrove, è così che le bestie vengono domate.
Partiamo dal Nord Italia. Ricordate ancora il ’97, vero? Difficile dimenticare le Notti di Milano e come un Vescovo abbia messo al rogo i suoi nemici che erano stati fino ad allora i più longevi, stringendo attorno a sé i suoi più fedeli seguaci. Ed è così che un branco, diventa corte. Con tanto di bene placido dei Conciliatori che, tutt’ora, schierano attorno a Milano il fior fiore degli Arconti. Tutto per non ridare neanche una briciola alla Spada di Caino, ciò che ora è della Torre d’Avorio. L’odio è tanto verso Milano, ma sembrerebbe che Giangaleazzo abbia palesemente vinto la sua piccola battaglia personale… non si può dire lo stesso di Alberti, l’ex Principe Gangrel di Genova. L’unico Principe Gangrel, tra l’altro. Ma lui, al contrario di Giangaleazzo, si è ritrovato da solo. Nel ’99 il Clan Gangrel ha abbandonato la Camarilla e nel 2001 il buon Domenico Alberti veniva scalzato dalla sua Principesca sedia, per lasciar posto al giovane Ventrue, Federico Aliprandi. I pochi Gangrel che si raggiravano lì hanno provato a ringhiare contro i nuovi padroni, ma sembrerebbe che lo stesso Alberti li abbia rimessi al loro posto. Ci furono dei mesi turbolenti, tanto che a Genova si mosse l’Arconte DuBois, mandato dalla Conciliatrice Toreador in persona, per controllare che la situazione non degenerasse … evitare ritorsioni sia verso l’attuale Principe che l’ex Principe. Tra una diatriba e l’altra, molti intanto guardavano con preoccupazione i confini del Principato, l’Aliberti aveva difeso con le unghie e con i denti Genova, tenendola pulita dalle minacce di Lupini, Sabbatici ed Inquisitori e molti si chiedevano se l’Aliprandi fosse troppo impegnato nei suoi giochetti politici con l’Ex Principe e l’Arconte, piuttosto che proteggere il Principato e supportare la limitrofa contea di La Spezia. Da quello che si sa, è che dal 2006 non si hanno più notizie di Domenico Aliberti, si dice che l’Arconte gli abbia consigliato di seguirlo con lui a Parigi e che il Gangrel, abbia candidamente rifiutato la proposta. Ora il Clan Gangrel ha lasciato Genova, migrando verso il Nord Italia. Di loro, tutt’ora, non si sa nulla.
Il Nord Italia. Anche se spocchiosi e, a detta di molti, insopportabili i Tremere trovarono spazio come Principi in due avamposti camarillici molto importanti nel Nord-Italia: Torino dove risiede Joseph Bakmann Hashem, temuto e rispettato per le sue grandi doti politiche e a Bolzano dove invece troviamo una più rude e combattiva Helen Trimegistus von Rosenberg. A detta del Principe di Bologna Isabella Correlli: “Quei due stanno bene lì, da un lato hanno la loro amata Vienna e dall’altro possono farci da tramite con quel gruppetto di effemminati che governa la Francia!”. Due Principati in mano a Due Tremere. Due Principati dai quali si sente poco o niente, fedeli cittadini di questa Camarilla Italiana, ai quali ben pochi si avvicinano. Una vita un po’ noiosa forse, ma molti invidiano quella tranquillità e sicurezza.
Arriviamo a Bologna, dall’irruente Brujah Isabella Correlli. Non un principe tranquillo, lei. Anzi, tutt’altro. Nota per i suoi battibecchi politici, non solo con il Romani ( per cui, anche in questo caso, a placare la situazione dovette scendere un Arconte a mettere un po’ di calma tra i due ) ma anche con i vicini Toreador di Firenze. E’ vero anche che è Bologna stessa a incarnare, forse casualmente, l’irruenza di colei che la governa. Guardando la sua posizione, si può capire come sia semplice per il sabbat devìare il suo percorso e vedere nella città delle torri un buon avamposto per cercare di risalire verso la Lombardia. Senza contare anche i diretti tentativi che ci sono stati da parte dell’Arcivescovo Lasombra Marie Navarre Ramirez, di indebolire Modena e Bologna. Ma i Malatesta-Correlli hanno sempre tenuto al Principato di Bologna, ed i Visconti non ci pensarono molto sull’aiutarli. Infatti, la Correlli ha mantenuto il suo Principato, ed il Visconti tutt’ora è protettore della Contea della Principe.
Spostandoci verso il centro Italia, troviamo il “Principato dello Splendore”, come è solito dire il Siniscalco della stessa città fiorentina. A Firenze risiede uno degli anziani più potenti ed influenti della società vampirica in Italia, dove Ludovico De’ Medici del Clan Toreador siede sulla poltrona più importante del Principato. Si dice sia uno dei più grandi mecenati degli ultimi secoli visto che segue molto di ciò che la sua famiglia con vari lustri ha appreso da Lorenzo il Magnifico. Sono molti che lo hanno raggiunto solo per la sua fama, per godere di quei preziosi salotti ricchi di cultura, per tentare di strappare dalle sue dita anche un briciolo di quel potere che stende su tutta la regione Toscana… e così che quel largo dispiegamento di Contee e Marchesati, non è così lontano dagli occhi dell’Anziano.
Adesso possiamo passare per Ravenna dove, dalle parole dello stesso De’ Medici su Alessio Rinaldi, Principe Malkavian di Ravenna, possiamo descrivervelo in brevi accenni: “Personaggio curioso, come si dice spesso: mai stuzzicare chi non conosci perché quando conosci il suo lato peggiore forse è troppo tardi… Mi affascina…”. Sono pochi, solo due, i Principati governati dal Clan della Luna e Ravenna, con il passare del tempo è diventata quasi una luce, un faro, per il Clan. Alcuni dicono che ci siano dei veri e propri pellegrinaggi di Malkavian verso ravenna, da quattro anni a questa parte… alcune Arpie chiaccherano anche su queste voci di corridoio, ma non una sola sillaba è stata confermata dalle arpie ravennati, questo non ha fatto altro che fomentare queste chiacchere delle lingue più sottili e delle menti più curiose.
Un po’ più giù troviamo Perugia, anch’essa retta dal Principe Malkavian Paolo Volpi, non esule da sorprese inaspettate perché si dice in giro che in questo Principato sia “scomparso” l’intero Clan Ventrue a cui capo c’era un certo Francesco De Sanctis, neonato del Clan Ventrue, amante (si dice in giro) di una certa Gabriella Rossetti del Clan Toreador, anch’ella Perugina. Si indaga da un po’ senza risposte…
Dopo le storie di fantasmi possiamo arrivare nella Città Eterna. Comandata dal Principe Sergio Gregorio Colonna, capostipite di una casata minore del Clan dei Re, ma da secoli signora e padrona dell’Urbe. Così radicata all’interno, tra vizi e virtù, che i Ventrue non hanno fatto che prenderla gelosamente con sé. Sono secoli che il Colonna è lì, a dominare Roma, senza permettere che quell’altrettanto secolare equilibrio tra Inquisitori, Cainiti e limitrofi Lupini, non crolli vertiginosamente ponendo i Cainiti infondo alla scala alimentare. Non fu molto magnanimo quando le due Ancillae Giulia Flavia Domitilla e Gianbattista del Quartaccio ebbero la brillante idea di battersi per il posto di Primogenito, tanto da mettere in pericolo la stessa e sacra Masquerade. Alla prima crepa, il Principe si limitò a bandirli da Roma e dai suoi territori limitrofi, senza molti complimenti. Il loro ritorno senza il permesso del Cesare di Roma, sarebbe equivalso a Morte Ultima.
Vicino al Lazio, tenuto con mano di ferro dal giusto Colonna, c’è l’Abruzzo. La Terra Lupis. Luogo inospitale, avverso, per qualsiasi Cainita della Torre d’Avorio che si fosse mai avvicinato lì. Non che i Sabbatici se la passassero meglio, vista l’alto tasso di mortalità a causa dei Lupini che si sono sempre aggirati per le zone rurali dell’Abruzzo… e non a caso questa regione porta il nome di “Terra Lupis” sin dall’antichità. Ma se si evitavano i Lupini, i Sabbatici ritenevano una zona di libero “scorrazzamento”, dove potevano seminare morte quanto e come volevano … la camarilla si limitava solo a muovere qualche contatto, qualche conoscenza, solo per assicurarsi di mettere le dovute pezze sui buchi più grossi. Ma ultimamente è successo qualcosa … qualcosa di molto importante. A cui arriveremo dopo.
Il fatto è che a causa della Terra Lupis, ed ancor prima, della sete di vendetta dell’attuale Barone Carbonara, che il centro Sud ha avuto molti assestamenti politici: la presa della Puglia da parte degli Anarchici all’inizio del ‘900 ha spazzato via molti vecchi Principati, rendendo più fiacchi e meno popolosi quelli più limitrofi, che hanno tentato di arginare la furia di Giulio Carbonara.. ed è successo così che i Principati di Bari, Lecce e molti altri si sono piegati al nuovo Barone, o per morte ultima, o per necessità di sopravvivenza. Mentre Benevento, Isernia e Campobasso, fiorenti principati, si trovarono ad accogliere così pochi fratelli, ad aver perso i loro Principi, che volsero il loro sguardo verso Potenza. Lì, dove risiedeva un piccolo gruppo della famiglia Malatesta, si alzò Giuseppe Malatesta a protettore di quelle che erano diventate oramai deboli contee. Ne fu versato di sangue, prima che il Principe Malatesta riuscisse a stabilire un ordine sul territorio, la stessa Anziana Ginevra Malatesta minacciò il sangue del suo sangue, in caso non fosse uscito vittorioso dallo scontro. Si impose anche sugli stessi Arconti giunti in soccorso per restaurare un po’ di calma sul territorio, soprattutto quando questi vennero a conoscenza che Evangeline, eroina del Sabbat, stava risalendo dalla Sicilia per andare contro Giuseppe Malatesta. Molti narrano ancora dello scontro tra i due, c’è chi dice che sia arrivato persino a durare tre notti, con i due che si nascondevano dai raggi del sole, per poi riprendere alle prime ombre dell’oscurità. Fino a quando Giuseppe Malatesta, riuscì a scalzare Evangeline, mettendola lui stesso su una bagnarola che l’avrebbe riportata indietro, verso la Sicilia. In prossimità della Prima Guerra Mondiale, tornò la pace nel sud Italia… con una camarilla indebolita, ma con un forte principato Malatesta stanziato stabilmente a Potenza.
Sulla Campania, sulla Sicilia e la Sardegna stessa … non c’è molto da dire. Napoli è fortemente in mano agli indipendenti, ma soprattutto ai Setiti, che tutt’ora risiedono lì e giovano della malavita locale, ben guardandosi dal pestare i piedi ai “protetti” del Clan Giovanni. La Sicilia, poi, è interamente Lasombra: lì una volta, c’era la famiglia Aragonense, di cui gli stessi D’Aragona facevano parte. Ma cresciuto il potere Sabbatico, assieme a quello del Clan dei Custodi, ha convinto l’antica famiglia Spagnola a dirigersi altrove, lì dove la Torre d’Avorio era più forte. Sulla Sardegna, da parte della camarilla ci sono poche pretese: oramai indipendenti e sabbatici si avvicendano su quel posto maledetto, subendo di tanto in tanto degli attacchi da parte dei Lupini ...
Ma torniamo alla Terra Lupis. Dopo anni, la mossa diretta e calcolata degli Anziani, ha dato un altro colpo ben mirato all’assetto Italiano. Nessun immortale vorrebbe mai avere a che fare con i Lupini, in alcun e lontano modo, ed è stato questo a determinare l’azzardo finale. Alla fine nessuno avrebbe fatto caso a quei giovani più discreti, che partivano per ordine del Clan con mete fittizie e varie. Tutti diretti verso la “Terra Lupis”, a rafforzare le fila mantenute per trent’anni da quelle Ancillae che mantenevano il fronte, ed avanzavano. Dagli anni ’80, quando sono partiti, a questo gruppo di Ancillae sono bastati trent’anni per prendere un territorio che da secoli non veniva avvicinato da nessun Cainita. Immagina anche la sopresa di un Anziano, che oramai pensa in base a secoli … vedersi un territorio occupato da una vita intera, conquistato in un batter d’occhio … dev'essere stato qualcosa di molto, molto soddisfacente.
Quindi, perché non farne pubblico sfoggio, una volta ottenuto ciò che si voleva con il minimo delle perdite e il massimo del guadagno? Alla fine il Bonaventura e la Mancini hanno solo esigito che il Marchesato di Isernia-Campobasso divenisse un Principato, dopo che loro stessi, lo avevano reso così forte a tal punto da potersi permettere una propria indipendenza da Potenza. Dopo tutto è un Ancilla del Clan Nosferatu, Ranalli, a detenere il comando di quell’avamposto rinfoltito dagli “Alfieri”. Un’ulteriore vittoria, che li fa sempre più vicini alla Puglia e a Carbonara, sempre che il Barone non stia architettando qualche contromossa per reagire all’inaspettata sfrontatezza degli Anziani della Torre d’Avorio.
Tornando a noi, ed alla Terra Lupis, ed allo sfoggio che ne hanno fatto gli Anziani. Sì, un bel lustro … tanto che il 21 Aprile del 2013, sotto il Protettorato di Firenze dell’Anziano Ludovico de Medici, è stato aperto un enorme Elysium in cui furono invitati tutti. Camarillici, Indipendenti, di qualsiasi Clan, di qualsiasi schiatta, quasi fosse stata una festa comandata a cui tutti, soprattutto coloro che si ritenevano Camarillici, dovevano partecipare. Alla gloria, allo sfarzo, alla potenza, della Torre d’Avorio. In quel salone d’argento e carminio, dove gli ospiti venivano accolti, tra i soffici divani, tra le eleganti e virtuose rappresentazioni rinascimentali, venivano presentati al mondo i sette Alfieri che avevano conquistato la Terra Lupis, fregiati del titolo di Eroi della Camarilla, con accondiscendenza da parte dei Conciliatori stessi. Nessuno fiatò quando quel gruppo nutrito di Anziani, presentavano i loro stessi discendenti o i loro protetti alla folla, ma non riuscii a placarsi un leggero brusìo. " Ma Prosperi? Era partito anche Lui. Sarà stato colto dalla morte Ultima? " il Principe De Medici continuava a snocciolare quei nomi degni di una dinastia di rampolli, e poi eccolo, che il Prosperi venne citato dall'imperiosa bocca dell'Anziano Sforza: " Si dichiara che Angelo Prosperi, Ancilla del Clan Brujah, viene riconosciuto come disertore della Battaglia di Vasto, Usurpatore delle Terre di Ascoli, Traditore della Camarilla. In merito a tali accuse viene spogliato dei riconoscimenti ricevuti dalla Camarilla e viene chiamata Caccia di Sangue su di lui, sulla sua discendenza, su coloro che sottostanno alla sua Baronia e su coloro che tenteranno di proteggerlo o nasconderlo. " Il terrore colse molti, dopo la dichiarazione dell'Anziano, sopratutto quando quel foglio di sangue fu fatto passare sotto le loro mani, per sottoscrivere uno ad uno la condanna a morte di quello che ora era l'Anarchico Prosperi.
Ma nessuno fiatò quando il Neo Principe di quella Camarilla della Terra Lupis, chinò il capo innanzi a loro, ma attorniata dalla sua neo eletta corte, e disse “ Questa è la Mia Corte, Miei Anziani. La Terra Lupis è il Nostro Principato, tutto. Noi lo governeremo, in nome della Camarilla “. Nessuno fiatò quando gli Anziani annuirono alla richiesta di queste Ancillae, ed i festeggiamenti proseguirono per tutta la notte.
Ma le voci su Prosperi si sentivano, si sentivano ancora: tutti cercarono di capire cosa fosse questa Battaglia avvenuta a Vasto, molti cercarono di capire come Prosperi tentò di disertare dal gruppo dei Sette, dello scontro efferato che ebbe con la "Generalessa" Mancini nel bel mezzo della guerra, tanto da compromettere le sorti di quella che fu ugualmente una sanguinosa vittoria, di come egli girò le spalle agli Alfieri e conquistò Ascoli per sè, per la sua Baronia, dichiarandosi Anarchico. Tale affronto, che ora è stato punito così severamente.
Ora la Terra Lupis è libera, i lupini non hanno più osato attaccare nessun Cainita che si è avvicinato al Territorio, anche quando erano in semplice visita. Sono passati pochi giorni, ma è stato tanto il clamore che ha suscitato la conquista di quella terra dimenticata persino da Caino. Il Principato ha emanato un annuncio, per invitare tutti quei fratelli che intendono dar inizio ad una nuova vita, a giungere presso di loro. “ Il Principe Mancini dà il benvenuto a qualunque fratello o sorella, rispettoso della Camarilla, voglia giungere presso queste Terre e far sì che le fondamenta della Torre d’Avorio diventino più profonde “ così ha detto il Capo delle Arpie, Bonaventura, in una delle sue lettere ad uno dei tanti Principati invitati “ La calamità del Lupini è oramai un vecchio ricordo, il Sabbat una placida distrazione, gli Indipendenti quando giungono da noi sanno che devono chiedere il bene placido della Camarilla. Abbiamo fatto un buon lavoro, ma un buon lavoro è tale solo se lo si condivide con gli altri. “
Alcuni fratelli si stanno già muovendo in direzione della Terra d’Abruzzo, invitati al grande incontro che si terrà presso l’Elysium che verrà indetto nella città di Capestrano, ben lontana da Teate Maxima ( l’attuale Chieti ) dove è stato stabilito l’Elysium permanente della Terra Lupis. Ma chi vorrà essere accolto come cittadino, avrà la possibilità di presentarsi alla corte della Mancini, chi vorrà essere solo ospite come tale sarà rispettato … e chi giungerà a piantar grane, troverà ciò che cerca.
GdrID: 4510
Data Pubblicazione: 13/07/2013
Ultimo Aggiornamento: 27/04/2018
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