Le Terre di Misterya
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Le Terre di Misterya
URL:
http://www.misterya.it
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Categoria: Multi User Dungeon
Genere: Fantasy
Stato: Chiuso
Email:
mostra
Descrizione:
La Genesi della creazione del mondo di Misterya
I Neri Vampiri arrivarono ed il cielo si oscurò per sempre. Una breccia era stata aperta da qualche stolto nel muro invisibile che divide i regni incorporei, regni di sangue e malvagità che gli antichi Dei avevano sigillato dopo molte lotte, ora le catene erano state spezzate e le orde malvagie stavano riversandosi in ogni dove, distruggendo e succhiando le vite d'ogni essere, lasciando dietro la loro avanzata solo morte e distruzione come fossero sciami di cavallette affamate e incontrollabili, si materializzavano dal nulla o sbucavano dai recessi della terra, come un fiume in piena. Nulla poteva contrastarli neanche gli Dei, forze arcane e sconosciute donavano a questi esseri poteri incommensurabili, il Male era in loro, l'essenza del Male più potente e sanguinario, incontrollabile e cieco, senza alcuno scopo, marciavano sulla terra fagocitando energia con la fame accumulata in milioni d'anni d'esilio, la furia della distruzione senza scopo e senza ragione stava distruggendo tutto, presto, molto presto avrebbe regnato solo il silenzio della Morte. Ogni giorno, ogni minuto il male avanzava, ed una coltre di putredine ricopriva il tutto, maghi, guerrieri tra i più forti si provarono ad arrestarla ma furono spazzati come fuscelli, semplici sassolini senza importanza sul cammino del mostro più spaventoso che il mondo avesse mai visto, il Male che si nutriva dell'Odio e della Distruzione da lui stesso provocata e quindi rafforzato ad ogni passo! La fine era vicina e le speranze perse…nessuno avrebbe mai potuto fare nulla, neanche gli Dei a quanto pare, e il popolo li malediceva soccombendo e vomitando sangue. Gli Dei si guardarono l'unaltro, gli occhi senza espressione, rassegnati e pronti all'ultimo atto. Si misero in cerchio intorno alla vasca di madreperla ed evocarono il Pugnale del Limbo. La Sala del Sacrificio non era mai stata aperta prima di allora, e mai avrebbe dovuto esserlo, ma ora era venuto il momento di fare qualcosa per il mondo che sotto di loro urlava e gemeva moribondo, quello stesso mondo che per gioco avevano creato e imparato ad amare e del quale si erano assunti la responsabilità della difesa dalle orde del Male Supremo e incontrollato. Nell'aria risuonavano le grida di morte, i rantoli dell'agonia, il terrore e la sconfitta imminente, non potevano indugiare oltre…il pugnale brillò nella luce delle loro auree, si strinsero in cerchio, socchiusero gli occhi e iniziarono a recitare l'antica formula, parole che nessun orecchio aveva mai sentito, una lingua sconosciuta e misteriosa, un suono ipnotico che saliva come brezza leggera, si gonfiava come vento di tempesta ed esplose in uragano. La lama del pugnale vibrò, si accese come metallo incandescente, le rune rosse sprigionarono fasci di luce che in un attimo trafissero tutti gli Dei contemporaneamente ed assolto il suo compito il pugnale si disintegrò senza lasciare traccia alcuna, i corpi brillarono e dalle loro bocche socchiuse energia fluì fuori e si riversò nella vasca fino a riempirla, poi il silenzio, l'immobilità, e uno ad uno caddero a terra e scomparirono per sempre. Nessun suono attraversò l'aria per un istante che parve eterno, poi nella vasca di madreperla qualcosa si mosse, un'increspatura sulla superficie dell'energia luminescente, un rombo di tuono spezzò il silenzio e in un'esplosione di luce liquida il nuovo Dio sorse in vita, Primax Dio e Creatore della Materia, essenza primigenia del Tutto, colui che era nato dall'unione del Potere Immortale era in piedi, brillante di luce e di forza e pronto a sconfiggere il male. I Vampiri avanzavano, oramai era questione di minuti, la distruzione incombeva e le popolazioni furono spazzate via una dopo l'altra. Intere generazioni, cancellate per sempre e dimenticate nell'arco di un istante. Quando avessero terminato gli esseri viventi i Vampiri si sarebbero diretti al cuore della terra, per succhiare anche l'energia del mondo che ora calpestavano e l'avrebbero abbandonata come un guscio vuoto per dirigersi altrove e seminare ancora morte e distruzione. Gli ultimi eroi attendevano il loro fato su una collina, osservando l'avanzata dell'Orda tra la polvere ed il fuoco che al suo passaggio si alzava.Le grida di morte rimbombavano nelle loro orecchie, si strinsero a formare un compatto gruppo e quando ritennero che lo scontro non poteva essere rimandato oltre, si gettarono urlando all'attacco, disperati e pronti a morire. La battaglia durò pochi istanti e anche quei valorosi morirono, quand'ecco che un fulmine si schiantò a pochi passi dal più mostruoso dei Vampiri e mentre l'ultimo eco del tuono si spegneva, dalle volute di fumo azzurrino che si levavano dal terreno bruciato, una sagoma apparve imponente e minacciosa.
Primax osservò i corpi degli ultimi abitanti del mondo, e lentamente girò lo sguardo verso i Vampiri che a pochi passi da lui sbavavano e ringhiavano infastiditi dal suo arrivo. Gli occhi del Dio divennero lucenti e bianchi, il volto si oscurò d'ombra, e con un urlo che fece smuovere il cuore del mondo evocò la Spada della Distruzione che gli apparve di fronte portata dal fulmine. I mostruosi esseri si strinsero pronti all'attacco, ringhia sommesse e brontolii annunciarono la lotta e quando il più grosso si gettò in avanti gli altri lo seguirono. Primax impugnò l'arma e roteandola furioso spazzò via le loro immonde vite, ad ogni colpo decine di teste rotolarono, sangue nero schizzava sul terreno e corpi mutilati cadevano come fantocci. Si muoveva con forza e determinazione e in breve anche l'ultimo Vampiro cadde. Si fermò senza che un solo sospiro d'affanno gli smuovesse il petto, contemplò per un istante la terra coperta di corpi, abbassò lo sguardo sulle sue mani coperte di sangue nero rappreso e lentamente, come a fare calma nella sua mente, senza alzare il capo, mosse il suo sguardo abbracciando la fissità della distruzione che aveva lacerato il mondo.
Non un rumore, neanche un alito di vento, il silenzio e null'altro regnava, la vita era stata spazzata via. Primax alzò la spada che in uno sbuffo di fumo scomparve, lentamente si avvicinò ai corpi degli ultimi guerrieri, li guardò lungamente…erano eroi, si erano battuti fino alla fine, avevano cercato di resistere ma erano stati sopraffatti, ognuno di loro aveva sacrificato la propria vita sapendo con certezza che sarebbe morto, ma avevano in ogni modo combattuto. Chiuse gli occhi e rifletté qualche istante, poi con la lama di un pugnale s'incise un dito, ne stillò una goccia di sangue e con essa segnò il capo di due dei più valorosi. Il simbolo sacro scritto con il sangue del Dio brillò con la stessa intensità del sangue divino che gli aveva donato la vita e irradiò il corpo dei due donandogli nuova vita. Dexster e Arthedain, questi i loro nomi, apersero gli occhi e sentendo nuova vita e potere scorrere nei loro corpi si alzarono lentamente guardando l'essere imponente e brillante di luce che li osservava a sua volta. Per la prima volta il Dio parlò: "Io sono Primax, il Creatore, Dio della Materia e del Tutto, nato dal sacrificio degli Dei Primordiali per fermare le orde del Male, vi ho donato nuova vita perché con il vostro aiuto ricreerò questo mondo che ora giace immobile nella Morte, da oggi sarete con me i fautori della Rinascita e doneremo nuova vita a queste lande desolate e coperte di sangue immondo. Sarete con me i Creatori e veglieremo sulle nuove creature, assicurando la pace. Arthedain tu sarai il Dio dell'Indefinito e delle forze nascoste ed incorporee che pure mettono in moto ogni essere, tuo sarà il compito di governare il mondo dell'Anima, il mondo nascosto agli occhi dei futuri mortali, il mondo del Potere. Dexster tu, invece sarai il Dio della Giustizia, della forza della Ragione e del Discernimento, governerai le creature con equilibrio in modo che non cadano più nel caos e nell'oblio delle forze del Male, che dell'Odio e dell'Ingiustizia mortale si nutrivano fino a che non hanno preso corpo e distrutto tutto, divenendo i Vampiri che ho sconfitto poc'anzi. Noi daremo nuova vita a questa terra, che ora come tabula rasa aspetta la nostra opera, ne saremo i Creatori e veglieremo su di essa e sulle nuove creature che l'abiteranno." Dexster e Arthedain annuirono sentendo che il sangue del Dio aveva deciso il loro destino e il loro ruolo, si affiancarono a Primax e sospinti da forze sconosciute si apprestarono a ricreare da zero un mondo sicuro e in pace. Cominciarono con il cancellare ogni segno della distruzione che i Vampiri avevano compiuto, semplici gesti, parole sommesse facevano sparire i corpi mutilati, il sangue e i villaggi distrutti, come un foglio sul quale si cancellino gli errori, i Creatori cancellarono ad ogni passo le vestigia del vecchio mondo per ricrearne uno migliore e senza il ricordo di quello che era accaduto. Procedevano lentamente visitando ogni angolo della terra ferita, e grazie al Potere che li animava al loro passaggio tutto era cancellato e rinnovato, sparivano le macerie e villaggi distrutti, sparivano i morti, le antiche razze cancellate, i boschi e le valli dilaniati dalle lotte rinascevano, l'energia fluiva nelle viscere della terra all'avanzare degli Dei, e come se un velo fosse tolto lentamente dalla distruzione per incanto sorgeva la vita della natura e la pace. Nel loro cammino arrivarono in una valle dove scorreva un fiume rosso del sangue dei corpi che vi erano riversi, si guardarono desolati intorno, e già si apprestavano a rimuovere il tutto con un gesto quando un gemito li fece insospettire, sotto un cumulo di corpi qualcosa si muoveva ed attirò la loro attenzione. Si avvicinarono perplessi e notarono un guerriero che con occhi iniettati di sangue li guardava impaurito. Aveva il collo lacerato da un morso di Vampiro ed era completamente ricoperto di sangue, ma dalla sua armatura si notavano le insegne di quello che una volta era il Regno più florido ed importante del mondo, i suoi gradi erano quelli di generale supremo e doveva aver combattuto come un leone per restare vivo fino a quel momento vedendo tutti i suoi compagni perire intorno a lui. I Creatori si avvicinarono e lui come un animale ferito ringhiò tirandosi indietro strisciando a terra, parole sconnesse e confuse uscivano dalle sue labbra come se due personalità riunite in uno stesso corpo lottassero per il predominio.
Era stato infettato dal Male che scorreva nel suo sangue, trasmessogli dal morso di un Vampiro, ma era sopravvissuto invece di morire e la sua anima fiera lottava per non soccombere al bieco mostro che stava divenendo. Primax guardò il guerriero che lottava per vivere, lo sguardo fiero dei momenti di lucidità e gli occhi iniettati di sangue che lo scrutavano, vedeva la lotta interiore di quell'uomo e ne fu colpito e affascinato. Si girò allora verso Dexster e Arthedain e poiché loro menti comunicavano ancor prima di parlare essi annuirono, dovevano fare qualcosa. Primax, Dio della Materia, avrebbe curato il corpo del guerriero mentre Dexster e Arthedain gli avrebbero infuso la forza di lottare contro la parte malvagia e il potere di rinchiuderla per sempre. I Creatori chiusero gli occhi, e quando li riaprirono tre fasci di luce intensa colpirono il guerriero illuminandolo. Poi Dexster, come aveva fatto Primax con lui, incise le sue carni e con una goccia del suo sangue segnò il capo del guerriero, questi si illuminò percorso da nuova vita e potere e quando la luce sparì, si mostrò ai creatori guarito nel corpo e vittorioso sull'influenza maligna che lo divorava fino a poco prima. Guardava i Creatori con sicurezza e si inginocchiò consapevole di quanto stava accadendo di fronte a loro. Dexster parlò al guerriero:" Io Dio della Giustizia ti infondo nuova vita e potere, hai lottato contro il male con stupefacente fermezza anche quando ti scorreva nelle vene, hai dimostrato di essere più di un semplice generale d'Armata ma un animo nobile e raro, poiché la giustizia deve molto spesso accompagnarsi alla forza delle armi e poiché i miei fratelli Creatori ritengono che in te risieda un animo superiore, da oggi sarai Dio della Guerra, veglierai sui mortali perché le loro battaglie siano sempre giuste e difenderai il mondo con la tua forza se il male che ora tu conosci così bene, poiché per metà sei del Regno Oscuro, dovesse ripresentarsi. Con la tua forza hai domato il Male dentro di te, con il potere che ti abbiamo donato userai la conoscenza del male per la difesa del bene, e sarai immortale per vegliare sul nuovo mondo in eterno." Il nuovo Dio annuì piegando il capo e inginocchiatosi davanti ai Creatori giurò:" Io Pojus, Dio della Guerra mi piego al vostro volere che riconosco come fautore della mia nuova vita, e che la mia spada difenda sempre il bene e la Giustizia." Si unì dunque ai Creatori e procedettero nel cammino della ricostruzione. Percorsero intere leghe operando nella cancellazione dei resti della distruzione fino ad arrivare ai Ghiacciai Eterni che svettavano sulle montagne impervie al limite dei regni un tempo abitati e ora persi nella memoria del nulla. Sospinti da una forza misteriosa giunsero nel luogo che aveva visto la prima apparizione dei Vampiri, una caverna profonda scavata nella roccia del monte più alto, giunti di fronte all'entrata trovarono il corpo di un uomo che il freddo e il ghiaccio aveva conservato intatto. Sicuramente era stato il primo a cadere sotto l'attacco ma ciò che più incuriosì gli Dei fu il come si trovasse li, in quel luogo lontano e inaccessibile? Arthedain, Dio dell'Indefinito osservò la rigidità del corpo e con un gesto lo voltò scoprendo che era dotato di ali, e capì che era della razza oramai scomparsa degli uomini che avevano il dono di volare. Primax indicò un foglio di carta che spuntava dalla bisaccia dell'uomo che giaceva nel freddo della morte e Arthedain, presolo, iniziò a leggerlo.
"Io Thalion ultimo del mio popolo voglio tentare di oppormi alle orde di esseri, che stanno invadendo le nostre terre, il mio villaggio e' stato spazzato via a nord della catena dei monti, sono stati tutti sterminati…sono solo. Sono stanco e stremato, ho volato per giorni interi, ma voglio provare a ricacciarli indietro, cosa sarei se non lo facessi, solo un codardo… io non sono un codardo, no! Amo questi luoghi, ci sono nato e cresciuto, come potrei non difenderli, i vampiri stanno distruggendo tutto, tutto cede loro il passo gemendo nella morte. Le aquile con le quali volavo sono estinte, sono solo, sono l'ultimo. E come ultimo mi sacrifico. Chiunque legga queste parole sappia che non sono un codardo…."
Thalion
La mano che aveva vergato quelle parole non era tremante ma decisa, gli Dei Creatori capirono che aveva resistito finché aveva potuto, ma la sua energia era stata risucchiata ed era infine caduto, nel posto che più di tutti amava, i Ghiacciai Eterni. Arthedain, Dio dell'Indefinito, apprezzò a tal punto la forza interiore di quell'essere che era andato ad apporsi al male gettandosi in pasto ai Vampiri per proteggere i luoghi che amava, che guardò gli altri Creatori e loro collegati mentalmente annuirono al suo volere, egli si incise un dito e come i suoi fratelli prima di lui segnò con il suo sangue la fronte del corpo che nella fissità della morte era stato risparmiato dalla corruzione della carne. La luce si sprigionò dal simbolo e irradiò il corpo che riprese l'aspetto della vita, nuovo potere e nuova forza ridiedero energia al nuovo essere e quando la luce sparì era in ginocchio di fronte agli Dei Creatori con le ali spiegate. Arthedain prese questa volta la parola e si rivolse all'uomo alato:" Giovane Thalion, ti sei opposto ultimo della tua razza all'avanzata del male, la tua forza interiore ti ha portato dove nessun'altro ha osato avventurarsi, qualcosa di indefinibile ti ha permesso di lottare, l'amore per questi luoghi e la tua forza di volontà, perciò trovo giusto che tu possa difendere in eterno ciò che tanto adori, da ora sei Dio dei Ghiacci Invernali e questi luoghi saranno il tuo regno così come le genti che lo popoleranno saranno sotto la tua diretta responsabilità, noi Creatori daremo nuova vita alla terra martoriata dal Male e una nuova genia di Dei ci affiancherà, perciò da oggi ci accompagnerai nella ricostruzione e nella difesa di queste terre." A queste parole Thalion abbassò il capo sorridendo e si affiancò poi alla schiera Divina che procedette nel viaggio per infondere nuova vita e vigore al mondo appena nato. Molti furono i giorni e le notti che videro gli Dei e i Creatori all'opera, al loro passaggio il vecchio era cancellato e la vita esplodeva rinnovata o inedita. Nacquero nuove razze, e altre furono migliorate, ma il lavoro e' solo cominciato, dalla mente dei Creatori prendono vita talmente tante cose che sarebbe difficile sapere quando si fermeranno, sappiate solo che vegliano su queste lande ricche di tesori invisibili ad un superficiale osservatore. Le genti li osannano e invocano i loro nomi trovando risposta alle preghiere, ma dura è la punizione per chi contravviene alle regole che hanno, essi, imposto per mantenere la pace. Tanti sono i nomi dati dai vari popoli a questo mondo nuovo, nelle loro lingue, ma uno solo e' il nome donato dai Creatori a queste lande… Misterya!
GdrID: 1031
Data Pubblicazione: 16/12/2010
Ultimo Aggiornamento: 05/01/2016
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