
Negli ultimi tempi, sembra quasi che la partecipazione degli italiani al gioco d’azzardo su internet sia in continuo movimento. Piattaforme, smartphone, leggi che stringono sempre di più la vite: gli equilibri cambiano di anno in anno, forse perfino di mese in mese. Il successo del gioco online è ormai sotto gli occhi di tutti, anche se dietro ai numeri c’è una mappa delle differenze piuttosto intricata.Da un lato le regole nuove stanno sostenendo la crescita, tuttavia sono le caratteristiche dei giocatori, per età, genere, provenienza, a raccontare una storia meno lineare. Esistono differenze piuttosto marcate tra diverse generazioni, uomini e donne, Nord e Sud... Il poker online si trova esattamente al crocevia di questi cambiamenti, con dinamiche dove tecnologia, cultura e regole convivono e spesso si scontrano secondo dati pubblici di settore. Profili demografici tra età e generiSe si guarda alla fascia tra i 25 e i 39 anni, i dati sembrano indicare che questa sia ancora la categoria più stabile: ben il 40,6% dei giocatori a basso rischio proviene proprio da qui, almeno secondo l’Istituto Superiore di Sanità. Ma ci sono anche nuovi volti che entrano in scena. Prendiamo la Generazione Z, ad esempio, ragazzi tra i 14 e i 19 anni. Il loro rapporto con il gioco non è affatto semplice: tra 2020 e 2021 il 42% avrebbe scommesso almeno una volta, meno rispetto al 54% del 2014. Così, mentre tra i più giovani si osserva un leggero calo, l’interesse pare aumentare tra gli adulti più avanti con gli anni. Gli over 65? Ancora una piccola minoranza online, appena il 3%, anche se in crescita, specie in alcune aree come Sud e Nord-Ovest. Si notano differenze nette anche tra uomini e donne: più della metà degli utenti sono uomini (51,1%), le donne non arrivano al 35%. Tuttavia questo quadro si ribalta tra chi vive situazioni di gioco problematico: lì, la percentuale femminile sale sopra il 52%, il che lascia pensare che le difficoltà con il gioco tendano a colpire entrambi i generi, anche se non sempre in modo prevedibile o lineare. Geografia del fenomeno e concentrazione territorialeGuardando alla mappa, le abitudini non sono affatto uniformi tra le province italiane. In particolare nel Sud e nelle isole, gli over 65 sembrano avere una partecipazione più alta rispetto al resto d’Italia, anche se l’eccezione vera pare essere Isernia: qui nel 2024 la giocata media pro capite supera i 4.200 euro e la tendenza, almeno adesso, è destinata a crescere ancora. Alcune province del Nord-Ovest presentano situazioni simili, suggerendo... una certa predisposizione territoriale a puntare importi elevati, forse? Il fenomeno online, e in particolare il poker online, rispetta questa mappa: si giocano di più le piattaforme digitali dove i servizi bancari e tecnologici sono più accessibili. Considerando gli ultimi dati, il volume nazionale supera i 136 miliardi di euro all’anno; la fetta online, nel 2024, era già al 58,5%. Diverse province, forse preoccupate o semplicemente caute, stanno mettendo in campo task force per seguire meglio il fenomeno digitale, specie tra chi inizia adesso o è sotto la maggiore età. Regole fiscali, crescita del mercato digitale e limiti normativiA proposito di numeri, nel 2022 il mercato tricolore ha segnato un incremento sorprendente: il volume giocato è salito del 22% rispetto all’anno prima. Pare che la crescita sia legata soprattutto alle piattaforme online, che secondo alcune stime potrebbero arrivare a coprire quasi il 62% del settore entro il 2026. C’entra di sicuro anche il regime fiscale, che in rete appare più favorevole rispetto alle sale fisiche: meno tasse, più margine per innovare e spingere verso soluzioni tecnologiche, forse anche una maggiore agilità nell’adeguarsi alle norme europee. Tutto ciò offre agli operatori la possibilità di puntare su interfacce digitali più curate, sicurezza delle transazioni, campagne pubblicitarie più “responsabili” e, chissà, la facilità di accesso da ogni device. A trarne vantaggio maggiore sembra esserci la fascia 18-34, spesso indicata come quella che trascina davvero il mercato digitale. Nel frattempo, i dati dicono che la spesa media pro capite online sfiora già i 2.162 euro annui, con previsioni che parlano di una crescita vicina a 2.400-2.500 nei prossimi anni, almeno secondo quanto riportato da Giochi Play by Chat. Il contesto sociale e familiare come variabile chiaveTirare le somme sui dati di genere, età o territorio senza tener conto del contesto sociale rischia di restituire un quadro un po’ impoverito. Convivere con familiari o amici che giocano spesso sembra far aumentare notevolmente la possibilità di avvicinarsi al gioco, ma… tra gli studenti, c’è anche una correlazione con il rendimento scolastico: voti bassi e gioco d’azzardo vanno spesso insieme. Nella cosiddetta Silver Age, invece, entra in gioco, scusate la ripetizione, il tema della solitudine o della scarsa soddisfazione personale come fattore di rischio. Secondo una ricerca Nomisma, chi attraversa situazioni sociali più fragili dimostra una maggiore propensione a sperimentare il poker online come modo per sfuggire, almeno temporaneamente, a problemi della vita quotidiana. Ecco forse perché, al di là delle cifre o delle percentuali, il fenomeno tocca anche contesti poco convenzionali, distanti dal cliché dell’utente-tipo. Consapevolezza e responsabilitàIl poker online e il gioco d’azzardo sulla rete non rappresentano più un settore per pochi esperti o appassionati. Ormai tutte le fasce d’età e praticamente ogni regione sono coinvolte, anche se occorre sottolineare quanto sia cruciale mantenere un atteggiamento consapevole. Riconoscere i propri limiti, informarsi in anticipo, diffidare da eccessi di sicurezza… Tutto questo pare essere ancora il modo migliore per non incorrere nei rischi peggiori.Le campagne di prevenzione restano importanti, certo, così come l’educazione e la responsabilizzazione, ma il margine di rischio, quello individuale e sociale, non va mai sottovalutato. Alla fine, mantenere il gioco come puro intrattenimento, senza oltrepassare certi confini, probabilmente rimane il punto centrale. Anche se, ammettiamolo, la linea non è mai stata poi così netta.