Criminal Obsessions
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Nome Gioco: Criminal Obsessions
URL:
https://criminalobsessions.forumcommunity.net
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Categoria: Play by Forum
Genere: Crime
Stato: Chiuso
Descrizione:
Il fenomeno dell’omicidio seriale e dei serial-killer, sebbene diffuso in tutto il mondo, solo negli ultimi anni è stato oggetto di studi più approfonditi e rilevazioni statistiche più o meno discordanti tra loro.Il paese più interessato dal fenomeno sono Gli Stati Uniti d’America, dove gli agenti dell' F.B.I. che si occupano di questo fenomeno stimano, in maniera ufficiosa, che vi siano dai trentacinque ai cento serial killer attivi. Questo paese è al primo posto per quanto riguarda le statistiche di graduatoria dei paesi colpiti da questo fenomeno, dando i natali al 55% dei serial-killer mondiali, seguito dal Regno Unito (6%) e Italia (5%).Per quanto riguarda la tipologia degli assassini seriali, la maggioranza di loro agisce individualmente (72% circa), mentre i serial-killer che agiscono in coppia o in gruppo si attestano su percentuali minori (12 e 16%); In Italia gli assassini seriali che agiscono in gruppo sono, in percentuale, meno presenti (intorno all'8%).
Relativamente, invece, al sesso, la stragrande maggioranza degli assassini seriali sono uomini (84%). Rispetto al delinquente comune, che normalmente utilizza un'arma da fuoco, nel serial-killer la percentuale di chi impiega questo mezzo di offesa si abbassa: si nota una certa predilezione per il contatto con la vittima; questo ci è dimostrato dalla ampia percentuale di strangolamenti, soffocamenti, annegamenti e dal massiccio uso di armi bianche. È da sottolineare che le donne rispetto agli uomini prediligono l'uso di sostanze venefiche come mezzo di offesa (66% circa).Il serial-killer tipico è in sostanza, un uomo giovane: al momento del suo primo delitto ha, in media dai venti ai trenta anni. È generalmente un soggetto di razza bianca (per l'83% dei casi), che, se eterosessuale, attacca di preferenza le donne (55% circa). Uccide le sue vittime in un territorio ben definito, una città o uno Stato, nelle vicinanze del luogo in cui abita nel 63% dei casi. È nomade nel 29% dei casi e può assassinare una persona in diversi Stati. Infine, può uccidere in casa propria o sul posto di lavoro, nell'8% dei casi per gli uomini, nel 29% dei casi per le donne.Partendo da questo tipo si statistiche sono state effettuate delle classificazioni dei serial-killer secondo peculiarità di modus operandi, territorialità, staging, e la cosiddetta Signature (firma).
Il modus operandi di un criminale si riferisce alla modalità con la quale egli mette in atto il comportamento illecito e riassume i passaggi necessari al compimento del reato; è un comportamento appreso, dinamico, ed in continua evoluzione, difatti può cambiare in più punti nel corso della serie di crimini. Il modus operandi, e soprattutto la sua analisi, è di fondamentale importanza per il case-linkage.
La signature (firma) costituisce il biglietto da visita di un criminale violento,e va oltre a ciò che è strettamente necessario per mettere in atto il crimine, costituendo parte unica e originale del comportamento del criminale. Le fantasie patologiche dell’aggressore spesso portano alla genesi di un crimine violento, preceduto da un lavoro di immaginazione sempre più ampio, e con il passaggio all’azione criminale alcuni aspetti del delitto rivelano elementi di unicità, oppure segni di ritualità riconducibili alle fantasie dell’aggressore. Il nucleo del comportamento ritualizzato dell’aggressore, che ne costituisce la firma, rimane sostanzialmente invariato nel susseguirsi degli eventi criminosi, sebbene anche in questo caso si può verificare una evoluzione di questo comportamento nel corso del tempo e dei crimini. Di fondamentale importanza nell’analisi di un omicidio seriale, è il distinguere gli aspetti attribuibili al modus operandi da quelli attribuibili alla signature del criminale. Le modalità con cui l’aggressore si occupa del corpo della vittima possono essere di volta in volta attribuite a caratteristiche del modus operandi o alla firma dell’assassino; tali modalità possono essere così riassunte:
Posizionamento: Quando il cadavere della vittima è abbandonato in una certa posizione e/o in un luogo che faciliti il suo ritrovamento.Con questa pratica il killer intende dergradare la vittima, umiliandola e provocando uno shock e chi scoprirà il cadavere o parti di esso.
Occultamento: Nascondere il corpo della vittima per ritardare il più possibile il suo ritrovamento, può indicare una conoscenza fra vittima e l’autore del crimine.
Scaricamento: Il corpo della vittima è abbandonato in un luogo qualsiasi; questo comportamento indica l’assenza di un collegamento tra la vittima e l’autore del crimine; la rapidità della scoperta del corpo è di secondaria importanza, per il criminale, rispetto alla possibilità di essere colto nell’atto di disfarsene.
Lo Staging: Con il termine staging si intende la deliberata alterazione della scena del crimine prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Sono due le ragioni principali che inducono questo comportamento che non sempre è messo in atto dall’autore del reato :
- Depistare le indagini, allontanando gli investigatori dal maggiore sospettato;
- Proteggere la vittima, o la famiglia della vittima.
Generalmente il responsabile dello staging è legato alla vittima da qualche tipo di vincolo o relazione. Egli nel primo caso, il depistaggio, tenterà di indirizzare altrove gli sforzi investigativi, deviandoli dal principale sospettato. Nel secondo caso, che è più tipico delle vittime di omicidi a sfondo sessuale o di autoerotic fatality, spesso il conoscente, l’amico o il parente della vittima può intervenire modificando la scena del crimine per evitare che il cadavere venga rinvenuto in pose e situazioni degradanti umilianti o comunque sconvenienti per la società.L’attività di staging può riguardare anche l’autore dell’omicidio che voglia far attribuire il reato ad una personalità disorganizzata e impulsiva, oppure ricondurre l’omicidio all’interno di un differente reato (ad esempio simulando una rapina, o un furto).Sempre nell’ambito di questo fenomeno può verificarsi una ulteriore evenienza denominata undoing, si tratta della deliberata modificazione della scena del crimine da parte dell’omicida che sente il rimorso per quello che ha fatto e simbolicamente cerca di porvi rimedio. Può quindi spostare il corpo, ricoprirlo, ripulirlo o disporlo in una posizione meno degradante.
Nel 1988 J.Norris affornta il problema dei serial-killer da un punto di vista bio-sociologico (J. Norris, 1988), secondo l’Autore la dipendenza del serial killer dal crimine, è una dipendenza da uno specifico schema criminale, uno schema criminale che ben presto diviene lo schema di vita del killer. Ogni serial killer ha incorporato l’atto omicida in un rituale psicologico in cui, la vittima scelta, il modus operandi, la firma, le torture, l’atto di morte, e la disposizione del cadavere sono tutti aspetti di un medesimo schema criminale. Questo schema che il killer segue compulsivamente può essere riassunto in un modello a fasi:
- Fase aurorale;
La fase aurorale può durare da pochi giorni ad interi mesi, ed essa è una sorta di stato allucinatorio in cui il killer sogna ad occhi aperti e diviene progressivamente sempre meno sensibile agli stimoli esterni. Questa fase si manifesta molto spesso, nel caso dei serial killer, in una sorta di momento dominato dalla fantasia, in cui il soggetto passa tutto il tempo a fantasticare sugli omicidi, sugli atti violenti, in cui la mente del criminale resta dominata dalle visioni violente prodotte dalla fantasia. La fase aurorale è altresì una sorta di portale con due uscite. Da una parte c’è il mondo normale, in cui le convenzioni sociali, i ruoli e le regole, sono rispettati. Dall’altro lato c’è il mondo del killer, un mondo fatto di atti compulsivi, dominato dalla fantasia violenta, in cui non esistono regole e ruoli da rispettare, ma semplicemente i bisogni istintuali da soddisfare, senza mediazione e senza controllo.
- Fase del puntamento;
Nel momento in cui il killer è entrato nella fase aurorale, mosso dalla fantasia, inizia l’ingresso nella seconda fase, quella della ricerca di una nuova vittima. Ogni killer ha la sua vittima ideale. Questa fase non è una ricerca casuale di una vittima, ma una ricerca compulsiva e cosciente del target vittimologico preferito dal killer. Questa fase che può durare anche molto tempo, porta il soggetto in uno stato di frenesia, attenzione eccessiva e paranoia, il killer è entrato in una nuova fase che dominerà ancora di più tutta la sua vita e le sue attività. In questa fase non deve farsi rientrare solo la ricerca della vittima, perché quando la vittima viene trovata difficilmente è immediatamente aggredita, inizia infatti una nuova attività del killer, quella dello stalking, in cui la vittima è seguita in ogni suo movimento, finché il killer non riterrà essere arrivato il momento per attaccare.
- Fase della seduzione;
La maggior parte dei serial killer attacca le proprie vittime conquistando la loro confidenza ed attirandole in una trappola. Non mancano, tuttavia, i casi in cui il killer agisce attraverso un blitz improvviso e di forza che immobilizza la vittima, ma molto più spesso tra la vittima ed il killer esiste un momento di interazione che può andare da pochi secondi ad intere ore. I serial-killer sono selettivi nella scelta delle vittime, che in linea di massima sono avvicinate solo quando il killer è convinto di trovarsi in una posizione favorevole. Non è raro che le future vittime siano ingannate dal fascino del killer, dalla loro capacità di relazionarsi e manipolare il prossimo, dalla credibilità delle loro storie inventate che servono ad abbassare le difese naturali che ognuno utilizza quando si rapporta ad uno sconosciuto.
- Fase della cattura;
La cattura rappresenta la fase intermedia tra quella precedentemente descritta e quella successiva che è quella dell’omicidio. Essa rispecchia il Modus Operandi, e cioè la tecnica scelta dal killer per porre materialmente la vittima nelle proprie mani. Se la fase precedente serviva ad avvicinare la vittima e a tranquillizzarla, questa fase scatta quando il precedente risultato è stato raggiunto, quando cioè la vittima è stata attirata nella trappola ed il killer sa che la vittima non ha più vie di scampo. Il modo in cui materialmente questa cattura avviene differisce da soggetto a soggetto, e ciò perché la modalità fa parte della fantasia violenta del serial-killer, e segue dunque uno schema personale.
- Fase dell’omicidio;
L’omicidio è il culmine della fase di eccitazione provata dal killer, è il momento in cui il killer trionfa, domina, denigra un altro essere umano, è il momento in cui sono raggiunti gli obiettivi che il criminale si prefiggeva attraverso la commissione del crimine: potere, dominio, orgasmo, soddisfazione, rilassamento dalla tensione, denigrazione dei suoi simili, vendetta. E’ l’unico momento in cui questi soggetti possono guardare in faccia i propri demoni senza paura
- Fase totemica;
Dopo l’omicidio la fase di eccitazione svanisce molto presto, facendo scivolare il killer in una nuova fase depressiva. Per ritardare questo momento e preservare la fantasia, quasi tutti i serial-killer sono soliti prendere degli oggetti totemici, che serviranno a prolungare il loro sentimento di potere e trionfo. Per tale motivo alcuni killer rubano oggetti appartenenti alle vittime, oppure oggetti che si trovavano sulla scena del crimine. Spesso, per lo stesso motivo, il killer preferisce asportare una parte del corpo della vittima e portarlo via con se, in modo da preservare quanto più possibile il senso di trionfo. In questa fase la vittima è trasformata da una creatura simbolica a simbolico trofeo, un trofeo che l’omicida spera gli possa trasmettere per sempre quel senso di potere e trionfo provato al momento dell’omicidio.
- Fase depressiva;
La maggior parte dei serial killer catturati ha confessato che attraverso gli omicidi non è riuscita a raggiungere quella pace interiore che da essi ricercava, anzi, molti di essi riferiscono di un sentimento di vuoto e smarrimento subito dopo gli omicidi. La ragione di tutto ciò sta nel fatto che l’omicidio è semplicemente la ritualizzazione di una fantasia, una volta che la vittima è stata uccisa, la fantasia del killer si perde, la vittima non riesce più a rappresentare quello che il killer pensava poetesse rappresentare per sempre. Il killer non riesce, come sperato, a cancellare il passato, e ciò perché il killer si odia molto di più di quanto possa odiare le sue vittime. Il killer non è riuscito a riaffermare la fiducia in se stesso, ne a raggiungere quel senso di adeguatezza che non ha mai provato, ne ha ripreso il controllo sulla sua vita, anzi attraverso la tortura di una vittima indifesa non solo non ha esorcizzato i vecchi fantasmi, ma ha risvegliato sentimenti rimossi, quelli di quando lui stesso si è trovato, durante l’infanzia e l’adolescenza, nella posizione della vittima indifesa. A questo punto il killer cade in una fase di grande depressione, che tenta di tenere a bada con la fantasia, con il ricordo dei suoi trionfi di morte, che gli servono per mantenere ancora un minimo di controllo sulla sua vita, ma che lo immettono di nuovo all’inizio della prima fase, pronto per un nuova fase aurorale e compulsiva che lo riporterà all’omicidio.
GdrID: 6232
Data Pubblicazione: 24/03/2015
Ultimo Aggiornamento: 27/04/2018
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