Deeptown Asylum Psychological Gdr
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Deeptown Asylum Psychological Gdr
URL:
https://psychologicalgdr.blogfree.net
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Categoria: Play by Forum
Genere: Moderno
Stato: Chiuso
Email:
mostra
Descrizione:
Dimostrava all’incirca vent’anni, la nostra Celia, alta un metro e settanta, pelle candida e capelli biondi. Aveva lo sguardo assente, bellissima certo ma non felice: era come se nella sua testa volassero tanti pensieri, ma non di certo pensieri felici. Il velo le ricopriva la nuca, tenendole i capelli – che pur tuttavia essendo ribelli, uscivano un po’ da esso – la fronte fasciata e le labbra carnose. Labbra rosee, perfette da baciare. Labbra che solo a guardarle era peccato. Crebbe nella bambagia, nel lusso di una casa di una famiglia nobile, aristocratica ma tremendamente inutile. Ebbero quattro figli e lei era l’ultima di essi, il primo maschio fu avviato alla carriera militare, a sua sorella fu donata tutta la dote e gli ultimi due – lei e Lambert – furono costretti ad intraprendere gli ordini monastici.
Sarai la badessa del convento più famosa del secolo le ripetevano, fin da quando era nata: ogni volta che riceveva delle visite e lei venivano regalati rosari d’oro, veli, copricapi, nulla adatto ad una bambina della sua età: veniva vestita come una vera e propria suora: completamente vestita di nero e qualche merletto bianco decorava tutti quegli eccessi di nero.
All’età di sedici anni la nostra Celia entrò in convento e a ventidue divenne badessa, dopo la misteriosa morte della precedente. Divenuta badessa, sfogò la sua rabbia sulle sorelle, le trattava come se fossero oggetti, inventava ogni giorni punizioni davvero incredibili, punizioni che ancora adesso sono messe in pratica e vantano di pochi in grado di sopportarle. Tutte le suore sapevano che la badessa aveva il diavolo dentro, eppure non si rendevano conto di quanto fosse pericoloso.
Un giorno Celia conobbe qualcuno di veramente più malvagio di lei. Celia si trovò faccia a faccia con l’oscurità.
“Posso aiutarti, mia cara.” Le tenebre l’abbracciarono come una cara amica e da quel momento Celia non fu più la stessa. Se prima era solo una giovane donna con una grande rabbia repressa, adesso Celia era diventata l’ira stessa. Posseduta, venduta alle tenebre, controllata, manipolata, vedetela come volete: fatto sta che Celia divenne un mostro. Allo sguardo severo ed austero si sostituirono occhi languidi, maliziosi ma malvagi e diversi, si disegnò un sorrisetto diabolico ed incredibilmente malvagio.
Il 27 Aprile 1833 il Convento bruciò.
E bruciarono anche delle povere anime.
Tranne Celia. Perché era lei l’artefice dell’incendio.
1920. Gli Anni Ruggenti, gli anni del jazz, gli anni dell'emancipazione femminile, gli anni di Celia, gli anni del suo ritorno dal mondo dei morti, gli anni della fondazione del Deeptown Asylum. Il primo e unico manicomio della piccola cittadina di 300.000 abitanti che sorse ai piedi della collina e che si eresse in tutta la sua imponenza e vastità su quel stesso suolo su cui un tempo c'era il convento delle sorelle anglicane, dove a testimoniare la sua passata esistenza non c'erano altro che gli spiriti maligni delle suore bruciate vive in quell'incendio che riempì le pagine di cronache per mesi e mesi, il cui ricordo ritornò vivo a distanza di quasi cinquant'anni quando il fatto ormai sembrava essere stato archiviato nei documenti di Deeptown ma, ecco un uomo di cinquant'anni bussò un giorno nefasto alla porta della dimora del sindaco per chiedergli di firmare il permesso di costruzione del manicomio su quel suolo che era stato ribattezzato maledetto in vece della sua cliente. Nessuno sapeva da dove venisse, che fattezze avesse, se era giovane o vecchia, ecc… solo a lavori conclusi venne allo scoperto. Ella si presentò come la pronipote dell'ultima badessa ma, in realtà quella donna non era altro che lei, la stessa Celia il cui aspetto non era mutato minimamente dall'ultima volta che era stata vista, nessun capello bianco, nessuna ruga su quel sempiterno volto ieratico e sempre gli stessi vestiti neri e bianchi.
Fu così che venne fondato il Deeptown Asylum, dalle ceneri di un convento e dalla volontà di una donna misteriosa e qualche anno dopo venne presentato anche il progetto "La Bastille" la città in miniatura che si trova all'interno del parco del manicomio.
1940. Seconda Guerra Mondiale. Clima teso intriso di accuse fatte senza fondamenta e diffidenza verso chiunque osi opporsi alle parole del re e del Primo Ministro. Sembra che la guerra non abbia toccato minimamente il manicomio della cittadina di Deeptown, una strana atmosfera di pace sembra regnare all'interno delle mura dell'ospedale psichiatrico ed è questa la facciata che vuole continuare a mantenere Celia, per nascondere il fatto che lei insieme alle istituzioni ha firmato un accordo sul mantenere nella sua "accogliente casa" i nemici della corona, nutrendoli, sedandoli, rintanandoli, riformandoli, destabilizzandoli, qualsiasi cosa pur di rendere quelli che un tempo erano stati uomini intelligenti in uomini in stato vegetativo, primordiale, impossibilitati a dire qualcos'altro che possa minacciare la nazione. Ed è grazie alla fama che si guadagnò in questi anni che il Deeptown Asylum divenne la soluzione per quelle famiglie che non potevano più caricarsi il peso di un figlio, padre, madre, cugino, fratello, sorella, zio, zia, ecc… con uno stato mentale precario e poco gliene importavano di ciò che accadeva nel manicomio, come i pazienti venissero trattati, come alcune suore, dottori, infermieri si comportassero in uno strano modo a causa del fatto che i loro corpi erano stati posseduti dagli spiriti delle suore morte nell'incendio, l'unica cosa che contava era liberarsi di quei pesi morti.
Giorni nostri. Sono passati esattamente novantaquattro anni ma il Deeptown Asylum continua a mantenere attivo il suo lavoro come agli inizi senza aver mutato minimamente il suo fascino ingannevole e diabolico che si cela dietro al sistema complesso tessuto da Celia. La Madre Superiore ha fatto le cose in grande, viene spesso citata nei libri di psichiatria, intervistata da giornali scientifici riguardo al suo operato che molti definisco rivoluzionario e visionario, un esempio da seguire e questo non fa altro che accrescere la fama del suo manicomio infatti ogni anno accoglie più di duecento pazienti che vengono da ogni angolo della Gran Bretagna nella struttura ma, cose strane accadono in questo manicomio nonostante possa sembrare molto efficiente e ben organizzata eppure nessuno ha il coraggio di denunciarle… forse per paura o forse per indifferenza.
Tag:
#Asylum #psychological #GdR
GdrID: 5335
Data Pubblicazione: 21/07/2014
Ultimo Aggiornamento: 27/04/2018
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