Il Signore Degli Anelli - Il GDR Ufficiale
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Il Signore Degli Anelli - Il GDR Ufficiale
URL:
https://ilsignoredeglianelligdr.forumfree.it
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Categoria: Play by Forum
Genere: Signore degli Anelli
Stato: Chiuso
Descrizione:
Terza Era, Anno 2993,
*Avevo appena fatto ritorno a Imladris dopo una battaglia con gli Orchi nelle brughiere del Nord, combattuta improvvisando, da me e altri quaranta o cinquanta Dúnedain, accorsi all'ultimo momento.
Per ora e solo per ora il Nord era salvo, almeno fino al prossimo attacco, ma non potevamo aspettare, ogni giorno passato nell'attesa non faceva che indebolirci mente e corpo, rendendoci sempre più deboli.
Saputo questo, a Imladris, dopo il mio racconto, lo stesso Elrond mi consigliò di recarmi a Gondor a cercare l'approvazione di Denethor.
Tra me e il Sovrintendente non correva buon sangue e se lui mi era ostile, a me stava cento volte di più sullo stomaco, però in ogni caso, che volessi ammetterlo o no, le sagge parole di Elrond erano un buon consiglio, una buona causa da perseguire fino alla fine, oltre il risultato finale.
Con il consiglio di Elrond impresso nella mente mi lasciai Imladris alle spalle, di nuovo, per cavalcare verso Gondor, verso Minas Tirith.
Dopo lunghi giorni di marcia la raggiunsi, finalmente, e quando mi fu davanti, spalancai gli occhi, meravigliato dalla sua bellezza, ancora una volta, senza fiato, come un puntino insignificante sotto le sue mura.
Dopo avermi fatto alcune domande mi lasciarono entrare, aprendo il grande cancello della Città, quel tanto da consentirmi di passare.
Una volta dentro, lo richiusero alle mie spalle, con un forte tonfo.
Si avvicinarono per controllare da vicino, me e quello che portavo, dopo essersi assicurati della mia onestà e della mia identità, mi lasciarono proseguire all'interno della Città e senza perdere tempo salii un livello dopo l'altro, fino all'ultimo, quello dove c'era l'Albero Bianco.
A quel punto chiesi alle Guardie di essere ricevuto da Denethor, presentandomi nuovamente, per rassicurarle sulle mie intenzioni.
Acconsentirono alla mia richiesta, anche con un certo entusiasmo e mi invitarono all'interno del cortile, mentre una di loro si allontanava per andare da Denethor a riferire il mio messaggio, camminando verso il palazzo centrale del cortile, luogo di comando del Sovrintendente.
Ero sicuro che Denethor avrebbe rifiutato, ero anche sicuro che mi odiasse con tutto se stesso, prestarmi ascolto doveva essere un'offesa per lui, d'altra parte sicuramente non era stupido, c'era anche la lontana possibilità che mi ascoltasse se avessi usato le giuste parole e spinto nella direzione giusta, quella a lui più cara di tutte, la paura.
Intanto, mentre aspettavo nel cortile, il mio sguardo cadde su un bambino che giocava nella piazzola più avanti, con una spada di legno.
A nessun bambino era permesso di stare lì, tutti gli altri erano in giro per le strade della Città, quello doveva essere il figlio di qualcuno di importante, di un Capitano, di una Guardia scelta forse o dello stesso Denethor, così incuriosito mi avvicinai, cercando di ricordare com'ero io da bambino, in modo da potergli parlare il più facilmente possibile.
<quanti nemici hai ucciso? Dieci? Venti?>*
Fàràmir Di Gondor.
*Il ragazzino, il piccolo Faramir stava giocando a combattere contro nemici immaginari ancora una volta, era così che amava passare le giornate quando non doveva andare a lezione, e a volte anche in quei momenti fuggiva dai maestri andandosi a rifugiare nella Bianca Torre di Echtelion.
Boromir era un giovane adulto ormai e a lui era concesso andare fuori, in battaglia, a comando dell'esercito anche se era ancora alle prime armi.
Spesso fingeva di essere lui, lo vedeva come un modello da seguire e avrebbe tanto voluto rendere fiero suo padre come faceva lui, un giorno.
Ma per il piccolo Faramir , non v'erano quasi mai le attenzioni del sovrintendente di Gondor, dopo la morte prematura della loro madre era un'ancella a prendersi cura di lui, quasi sempre.
Per lui sembrava non esserci modo di renderlo fiero, lo sapeva anche se era poco più di un bambino e, sospirò, cercando di abbattere chissà quale nemico davanti a se.
Poi ad un tratto, la voce sommessa di un uomo lo interruppe, si fermò e cercò di capire chi potesse essere :
Io.. Li ho uccisi tutti ormai.
*dalle somiglianze si poteva capire che era il secondo figlio di Denethor, e fratello di Boromir, anche dalla casacca che indossava, che pprtava lo stemma a forma di giglio ricamato, si poteva facilmente capire che era un appartenente alla casa reale.
scrutò l'uomo che aveva davanti abbassando la spada di legno con cui stava giocando*
Chi siete voi?
Grampasso Ramingo Del Nord.
*Più mi avvicinavo al bambino, più ero piacevolmente colpito, al punto da sorridere, dall'impegno che metteva nel suo gioco.
Non ero sicuro di essermi mostrato nel migliore dei modi, ma ormai era fatta, mi aveva risposto, con voce innocente e gioviale, tipica dei bambini, con una particolarità nel tono, la sua voce era come allenata, pulita, proprio come quella di un principino.
Dal suo aspetto e dal suo abbigliamento, sentivo di essere nella ragione se affermavo, che il piccolo era figlio di un nobile.
Mi avvicinai ancora un po, lentamente, per guardarlo meglio, cercando di non intimorirlo con il mio aspetto da omone con la barba.
<hai vinto, sei troppo forte per loro.>
Continuai così la mia frase, fermandomi a una manciata di passi da lui, che aveva smesso di giocare e abbassato la spada per rispondere alla mia domanda.
<io sono un Ramingo, piccolino.Un Ramingo del Nord.
Mi chiamo...Thorongil; sono un alleato di Gondor e di Minas Tirith.>
Risposi così, utilizzando il mio pseudonimo Thorongil, nella speranza che il piccolo avesse sentito raccontare le mie storie, per attirare la sua curiosità e riuscire a parlarci meglio di quanto sperassi.
<ora mi dici chi sei tu, valoroso guerriero?>*
Fàràmir Di Gondor.
*il piccolo Faramir ripose la spada di legno nel fodero di stoffa che la sarta gli aveva cucito, ora totalmente rapito dall'uomo che era apparso, conosceva quel nome, lo aveva sentito pronunciare al fratello e anche a suo padre, anche se egli era solito ammonire verbalmente quasi tutti quelli di cui parlava. Tuttavia il ragazzino non prestava mai troppo orecchio alle ragioni del padre ed era solito verificare personalmente le qualità delle persone che incontrava*
Se sei un nostro alleato allora sei il benvenuto, ho sentito alcune storie su di te..
*osservò l'uomo come se lo stesse studiando per capire la sua prossima mossa, come se stesse ancora giocando e lui fosse un suo avversario, sorrise per le parole che gli aveva rivolto, ma quel sorrisetto si spense poco dopo*
Io sono Faramir, secondo figlio di Denethor II, sovrintendente di Gondor.... E.. Non sono un valoroso guerriero..
*il suo sguardo si abbassò, mai nessuno lo aveva chiamato a quel modo, mai nessuno aveva creduto che lui un giorno sarebbe potuto diventare un valoroso guerriero come suo fratello maggiore che tanto stimava, tantomeno suo padre..*
Grampasso Ramingo Del Nord.
*Com'era mia speranza, il piccolo Faramir aveva sentito parlare di me, il mio pseudonimo gli era familiare, diceva di aver sentito alcune storie sul mio conto, probabilmente da parte di qualche familiare, forse da Denethor stesso, o magari da qualche storico o studioso, o semplicemente da qualcuno che conosceva una di quelle storie.
<ti ringrazio piccolo principe.E' un piacere fare la tua conoscenza.
Dimmi, ti sono piaciute quelle storie?>
Gli chiesi, cercando di cambiare argomento, quando il suo sorriso si spense, come se gli fosse venuto in mente qualcosa di brutto.
<ascoltami Faramir.Ogni Gondoriano un giorno sarà un valoroso guerriero, tu più di chiunque altro, puoi credermi.>
Sorrisi e delicatamente portai la mano vicino al suo volto, tirandoglielo su, guardandolo in modo amichevole e simpatico.
<allora, dicevamo di quelle storie..>*
Fàràmir Di Gondor.
*il ragazzino si sentì rincuorare dall'uomo , era gentile e doveva avere molte esperienze alle spalle, guerre, battaglie... Si capiva dal suo fare 'vissuto' anche se guardandolo non sembrava poi tanto vecchio..
"forse aveva qualche anno in più di Boromir"
pensò Faramir, quelle storie gli erano piaciute assai, stava anche per ore ad ascoltare le vicende di grandi Cavalieri, alcune le aveva sentite narrare da Boromir stesso.*
Mi sono piaciute tanto, signore..
Talmente tanto che durante i racconti cercavo di immedesimarmi nei protagonisti e...
*lo guardò, quasi quasi non aveva udito le sue parole precedenti*
Lo credete davvero? Anche io?
*un grande sorriso si fece strada sul viso del bambino, era uno dei primi a dargli speranza*
Grampasso Ramingo Del Nord.
*Ero contento di essermi imbattuto in Faramir, era davvero un bambino dolce e bravo, con il viso curioso e gentile, ascoltava in silenzio quando parlavo e dopo rispondeva come un principino.
Non sapevo il perché di quel poco sconforto che avevo visto in lui, non mi sarei intromesso, tuttavia avrei cercato di alimentare le sue speranze fino a quando queste non sarebbero state solide e incrollabili, almeno ci avrei provato nei miei limiti.
<sono contento di sentirtelo dire, Faramir.>
Smisi di parlare e guardai Faramir, i suoi occhi esprimevano gioia e subito mi guardò contento, parlando con un tono di voce più allegro.
<certo che si.Lo credo eccome.Anzi, sono sicuro che sarà così.
Tra molti anni diranno "Faramir il Capitano di Gondor", e lo diranno a te piccolo amico; non arrenderti mai fino a quel giorno, così quando verrà saprai di essertelo guadagnato.>
Gli sorrisi a mia volta, incoraggiandolo con una pacca sulla spalla.*
Fàràmir Di Gondor.
Lo farò sicuramente, io non mi arrendo mai!!
*sorrise, quell'uomo gli aveva veramente dato speranza, adesso ne era sicuro, sarebbe diventato quel cavaliere Gondoriano che desiderava diventare, e un giorno avrebbe cavalcato al fianco di suo fratello e insieme avrebbero difeso la città.
Guardò ancora l'uomo e vide in lui quancosa di familiare, non sapeva però se fargli altre domande oppure no..*
Non vi ho chiesto perchè siete qui.. Posso aiutarvi?
Grampasso Ramingo Del Nord.
*Strinsi appena la spalla di Faramir, come una carezza, sorridendo, facendogli capire che avevo fiducia in lui e nella sua promessa; in seguito mi domandò il motivo della mia visita e in effetti a pensarci, Denethor ci stava mettendo un po troppo a prendere la sua decisione, non capivo se era un bene o un male, poteva essere entrambi, in ogni caso più tempo ci metteva più ne avevo io per stare con Faramir e per ammirare i vari livelli di Minas Tirith.
<non lo so Faramir, tu credi di potermi aiutare?
Sono qui per parlare con tuo padre Denethor Sovrintendente di Gondor, ma temo lui non voglia parlare con me.>
Guardai la porta del palazzo e ancora niente, nessun segno di vita, la guardia reale ci stava mettendo un eternità a tornare.
<la guardia non è ancora tornata indietro a riferirmi nulla.>
Sospirai con aria sapiente e mentalmente stanca, guardando l'Albero Bianco, prima di ritornare con lo sguardo su Faramir.*
Fàràmir Di Gondor.
*l'uomo che si faceva chiamare Thorongil disse che aveva necessità di parlare con il sovrintendente, suo padre, e che lui probabilmente non voleva ascoltarlo.
La cosa non stupì affatto il piccolo Faramir, abituato ai momenti di follia del padre.
Vide l'uomo guardare verso l il portone e guardò anche lui in quella direzione, poi spostò lo sguardo sull'albero bianco che aveva un aspetto decadente, come se fosse privo della sua linfa vitale.
Ad ogni modo voleva essere d'aiuto a quell'uomo cosi gentile*
Aspettate l'arrivo di una guardia?
Posso entrare a vedere se può ricevervi...
*L'uomo aveva un'aria stanca, forse aveva bisogno anche di un posto per riposare un pò, cercò di pensare a come poteva rendersi utile anche se in quelle circostanze non vi era molto che lui potesse fare*
Aspettate qui..
*corse verso l'entrata facendo rumore per via della spada di legno che portava appesa al fianco, sparendo dietro la porta*
Grampasso Ramingo Del Nord.
*Sospirai, tenendo la mano sul pomo della spada e poi sulla guardia un attimo dopo, mentre guardavo nuovamente la grande entrata.
<si, sarebbe dovuta tornare da un pezzo ormai.
Credo che tuo padre stia imprecando contro di me e che la guardia ci sia andata di mezzo, non gli sto molto simpatico.>
Faramir non sembrava sorpreso, forse Denethor lo rimproverava spesso, così anche un bambino aveva imparato a conoscerlo.
<non mi sembra una buona idea, se la prenderebbe con te.
No Faramir, aspetta...>
Ormai era troppo tardi, era corso via nel tentativo di farmi ricevere da Denethor, rischiando di essere ripreso o picchiato per colpa mia.
Camminai fino allo spiazzo davanti alla porta, se Faramir non fosse tornato a breve sarei entrato io, senza aspettare la mancata cortesia di quell'uomo che covava tanto rancore nei miei confronti.*
Fàràmir Di Gondor.
*Faramir non attese oltre e sparì dietro il grande portone, cosa poteva mai aver fatto quell'uomo così cortese per scatenare l'ira di suo padre?
Non lo sapeva, però voleva aiutarlo o almeno voleva provarci, infatti vide la guardia che stava dialogando con lui che stava seduto sul suo trono.
Il padre non alzò nemmeno lo sguardo alle parole del figlio che gli disse che un uomo di nome Thorongil stava aspettando di essere ricevuto da lui.
Rispose solo con secche parole*
"Quante volte ti ho detto di non interrompermi quando sto parlando con qualcuno, Faramir?"
*gli spiegò che non voleva essere scortese, quell'uomo stava attendendo ormai da molto e gli pareva giusto che avesse delle risposte.
Il sovrintendente mormorò qualche cosa che Faramir non riuscì a comprendere, probabilmente qualche maledizione verso il suo nuovo amico o forse altro.
Passò più di qualche minuto e ancora non uscì, il padre riprese a discutere con la guardia reale senza degnarlo di altra considerazione*
Grampasso Ramingo Del Nord.
*Alzai il piede sinistro e lo poggiai sul primo gradino, sempre più impaziente, con lo sguardo fisso su quel portone chiuso, dimostrazione della scarsa accoglienza di Denethor.
Faramir tardava e credevo non ne sarebbe uscito tanto presto, per merito suo nel bene di volermi aiutare o per colpa di suo padre, nel rifiutare testardamente di incontrarmi, anche come favore a suo figlio.
Avanzai ancora, di un altro gradino, questa volta con il piede destro, subito dopo scattai in avanti, salendo tutta la scalinata, in fretta, fino al grande portone, ancora chiuso, testardo come il suo custode.
Senza fermarmi, senza esitare un solo momento lo spinsi energicamente, spalancandolo, entrando nella sala e camminando verso Denethor, già di brutta cera e di pessimo umore.
Prima che potesse parlare lo apostrofai leggermente, riportandolo a tenere chiusa la sua sciocca bocca, salendo all'altezza del trono da sovrintendente, proprio davanti a lui, facendogli ombra.*
<e così Denethor sovrintendente di Gondor mostra così poca cortesia per la sua stessa gente, per i suoi amici o alleati?
O questa è solo paura, odio, rabbia, una questione irrisolta che teme di affrontare? Puoi tenere per te i tuo futili problemi, amico mio.
Non sono qui per rivangare il passato, ma per il presente.
Ogni giorno che passa centinaia di Orchi si ammassano a Nord, noi Dúnedain da soli non possiamo combatterli, abbiamo bisogno dei Raminghi dell'Ithilien, Denethor, prima che sia troppo tardi.
Se non riusciremo a fermarli e la resistenza cederà oltrepasseranno ogni confine, giungeranno fino a Gondor.>
Fàràmir Di Gondor.
*Mentre era intento a convincere il padre a ricevere l'uomo che stava sttendendo una sua risposta il portone principale si aprì e il ramingo fece il suo ingresso, ascoltò attentamente le sue parole , non poteva che provare ammirazione per quell'uomo che aveva così a cuore il bene di queste terre e dei suoi abitanti, non comprendeva il rifiuto del sovrintendente di dargli ascolto, assolutamente non lo comprendeva.
Era da ammirare colui che lasciava casa sua e la propria moglie (se ne aveva una) o i propri affetti per venire a cercare il favore di qualcuno che sapeva che probabilmente non gliel'avrebbe dato, o non l'avrebbe neanche ascoltato.. Dalle labbra di Faramir uscì un piccolo sospiro, era solo un ragazzino e non poteva impicciarsi di affari da adulti come quello, rimase al lato del trono del padre con le mani dietro la schiena senza smettere di guardare l'uomo che era stato tanto gentile con lui.
Pensò che forse avrebbero potuto aspettare il ritorno di Boromir che era in viaggio con la legione di Gondor nelle Terre Selvagge, lui era più comprensivo di suo padre e poteva ascoltare l'uomo e dargli ciò che gli serviva.. se solo ci avesse pensato prima.
Poteva sempre dirglielo però: tanto era quasi sicuro che il padre non gli avrebbe concesso udienza*
Grampasso Ramingo Del Nord.
*Ben sapevo che Denethor, Sovrintendente di Gondor, a quel modo, più che convincerlo me l'ero fatto ancora più nemico, ma il suo modo di fare e l'incapacità di accantonare i problemi personali per il bene del Regno e della gente lo rendeva un egoista senza pari agli occhi miei, un egoista degno di tutto la mi sfuriata, immeritevole di un vero rispetto, se non quello da dimostrare al suo titolo.
<denethor, il tuo silenzio non è di grande aiuto, ma se questa è la tua risposta non posso far altro che tornare sui miei passi, vergognandomi di un mio fratello e del poco rispetto che ha per la sua stessa gente, per se stesso e per la pace.
Quando sarà troppo tardi, -perché lo sarà eccome se tarderai ancora, puoi fidarti- non provare a dire, colui che tanto odio da quando ero ragazzo me l'aveva detto, perché non servirà a niente.>
Mi voltai fieramente, dandogli le spalle e gradino dopo gradino tornai al suo cospetto, fissandolo negli occhi che mal mostrava.
<lui è tuo figlio Faramir, ha i veri valori della nostra gente.
Li ha presi da te che sei suo padre, non puoi aver dimenticato l'importanza di sentimenti come onore e lealtà.
Se non verso di me verso il tuo popolo, verso i popoli in pericolo.>
Dovevo insistere fino all'ultimo, solo quando la speranza sarebbe svanita mi sarei ritirato, riportando indietro con me la mia richiesta di aiuto.*
Fàràmir Di Gondor.
*Gli occhi del giovane Faramir si illuminarono quando l'uomo venuto dal nord disse quelle parole tirandolo in causa, anche se sapeva bene che il padre non lo metteva mai allo stesso piano del fratello, per lui era una stato come un fulmine a ciel sereno, finalmente qualcuno che lo considerava, finalmente parole di merito anche per lui anche se era nulla più di un ragazzino.
Tuttavia, anche se avrebbe voluto parlare per spalleggiarlo, non disse nulla, si tenne per sè quella felicità che adesso provava, non gli era concesso intromettersi, avrebbe dovuto attendere che la discussione finisse per poi riferire all'uomo di andare a cercare Boromir*
Grampasso Ramingo Del Nord.
*I miei occhi si sollevarono all'altezza della faccia di Denethor, il mio capo li seguì e in un cenno di vergogna e disappunto per quel suo fare, senza null'altro aggiungere, voltandomi di spalle, diritto verso l'uscita, raggiunsi il giardino dell'albero bianco, lasciando Denethor nella sua cupa e stupida oscurità, sulla via per il declino di mente e corpo; avrei atteso fuori però, per salutare il piccolo Faramir.*
Fàràmir Di Gondor.
*Il sovrintendente rimase fermo come un corpo senz'anima senza emettere un cenno, nulla, quando Thorongil lasciò il salone uscendo poco dopo il ragazzo lo seguì, e fece il suo nome per fermarlo, convinto che stesse per andarsene.*
Thorongil.. Cerca Boromir.
Cerca mio fratello.. Dispone di un buon esercito e sono sicuro che ti ascolterà! È un uomo d'onore..
*guardò l'uomo di spalle attendendo una sua risposta, Boromir non si sarebbe rifiutato di certo, lui non era come il loro genitore e spesso lo difendeva rimproverando il padre, era l'unico che gli volesse un pò di bene.*
Grampasso Ramingo Del Nord.
*Stavo per ritornare indietro a mani vuote, Denethor non ne aveva voluto saperne di mostrare un minimo di maturità e affetto per la sua stessa gente, quando all'improvviso, proprio all'ultimo gradino della possente scalinata, Faramir mi raggiunse, chiamandomi.
Girato di spalle sorrisi, e in seguito mi voltai verso di lui, in parte orgoglioso e in parte fiducioso di quel bambino.
<venire qui non è stato inutile allora, ti ringrazio piccolo Faramir.
E' stato un vero piacere fare la tua conoscenza.>
Faramir mi aveva ridato speranza, forse avevo ancora qualche possibilità di impedire quel massacro, non tutto era perduto.
Dopo averlo salutato mi lasciai alle spalle l'albero bianco e la piazza del cortile, diretto verso una nuova meta.*
Tag:
#Signore degli Anelli #Lord of The Ring #Hobbit #Saruman #GdR
GdrID: 7528
Data Pubblicazione: 30/05/2016
Ultimo Aggiornamento: 06/09/2022
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