Bentrovati sul portale e grazie per il tempo dedicato ai nostri lettori! Partiamo da un dato impressionante: "La Città dei Dogi" ha aperto i battenti nel lontano 2005. Siamo di fronte a uno dei play by chat più longevi del panorama italiano. Cosa significa gestire un progetto che ha attraversato quasi vent'anni di storia del web e del gioco di ruolo? Qual è l'emozione di vedere la land ancora attiva dopo tutto questo tempo?
Inizio dalla seconda domanda, posso? Più che una emozione è un sentimento, anzi due: gratitudine e rispetto. Gratitudine perché se La Città dei Dogi è ancora online è soprattutto grazie alle giocatrici e ai giocatori che hanno sempre detto “ci sono”, anche quando la vita mi ha portato lontano dal gioco. Conoscerle, anche se molto spesso solo da dietro il rispettivo schermo, è stato ed è un privilegio raro e per il quale non ringrazierò mai abbastanza.
Rispetto perché il patrimonio che è stato costruito qui – parliamo di oltre 1.500.000 azioni messe in chat – è andato oltre ogni mia immaginazione quando, tanti anni fa, decisi di fare anche io un gioco di ruolo. Ognuna di queste azioni nasce da un desiderio di un singolo giocatore. Ed è solo grazie a questo che, oggi, possiamo guardare indietro e dire… Wow!
Aggiungo una cosa: inizio a capire che questo è un patrimonio da conservare e da valorizzare. Ancora non so come ma, per il momento, sto recuperando tutti i backup possibili e poi si vedrà.
In due decenni è fisiologico, se non inevitabile, affrontare dei cicli: ci sono stati momenti d'oro e periodi di stanca o di difficoltà. Voi non avete mai mollato, mantenendo il porto aperto anche durante le tempeste. Cosa vi ha dato la forza di continuare a credere nel progetto anche nei momenti di "bassa marea"? C'è stato un momento in cui avete temuto di dover chiudere?
Chiudere? Oh, certo. Più di una volta. Sia temuto che pensato di farlo. Ma, come ho detto, nei momenti più cupi – non dovuti al gioco: ci pensa la vita vera a colpirci – sono stati i giocatori a darmi la forza di continuare, i giocatori che hanno continuato a giocare. Molti anni fa mi sono dato una regola: fino a quando ci sarà un player che fa login, La Città dei Dogi resterà aperta. A Dio piacendo, finora l’ho sempre rispettata.
Nelle ultime settimane/mesi abbiamo notato, anche dai grafici e dai commenti, una netta ripresa delle attività e un rinnovato fermento all'interno della land. A cosa attribuite questa recente "rinascita"? È frutto di nuove implementazioni, di un ritorno di vecchi appassionati o di una nuova generazione di giocatori che sta scoprendo Venezia?
È una concomitanza di fattori. Circa un anno fa eravamo vicini al ventesimo compleanno e il desiderio di fare un momento celebrativo era forte. Ritrovati e radunati per un saluto quanti più player possibile nel weekend del 7 aprile 2025, come già successo per il decimo e il quindicesimo anno, qualcuno è andato di nuovo in chat a giocare. Fra maggio e giugno le cose si sono un po’ assestate con dei numeri interessanti. Poi qualche polemica, qualche chiarimento, qualcuno che ha lasciato, ma c’era e c’è gioco attorno a cui ricamare. Insomma, il solito, direi :)
Se devo proprio contarli, comunque, direi soprattutto vecchi appassionati che hanno proposto alcune novità, e qualche innesto di nuovi player che si sono uniti al gruppo.
Il giocatore di PbC del 2005 era molto diverso da quello del 2024/2025. Come si è adattata "La Città dei Dogi" ai cambiamenti dei tempi senza snaturare la sua anima classica? Avete dovuto semplificare alcune meccaniche o il fascino del gioco "old school" rimane il vostro punto di forza?
Non so se si sia adattata :D Direi piuttosto che si sia evoluta mantenendo alcuni tratti caratteristici. Citare tutte le evoluzioni che si sono succedute nel corso del tempo sarebbe lungo. Ne cito alcune, in ordine sparso. Per esempio abbiamo preso spunto dai board-game per una chat immersiva dove si possono posizionare i segnalini dei personaggi e mutuando le Carte da poter mettere in gioco per assegnare obiettivi, imprevisti, jolly (molto apprezzato è quello che permette a chiunque di diventare Master per 7, 15 o 30 giorni).
L’ultima è l’introduzione della Intelligenza Artificiale sia a supporto dei Master che del tutto autonoma in alcune chat. Sì, esatto: si entra in chat e si gioca con la AI così come si giocherebbe con un Master. Al momento è online la versione 1.0 che fa abbastanza bene ambient e non si disimpegna male nel PvE, soprattutto in luoghi pubblici (ai mercati, al molo, in hostaria) ma la 2.0 è in corso di test e le cose cambieranno parecchio.
Passiamo al motore del gioco. Che tipo di sistema utilizzate per risolvere le azioni (dadi, diceless, confronto di skill)? Ma soprattutto, trovandoci nella Venezia rinascimentale dove l'abito e la maschera fanno il monaco, avete previsto meccaniche specifiche per gestire il 'prestigio sociale', la Fama o l'Etichetta? Quanto 'l'apparire' influenza le meccaniche rispetto al semplice 'saper fare'?
Una cosa che non è cambiata e che non cambierà mai – almeno finché ci sarò io – è che qui il gioco è… quello che viene giocato in chat. Il resto è contorno, supporto, aiuto. Importante e a volte importantissimo, come ad esempio i dadi, ma sempre e comunque meno importante di quello che viene scritto in chat: non a caso nella home page c’è scritto “Gioco di Ruolo e di Narrazione”.
Questo non significa che non abbiamo un sistema parametrico. Tutt’altro! Recentemente abbiamo rivisto le schede personaggio con l’introduzione delle nuove sezioni "le Radici e la Maschera”, “il Vero Volto” e “la Ragnatela” e di una triade di parametri “Fama, Onore e Reputazione (F/O/R), con la previsione di un meccanismo interessante per la valorizzazione, in positivo e in negativo, di questi ultimi. Insomma qui le sperimentazioni non si fermano mai.
Venezia rimane un'ambientazione dal fascino immortale. In questi anni di gioco, quanto la trama globale si è discostata dalla storia reale per seguire le azioni dei personaggi? Il gioco è rimasto fedele al XVI secolo storico o si è creata una "ucronia" basata sugli eventi interni alla land?
La nostra è una ambientazione quasi-storica. Quindi mescola aspetti storici realmente accaduti – come la visita nel 1585 degli ambasciatori giapponesi – a storie completamente inventate. Inoltre ci prendiamo delle “libertà narrative”, fra cui spicca quella relativa al ruolo delle donne e soprattutto alla loro possibilità di movimento: essere storicamente precisi richiederebbe non solo una conoscenza che (quasi) nessuno di noi ha, ma soprattutto con una interpretazione rigida dovremmo rinunciare a molto più della metà del gioco che è stato giocato. Nel manuale ci sono spunti utili per capire il mood con cui approcciare questi aspetti.
Venezia si presta tanto agli intrighi di palazzo quanto agli scontri 'di cappa e spada'. Nelle interviste recenti si discute spesso di come il PvP (Player vs Player) possa generare tossicità se non regolato. Voi che approccio avete? Il conflitto fisico o politico è libero e brutale, o è sempre mediato e concordato tra le parti per evitare malumori OFF game?
Questo è un tasto molto delicato da toccare. Anzi, direi un tasto dolente. La dico così: per me concordare prima una giocata è la morte del gioco. Non lo faccio mai e non lo farò mai. Ma altri sono liberi di farlo: il regolamento lo permette.
Voglio essere chiaro: il PvP ha certamente generato situazioni tossiche in questi 20 anni. Ma non sono mancate situazioni analoghe in giocate con il master presente. Sono fermamente convinto che la soluzione stia innanzitutto nell’atteggiamento dei player, soprattutto quando è necessario trovare una soluzione ai loro conflitti. Se c’è rispetto reciproco, tutto si risolve. Il regolamento è chiaro a questo proposito e comunque garantisce una sorta di arbitrato da parte mia. È stato usato, nel corso del tempo, e il risultato è stato che spesso qualcuno ha fatto le valigie. Direi quasi sempre la parte a cui ho dato, in un modo o nell’altro, torto. In alcuni casi entrambi i player se ne sono andati. Chissà perché…
Giocare nel XVI secolo significa confrontarsi con una società molto diversa dalla nostra in termini di diritti e ruoli sociali. Come gestite il bilanciamento tra la fedeltà storica (che potrebbe prevedere disparità di genere o di ceto) e la sensibilità dei giocatori moderni che cercano comunque un ambiente di gioco inclusivo e divertente per tutti?
Ne ho accennato prima ma la regola d’oro è: “con un grano di sale in zucca”. Siamo lontanissimi dalla visione della vita che c’era 440 anni fa, quindi non facciamo delle crociate su dei dettagli insignificanti o quasi. Mi ricordo di aver perso un’ottima player agli inizi, per una polemica sulla esistenza o meno del tricorno (sì, il copricapo). Sinceramente ancora oggi non capisco: sì, il tricorno non esisteva ma, cosa cambia? Siamo qui per giocare, no?
Un tema delicato è chiaramente quello della differenza di genere e della conseguente diversità di possibilità nella società nel tempo. Qui mi piace parecchio la “risposta” della AI quando sottopongo le giocate per una analisi. Di solito inizia con una cosa del tipo: “se è un contesto romanzato con qualche aggiustamento…”.
Comunque, ultimamente sono diventato un po’ più rigido e ho iniziato a lavorare su certi errori fatti in gioventù (sigh… 20 anni sono passati…). Qualcuno ha mugugnato ma gli anni non sono passati solo per me per cui un po’ tutti hanno capito. Dopotutto Venezia al tempo era tollerante nella sostanza e rigidissima nella forma: cosa costa a noi fare la stessa cosa? Un esempio? Il Carnevale ad un certo punto iniziava a metà ottobre. Giusto per dar modo di passare tutto l’inverno con una maschera addosso.
Venezia è stata la regina dei mari e del mercato: quanto è dettagliato il vostro sistema economico? Un giocatore può basare la sua intera esperienza sul commercio e sull'accumulo di ricchezze, o l'economia è solo un contorno al gioco politico?
Ahia… Rispondo così: è fin troppo sofisticato ma non piace a nessuno (nemmeno a me). Aggiungo solo che c’è un player che ha fatto fare una fortuna al suo personaggio con il sistema dei mercati che è stato implementato, che si basa sul differenziale di prezzo fra il Mercato in Venezia e i mercati all’estero (per i quali abbiamo delle chat dedicate).
E ci sono troppi soldi in giro… E non c’è un buon modo per spendere i soldi ecc. ecc. ecc.
Comunque, per rispondere all’ultima domanda, sì può. Ma secondo me ci si perde alcune cose interessanti. Meglio un po’ e un po’, se posso consigliare.
Potete dirci qualcosa sulle corporazioni, i mestieri e le possibilità di gioco che incontreremo in land? O magari qualche altro aspetto interessante che non è possibile individuare ad una prima occhiata?
L’aspetto che ritengo più interessante è che… si può giocare tutto quello che si vuole (nel rispetto del regolamento e in accordo con l’ambientazione). Se non c’è il simbolino, non è un problema. Se viene giocato un mesetto o due, poi lo si crea.
La differenza principale è nobile vs popolano e veneziano vs straniero (“foresto”). Capire le implicazioni non è semplice, soprattutto per chi ha giocato già altrove. Motivo per cui abbiamo istituito le Guide che nei primi 15/20 giorni aiutano chi si iscrive in caso di necessità. Per tutto il resto, c’è il manuale (beh, quasi :D).
Oggi una fetta enorme dell'utenza gioca da mobile, spesso nei ritagli di tempo. Essendo una land nata nel 2005, quando il web era molto diverso, come vi siete mossi su questo fronte? L'interfaccia è stata resa 'responsive' o avete in programma interventi per rendere la giocata da cellulare più fluida?
L’interfaccia è responsive in molte parti già da molti anni. Però sinceramente non so come riescano a giocare da smartphone :D Da tablet non è male ma personalmente preferisco il PC. E no, non è un gioco per ritagli di tempo. Non è un play-by-forum è un play-by-chat. E in chat si gioca almeno un’ora. Non mi si venga a dire che è tanto o troppo: provate a giocare a World of Warships in un ritaglio di tempo di 3 minuti. Non si può. Qui è la stessa cosa.
Tornando all’interfaccia, la chat in particolare ha un comando specifico, !mobile, che toglie tutti i dettagli non strettamente necessari. Ci sono invece pezzi che devo rifare da zero, come per esempio la gestione delle missive che da smartphone è quello che è. Portate pazienza: è in programma, quindi prima o poi…
L'impatto grafico e l'interfaccia ci riportano alle origini del Play by Chat, mantenendo un sapore decisamente 'Old School' e coerente con la vostra lunga storia. Questa veste 'vintage' è una precisa scelta stilistica per preservare l'atmosfera delle origini, oppure state valutando un restyling grafico per svecchiare il colpo d'occhio e allinearvi agli standard visivi più recenti?
Coff coff… qualche mese fa ho fatto un giringiro su altre land… a parte qualche eccezione, mi tengo stretto il mio look&feel “old school” o “vintage” come qualcuno ci ha definiti :D
Comunque qualche ritocco è stato fatto e verrà fatto. Per esempio la home page, dopo tantissimo tempo, è stata cambiata.
Visto questo nuovo slancio vitale, cosa bolle in pentola per il futuro? Avete in programma eventi, restyling o nuove feature per consolidare questa ripresa e traghettare la Serenissima verso il suo terzo decennio di vita?
Fare la lista sarebbe difficile ma ce ne è una che secondo me sarà dirimente: mettere a pieno frutto le possibilità offerte dalla Intelligenza Artificiale, senza alcun dubbio. Attenzione: non sono affatto un fan sfegatato di questa tecnologia. Recentemente ho sentito la sua definizione migliore: l’AI (in particolare quella generativa) è un “pappagallo stocastico”. E trovo interessantissimo quanto ha detto Federico Faggin – l’inventore dei microprocessori – a questo proposito. Parafraso, sperando che Faccin mi perdoni se storpio il suo pensiero: questa AI non ha coscienza né comprensione dei simboli che elabora e dei simboli che produce.
Siamo noi che diamo a quei simboli un significato. E nessuna AI sostituirà mai il sapore di una interazione con una persona dall’altra parte del video. Aiuterà ma, la sostanza sarà sempre altra.
Concludiamo con un invito: cosa direste a un vecchio utente che magari ha lasciato il gioco 10 anni fa per convincerlo a tornare? E cosa direste invece a chi non ha mai giocato, per spiegargli perché un gioco nato nel 2005 ha ancora tantissimo da offrire oggi?
Se hai “davvero” giocato qui, sai quanto me quanto sia difficile farlo “davvero”. Ma sai anche che, proprio per il fatto di avere “davvero giocato qui”, non hai dimenticato e non dimenticherai mai di averlo fatto. Torna e ritroverai quello che hai lasciato o che la vita ti ha fatto lasciare. Come era, meglio di come era.
Se non hai mai giocato qui, non aspettarti molto: siamo pochi, brutti e cattivi. Qualcuno è pure vecchio. Ma… beh… un consiglio non richiesto te lo possiamo dare? Prova… se saprai giocare “davvero” qui, non lo dimenticherai mai! ;)
Roberto, ovvero il Doge, quando può