La leggenda di Amethys
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Nome Gioco: La leggenda di Amethys
URL:
https://laleggendadiamethyst.forumcommunity.net
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Categoria: Play by Forum
Genere: Mitologico
Stato: Chiuso
Descrizione:
L'Accademia è un'istituzione talmente antica che si racconta che la prima pietra fu posta dalla Creatura Madre, un essere che raggruppava in sé i geni di tutte le razze che avrebbero poi popolato il mondo. Tra queste, quella umana è solo la più debole, sebbene sia la più numerosa in quanto a numero di individui. In realtà la prima pietra fu posta solo simbolicamente dalla prima Creatura; la storia andò più o meno in questo modo.
La Creatura Madre prendeva il nome di Amethyst e fu la prima ad assumere sembianze antropomorfe rifacendosi alla così detta Trinità Divina, composta da Thymos, Synesis e Dolos. I tre dei, fino a quel momento sazi seppur insoddisfatti della reciproca compagnia, si innamorarono perdutamente di Amethyst, cominciando ad alternarsi nel farle la corte. Ciò provocò grandi dissidi tra i tre, fino a quel momento fratelli di sangue in tutto e per tutto. Amethyst, a sua volta innamorata di tutti e tre e incapace di sceglierne uno per farne soffrire un altro, decise di cavarsi il cuore - che si cristallizzò in un'ametista -, dividerlo in tre parti e darne una parte a ciascuno. Venuto meno il suo cuore, dalla sua essenza si distaccarono le nove Razze Prescelte e la Decima Razza - quella umana -, che assunsero prima forma animale e poi, evolvendosi, antropomorfa. I tre dei, lacerati dal dolore ma in possesso del cuore della propria amata, presero su di sé la responsabilità della sua eredità, ossia le Dieci Razze, giurando di proteggerle - nascosti nei cieli e con interventi saltuari e mirati - fin quando la fede fosse stata forte. Nella Razza Umana non lo fu, e anzi ben presto si distaccò dal culto della Trinità Divina per aggiungere - e successivamente togliere, con il cristianesimo, - altre divinità. Per quanto riguarda le restanti Nove Razze, in un primo momento, nell'era detta degli Stati Combattenti, esse costituirono nove diversi territori all'interno dell'Odierno stato degli Ibridi, lo Stato di Eydia, in guerra tra di loro. Solo grazie all'intervento della Trinità Divina si poté risolvere la situazione: i tre Dei riunirono le tre parti del cuore di Ametista in una sola e la posero - per ristabilire l'equilibrio - al centro dell'isola, indicando alle Nove Razze il punto in cui fondare l'Accademia, simbolo della pace ritrovata. I Nove Regni riuscirono a fondersi in uno solo con capitale Megistos, oggi una florida città che si sviluppa intorno all'Accademia stessa. Ogni anno un numero di nove femmine e nove maschi di ciascuna razza era tenuto a fare il suo ingresso nell'Accademia, prendendo su di sé la responsabilità di imparare la Lex fondamentale: la fratellanza. Ogni Discipulus era tenuto a frequentare dei corsi per controllare e gestire i propri poteri, per metterli al servizio della comunità intera e, in particolare, dell'oligarchia che si formò come consiglio di Stato: il Concilium.
Con il passare degli anni il numero di accoliti dell'Accademia andò man mano ad aumentare, a causa del grande prestigio che rivestiva tutti coloro che frequentavano i cinque anni di Peregratio, ossia di percorso di studio. Ad oggi, l'Accademia è aperta e anzi è obbligatoria per tutti i giovani, di tutte le razze - tranne quella umana - al compimento dei sedici anni.
L'Accademia si situa nel Bosco di Sophia ((Sophia vuol dire sapere, conoscenza)), di vegetazione mista ma prevalentemente sempreverde. All'interno crescono piante sconosciute alla razza umana, oggetto di studio anche all'interno dell'Accademia. Quest'ultima è incredibilmente ampia, formata da quattro edifici, uno più grande e tre più piccoli, collegati da colonnati chiusi a formare un rombo. I quattro edifici delimitano uno spazio centrale denominato Parco Quies ((Quies vuol dire "pace, tranquillità")) in cui gli studenti hanno libero accesso. Il primo edificio che si incontra è anche l'ingresso, costituito da un alto arco dorato che incornicia un portone di Lapis Niveus, una pietra sacra alle Nove Razze che costituisce l'intera struttura e spoglia chiunque acceda all'Accademia delle abilità tipiche della propria razza. Questo primo edificio è anche quello comune, che ospita le cucine, il Cenaculum - la Sala in cui si svolgono il pranzo e la cena -, le varie Aule in cui si svolgono le lezioni e la Biblioteca, l'unica presente nell'Isola, di enorme importanza e di grande prestigio. Gli altri tre edifici vengono assegnati alle tre diverse Sectiones in cui sono smistate le razze secondo particolari affinità: Gens Animi, Gens Mentis e Gens Corporis; ognuna delle tre Sectiones è protetta da una divinità specifica, rispettivamente Synesis, Dolos e Thymos.
Un'altra particolarità dell'Accademia risiede nelle piume di Alicanto, creatura che secondo la mitologia si nutriva unicamente di oro e argento e ciò conferiva alle proprie ali riflessi dorati e luminosi. Esse costituiscono l'unica fonte di energia luminosa di Megistos e dei luoghi collegati ad essa (città, Accademia e Concilium).
L'ingresso annuale di nuovi studenti nell'Accademia comporta un rito durante il quale viene consegnata a ciascuno di loro una piccola parte dell'Ametista - che tende a riformarsi ciclicamente - su cui, inizialmente, è incisa unicamente la Runa della Sectio di appartenenza. Il Potere delle Rune è di fondamentale importanza e viene insegnato durante i cinque anni di permanenza. Sull'Ametista possono poi essere incise un massimo di cinque Rune, a proprio piacimento, le quali possono essere cambiate a seconda del combattimento che si va ad affrontare. L'Ametista, grazie alle sue proprietà biologiche e magiche, può essere inserita - semplicemente attraverso una leggera pressione - in una qualsiasi parte del corpo e ne permette l'attivazione in combattimento.
L'origine più che antica dell'Accademia ha fatto si che i contatti con la Decima Razza, quella umana, fossero piuttosto frequenti e - inizialmente - persino armoniosi. L'isola su cui sorge l'Accademia - l'Isola di Eydia - si situa nel Mar Ionio, a metà tra l'Italia e la Grecia. Questa posizione ha fatto si che i rapporti commerciali e diplomatici fossero prevalentemente diretti verso la città di Atene e l'Urbe, Roma. Queste due popolazioni - o meglio, civiltà - furono influenzate dall'Isola e influenzarono in maniera massiccia ogni aspetto della vita dei suoi abitanti: la politica, la cultura, l'arte, la religione, la lingua, l'economia.
Il sistema politico dello Stato di Eydia è in effetti considerato da alcuni retrogrado, ma la storia lo giudica in maniera differente: efficace. La popolazione - di gran lunga minore rispetto a quella della Razza Umana, contando al massimo qualche milione di individui - si regge sulle decisioni del Concilium, l'organo fondamentale dello Stato. Il Concilium gode di un grande prestigio e, sebbene sia retto da un'unica persona come poteva essere il Console nell'Impero Romano - detentore dei poteri civili e militari -. viene eletto ogni tre anni dai membri dello stesso Concilium. Quest'ultimo è formato da un rappresentate di ogni Ars ((Arte o Mestiere)), detto Dynamis, proveniente da qualsiasi parte dello Stato e scelto dai cittadini che esso stesso rappresenta.
Per quanto riguarda la religione, è importante specificare l'incredibile fede che la maggior parte dei cittadini ha nella Trinità Divina, e non a torto. Molte volte nella storia si è assistito all'Intervento Divino in cause della massima importanza. I tre Dei sono in realtà in stretta correlazione con i rispettivi greco romani: Dolos, Thymos e Synesis sono le figure specchiate di Ade, Zeus e Poseidone.
Un esempio della loro presenza nella vita dello Stato di Eydia si può riscontrare nella grande battaglia che vide lo scontro con le più grandi minacce che ci fossero mai state sino ad allora e che anche oggi sono ricordate con ira: le Tre Furie. Le Tre Furie avevano tentato di conquistare il potere, spargendo morte e sangue per tutto il territorio, sconfinando persino in italia e in Grecia. Così lo Stato di Eydia si alleò con Roma e Atene e riuscì quantomeno a limitare i danni delle Tre Furie, respingendole sempre più indietro e costringendole a ritirare verso il loro ex rifugio, il Partenone. A quel punto gli Dei decisero di intervenire e - con grande dispendio di forze ed energie sacre - riuscirono a rinchiuderle nel Partenone e a sigillarlo con un incantesimo di potenza inaudita, rendendo il luogo inviolabile sia dall'esterno che dall'interno. Una profezia, di cui ancora non si conosce il contenuto nonostante le infinite ricerche, protegge l'inespugnabilità del luogo.
Purtroppo, dopo che la minaccia comune fu resa inoffensiva, Roma e Atene si rivoltarono contro lo Stato di Eydia, famoso per l'abbondanza di materie prime, l'evoluzione tecnologica e la fiorente cultura. Nel 451 a.C. la iubris di Pericle, la sua grande sete di conoscenza, e il morbo colonizzatore dei consoli romani Appio Claudio Sabino e Tito Genucio Augurino - nonché dell'appena fondato decemvirato -, resero inevitabile il tentativo di conquista dell'Isola di Eydia. Il Concilium decise allora, per evitare di ingaggiare una guerra contro un fratello - la Decima Razza -, di chiudere i portali che fino a quel momento avevano collegato la capitale Megistos con Roma e Atene e rendere invisibile e intracciabile l'isola. Da quel momento e col passare degli anni, la sua esistenza divenne una leggenda fumosa, di difficile interpretazione, che spesso va a intersecarsi col Mito di Atlantide.
I portali furono poi riaperti, insieme a quelli che permettono di raggiungere altre città di successivo sviluppo, come Berlino, Londra e Parigi, ma la Razza Umana non può in alcun modo accedervi né vederli, nemmeno nel caso in cui incappasse nel punto esatto in cui sono nascosti.
GdrID: 4932
Data Pubblicazione: 16/11/2013
Ultimo Aggiornamento: 16/01/2023
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