Nox
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Nox
URL:
http://www.gdrnox.altervista.org
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Categoria: Play by Chat
Genere: Harry Potter
Stato: Chiuso
Email:
mostra
Descrizione:
Capitolo I – Normal Life
Tutto procede come dovrebbe, tutto va avanti, tutto cambia tranne le solide tradizioni, arpionate al dinamismo del mondo con forza, tramandate nonostante la mania del nuovo e del progresso. Il mondo magico e quello babbano sono come sempre uniti e divisi nello stesso tempo. C’è una cooperazione di superficie, ci sono problemi magici che i Babbani non possono risolvere e quindi interviene la magia per far tornare tutto alla normalità, tutto nascosto, tutto un segreto. Hogwarts attende i suoi studenti durante l’estate e li ospita per il resto dell’anno, le famiglie lavorano, gli studenti babbani scelgono la scuola più vicina. Ognuno svolge il suo compito, persino gli indecisi fanno parte di questo cerchio, sono anche loro parte di questa società, rientrano nel disegno generale, sono calcolati. Nel mondo babbano è tutto come già sappiamo. Ci sono guerre sparse in Africa e in Medio Oriente, la crisi è arrivata, crea tensione e in qualche modo si tenta di arrivare a fine mese mentre persone più ricche speculano. Ci sono ricerche mediche, evoluzioni nel campo delle armi, della medicina, della ricerca.. Tutto si evolve rapidamente con la tecnologia, è qualcosa di frenetico, una corsa contro il tempo a chi è più armato, più ricco, più avanzato e moderno. Dall’altra parte delle barriere, sparse ovunque, dietro quel velo invisibile, c’è un mondo che invece sembra fermo. Il mondo magico di contro ha mantenuto molto del passato mescolandolo in qualche modo con il moderno. Nonostante tutto i Babbani sono riusciti ad introdursi, con piccole cose, grazie a quei maghi con parenti non magici e che hanno vissuto parte della loro vita a cavallo tra i due mondi. Per molti questo è stato un bene, un rinnovamento, un modo per andare avanti e portare cambiamenti dove ce n’è bisogno. Per altri invece è stato semplicemente un’invasione non voluta, cambiamenti pericolosi, cambiamenti da evitare eliminando qualsiasi traccia del passaggio dei non maghi. Uno scontro che va avanti da sempre, una guerra silenziosa quella dei Purosangue, che in alcuni casi si è fatta sentire, con qualche attentato, dei rapimenti, dei maltrattamenti. Tutto messo a tacere, cancellato grazie a degli incantesimi, per non farsi scoprire dai Babbani. Nonostante ciò loro non sanno che c’è tutto un mondo nascosto ad un palmo dal loro naso, non sanno che i maghi sono lì, che li guardano, li osservano, li disprezzano, li trovano curiosi, li studiano. E tutto prosegue.
Capitolo II – Changes
Si pone un problema, un grosso problema, per uno di questi mondi. Sempre di più sono i maghi nati babbani o da unioni tra un mago e un Babbano. Inevitabilmente i genitori sono informati della natura dei loro figli e scoprono così il mondo magico. Può succedere che altri parenti vengano a conoscenza di tutto questo e la notizia, lentamente, si diffonde. Silenziosa, di bocca in bocca, si infiltra e i Babbani iniziano a dover tenere un segreto per loro stessi, senza sapere se il loro vicino ha parenti Maghi o meno. Non tutti i babbani ne hanno, molti sono semplicemente privi di magia, non ne hanno nemmeno una goccia sparsa nel loro albero genealogico, altri invece possono avere più discendenti che ereditano la dote magica. E’ un caso, una mescolanza di geni che porta a questo e nessuno può prevedere la cosa. Viene indetta una riunione su scala mondiale, i principali esponenti dei vari Governi magici sono chiamati a rispondere a una domanda molto importante, che potrebbe portare ad un passo troppo lungo o ad un passo che condurrebbe all’equilibrio. “Mantenere il segreto o rivelarci e coesistere veramente con i Babbani?” Un dubbio, un problema. La riunione globale si tenne a New York, il 12 aprile 2006 e durò quattro mesi e due giorni. La decisione da prendere era difficile, implicava moltissime altre, implicava la sicurezza nazionale, il cooperare veramente con i Babbani poteva diventare molto problematico o facilitare le cose. Ci furono molte votazioni, proposte di legge sulla segretezza, vennero interpellati anche i Governi babbani e così iniziò il dibattito. Maghi e Babbani si unirono per trovare una soluzione adatta. Nel mondo babbano tutto andava avanti come sempre, nessuno seppe di questa riunione mentre era in corso, fu mantenuto ancora il silenzio. Nel mondo magico fu un susseguirsi di proteste, manifestazioni, sommosse, disordini. Una buona parte della popolazione era favorevole all’apertura, al rivelarsi. Amici e parenti babbani meritavano di sapere, di non essere tenuti al segreto, la vita sarebbe stata più facile. Molti altri maghi però non erano d’accordo, l’imprevisto di ciò che poteva accadere, l’idea di rivelarsi li faceva sentire vulnerabili, come se i Babbani, una volta scoperta l’esistenza dei Maghi, avrebbero potuto rubare loro la magia, i segreti, mescolarsi con loro ancora più di quanto non facessero già. Prima lo scambio di opinioni fu pacifico, con dibattiti ordinati, partiti politici o gruppi di sostegno. Per la prima volta le creature magiche con intelligenza umana o quasi umana si fecero sentire veramente, impaurite dalla novità, coinvolte in qualche modo anche se non prese in considerazione dai Maghi. Cosa ne sarebbe stato di Mannari e Vampiri? Già considerati mostri dai Maghi, quale sarebbe stato il pensiero dei Babbani in merito? Li avrebbero braccati come animali o lasciati in pace? E che dire della protezione delle creature magiche? I Babbani li avrebbero sterminati per la loro sicurezza o avrebbero lasciato in pace Acromantule e Giganti? Durante i quattro mesi e due giorni in cui i Governi furono impegnati ad ascoltare la popolazione magica e ad accordarsi crebbe la tensione in ogni zona magica del mondo, crebbero i problemi tra fazioni, si accentuò la distanza tra i Purosangue e tutti gli altri. Infine la decisione venne presa.
Capitolo III – I know you
Si decise per la rivelazione, per l’abbattimento delle barriere magiche, per la comunione dei due mondi. Per prima cosa si avvertì il mondo magico, si comunicò la notizia. Ogni paese adottò i propri metodi per dare la notizia. Un mese dopo, esattamente il 14 settembre 2006, in tutto il globo, il mondo magico venne reso noto. Spostandoci nello specifico nel Regno Unito iniziò quello che venne definito “Programma di avvicinamento al mistero e al magico”, adottato in ogni città, paesino, villaggio e divulgato con ogni mezzo di cui i mass media disponessero. Vennero spedite lettere, ci furono convegni, conferenze di politici ed esperti, servizi al telegiornale, trasmissioni televisive e addirittura venne scritto un manuale con le informazioni più importanti. Molti maghi furono chiamati a testimoniare, a dare delle prove concrete dei loro poteri. Tutto fu fatto gradualmente, cercando di far capire ai Babbani il significato della magia, le differenze con il mondo magico e le comunanze. Le reazioni furono ovviamente differenti. Chi già sapeva della cosa fu ovviamente aperto al mondo magico, sollevato all’idea di poter stare vicino alle persone care, di poter vivere con loro, di poter comunicare senza gufi scomodi. Un’altra parte fu entusiasta di scoprire l’esistenza di persone con certe capacità, di razze particolari esistite fino a quel momento solo nell’immaginario e nelle leggende. Una grossa fetta della popolazione però non fu affatto felice. Erano spaventati dai poteri di “questi” maghi, non sapevano se credere alla realtà come la vedevano o ad un incantesimo che li obbligasse a trovare nei maghi degli alleati e non dei nemici. Molti Babbani iniziarono ad incolpare i maghi di terrorismo attribuendogli avvenimenti e stragi passate, successe in maniera inspiegabile. Iniziò a circolare la voce che il crollo delle Torri Gemelle e il successivo attacco al Pentagono, nel settembre del 2001, furono degli attentati portati dai maghi al mondo babbano. Iniziarono quindi vari dibattiti, si formarono dei partiti di protesta contro i maghi e il loro mondo, vennero proposte leggi che vietassero loro di portare la bacchetta o di dare il permesso ad ogni Babbano di possedere un’arma e di poterla portare con sé, ci fu chi addirittura arrivò a dire che i maghi dovessero essere rinchiusi in zone ben definite. Di contro i Purosangue continuarono la loro politica disprezzando i Babbani, sfruttando la loro stessa paura per sostenere la loro causa, per cercare di riportare le cose come stavano o sottomettere definitivamente i Babbani costringendoli al silenzio e alla supremazia magica. La situazione prevista dalla riunione mondiale dei Governi non fu quella sperata. Anche negli altri paesi le reazioni furono le stesse, di paura verso il diverso, l’ignoto e di razzismo. Si potè quindi affermare che era troppo tardi per tornare indietro, non era possibile obliviare così tante persone. Serviva una soluzione.
Capitolo IV – Search & Destroy
I Governi erano impegnati a trovare una soluzione ma smisero di cooperare tra di loro. Entrambi, magico e babbano, volevano solo il meglio per la propria popolazione e ormai era tardi. Il Governo babbano chiese molte spiegazioni su eventi passati spiegati banalmente con le solite scuse e di cui ora si sospettava il coinvolgimento della magia. Pensando di poter ristabilire la pace il Governo magico decise di rivelare quali furono gli incidenti magici o gli attentati atti a ledere il mondo babbano, decise di scoprirsi completamente, di non mantenere più segreti, di farsi vedere disponibile e aperto a cooperare e a sotterrare i rancori. Questa proposta fu ovviamente molto contestata da parte dei Maghi e da quel folto gruppo ormai deciso a contrastare i Babbani, in un modo o nell’altro. In entrambi i mondi si formarono tre fazioni, molto simili in effetti. C’erano coloro disponibili all’apertura e a vivere in armonia, chi non si schierava e lasciava che altri prendessero le decisioni e chi aberrava completamente l’idea di una convivenza. Nel mondo magico si aggiunse anche un gruppo formato principalmente da mannari e vampiri e che si voleva considerare staccato dai maghi, come se loro fossero un popolo a parte dato che i maghi non avevano fatto altro che discriminarli. D’altra parte la maggior parte dei Babbani fu spaventata dall’esistenza di tante creature magiche. Vennero promosse delle leggi che autorizzavano dei gruppi di vigilantes nei quartieri, in caso di evenienza. Molti maghi con parenti babbani vennero messi alle strette e costretti a scegliere da che parte stare. Iniziarono delle piccole rivolte, gruppi di ribelli da entrambi i lati che tentavano di farsi sentire, di portare le loro idee e così iniziarono gli attacchi privi di bersaglio. Molte persone vennero prese di mira senza una ragione. Da parte dei maghi i Babbani divennero una minaccia e si ristabilirono molte barriere magiche ma ci furono atti di violenza verso chi aveva amici o parenti nel mondo non magico, considerati alla stregua di traditori o spie per la loro indecisione. Nel mondo babbano iniziarono delle aggressioni contro chi veniva additato come mago, tornando quasi all’epoca dell’Inquisizione, dove chiunque venisse anche solo sospettato di avere il minimo rapporto con la magia veniva bersagliato, isolato o peggio. Iniziò così la caccia. Sia da parte dei maghi che da parte dei Babbani iniziò una ricerca sfrenata del nemico per eliminarlo. Nulla fu legale, inizialmente la polizia e gli Auror intervennero per sedare le rivolte, per frenare la violenza ma con il tempo smisero di prestare questo servizio e iniziarono a partecipare alla distruzione. Dai piccoli avvenimenti, dai piccoli incidenti, si passò a uccisioni sparse, violenze, finchè un giorno non accadde l’irreparabile.
Capitolo V – This is war
La tensione era cresciuta a livelli spropositati. Sia la popolazione che i Governi erano tesi, pronti a scattare, a mordersi con rabbia incolpando gli uni gli altri, un mondo contro l’altro, per questo disperato bisogno di tornare alla normalità. I Babbani non avevano chiesto di sapere ma non potevano farsi cancellare tutti la memoria ora che erano a conoscenza della magia, di persone con certi poteri, di creature magiche e ora che avevano avuto la conferma che molti di quelli che credevano incidenti non erano stati altro che tentativi dei maghi per eliminarli, degli attacchi indiscriminati. Decisero così di ripagarli. Ovviamente non fu una scelta legale, fu un gruppo sovversivo particolarmente violento a prendere questa decisione, segretamente, e a metterla in atto. L’obbiettivo era stato scelto con cura, avrebbe dovuto fare scalpore, farsi sentire come un colpo al cuore, come se i Babbani dovessero dimostrare di essere pericolosi anche senza una bacchetta magica. Il primo settembre 2007, dopo quasi un anno da quel tremendo sbaglio, l’Espresso per Hogwarts venne fatto saltare in aria. Fu la prima volta che i maghi subirono un attacco dall’esterno, un attacco vero. Ci furono moltissimi morti tra gli studenti e i familiari sul binario. Erano state piazzate tre cariche esplosive e furono fatte detonare poco prima della partenza, con i genitori vicini al treno e gli studenti già saliti e pronti ad affrontare il loro viaggio sino alla scuola. I sopravvissuti vennero rimandati a casa dopo essere stati portati all’ospedale magico, il S.Mungo, per dei controlli e per un supporto psicologico. La scuola effettivamente iniziò un mese dopo l’attentato. Vennero organizzate Passaporte e fu istituito un collegamento diretto con la Metropolvere dal Ministero della Magia ai camini della scuola. In questo mese di tempo i maghi non restarono in silenzio. I loro problemi interni, i dibattiti con le creature magiche, le proteste contro il Governo, tutto sembrò passare in secondo piano davanti alla morte di quei concittadini. I Purosangue si fecero sentire invece, la loro voce risuonò chiara e forte e furono loro a suggerire lo stato di guerra. Fu una proposta che trovò molti contrasti, la guerra significava qualcosa di definitivo, di estremo e che avrebbe coinvolto effettivamente tutta la popolazione. I Babbani del resto considerarono l’attentato come una giusta risposta per gli inganni, per quello che avevano subito senza poter fare niente. La risposta per l’attacco all’Espresso di Hogwarts non tardò ad arrivare. Quattro mesi dopo, nel Gennaio 2008, furono prese di mira quattro scuole. Una scuola elementare, due scuole medie e una scuola superiore furono oggetto di attacco da parte di un gruppo magico formato principalmente da componenti Purosangue ma a cui si unirono anche maghi Mezzosangue, mannari e vampiri che avevano tra i familiari alcune vittime, perse il 1° settembre. L’attacco fu più meticoloso, non fecero saltare gli edifici, entrarono e uccisero uno ad uno gli studenti ed il personale scolastico. Non ci fu alcun sopravvissuto e la polizia non riuscì fare niente, i maghi si smaterializzarono dopo la strage svanendo nel nulla. Malcontento, orrore, dolore, rabbia, odio. L’odio si diffuse a macchia d’olio sia da una parte che dall’altra e i Governi, addolorati, stanchi e con una gran voglia di vendicarsi, dimenticarono la diplomazia. Non venne dichiarata ufficialmente guerra, nessuno si preoccupò di mandare un ultimatum, le vie politiche furono abbandonate. Un giorno venne dato l’ordine all’esercito babbano di attaccare le strade del mondo magico. Prima, per poterli far passare, vennero bombardati e distrutti gli edifici che circondavano la parte magica, abbattendo anche le barriere che sostenevano e una volta caduti i soldati irruppero in stradine viste solo di sfuggita e tutto cominciò.
Capitolo VI – Death is a friend
I maghi risposero. Erano all’erta, pronti a un combattimento e pronti ad avviarlo loro stessi così, quando i Babbani attaccarono, non furono colti di sorpresa. Ci furono molti scontri, sparsi. Venne definita una linea di demarcazione, una barriera fatta di sacchi, filo spinato, una trincea vera e propria che spaccava Londra quasi a metà. I maghi riuscirono a ributtare indietro i Babbani sino a quella linea. C’erano però Babbani che non avevano potuto spostarsi dalle loro case, che non erano riusciti a scappare per mettersi al sicuro nella parte controllata dai non maghi e furono anche loro vittime dei bombardamenti a tappeto che vennero fatti sulla Londra magica e buona parte di quella babbana. I Babbani decisero che per contrastare la magia dovevano utilizzare qualsiasi arma a loro disposizione e lo fecero. La situazione, globale, era la stessa. Con tempistiche diverse, con avvenimenti diversi, ma ci fu quasi una scaletta di eventi che ogni paese seguì. La paura, l’odio, gli attentati e lo stato di vera e propria guerra. Ci furono molti stranieri che non poterono tornare a casa, bloccati in un paese in guerra perché ogni Stato si isolò dagli altri per combattere i propri problemi e le barriere vennero chiuse, ancora. I maghi riuscirono a ricrearne una per evitare agli eserciti babbani di ritornare da altri stati, dal Medio Oriente, dall’Africa, da basi militare estere e quella barriera isolò Londra lasciandola alla sua distruzione. Nessun mago però poteva materializzarsi o smaterializzarsi fuori da Londra, nessuno entrava o usciva se non a piedi ma viaggiare a piedi non era fattibile per gli scontri, perché i soldati Babbani avevano una buona mira e riuscirono a contrastare i maghi, lentamente, senza sopraffarli. Ognuno mantenne la propria posizione, ognuno rimase dov’era. I soldati cadevano, i maghi cadevano, i civili cadevano. Nessuno fu risparmiato. Quando entrambi i Governi si accorsero che la loro forza veniva meno costrinsero la popolazione, chi non si era già offerto volontario, a scendere in campo e proteggere il proprio paese e i propri cari dai nemici, perché la motivazione fu sempre la stessa: combattere per la pace. I maghi arrivarono a creare gli Inferi, creature morte da persone morte, dedite solo ad uccidere, senza distinzione. I Babbani, per contrastare questo plotone di ambulanti privi di vita, decisero di ricorrere alle armi chimiche, non sapendo che cosa si trovavano di fronte. Gli Inferi non morirono, al contrario di altri maghi, ma divennero infetti, capaci di trasmettere la loro condizione ai vivi, mordendoli nel tentativo di ucciderli. Passarono i mesi e l’idea che si erano fatti tutti, ovvero di una guerra di breve durata, svanì. I maghi erano in numero minore ma la magia gli permetteva di avere barriere, una medicina più efficace e veloce. Di contro i Babbani erano in tanti, con armi particolarmente distruttive e molti di loro avevano ricevuto un addestramento completo. Dopo i mesi passò un anno, e un altro anno e un altro ancora. Si arrivò così alla fine o forse ad un inizio. Non c’è una data precisa, lentamente, durante il 2011, gli scontri diminuirono, le luci si spensero, i pianti si fecero silenziosi e uno strano, innaturale silenzio, calò sulla città. Dopo circa quattro anni di esplosioni, spari, incantesimi, urla tutto si spense gradualmente.
Capitolo VII – Survivin’
Fu come se l’energia si fosse consumata tutta. Anche la città arrivò ad essere priva di vita, morente, decadente. L’aria pregna di polvere, fumo, pesante di morte e di stanchezza. Nessuno venne risparmiato in quegli anni. Il Parlamento fu sventrato, la città fu distrutta, rimasero in piedi alcuni quartieri, abbandonati, agonizzanti. La popolazione sembrò svanire, tutto finì perché non c’era veramente più nessuno disposto a combattere, si erano esaurite le risorse, comprese quelle umane. La ricerca di cibo, di protezione, magari di familiari sopravvissuti, di amici, di qualcuno di cui fidarsi e di un posto dove stare, queste divennero le priorità per chiunque. Babbani e maghi abbandonarono uno ad uno la postazione di combattimento per andare per la propria strada, per cercare vita in quella città, tra quelle strade, tra i cumuli di macerie, tra i corpi abbandonati. Così presi da questa ricerca disperata, dal sopravvivere vero e proprio, divennero preda di molte creature, affamate quanto loro. I Dissennatori furono i primi ad arrivare, in massa, iniziando a trovare quella città un ottimo luogo dove nutrirsi ma dovendo cercare nello specifico, in tutta quella distesa di morte, qualcuno ancora in vita di cui potersi nutrire. Gli Inferi non scomparvero anzi, le file di quelle creature sembravano aumentare, trovando supersiti, uccidendoli, facendoli diventare come loro, in un ciclo apparentemente senza fine. Alcuni mannari, durante gli ultimi anni, occuparono una base militare cittadina, fortificata, senza prima aver sterminato chi la abitava, i Babbani che la proteggevano, eleggendo quindi l’edificio a loro base personale. I Vampiri si installarono semplicemente in un ospedale babbano, iniziando così ad accumulare provviste per il futuro, sacche di sangue per evenienza, uscendo da lì per cercarne altre in diversi ospedali. Le acromantule infine giunsero in città, dai boschi, alla ricerca di cibo, così come molti altri animali. Branchi di lupi, cani randagi, ratti.. Qualsiasi forma di vita era alla ricerca di viveri e l’unico posto in cui trovarli erano le macerie di Londra. Di Hogwarts non si seppe più niente. Durante gli anni di guerra spietata gli studenti che furono portati là, con l’ultimo sistema di Passaporte e Metropolvere, ci rimasero, protetti dalle barriere, per non subire la guerra e la morte. Ma anche la scuola divenne silenziosa.
Siamo nel 2012, in una città morta. Non si hanno notizie dal resto del Mondo, non si hanno novità incoraggianti, non si sa niente. Ci sono solo i sopravvissuti, quelli che hanno resistito tutta la guerra e che ora si ritrovano senza niente, a dover combattere per andare avanti. Le differenze tra maghi e Babbani forse non contano più per alcuni, forse invece sono importanti per altri che non possono far altro che continuare a dare la colpa a qualcuno per non impazzire. Ci sono ancora delle piccole squadre militari sparse e che coprono alcune zone della città senza però far distinzione tra mostri e persone. Ci sono gruppi di persone che hanno deciso di continuare a vivere insieme, aiutandosi e ci sono gruppi che per la propria sopravvivenza mettono a discapito quella degli altri, sfruttandoli, eliminandoli. Non c’è più alcuna regola civile, non c’è un posto sicuro. Bisogna cercare cibo, armi, medicinali e bisogna decidere se collaborare con la concorrenza o eliminarla. Si possono scambiare oggetti, perderne, trovarne. Il baratto è diventato l’unico modo per essere curati all’Ospedale S.Mungo, rimasto in piedi e che offre protezione e sicurezza per qualche giorno, ma solo in cambio di cibo, di medicinali, di aiuto. Ci sono negozi distrutti, supermercati e si dice che a Diagon Alley vi sia qualcosa che ha deciso di installarsi lì per vivere e che rende la zona molto pericolosa. Voci, sussurri, scritte sui muri. Questi gli unici modi per comunicare, per avvisare qualcuno di una zona pericolosa, già visitata, vuota e priva di utilità o sicura. C’è chi vorrebbe ricostruire ma per farlo, servi tu.
GdrID: 5848
Data Pubblicazione: 16/01/2015
Ultimo Aggiornamento: 05/01/2016
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