Scelte Difficili...
Scelte Difficili... postato il 19/03/2014 16:03:25 nel forum giochi e dintorni
Discutendo su un topic relativo alla difficoltà nell'interpretare un certo tipo di personaggi mi è venuta in mente una situazione che mi si è presentata davanti più di una volta nel corso della mia carriera di master: un giocatore che "manda a morire" il proprio personaggio per questioni di coerenza interpretativa.
Mi spiego meglio con un esempio:
Tizio, un poliziotto integerrimo, si trova davanti ad una situazione da cui non può uscirne vincitore: sua moglie e suo figlio sono in pericolo di morte e può salvare solo uno dei due, a meno che non sacrifichi la sua stessa vita.
Questa è una situazione limite, chiaramente, ma il quesito che voglio porre è fondamentalmente questo: da giocatori arrivereste a mandare il vostro personaggio verso una morte certa piuttosto che violare i suoi principi? In caso contrario, fin dove sareste disposti a spingervi?
(La domanda presume che tale situazione non sia voluta da voi stessi, magari per cambiare personaggio e dare al vecchio una "fine dignitosa".)
Vi pongo questo quesito perché per me la questione è molto semplice: se il personaggio muore, alla fine, non ha più niente da poter dire, senza contare gli spunti narrativi che tali episodi possono creare per la crescita del personaggio che riesce a superarli pur dovendo "rinunciare" ad uno o più principi su cui si basa la sua personalità.
19/03/2014 16:11:29
..certo che lo farei.
Non mi è mai capitato di farlo nella pratica, ma ho mandato avanti un pg che avrebbe sacrificato volentieri se stesso per garantire l'incolumità della propria rosa. E se mai un giorno gli si fosse presentata occasione, avrei banalmente ammazzato il pg senza pensarci troppo sù.
19/03/2014 16:30:13
Ci si dovrebbe porre un paio di domande a monte:
1) Come viene percepita l'autoconservazione all'interno del contesto della tecnologia/magia, cioè nell'ambientazione?
2) Nel caso non ci sia possibilità di resurrezione/rianimazione (da ambientazione) celere, il personaggio è segue una logica ferrea e razionale, oppure è genericamente borderline?
Cioè:
In base all'ambientazione c'è la necessità o meno del sacrificio e del PESO del sacrificio. Se la morte (o non necessariamente la morte, ma il rischio di ferite gravi) è paragonabile ad una giornata sul cesso causa diarrea... Allora il peso del sacrificio è nullo, l'autoconservazione è legata ovviamente a questo semplice concetto di "recupero" = "Se muoio o mi taglio un braccio, tempo due giorni sto bene"
(MA deve essere un concetto comune in ON)
Poi.
Nel caso in cui la morte ha un peso rilevante, il raziocinio del personaggio è fondamentale.
Prima di tutto, il concetto di autoconservazione è un istinto, e agisce prima di ogni pensiero, quindi in qualunque grado il tizio deve porre la propria salvezza in prima linea.
Pur correndo dei rischi, ci si può regolare in base alla razionalità )o genericamente "intelletto/mentalità/fermezza" del personaggio o alla sua Follia (genericamente legato a questo punteggio, ma non su tutti i giochi eh...).
- Se il valore è alto: il personaggio salverà se stesso, cercherà di salvare il soggetto che ha più probabilità di sopravvivere e che sia lo stesso più facile e fisicamente veloce da soccorrere. Non penserà minimamente al sacrificio, dato che se altri non possono provvederne, sarebbe l'unico in grado di salvare il salvabile, quindi sacrificarsi sarebbe un fallimento totale.
- Se il valore è basso: il personaggio pur cercando di salvare se stesso, tenta l'impossibile, anche subendo probabilmente delle lesioni gravi a cui cerca di fare fronte con estrema velocità, cercando di non pensare troppo ai rischi. Decidere chi salvare non è necessariamente dettato dalla logica, ma spesso dall'emotività e dall'affezione alla persona o classe di personalità in pericolo
Chiaro che entrambi sono delle risposte all'esempio, e sono ESTREMI nei quali ci sono infinite varietà di grigio in cui si girano i personaggi.
A mio parere però non ci si può solo basare sulla volontà o logica del giocatore, Ma vanno ben calcolati e interpretati Ambiente, Ambientazione, Tecnologia/Magia, Scheda e personalità del Personaggio.
Altrimenti non ha proprio senso giocare di ruolo.
19/03/2014 16:34:27
Io ho una PG maga, seguace di una divinità oscura, in una land in cui il contatto con gli dei è relativamente frequente.
Se un giorno la Dea, od un superiore gerarchico che dice di avere la parola della Dea, dicesse "Vai dalle Guardie del Giglio e detonale" lei lo farebbe, pur sapendo che sarebbe morte certa.
In fondo, glielo ha detto la Dea, lei è una seguace di quella Dea... bisogna seguirla, no? :D
19/03/2014 16:41:24
La situazione che ho proposto implica che la morte del personaggio sia permanente, senza quindi la possibilità di resurrezione/clonazione/altro che possa permettere al giocatore di continuare con tale PG.
Ma vorrebbe essere una domanda per il giocatore, indipendentemente dal tipo di ambientazione in cui sta giocando: non voglio inquisire sulla capacità del giocatore di compiere la scelta in base a determinati valori del personaggio o dei suoi principi in generale, mi interesserebbe sapere se, pur di interpretare fino in fondo il personaggio per com'è, si è disposti a "gettarlo nel cestino" definitivamente.
19/03/2014 16:44:18
Se ne vale la pena lo ammazzo senza problemi. Certo non lo mando a morire se gli fregano l'ultimo ghiacciolo all'arancia..
19/03/2014 16:47:59
Ho perso il conto delle morti a cui i miei pg sono andati incontro per coerenza (spesso di gioco e spesso solo da parte mia e non dell'avversario).
Assolutamente sì.
Tutto fa gioco :-)
19/03/2014 16:54:32
maverick12 ha scritto: Io ho una PG maga, seguace di una divinità oscura, in una land in cui il contatto con gli dei è relativamente frequente.
Se un giorno la Dea, od un superiore gerarchico che dice di avere la parola della Dea, dicesse "Vai dalle Guardie del Giglio e detonale" lei lo farebbe, pur sapendo che sarebbe morte certa.
In fondo, glielo ha detto la Dea, lei è una seguace di quella Dea... bisogna seguirla, no? :D
Colgo il tuo esempio per spiegarmi meglio, non avermene a male:
Prima premessa: Se è presente la resurrezione prevista nei giorni pari della settimana, Vai con Loki! Sii l'origine della Deflagrazione stessa. Tanto domani torni in vita con 200 monte d'oro di spesa...
Vai in piena modalità integralista dinamitardo.
Altrimenti... Vediamo...
Io ho una PG maga
Ok quindi tendenzialmente intelletto alto.
Minimo minimo si domanda del perché di questa richiesta, se non è usuale. Se è usuale è perché la maga stessa convinta di voler fare queste azioni e nella sua convinzione è logicamente portata a pensare che queste azioni siano "da eseguire".
Se è una richiesta non usuale, minimo si fa delle domande sul perché deve farlo lei e sul fatto che forse forse è una trappola.
lei lo farebbe, pur sapendo che sarebbe morte certa.
Ma la premessa e il ragionamento antecedente è spazzato via in questa supposizione. Quindi diamo per assunto che ci va convinta.
Se è convinta di quello che fa però è altrettanto convinta o della fede, o del piano che deve eseguire. Quindi non c'è logica nella "salvaguardia personale", o autoconservazione.
Quindi un atto avventato che porta con evidente probabilità alla morte è o un atto insensato o del tutto folle.
Associato ad un personaggio notoriamente studioso e dedito alla ricerca può essere motivato solo da una follia da invasato (cioè convinto nella fede, ma quindi cieco in ogni caso... E quindi amen, inizia a scrivere il nuovo pg) o da una deviazione di qualche genere, magico, psicologico o boh... Che la porta a non pensare alle conseguenze.
Se è intelligente, minimo prevede centodiecimila piani di fuga per salvarsi COMUNQUE VADA.
Altrimenti è intelligente con il rubinetto.
Se invece è una maga non intelligente, ariamen (inizia a scrivere un altro nuovo pg).
Cioè uno studioso suicida che magari rischia di non tornare in vita, o è totalmente Folle/Invasato o è giocato molto, ma molto molto... Molto Male.
19/03/2014 17:01:07 e modificato da rajabbo il 19/03/2014 17:02:10
Mi sembra un po' inutile parlare per "se dovesse accadere...", concordo con Galt sia per quanto riguarda la questione Resurgo che per quella meramente attinente alla psicologia del pg e del rapporto che ha con i personaggi da salvare.
La questione probabilmente meno lampante è che, al di là della palese epicità di un sacrificio in nome dell'amore che sembra alla base di ogni opera letteraria o cinematografica di oggi giorno le persone effettivamente disposte ad immolarsi per qualcun'altro sono decisamente poche, e nessuna di loro pensa di certo <Ora crepo per il mio amore, così si che sono un figo!>. Onestamente il discorso non mi pare diverso da quello posto poco fa circa i personaggi "malvagi ad ogni costo".
Un mio personaggio potrebbe correre un grosso rischio per qualcun'altro? Potrebbe farlo se è abbastanza coraggioso/stupido e innamorato/fedele alla persona/causa in ballo.
Un mio personaggio potrebbe morire consapevolmente per qualcun'altro? Potrebbe farlo se è l'amore della sua vita/ciecamente fedele alla causa e, in proporzione, molto coraggioso o estremamente idiota/incosciente.
19/03/2014 17:09:13
Ah, avevo capito male...
t0x1c ha scritto:
Ma vorrebbe essere una domanda per il giocatore, indipendentemente dal tipo di ambientazione in cui sta giocando: non voglio inquisire sulla capacità del giocatore di compiere la scelta in base a determinati valori del personaggio o dei suoi principi in generale, mi interesserebbe sapere se, pur di interpretare fino in fondo il personaggio per com'è, si è disposti a "gettarlo nel cestino" definitivamente.
Pensavo si parlasse di Interpretazione e non di voleri in off.
Se Si gioca in base al regolamento e in modo decentemente, sufficientemente logico, allora si, ha senso anche il sacrificio, se è appunto motivato.
Ma è una domanda che contiene già in se la risposta °-°.
Se ha senso il sacrificio (a livello di scheda), ha senso giocarlo e anzi andrebbe giocato... °-°
Dimenticavo:
rajabbo ha scritto:
Potrebbe farlo
Amen, hai il senso di Sintesi, ragazzo!
19/03/2014 17:10:54
john galt ha scritto: Se ha senso il sacrificio (a livello di scheda), ha senso giocarlo e anzi andrebbe giocato... °-°
Ecco, è proprio questo il punto a cui volevo arrivare: quale mai potrebbe essere il senso del sacrificio se comunque è l'ultima cosa che il personaggio potrebbe mai fare?
Insomma, il giocatore del personaggio si da una pacca sulla spalla per la sua "corretta interpretazione", ma di fatto ha perso il suo PG.
Fondamentalmente è questa la situazione che mi interessa comprendere, soprattutto per i giocatori che si dicono disposti a mandare a morire senza troppi problemi i propri personaggio: è una questione di principio, la volontà di non volerlo cambiare in un senso o nell'altro, o semplicemente la mancanza di "attaccamento" al personaggio? (O anche altro.)
Rispondi alla Discussione Segui Discussione Inoltra Discussione Forum Giochi e Dintorni Elenco Forum
Articoli, Interviste e altre Risorse!
New Orleans ↗
Neverness to Everness ↗
Foundation Galactic Frontier ↗
AlterEgo ↗
Project Entropy ↗
Exclusive Villa GdR ↗
RAID Shadow Legends ↗
Wuthering Waves ↗
Enlisted ↗