La mortificazione del fantasy
La mortificazione del fantasy postato il 14/01/2017 13:02:34 nel forum giochi e dintorni
Non mostrerò pietà, non è il mio ruolo in questo topic. Lascio l'elaborazioni di cavilli e scusanti varie a qualcun altro.
Se volete fare fantasy, metteteci la fantasia. E' parte del nome, dovrebbe essere compresa nel pacchetto.
Perché, dopo tutti questi anni di vita, devo continuare a vedere infelicissimi plagi nei confronti di Tolkien, di D&D e di quella manciata di capostipiti del genere?
Non mi importa che si parli di libri, giochi da tavolo, videogiochi o gdr by chat/forum/mail/pergamena/murideibagni, non ne posso più di vedere il fantasy mortificato e limitato dalla mancanza di creatività di chi ci mette le mani.
Di nani ubriaconi, elfi bo-schivi, lupi trasformisti, vampiri stilosi e draghi sputafuoco ne abbiamo visti abbastanza. Avevamo già duecentosessantamilaeventitrilioni mondi con quelle razze. C'era bisogno che diventassero duecentosessantamilaeventitriolionieUNO?
E no, cambiare nome e gusto del gelato preferito non rende originale la tua stirpe di Elfy.
Lo stesso discorso vale per le tecnologie e le strutture sociali in cui si situa l'azione. Il medioevo europeo è affascinante ma sono piuttosto sicuro che in oltre cinquemilacinquecento anni di storia umana ci siano altri spunti a cui poter attingere.
Anche di religioni ne esistono migliaia, prima dei gdr ci si sbizzarriva con quelle. Quindi perché devo leggere sempre il solito paio di genesi? A parte il fatto che non è necessario seguire il protocollo e infilarcene una, se proprio devi farlo non cercare il confronto diretto con chi ha narrato la stessa identica storia con più maestria di te. Trovati il tuo angolino.
Il fantasy ha tanto da dare perché -in teoria- il suo unico limite è la fantasia. Eppure è diventato sinonimo di "copia stentata e spesso mal riuscito dei soliti nomi".
E se proprio devi aggiungere la tua goccia all'oceano, chiediti se hai davvero qualcosa di interessante da aggiungere allo stereotipo.
Non mi si venga a dire che il fantasy tradizionale è un archetipo immenso dalle cui basi si costruiscono mondi totalmente diversi ed emozionanti. Se facessimo una trasposizione della attuale situazione fantasy nella fantascienza sarebbe come se l'80% degli alieni presentati fossero Omini Grigi e Marziani e tutte le astronavi utilizzassero il motore a brodo di giuggiole. Noia!
Create qualcosa di vostro.
Pagine → 1 2
14/01/2017 13:14:52
E la fai facile.
C'hai ragione eh?
Ma io non credo che uno non lo faccia apposta a non inventare.
Basta entrare in libreria, d'altro canto, e cercare qualcosa di spettacolare, che ti avvinca come la prima volta che hai letto Tolkien. A me è successo una volta sola e mi ci sono dedicata completamente.
Fantasy è una parola impropria: chi è in grado di creare una cosa a quel livello è un genio.
Non voglio inquietarti ma ne nascono pochi al secolo.
;-)
14/01/2017 13:56:06
mononoke ha scritto: Non mostrerò pietà, non è il mio ruolo in questo topic. Lascio l'elaborazioni di cavilli e scusanti varie a qualcun altro.
Ecco che arriva qualcun altro!
mononoke ha scritto: Create qualcosa di vostro.
Per qualcuno e' una scelta di comodo il progetto poco innovativo, ma a volte e' una scelta vera e propria visto che la troppa innovazione raccoglie applausi nel immediato ma pochi utenti hanno voglia di re-imparare da capo tanto o troppo.
14/01/2017 14:03:23
concordo col commento qui sopra
14/01/2017 14:14:04 e modificato da caitlin il 14/01/2017 14:33:04
enelya ha scritto: E la fai facile.
C'hai ragione eh?
Ma io non credo che uno non lo faccia apposta a non inventare.
Basta entrare in libreria, d'altro canto, e cercare qualcosa di spettacolare, che ti avvinca come la prima volta che hai letto Tolkien. A me è successo una volta sola e mi ci sono dedicata completamente.
Fantasy è una parola impropria: chi è in grado di creare una cosa a quel livello è un genio.
Non voglio inquietarti ma ne nascono pochi al secolo.
;-)
Concordo: si fa presto a criticare chi prende spunti e idee da saghe, giochi o film/libri già esistenti, ma inventare qualcosa di nuovo, creare da zero un intero mondo, con le sue razze, la sua magia, il suo misticismo, i suoi guerrieri e il suo pantheon, con o senza la relativa genesi, non è mica un'impresa da poco, eh?
Non ci vuole solo fanatasia, ma anche il tempo di sviluppare le idee e di perfezionarle: uno scrittore o un autore di videogame solitamente nella vita fa SOLO quello.
I comuni mortali, per contro, di solito hanno un lavoro (o impegni di studio) che assorbe una grossa fetta del loro tempo: cioè, in sostanza, quella fetta di tempo che un autore/scrittore/sceneggiatore/autore di videogames dedica all'invenzione delle sue storie, dei suoi mondi, dei suoi eroi...
Ecco quindi che si finisce per mettere del nostro su una "base pre esistente", diciamo, sviluppando le nostre idee e il nostro immaginario, con l'aiuto di libri, film o giochi che più sono affini a quelle idee e a quell'immaginario.
Modificato per aggiungere: qualche anno fa stavo lavorando a un progetto di land con alcuni amici.
Io avevo tutta una serie di idee su come volevo sviluppare la cosa, quali razze inserire, come impostarle, eccetera, ma mi trovavo costantemente a ricevere critiche del tipo:
"eh ma i vampiri non puoi farli così, perché DEVONO essere cosà"
"eh ma questa cosa non la puoi impostare in questo modo, perché PER TRADIZIONE deve essere in quest'altro"
"eh, ma ma i vampiri e i mannari DEVONO odiarsi a vicenda, non puoi mettere che vivono e lasciano vivere o lasciare che rivalità, simpatie, eccetera si creino in gioco, a seconda di come si muovono i singoli"
E questi erano amici, eh?
Proiettando la cosa su più ampia scala, credo sia facilmente intuibile perché i progetti più creativi e innovativi hanno in effetti vita breve: i vampiri DEVONO essere così, PER TRADIZIONE le divinità devono avere quelle caratteristiche e così via.
Le novità, in realtà, piacciono a pochi.
E non credo che sia un discorso di pigrizia o di non voler imparare nuove regole, eh?
Secondo me si tratta proprio di una difficoltà "atavica", se così vogliamo dire, nell'accettare qualunque cosa non rientri nell'ordinario.
14/01/2017 14:31:50
Quoto mirmidone, il problema è la mancanza di voglia di impegnarsi di chi si approccia ai giochi.
In più aggiungo che le poche volte che nascono giochi con ambientazioni non copia-incolla da opere famose, telefilm del momento, videogiochi del momento, allora la gente commenta "sì ok, sta roba di nicchia se la tenessero per loro".
Perché se una cosa non la capisci allora è facile dire che fa schifo.
Poi ci sono quelli che "e se non mi fai il nano classico sei un mostro che sta deturpando l'immagine dei nani e te lo devo urlare forte facendoti vedere i nomi e i cognomi della gente famosa che li ha creati e come si fanno" da applicare per qualsiasi tipologia di genere di classe, razza o alieno con le antenne.
Detto questo, io apprezzo tanto il tuo punto di vista mononoke, lo capisco e lo allargo a tutte le categorie di genere se concesso.
14/01/2017 15:07:14
Mancanza di creatività Vs vampiri alla twilight
Ai posteri l'ardua sentenza su cosa è peggio XD
14/01/2017 15:38:39 e modificato da mononoke il 14/01/2017 16:02:55
Non mi ritengo un grande genio creativo né penso di aver creato solo ambientazioni avvincenti, ma posso comunque dire di averne scritte un buon numero evitando di ricalcare lavori altrui. Così come me, anche molte altre centinaia di dilettanti e scrittori professionisti il cui lavoro è sicuramente apprezzato. Per questa ragione penso che "Non è facile creare una singola ambientazione originale" sia la risposta di chi, a dirla tutta, non ne è capace. Forse gli serve più pratica, forse deve leggere e vedere più opere, forse semplicemente non è nelle sue corde.
La mancanza di tempo sembra una ragione valida, ma se si ritiene di avere tempo e risorse per pubblicare e gestire un libro/gioco/land perché non se ne dovrebbe aver avuto per pensare all'ambientazione al suo interno? C'era tutta questa fretta di pubblicare qualcosa a cui apporre la propria firma?
Per questo dico di chiedersi se si ha davvero qualcosa da apportare alla scena del fantasy. O di qualsiasi altro genere, come aggiunge giustamente kitty.
Per chi dice che il pubblico è incontentabile perché vuole qualcosa di facile: si può rendere facilmente approcciabile anche ciò che è sconosciuto, sia tramite una scrittura chiara e concisa che tramite l'utilizzo sapiente di archetipi preesistenti. Sottolineo la parola perché c'è differenza fra l'ispirarsi e il copiare.
Per chi dice che il pubblico è purista e vuole solo ambientazioni già esistenti, intoccabili: questa è una motivazione che non capisco. Se i giocatori non vogliono che si tocchino gli stereotipi a cui sono abituati, non utilizzateli. Il punto è proprio che non c'è bisogno di altri vampiri e altri nani, esistono già nelle numerosissime opere a cui loro si stanno riferendo.
E a prescindere da ciò, per quale ragione state realmente creando il vostro gdr?
Se la ragione è che avete qualcosa di nuovo da dire, non dovete preoccuparvi di non accontentare i puristi perché non è a loro che vi state rivolgendo.
Se la ragione è che volete creare un gdr fantasy tutto vostro che abbia molto pubblico a discapito dell'originalità... non avete il mio personale supporto né interesse. Comunque, guardate la sezione Fantasy Classico su questo sito e scorrete verso il basso. Ne esistono e ne sono esistiti già abbastanza.
Certo, un paio di esponenti del genere devono esserci, ma siete così sicuri di poter creare qualcosa di tanto bello e ben organizzato da creare il nuovo rappresentante principale, la land del fantasy stereotipico che farà la differenza fra tutte le attuali land di fantasy stereotipico? La quantità di siti chiusi mi suggerisce che la risposta sia "probabilmente no".
Di nuovo, chiedetevi cosa state davvero apportando alla scena.
14/01/2017 16:08:19 e modificato da strangefolk il 14/01/2017 16:09:35
mononoke ha scritto:
E se proprio devi aggiungere la tua goccia all'oceano, chiediti se hai davvero qualcosa di interessante da aggiungere allo stereotipo.
E perchè mai?
Nessun genere quanto il fantasy classico gioca le sue carte sulla familiarità, è come viene interpretata questa familiarità a rendere un prodotto originale, non necessariamente tirare fuori bizzarrie dal cappello. Che il limite del fantasy sia la fantasia è un'interpretazione molto discutibile se si considera che, a meno che uno non stia scrivendo un romanzo, il consumatore va esplicitamente cercando dei punti di riferimento tolkieniani, wizardiani e gamesworkshoppiani. Non darglieli è uno smacco, oltre a essere un palese e disperato tentativo di originalità. Il fantasy europeo è un coltellino svizzero che funziona da canovaccio e ha tantissimo da offrire a seconda di come viene composto e rimaneggiato. Il problema c'è quando sono le storie ad essere fotocopiate, ed è la narrazione ad essere carente. E lì dare la colpa al genere non funziona, perchè lo stesso autore farebbe un disastro anche se avesse in mano un'ambientazione originale, ammesso che sappia crearla.
14/01/2017 16:25:59
mononoke ha scritto: Non mi ritengo un grande genio creativo né penso di aver creato solo ambientazioni avvincenti, ma posso comunque dire di averne scritte un buon numero evitando di ricalcare lavori altrui. Così come me, anche molte altre centinaia di dilettanti e scrittori professionisti il cui lavoro è sicuramente apprezzato.
Apprezzato: ma non sei il nuovo Tolkien (almeno, non ancora).
Così, anche qui, molti sono apprezzati ma non sono Tolkien e manco Asimov.
Creare un sistema di gioco poi, non si limita a un'ambientazione. Il PBC è diverso da un libro: lo dimostra il fatto che esistono alcune ambientazioni ingiocabili nella forma del libro.
La creatività sta proprio nell'adattamento e non ne mancano esempi.
14/01/2017 17:13:37 e modificato da mononoke il 14/01/2017 17:44:06
Rispondendo a Strangefolk: fai bene a ricordarmi che molte persone vogliono soltanto rituffarsi in ambientazioni che conoscono già, ho ragionato troppo secondo i miei gusti. Questo però non toglie che esistano molte più land, libri e videogiochi che puntano sull'imitazione di quante ne siano richieste. Soprattutto, dubito fortemente che tutti questi autori vogliano solo omaggiare i vecchi canoni, e il motivo è quello che dici anche tu: alla mancanza di originalità nell'ambientazione si aggiunge spesso l'incapacità di rimaneggiare il vecchio materiale e creare belle trame.
ilgrandeinverno ha scritto:
Apprezzato: ma non sei il nuovo Tolkien (almeno, non ancora).
Così, anche qui, molti sono apprezzati ma non sono Tolkien e manco Asimov.
Creare un sistema di gioco poi, non si limita a un'ambientazione. Il PBC è diverso da un libro: lo dimostra il fatto che esistono alcune ambientazioni ingiocabili nella forma del libro.
La creatività sta proprio nell'adattamento e non ne mancano esempi.
Dici cose con cui sono d'accordo e che non ho indirettamente negato. Non capisco se dovrebbe essere una negazione a qualcosa che ho detto.
Comunque, plagiare i nani di Tolkien, i suoi elfi e la sua genesi è quantomeno deplorevole. Oltre al dimostrare di avere poca inventiva o iniziativa, ci si mette in diretto confronto con uno scrittore che è da molti ritenuto un maestro, ed il confronto non è solo sullo stesso genere ma sulla stessa documentazione che lui ha inventato.
Puoi farlo, ma mortifichi te stesso e contribuisci all'idea che il fantasy consista nell'imitazione (tant'è che a quanto leggo si da per scontato che il genere consista soprattutto in questo). Piuttosto apri una land a tema Signore degli Anelli.
Non mi sono espresso sul sistema di regolamento che si lega all'ambientazione, possiamo parlarne ma non c'entra con l'argomento. Dico che non c'entra perché non vedo come creare regole per ambientazione originali sia tanto più arduo del crearne per l'ambientazione stereotipica. A meno che il minore impegno derivi dal copiare anche i regolamenti altrui, oltre che l'ambientazione... in quel caso, doppia mortificazione.
O forse volevi dire che è difficile ideare un'ambientazione nuova e avvincente che sia anche giocabile? Sì, è impegnativo ma tutt'altro che impossibile. Se non lo sai fare, non farlo. Oppure provaci e vedi come va. Più che la mancanza di "bravura" disprezzo la pigrizia mentale di chi non vuole nemmeno provare a mettere del suo.
Sembra che si dia per scontato che non saper creare qualcosa di nuovo si traduca in "allora copio gli altri e vado sul sicuro" ma questo ragionamento è valido solo se si ragiona in termini commerciali. Si creano gdr by chat per fare soldi? Non penso. Si creano per vantarsi di essere proprietari dell'ennesima land senza identità piena di giocatori? Quello forse sì. In entrambi i casi si arriva alla mortificazione del fantasy che sta nel titolo del topic.
Discussione seguita da
Pagine → 1 2
Rispondi alla Discussione Segui Discussione Inoltra Discussione Forum Giochi e Dintorni Elenco Forum
Articoli, Interviste e altre Risorse!
Project Entropy ↗
Tibia ↗
Enlisted ↗
Sea of Conquest ↗
World of Warship ↗
Seconda Era ↗
AlterEgo ↗
Raja Dunia ↗
World of the Sea Battle ↗
Foundation Galactic Frontier ↗
World of Tanks ↗