Rhodonite, il segreto dei Tiarna
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Rhodonite, il segreto dei Tiarna
URL:
https://rhodonite.forumfree.it
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Categoria: Play by Forum
Genere: Fantasy
Stato: Chiuso
Descrizione:
Prologo
Septarie è una piccola cittadina a sud-est di Prehnite, un ampio continente circondato dal mare, piuttosto distante dalla capitale.
Gli abitanti del villaggio sono persone bigotte e sospettose che non vedono di buon occhio i nuovi venuti, spesso vittime innocenti delle loro ingiurie; questo portò la città a essere completamente isolata se non per qualche sparuto viandante.
Le cose andarono avanti così per secoli e, agli occhi degli ignari cittadini, così vanno ancora oggi.
C'è però un luogo, raggiungibile solo attraverso il villaggio e non poco lontano da esso, nascosto dalla foresta e da grandi laghi che non è abbandonato e selvaggio come tutti credono. Protetto da barriere naturali - e non - sorge, a metà tra una pianura e un colle, un elegante maniero: autosufficiente, in grado di ospitare moltissime persone oltre che organizzato in modo impeccabile.
Sì, ma per cosa?
Era questa la domanda che ci si poneva in tutto il castello di Citron, tra la servitù - per fare un esempio, ma la situazione era la medesima in molti altri luoghi - da qualche giorno in seguito all'arrivo di un misterioso Junker e la conseguente lettera del loro padrone.
CITAZIONE
"Gentile Junker Shaw,
ho ricevuto solo da poche ore la sua missiva.
A seguito del nostro primo incontro sono lusingato per l'invito per il mio secondogenito a entrare a far parte della sua confraternita, lieto che si sia reso conto delle sue possibilità le rispondo per confermarle la sua disponibilità in tal senso, inoltrandole i suoi più sentiti ringraziamenti.
Aspetto maggiori informazioni perché mio figlio possa raggiungere il Maniero di Rhodonite il prima possibile, in modo da ambientarsi nel minor tempo possibile.
I miei più sentiti omaggi,
Lord Edward J. D. Citron, quarto nel 'Consiglio dei Cento'."
Fu dato ordine di portare la missiva nella piccola citta di Septarie, nell'unico albergo del posto e per un po' non sembrarono esserci novità. Ciò rendeva molto nervosi il padrone e il suo secondo figlio; poi, finalmente, un giorno la risposta:
CITAZIONE
"Cortesissimo Lord Citron,
La prego di scusare l'attesa ma non riuscivo a trovare uomo fidato in questo villaggio - di cui certo conosce la non menzoniera fama -, il mio messaggero era malato; innanzitutto non posso che essere io quello onorato e lusingato per aver accettato le mie proposte.
Le assicuro che sarà, per suo figlio, la migliore delle soluzioni.
Abbiamo già parlato del mio compenso da vicino, per questo passo direttamente ad occuparmi di ciò che il suo ragazzo dovrà fare una volta arrivato.
Per giungere al maniero dovrà in primo luogo passare per Septarie, attento a non destare i sospetti di queste genti e proseguire verso la foresta, fuori il villaggio - in allegato a questa missiva ci sono una mappa e la lista delle cose che occorreranno a suo figlio per il viaggio e per la permanenza. Potrà partire quando desidera.
Sarebbe opportuno che portasse con se un buon numero di uomini per proteggerlo durante il tragitto ma solo un servitore per occuparsi delle sue stanze e della sua persona, se vorrà. D'altra parte è solo un'aggiunta: sul posto avrà molte comodità.
Se servono ulteriori informazioni non esitate a contattarmi, a Septarie c'è sempre - o quasi - un mio uomo disponibile. In ogni caso saprò che mi cercate.
Le mie congratulazioni per il matrimonio della vostra ultima figlia,
Junker Shaw, Castellano di Rhodonite e Secondo Tiarna della 'Confraternita della Rocca'."
Cosa stavano andando a fare tutti i figli cadetti nobili e borghesi, di qualunque sesso ed età di Prehnite?
Chi sono gli Junker? E di che si occupa la Confraternita della Rocca?
Trama
"Approfittando del po' del tempo che avevo a disposizione presi dalla sacca il quadernino rilegato che avevo portato da casa, deciso a scrivere tutto quanto scoprivo di quel luogo sconosciuto così diverso da casa mia - loavevo notato appena il mezzo aveva attraversato il confine - poi, sempre dalla borsa recuperai la matita, pronto a macchiare quelle pagine candide con le mie impressioni.
CITAZIONE
Prehnite è un vasto continente circondato dal mare, ricco prevalentemente di boschi e foreste; ha una città centrale, Visio, circondata da una serie di cittadine minori e villaggi. Quello che interessa a noi è Septarie: è più o meno lì che sono diretto. Dai racconti ho scoperto che è dedito soprattutto alla caccia, i suoi abitanti sono poco cortesi, ma onesti, ed è circondato anch'esso da una fitta foresta.
A proposito di foresta è proprio lì che dobbiamo andare, o almeno così dice la mappa: protetto da difese di vario tipo si erge l'immenso maniero di Rhodonite, sede della Confraternita della Rocca.
Ci pensai un po', prima di decidermi ad aggiungere qualcosa riguardo la Confraternita; quel poco che conoscevo lo dovevo soprattutto all'uomo che aveva fatto visita a mio padre, con l'intento di portarmi qui: in realtà mi parve un po' strano che qualcuno si portasse oltre i confini del proprio continente solo per invitare un cadetto di seconda categoria. Ma mio padre ne sembrò entusiasta e io accettai mio malgrado.
Viste le cose che sto osservando però non mi sentivo troppo infelice, in quel momento.
Sì, forse scrivere qualcosa a proposito della confraternita non sarebbe stato un male. Ma la vettura si era fermata, e mi stavano avvisando dell'arrivo a Septarie; riposi quindi il quaderno, estraendo questa volta dalla mia borsa la lettera e le indicazioni per raggiungere Rhodonite.
Ebbi la possibilità di riprendere in mano i miei scritti solo a tarda notte, cominciai subito ad aggiornare il testo, ansioso di poter condividere con qualcun altro quanto apprendevo. Continuai dove mi ero interrotto, la Confraternita, avrei poi mandato una e-mail a casa nell'immediato seguito.
CITAZIONE
La Confraternita della Rocca non sembra avere una storia molto lunga alle spalle almeno all'apparenza o stando alle parole di quel vecchio Junker che me ne aveva parlato, sui libri comunque non ne parlano. Ho controllato.
Sempre stando a quel vecchio i suoi membri più influenti sono chiamati Junker e stavano da qualche tempo girando per le città e per le tenute di nobili e borghesi perché i loro figli cadetti potessero divenire adepti della setta, ricevendo così gli onori, le terre e le conoscenze che non avrebbero ricevuto in sede paterna, in quanto proprietà del primogenito. Ovviamente in cambio pretendevano un forte resoconto economico. Lo Junker mi confidò che anche qualche normale cittadino o figlio di commercianti poteva fare domanda per entrare, purché la famiglia fosse in grado di pagare la retta annuale e superasse la prova, ah già ho dimenticato di scriverlo! Quando quell'uomo - si chiamava Less, l'ho già detto? - è venuto a casa, prima di fare la proposta a mio padre ha voluto parlare con me: solo a seguito di quella chiacchierata mi ha ritenuto idoneo.
Eppure non mi ha chiesto chissà cosa, solo cosa mi piaceva o meno fare nel tempo libero e che tipo di studi avessi intrapreso. Tornando a noi... la promessa sembrava essere quella di vivere in un luogo di tutto rispetto, assieme ad altri nobili - e non, come mi era stato confidato - e qui imparare dai membri della Setta come acquisire prestigio e potere all'estero, oppure diventare membri attivi della Confraternita, non solo ospiti o adepti secondari.
Di solito i figli di aristocratici e principi non amavano l'idea di dover lavorare, non nel senso canonico del termine, eppure quasi sempre l'invito era accettato di buon grado: da parte mia non avevo certo la puzza sotto il naso, sono nato in una piccola contrada e sapevo dall'infanzia che avrei potuto solo sperare in un buon matrimonio o in una carriera religiosa.
Venire qui mi ha semplicemente evitato entrambe le cose, il che è un bel vantaggio.
Una volta giunti sul posto, io e la mia scorta, effettivamente, ci siamo ritrovati in un piccolo paradiso: il maniero era gigantesco come mi era stato descritto, accecante con le sue mura in mattoni chiari e il tetto verdognolo.
Alcuni ragazzi studiavano, scherzavano o semplicemente conversavano sotto gli alberi o sulle panchine in cedro. Membri della servitù giravano senza disturbare, ai miei occhi apparivano come angeli custodi, accorti alle esigenze di ogni padrone, ero rimasto imbambolato.
Fu proprio Less a venirmi incontro, appena varcati i cancelli di ferro battuto, mi ha dato un caloroso benvenuto, chiedendomi se avessi portato con me un mio fidato collaboratore o se dovesse provvedere lui a fargli avere un cameriere personale. Non avevo portato nessuno, per non privare la magione di manodopera, e subito fui affidato dallo Junker alle cure di un ragazzo, assicurandomi delle sue ottime capacità.
E' molto professionale, anche se un pò taciturno.
Mi ha mostrato gli interni e gli esterni del maniero, le aule più importanti e mi ha dato dei fogli dove erano spiegate nel dettaglio le materie che avrei potuto scegliere di seguire. Mi ha poi spiegato le regole del Maniero e raccomandato di andare almeno una volta al mese ad una delle funzioni della Confraternita: lì per lì mi è parsa una considerazione un pò strana, ma poi ho capito che si trattava solo dei resoconti mensili della rendita scolastica di ogni Adepto-Cadetto.
Mi ha poi spiegato nel dettaglio la gerarchia: esistono due Tiarna, il primo è il capo principale mentre il secondo è colui che ne fa le veci.
In pratica, per come ho capito, non conoscerò mai il Primo Tiarna, uffa.
Adesso passerò a descrivervi il maniero partendo dal mio arrivo [...] *Per ogni descrizione leggere all'interno delle sezioni.
Era passato un po' da quando avevo preso in mano quel diario, ne erano accadute di cose in quei mesi e non avevo avuto proprio il tempo di sfogliarlo; cominciai a scribacchiare urgentemente, certo che le cose si stavano mettendo male.
Stavamo per essere scoperti.
CITAZIONE
Alcuni Junker non sono sinceri e qualcosa si nasconde a Septarie come nel Maniero.
Avremmo dovuto capirlo subito, troppe promesse, troppi elogi, tutto troppo.
Sta agli adepti decidere se accettare passivamente quello che gli viene chiesto magari aspettando un proprio tornaconto - sono in molti a farlo -, oppure ribellarsi violentemente o, ancora, aspettare pazientemente il momento per fuggire in cerca di aiuto.
Cosa esattamente trama la Confraternita? Sono coinvolti davvero tutti? Io ho scelto di cercare aiuto, lascerò qui il diario. Ben nascosto, sperando che il prossimo ospite di questa stanza lo trovi, ma temo che saranno altri a farlo proprio. Speriamo bene.
Ho visto qualcosa che... non ho il tempo per scriverlo, mi chiamano. Addio.
La figura - donna o uomo che fosse, dalla silhouette non si riusciva a distinguere grazie alla larga la tunica portata ben chiusa attorno al collo - frugò per la stanza, con foga. Aveva sentito parlare di un libro, un diario, il ragazzo lo aveva confessato.
"Quinta mattonella dall'entrata, dovete spostarla." aveva detto.
Si muoveva quel punto del pavimento, infatti. Prese il diario e lesse con calma le poche pagine segnate a matita; strappò l'ultima con un gesto seccato infilandosela in tasca, riponendo il diario al suo posto.
Se anche avessero trovato il diario non avrebbero letto che di giorni felici."
GdrID: 8010
Data Pubblicazione: 22/12/2016
Ultimo Aggiornamento: 27/04/2018
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