Sinnersgdr
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Sinnersgdr
URL:
https://priest.blogfree.net
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Categoria: Play by Forum
Genere: Urban Fantasy
Stato: Chiuso
Descrizione:
Anno 5001, c'è sempre stato l'uomo, e ci sono sempre stati loro, le creature. Fin dall'inizio in conflitto. Esse erano forti e dotate di poteri per certo al di sopra delle abilità umane, per anni hanno terrorizzato le popolazioni, finché l'uomo, un giorno, non trovò l'arma definitiva, quella perfetta e in grado di proteggerli tutti: i sacerdoti. Guerrieri dalle capacità straordinarie, adepti al combattimento, agili, scaltri, tutte abilità che la Chiesa si è preoccupata di affinare per distruggere i figli del Demonio che assediavano le loro città. La terra ridotta ad un arido deserto, ormai c'è poco da proteggere, ma alcune città vivono ancora: Istambul, Londra e Roma. Esse addestrano nuovi sacerdoti giorno per giorno, nella speranza di far risorgere la razza umana e contrastare le creature.
Tempo addietro gli umani, stanchi di essere assediati, tentarono un approccio quasi pacifico con le creature, per quanto esse potessero essere malvagie e assetate di sangue: crearono delle riserve, esse avevano il compito di tenerli ingabbiati, in modo che non creassero morte e distruzione tra il resto degli abitanti del pianeta Terra, ma ovviamente, non si poteva neanche pensare di tenere priginiero ciò che per secoli era stato libero.
Le creature si ribellarono ed entro poco tempo abbaterono le difese che separavano il mondo esterno dall'interno delle riserve.
Le mura cedettero e i Figli del Male si riversarono fuori come un'orda, imponente, orribile, quasi si poteva percepire la loro rabbia, la disperazione e la malvagità. L'odio che provavano verso gli umani era così tangibile, così vivo e pulsante, poteva essere quasi solido, tanto da poterci camminare sopra. Ingabbiarli! Che stupidi erano stati. Sciocchi e ingenui. Fermare qualcosa di così potente, o almeno, tenetare. Gli umani non avevano la minima idea a cosa erano andati incontro. Avevano solo avvicinato il momento della loro estinzione, allungando la loro agonia, allungando il tempo che ci sarebbe voluto per farli fuori tutti.
Fu così che le Creature invasero la Terra e furono gli umani, a quel punto, a doversi rifugiare tra delle mura, dietro dei cancelli di ferro, in sole tre città.
Tornarono in campo i Sacerdoti, che in precedenza erano stati liberati dai loro doveri perché si pensava che ormai, dopo la creazione delle riserve non ci sarebbe più stato bisogno di loro.
Sacerdoti e Creature, sta per iniziare una nuova guerra, più violenta e sanguinosa e una profezia incombe.
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Vi si narra di un tempo dove i Fernir erano creature sì del Demonio ma erano innocue. Essi non attaccavano, non uccidevano le persone se queste non le stuzzicavano, il loro padre aveva dato loro l'opportunità di vivere come gli altri umani assumendo le sembianze dell'animale solo durante la notte. Spesso in questi periodi di tempo si spostavano in branco, con un capo che li guidava e impartiva regole per non farsi scoprire. Uno di questi era Fernir Blackclaw,il capobranco e capistipite della specie, un lupo dal manto nero che in sembianze umane era un giovane dalla pelle olivastra, capelli neri e dagli occhi scuri.
Una notte, mentre marciavano verso qualche terra lontana, si accamparono aspettando l'alba del nuovo giorno per continuare, ma il silenzio venne spezzato dal pianto di una fanciulla che proveniva dal folto bosco e Fernir, svegliato dai singhiozzi, uscì dalla sua tenda per dirigersi verso la fonte di quei continui lamenti. Sembrava che provenissero dal lago vicino e non appena egli arrivò si imbattè in una fanciulla, Ofelia Redsorrow, dai capelli scarlatti, color del sangue e dalla pelle chiara, quasi bianca che stava seduta sulla riva dello specchio d'acqua a versare lacrime che formavano, su di essa, cerchi perfetti che si allargavano sulla superficie. Mai aveva visto una simile creatura di una tale bellezza che riluceva nel buio della notte come se avesse dentro di se la luna stessa e ne rimase così affascinato che sentiva il bisogno, il desiderio, di guardarle il viso. Ma non appena avanzò di un passo, la fanciulla si voltò mostrando il suo volto sorpreso e spaventato, con gli occhi azzurri terribilmente arrossati dal pianto che fecero male al cuore del lupo. Ella era la capostidite delle Ofelie, una sorella, nata dallo stesso padre e conosciuta come un'anima che si era tolta la vita, ma che poi si era reincarnata nel corpo di una donna dagli occhi arrossati a causa delle lacrime. Stava quasi per ributtarsi nelle acque, per nascondersi, ma Fernir la fermò prendendola per un polso e chiedendole: «Perchè piangete? Le prometto che non le farò del male, non è nelle mie intenzioni» disse il ragazzo rimanendo ancora più colpito da quella bellezza. La creatura inizialmente spaventata, si rassicurò vedendo in lui qualcosa che solo due esseri così simili potevano cogliere. Aveva capito che lui era Fernir. «Piango perchè mio marito mi ha tradito» rispose la giovane con voce spezzata dal pianto. «Piango perchè io gli ho donato il cuore e lui ci ha camminato sopra» continuò a raccontargli della sua storia, fino a quando non disse come si era suicidata e Fernir, sentendosi dispiaciuto volle aiutarla proponendole che l'avrebbe appoggiata nella sua vendetta se solo ella sarebbe rimasta poi al suo fianco, come sua compagna. La giovane accettò in quanto anche lei provava qualcosa per quel Fernir, innamorandosi del suo buon cuore, della sua bellezza. Una notte, il ragazzo si trasformò in lupo e accompagnò la sua amata a casa del suo vecchio marito, ormai vedovo, uccidendo prima lui, poi la nuova famiglia che aveva creato, non risparmiando nè i figli nè la nuova moglie. I due innamorati credettero di poter vivere felicemente insieme, ma il destino non fu buono con loro. I genitori dell'uomo che lei un tempo aveva amato le diedero la caccia e non appena la trovarono, la uccisero. Fernir giunto troppo tardi per salvare la sua amata, sapeva già che orrida vista lo aspettava e quello che si era immaginato non fu poi tanto diverso dalla reltà: la sua amata era stesa sul prato, abbracciata da fili d'erba e cullata dal vento, placido, che le scompigliava i capelli, ormai anch'essi privi di vita, scarlatti, dello stesso colore delle gocce di sangue sulla sua pelle lattea. La sua amata, strappata alla vita una seconda volta. Il Fernir si inginocchiò accanto a lei e ne prese il corpo fra le braccia, piangendo per un giorno e per una notte e infine, quando il corpo di lei si trasformò in polvere nelle sue mani si alzò con una furia cieca negli occhi. Tornò dal suo branco e con voce potente fu udito da tutti i suoi sottoposti: "da questo giorno in poi saremo i protettori delle Ofelie, le loro ombre, proteggeremo le nostre sorelle anche a costo della vita, fino alla fine dei tempi"
Tag:
#GdR
GdrID: 2137
Data Pubblicazione: 14/03/2012
Ultimo Aggiornamento: 27/04/2018
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