Sublimazione e Vendetta
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Sublimazione e Vendetta
URL:
http://www.associazione-era.it/s&v/
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Categoria: Play by mIRC
Genere: Fantasy
Stato: Chiuso
Descrizione:
Preludio
La voce di Demhovious abitava echeggiante quella piccola casa.
I piccoli Gaber, Dudek e Berta rimanevano incantati udendo le storie che narrava il vecchio mezz’orco.La stanza dove si riunivano da cinque sere è rustica e curata nei particolari, il legno pregiato che la riveste...e di cui è stato fabbricato il mobilio è come un marchio che denota l’arte di Silase “ legnofuso “ come i vari trofei di caccia che albergano quel salottino. Sul camino vi è una testa di cinghiale gigante….accanto alla finestra due cervi, uno fulvo e uno nero…….al centro del tavolo..che domina un piccolo albero accuratamente costruito con passione…..un Gufo che fuori scala vuole rappresentare il dominio della notte sulla Natura.
E si, il Buon Silase…aveva lavorato tutta una vita per assicurarsi quella dimora invernale sui Monti Drakon……la sua fama di costruttore di archi di alta qualità..lo aveva reso ricco e famoso….famoso come lo è per la sua passione per la caccia che veniva coltivata proprio quando era in “ vacanza “ lì.
Era tutto ordinario fino a che……..in una battuta di caccia comparve dopo tanti anni il caro amico Damhovious che chiedeva aiuto all’ artigiano perché aveva smarrito la sua compagnia. Silase lo accolse in casa con piacere, anche perché la moglie ormai defunta non poteva badare ai bambini e il vecchio mezz’orco sarebbe stato d’aiuto nel sorvegliarli mentre lui era a caccia.
Cinque sere e quattro storie che narravano miti e leggende di Alar…quando questa sera, Dudek...il più giovane tra gli halfing domanda allo “ zio Dem “ se conosce qualche storia dei Monti Drakon….
Pensieroso corruccia la fronte e si cala in un’ espressione misteriosa…..fissa il gufo sul tavolo e la sua voce si muta in qualcosa di abietto….Berta ridacchia perché nelle serate precedenti era già capitato per qualche istante che l’amico del babbo avesse cercato di spaventarli….ma Dudek e Gaber avvertono qualcosa di diverso.
La voce non torna normale e la narrazione continua: << Una truppa di druidi non morti pattuglia ogni notte per i Monti Drakon, giurando vendetta per i soprusi avvenuti in quelle lande selvagge……..i cacciatori….che per ludo si avventurano su questi monti dovranno essere giustiziati..non c’è peggior offesa per la natura di quella di sopprimere un animale senza uno scopo >>
I bambini solo ora intuiscono che lo “ zio “ è in qualche modo non cosciente…..è come se qualcosa o qualcuno parlasse per lui. Il piccolo Dudek cerca di “ svegliarlo “ ma non ha modo di tentare perché Gaber e Berta lo allontanano prontamente…e si allontanano dall’ altra parte della stanza.
Una forte corrente gelida entra in casa……e per poco non spegne il camino……Gaber si accorge che c’è una tempesta fuori……un fulmine illumina tutta la casa a giorno……sono tutti spaventati da Damhovious che intanto continua a raccontare.
<< Avanzano in gruppo, sono otto …..e dopo una lunga perlustrazione scovano un cacciatore armato di arco che è stato tradito da un fulmine…….il cappuccio verde gli copre il viso……e l’arco risplende di luce propria neanche il tempo di rifugiarsi….che la truppa lo circonda……l’halfing mira ad 1 di loro…lo colpisce al cuore….ma..è inutile….quelle frecce non sono magiche..sono idonee per la selvaggina ma non per i non-morti………la truppa si avvicina, il disperato grido è inutile in quel Passo abitato da nessuno……i druidi sferrano una furia inusitata che in pochi secondi si traduce in una morte orribile per il vecchio cacciatore che giace a terra ….prendono l’arco e le poche frecce e continuano il loro cammino lento e claudicante >>
I bambini piangono..ma il mezz’orco sembra innocuo perché si limita solo a parlare
:<< Il gruppo si avvicina a quell’ unica casa che si trova nel Passo di Terra alta>>
< Quella è la nostra casa ! > Esordisce Berta piangendo….
:<< riescono a vedere le luci ed una sagoma… uno dei druidi tende la corda dell’arco con una freccia.>>
Queste le ultime parole dello “ Zio Dem” quando un fragore di vetri infranti dominò quello spazio piccolo ed accogliente, i tre piccoli halfing si spaventarono a tal punto da non capire cosa avesse distrutto il vetro..pensarono subito al vento terribile che regnava in quella notte, ma solo Gaber si accorse che una freccia con la punta d’argento era conficcata tra gli occhi del mezz’orco e senza indugiare prende i fratellini tra le braccia e i trascina in un vano segreto della casa che si trovava dietro un dipinto appeso alla parete nord.
Gaber :<< ZITTI ORA! >>
Un silenzio albergava quella baita che veniva infranto solo dall’ ululare del vento …..e chissà forse verrà infranto anche da otto nuovi ospiti…………
I piedi pelosi di Berta cominciavano a sudare, il vano è strettissimo ed i tre piccoli halfing cominciavano a tremare dalla paura.
Niente si udiva………solo l’ululato del vento.Berta scivola un po’ , colpendo con il gomito il mento di Dudeck ----<<Ahi! >>…….Gaber ammonisce i due sussurrando << SILENZIO! >>.
Il tempo sembra fermarsi tutto d’un tratto, il vento non si ode più…………..il cigolio della porta e dei passi pesanti ora abitano la casa…………………Urla………..e rumori di distruzione provengono dal salottino…………………ancora passi e………..silenzio………l’ululato del vento .
Berta e i fratellini sono talmente spaventati, che, nonostante non ci fossero + rumori, rimasero in quel nascondiglio molte ore ancora………
Intanto in una piccola caverna scavata nella roccia a 2616 metri sui monti Drakon………..Dunderbin, uno stregone drow, recita un rito d’evocazione.
Una stella a sei punte disegnata sul suolo, sei candele ai sui vertici, un libro di magie arcane tre le affusolate mani dell’ elfo, ed echeggianti versi pronunciati in una
lingua incomprensibile completavano il rito.
Quella piccola caverna diventa presto un concentrato elettromagnetico prodigioso, Dunderbin si accovaccia in terra per evitare tutti quei fulmini che si proiettano nella roccia………poi……..una sagoma appare al centro della stella, e lo stregone mantiene la postura che ora diventa un inchino.
In tutta la sua deformità Kuetor è di nuovo sui Drakon, la sua risata è imponente e sarcastica, gli occhi incastonati nella testa che mantiene sotto il braccio sinistro si rivolgono allo stregone ora……<< Cosa ti porta ad evocarmi maledetto elfo!>>
In quel momento la figura mastodontica del demone acefalo fa raggelare il sangue del drow…….
<< Oh mio grande Re delle selvagge lande >> sussurra << Sarò il tuo braccio feroce che vendicherà la tua morte ingiusta, e attraverso me potrai manifestare tutta la tua malvagità riconquistando questi monti>>
Kuetor:<< Come ben saprai la maledizione non mi permette di varcare i confini della “ stella “, come intendi farmi ritornare il Re oscuro dei monti Drakon ?>>
Dall’ impeto tuonante , la sua voce ora, sembrava interessata……infondo quel drow non doveva essere un povero stregone da quattro soldi………..se aveva avuto l’ ambizione e l’abilità di evocarlo……forse….poteva sfruttarlo.
Dunderbin:<< La tua presenza in questa piccola caverna potrebbe fare da catalizzatore per i miei incantesimi e le mie evocazioni. Pratico la negromanzia e già ho un piccolo esercito di druidi non morti che pattugliano il Passo di Terra Alta, tutti druidi morti durante le guerre e mai ritrovati. Mio Re, fai di me il tuo suddito e donami la possibilità di farti essere il “ Picco Drakon “>>
Kuetor:<< Non capisco, tu sei pazzo! Io diverrei una montagna?>>
Dunderbin:<< non sono pazzo credimi, ho trovato un tomo antico ove c’è scritto che …..convogliando una forte energia maligna…..dissipata per tutto un luogo…. una foresta od un monte ad esempio…. il demone catalizzatore del male può integrarsi nella natura del luogo e..diventare il luogo stesso………..quindi sarà un regno dove nasce e viene prodotto male e potresti essere venerato come un Dio………….da demone a Dio………da demone………. a Dio.>>
Kuetor:<< Non mi convinci ma ……….in questo momento non ho niente da perdere voglio ascoltare le tue intenzioni…….>>
Kuetor disegnò nell’aria con l’indice, una piccolissima alata creatura nera con la testa di rinoceronte ed il corpo di pantera, che prese subito ad animarsi, e con piccoli e decisi spostamenti visitava in ogni dove il piccolo vano roccioso poggiandosi poi, sulla spalla destra del demone.
<< Ti dono questo familio che ti aiuterà a trovare altri druidi non-morti, la sua complicità migliorerà i tuoi poteri affinché il vostro operato avveleni questo luogo>>
Dunderbin con un ghigno non fece trasparire la sua malvagia gioia….e protraendo umilmente una mano verso la figura acefala, invitava il panteronte a posarsi su di essa.Appena la piccola bestia, delicatamente ripose i suoi artigli sulla mano dello stregone, nuova luce risplendeva sulla sua tenebrosa pelle…stava avvenendo un cambiamento, una forte inspirazione avvenne incoscientemente, mentre pareva che i lineamenti ed il vigore del drow…..fossero quelli di 100 anni prima…..un simbolo rosso si impregnò nella mano destra……e gli occhi sembravano splendere di immortalità.
Intanto il piccolo ottetto di non morti, era di nuovo al cospetto di Dunderbin, che con i nuovi poteri acquisiti, grazie all’influenza del demone, roteando le due mani diede forma ad una sfera dorata che si vivificò e si infransecontro la sacca con i trofei di caccia.Le tre teste fuoriuscirono dal loro jutico recipiente e, armonicamente fecero in modo da essere infilzate ognuna da un capo dei tre druidi non-morti più dotati.Un umanoide non-morto con la testa di cinghiale ed un’ascia bipenne tra le possenti mani, uno con il capo di un cervo fulvo ed un arco meraviglioso che brillava lucente dinanzi la sua figura,………..e infine il cervo nero il cui corpo umano afferrava un arco semplice.
Kuetor<< ORA DEVI ANDARE AL PICCO DRAKON E RIPETERe IL RITO! Se è vero ciò che blateri…..la mia locazione deve essere quella!>>
Al tuonare di quelle parole, lo stregone fece segno di sottomissione ed ubbidienza, e incurante della tempesta di neve che si stava avvicinando, tra il fragoroso ed urlante vento gelido prese strada con passo veloce e leggero, seguito dal famiglio, tre nuovi “Mostri” e cinque druidi non morti già rodati…………….
Il picco Drakon vedeva arrivarsi una tunica nera, otto figure oscure e raccapriccianti ed uno strano volatile….nero……con una sola cosa in comune……luccicanti occhi color arancio……… ..e……..una imponente stazza che si lasciavano dietro….in un vano roccioso.
Quale nuova leggenda potrebbe aver narrato Demhovious, una leggenda che stava nascendo, completamente intrisa del male più scuro e profondo………
4400 metri, la tempesta di neve stava affievolendosi, ogni fiocco era reso affilato dagli irregolari soffi di vento che provenivano da ogni direzione.Le dieci scaltre figure sembravano poco provate da quella scalata che era iniziata 10 ore prima, e con passo più pacato.........ed un raggio di sole che timidamente si affacciava sulla loro strada, riuscivano a vedere non molto lontano, verso sud-est, un piccolo agglomerato di case......sicuramente Lethe, poi......fermandosi anche per prendere un pò di fiato, rimasero come incantati scrutando da quell' altura, un pò più a sud, il Bosco Silente in tutta la sua magnificenza.La notte si avvicinava ed era necessario trovare riparo per poi riprendere e conqistare la vetta.Dunderbin chiese al panteronte di volare alto per cercare...una caverna, qualcosa....di abitabile per la notte.Il familio si levò con piccoli scatti verso nord -ovest e...trasmise allo stregone la visione di un fabbricato, una specie di rifugio, non lontano, ma almeno 50 metri più su.Le palpebre del drow si chiusero per un' istante, giusto il tempo di avere quell' immagine nella sua mente ..che alzò la testa per verificarne la direzione, e....senza esitare un attimo , intraprese la strada del rifugio con al seguito tutta la compagnia.
Dunderbin con sguardo imperturbabile, al capo del gruppo, scrutava attentamente con i suoi occhi arancioni quell' uomo e quel drow che si presentavano davanti a lui.
Pronto ad inveire contro le irrisolute creature, lo stregone ha evidentemente un' espressione riflessiva e concentrata.
L'umanoide non morto con la testa di cinghiale, sbottò in un grugnito che provocò la fuoriuscita di impazziti skizzi di sangue dalla sua cavità orale, che insudiciarono il pavimento e la tunica di Dees, che se lo ritrovò dinanzi a se minaccioso con una grossa ascia bipenne.
GdrID: 5720
Data Pubblicazione: 19/12/2014
Ultimo Aggiornamento: 05/01/2016
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