Supremacy: Rise of The Dark Queen
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Supremacy: Rise of The Dark Queen
URL:
http://www.supremacyshard.com
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Categoria: MmoRpg
Genere: Fantasy d'autore
Stato: Chiuso
Email:
mostra
Descrizione:
Shard gratuito per Ultima Online
Una goccia di luce, bianca e splendente, cadde dall'enorme vortice di nubi nere creato dall'artefatto. Cadendo, increspò la terra come un sasso avrebbe fatto con l'acqua di un lago placido e fermo in un giorno senza vento.
Le onde concentriche si espansero, fino a comprendere ogni cosa. Sempre più grandi e impetuose, si trasformarono in un grande cono di nebbia e luce, che sciolse il mondo e la sua materia materiale e spirituale.
L'Antico Guardiano contemplò questo maestoso spettacolo, fiero e altero.
Come aveva deciso e come si era sempre augurato, avrebbe cancellato per sempre il ricordo degli elfi dei ghiacci, anche a costo di perdere sé stesso nella sua vendetta.
Rise, rise di gusto, per poi sciogliersi anch'esso nel caos di questo mare di vita e morte che prendeva nuova forma.
La galassia sprofondò in una nuvola di nebbia, che esplose e attaccò anche i pianeti dei sistemi stellari vicini, provocando un turbine simile ad un taglio conico che partiva da dove, fino a pochi secondi prima, esisteva il pianeta di Sosaria.
E com'era ferocemente nato, devastando e distruggendo, sparì. Lo strappo spazio-temporale si ripiegò su sé stesso e ribollì in un'implosione, lasciando dov'era prima era un vuoto nero e buio simile ad una grande V.
Quattro pianeti erano stati risucchiati in questo vortice, e di loro non rimaneva che lo spazio in cui prima orbitavano, rimasto vuoto. Quattro pianeti prima pieni di vita, Sosaria compreso.
Dal turbine di nebbia la materia e lo spirito risucchiati e rimescolati riacquisirono una nuova forma. L'implosione ridette forma e sostanza alla materia, prima divenuta gassosa. Le rocce, i fiumi, i laghi si ricomposero e formarono nuovi e diversi paesaggi, che richiamavano ognuno dei quattro pianeti eppure non assomigliavano ad alcuno di essi.
Dall'esplosione non era passato nemmeno un minuto, ma ormai il tempo non aveva alcun senso, perchè nessuno era in grado di misurarlo e di capire cosa fosse successo.
Dei sopravvissuti, plasmati da mutate forme dei loro simili, erano sparsi in questo mondo vivo e brulicante di esseri viventi che però non comprendevano alcuna forma di vita identica a prima; ora a chi era stato risparmiato dalla furia dell'artefatto spettava l'arduo compito di scampare alle foreste colme di belve affamate, alla mancanza di città e di case, e di trovare i propri simili sparsi per il globo.
Qui inizia la storia di Tohran, pianeta di Supremacy the Dark Age.
Anni 0-200. Dal caos tutto ricominciò.
Fu un'epoca di stenti, di tanti raminghi che, divorati dai bisogni primari quali la fame e la sete, persero ogni interesse nel costruire organizzate e funzionali città in cui vivere, come la loro stessa intelligenza gli indicava. L'ingegno e l'arguzia persero di spessore, provati com'erano dalla totale mancanza di memoria che avevano questi esseri dopo l'azione dell'artefatto.
I membri di ogni razza erano sparsi per il globo e molti vivevano nell'impossibilità di trovare i propri simili, dato che non erano in grado di costruire delle imbarcazioni. Molti riuscirono a trovare, dopo lunghe ricerche e migrazioni, popolazioni uguali a loro e vi si fusero; altri ancora rimasero perennemente confinati in zone differenti.
Gli umani verso la fine del primo secolo riuscirono a fondare piccoli gruppi di case fatti di paglia e fango. Lo stesso fecero gli elfi. Di questi villaggi pochi rimasero nel tempo: i più numerosi e i più prolifici, che meglio potevano fare fronte alle tante malattie e alla denutrizione, continuarono a espandersi lentamente ed ad aumentare la loro popolazione; gli altri si spensero da soli, e di loro rimasero poche tracce.
I silvantropi, trovati un buon numero di loro simili, si stanziarono nelle giungle trovandovi immediatamente un ambiente confortevole per le loro necessità. Vivendo di luce ed acqua, gli fu più facile sopravvivere degli altri; ma era una razza che concepiva pochissimi figli durante il corso della sua vita, per cui ebbero comunque bisogno di molto tempo per aumentare il suo numero.
Stanziatisi maggiormente nel continente di Onvren, uccisero ogni altro essere umanoide o umano che fosse nella loro zona, stabilendo il loro predominio sul territorio
Esistevano, oltre a questi, molte altre razze, dalle forme fantasiose spesso miscugli di uomo e altro essere vivente; ma erano troppo pochi o troppo fragili, e ben presto scomparvero quando i loro ultimi esemplari si spensero, di fame o scontrandosi con qualche belva feroce.
Difficile dire se siano morti tutti o se qualche sopravvissuto vive ancora in qualche nascosto e sperduto posto del mondo.
Intorno all'anno 200 molti villaggi erano stati creati, e l'arte della metallurgia e della tessitura erano state ormai riscoperte sebbene in forma imperfetta e primitiva. Questi uomini vivevano di caccia e pesca e, lentamente, iniziavano ad applicare e approfondire i primi rudimenti della fonderia, costruendo armature semplici con cui proteggevano sé stessi dalle belve a caccia e dalle altre popolazioni.
I piccoli villaggi degli umani, stanziati nelle zone al centro-est del mondo, erano all'incirca 15, costruiti con materiale povero che dipendeva dalla zona di insediamento: le zone temperate e calde avevano villaggi fatti di paglia e fieno e piccole e abbozzate coltivazioni, segno che molte delle popolazioni, seppur tornate allo stato primitivo, avevano di nuovo sviluppato una naturale tendenza all'insediamento fisso e allo sfruttamento delle risorse dello stesso territorio.
Tra queste le popolazioni umane di Thallid e dell'intero continente intorno, che furono le prime ad adattarsi all'ambiente, molto più accogliente e facilmente utilizzabile dell'arido deserto e del ghiacciato nord. I villaggi di fango attorno alle cascate erano due e si spartivano la selvaggina e i frutti del luogo, entrambi con una popolazione di circa 200 persone.
Tuttavia, la chiusura nei confronti di ogni tipo di villaggio sconosciuto e l'arretratezza di ogni tipo di via di comunicazione e di commercio rendevano ogni piccolo villaggio fine a sé stesso, rinchiuso nelle sue stesse semplici attività.
Anni 200-300. Lotta per la vita.
Gli umani ora contavano una popolazione di circa un migliaio di elementi, gli elfi cinquecento, i silvantropi trecento. Il lento adeguamento ai rispettivi territori aveva iniziato a creare esperienza del mondo e del modo di sfruttarlo adeguatamente.
Gli umani, quindi, erano stanziati lungo tutta la valle di Thallid e nelle zone limitrofe, nell'isola di Haakon e in alcuni altri arcipelaghi minori. Un ramo della civiltà degli uomini era rimasto fin dall'inizio nel continente ghiacciato di Chelxar e, ancora incapace di muoversi da esso, si adattò al grande freddo ed ai ghiacci.
Gli elfi faticavano ad adattarsi a stili di vita tanto spartani. L'unico ramo della loro specie aveva tuttavia membri che, capaci di una maggiore simbiosi spirituale con la natura, adattarono il bosco di Lerway ed impedirono a chiunque altro l'accesso ad esso, costruendovi le prime fondamenta della città di Theralie. Gli elfi, per molti secoli, si mostrarono poco, protetti da una grande capacità di mimetizzazione e una acuta e scaltra intelligenza. Intanto, in questa città boschiva, vivevano in circa cinquecento, creando un loro modo di costruire ogni cosa.
I silvantropi uccidevano chiunque si avvicinasse a loro. La prima città dei silvantropi fu Zhan-Gor, nelle profondità della giungla.
Anni 300-400. Sprazzi di cambiamento.
I villaggi continuavano ad ingrandirsi e la popolazione umana arrivò a raggiungere 1500 membri all'inizio dell'anno 300. Gli elfi erano circa 600, i silvantropi cinquecento.
Iniziò antipatia e disaccordo tra i primi due, che iniziano a vedersi come rivali nella divisione del territorio. Gli elfi iniziano a sentire il bisogno di costruire città diverse per poter dare forma ad un'inspiegabile diversità mentale tra loro.
Anno 315: partì una spedizione di umani da Thallid, sconfitta e ferita, poiché i due villaggi esistenti nella valle si scontrarono per il predominio sul luogo e solo uno vinse, mandando in esilio forzato i componenti dell'altro. Questi furono dunque costretti ad abbandonare le verdi e rigogliose terre forestose e lussureggianti e ad avventurarsi in un luogo che era stato risparmiato dalla colonizzazione umana ed elfica per le sue condizioni climatiche proibitive, cercando di vivere al suo interno.
Un centinaio di umani seguirono quindi il fiume Lyde e poi si addentrarono nelle caldissime dune del deserto di Yiithe, trovando alla fine l'oasi centrale ad esso, finora mai scoperta da nessuno. (gli umani ora hanno pochi ricordi di questo periodo, caduto in dimenticanza dopo un successivo periodo di diplomazia tra i due popoli)
Anno 335: tra gli elfi, che finora erano sempre vissuti in un'unica città, iniziò a farsi strada la consapevolezza che qualcosa li rendeva diversi l'uno dall'altro, qualcosa che non sapevano spiegarsi: differenze caratteriali che, seppur conciliabili, loro avevano bisogno di esprimere in qualche modo costruendo delle città più a misura di ogni loro tipologia. Due gruppi di elfi partirono quindi dalla città e colonizzarono due zone diverse creando le due città di Mhorr e Iyerakos, mentre gli elfi “d'issar tuile” rimasero nella vecchia città di Theralie.
Mhorr, stanziata vicino agli umani – nei pressi dei cunicoli di Gadha-, creò disordini diplomatici tra gli elfi da poco cosiddetti “istmor” e la popolazione di Thallid, tanto che qualche gruppo di villaggi umani vicini si rivoltò e, raccolto l'armamento da guerriglia che poteva, attaccò la nuova città in costruzione cercando di trovare vantaggio nella tempestività. Tuttavia gli uomini all'epoca non erano forti di alleanze tra di loro ed ogni piccolo villaggio era lasciato a sé stante, fine a sé stesso, rinchiuso nella sua sopravvivenza e ripiegato sulla difesa; questo sancì la loro sconfitta verso gli elfi, molto uniti tra di loro nonostante le diversità psicologiche appena espresse con la divisione in città.
Questo causerà antipatie nei rapporti diplomatici tra umani ed elfi per i tre secoli successivi.
Anno 350 circa: la leggenda narra che in quest'epoca nacque il primo costrutto, Hejdar.
Passò i successivi trentacinque anni vagando nell'isola vulcanica elfica di Nahral , per poi fuggire nel mare camminando sul fondo di questo, temendo che la popolazione locale potesse ledere la sua incolumità e farne uno schiavo. Nel 380 circa scoprì il continente vulcanico di Narath , costruendo il primo tronco di una grande miniera che doveva servirgli per trovare il cristallo da cui lui stesso prese vita.
Anno 387: un gruppo di umani, come detto precedentemente, era insediato nell'isola di Haakos. Aprendo un varco in una zona sbagliata, però, furono attaccati da demoni e la loro città perse ogni abitante, ucciso dalla furia di quelle creature maligne. Di quella città, di nome Ushlat, rimasero solo rovine disabitate.(vedi descrizione di Daeimos)
Anni 400-500. La guerra alle porte.
Le civiltà erano ormai consolidate e chi non era stato abbastanza resistente da sopravvivere in quel mondo selvaggio e ostile era ormai scomparso da tempo.
Gli umani iniziarono una fitta rete di commerci, che consentirono per secoli sopravvivenza e aiuto a tutti i rami della loro razza. Tentarono anche nuove rotte, che li portarono a scoprire nuove isole. Gli elfi vivevano consci ed ebbri della loro perfezione, tanto che in questo secolo comparve un dio che incarnava questo loro adorare la perfezione del fascino e della lunga vita da loro stessi rappresentato.
Un paio di navi umane, giunte ad esplorare incautamente il continente di Onvren, vennero presto trovate dagli uomini-pianta e il loro equipaggio fu sterminato. In questo modo i silvantropi, non molto intelligenti e poco curiosi, capirono che esistevano altre terre al di fuori della loro. In nome del trionfo della natura nei confronti di quelle fastidiose creature che utilizzavano la legna per le loro navi e mettevano a ferro e fuoco le foreste, il popolo degli alberi decise di conquistare le terre che le altre creature umanoidi ingiustamente detenevano e non meritavano e iniziarono a cercare un modo per esplorare ciò che si trovava al di là del mare, non essendo loro in grado di costruire e di manovrare imbarcazioni.
Nel frattempo i costrutti si organizzavano e Hejdar, nel 440, dopo aver costruito la prima grande miniera costrutta e trovato un filone del cristallo iniziò ad avvertire i segni della fine della sua vita. Prima di spegnersi fece a tempo a costruire nove costrutti “figli” (così almeno dice la leggenda), a cui venne dato il compito di moltiplicare sempre più la razza dei costrutti e di farne una prospera e fiorente civiltà. E così fu, anche se un altro secolo occorse per raggiungere il numero di 200 creature animate dal cristallo. Queste prime generazioni di costrutti crearono, di fianco alla miniera di Hejdar, la prima città costrutta: Trisnar.
Attorno all'anno 450 il primo essere umano divenne non morto e il suo destino fu di diventare il più potente tra i non morti e il loro falso Dio...
Anno 450 circa: morì Lorfen, il primo reietto, e divenne non morto non accedendo all'aldilà; uccidendo un arcidemone e acquisendone i poteri aumentò ulteriormente le proprie possibilità, iniziò a raccogliere i successivi reietti attorno a sé e successivamente anche i fedeli aspiranti a diventare non-morti. Prese possesso della città in rovina di Ushlat, che divenne, ricostruendola, Nhardor, la prima città non morta. Sotto le sue rovine, nelle cripte, scoprì un lifestream, che portava a terre sconosciute. (vedi scritto di Daeimos).
Anno 462: una nuova guerra, stavolta estremamente sanguinosa, scoppiò tra umani ed elfi, nuovamente per questioni territoriali. Si concluse con ingenti perdite da entrambe le parti e con la ritirata degli elfi verso nord; la città di Mhorr, in cui vi fu un pesante assedio, porta ancora oggi forti segni di quell'anno di sangue.
Anni 479-492: gruppi di silvantropi si avventurarono alla ricerca degli altri continenti, in una lunghissima esplorazione, dopo aver scoperto l'esistenza di strani cunicoli sotterranei. I sopravvissuti, poiché i silvantropi non sono in grado di vivere a lungo senza luce e senza acqua, tornarono dopo qualche tempo con una più chiara idea delle zone da cui poteva iniziare la loro conquista.
Anno 500-600. Battaglie sanguinarie.
I silvantropi, dunque, iniziarono la loro lunga e agognata conquista del pianeta. Soli per scelta e
nemici di tutti, attaccarono qualsiasi razza che deteneva territori vicini, perchè ognuna di loro era colpevole, se non dell'utilizzo di legna, anche solo di mangiare esseri viventi: sporchi predatori seminatori di morte per sopravvivere, non erano degni di vivere per i silvantropi, poiché seminavano solo sofferenza nell'ambiente naturale.
I primi furono i costrutti, i più vicini.
I secondi gli umani, che risiedevano in un'isola poco lontana.
Anno 576: i silvantropi attaccarono una città dei costrutti, Atahu Rah, che sorgeva nella costa nord del continente Onvren. La rasero al suolo e costrinsero i costrutti ad espandersi verso l’alto anziché verso il basso, rimanendo nella vulcanica Narath ed espandendosi nelle isole ghiacciate a nord. I costrutti cercheranno da allora di addentrarsi nei meandri della terra più che di costruire esternamente, per difendersi dagli attacchi e lavorare pacifici e solitari al loro perfezionamento. (vedi Daeimos)
-Anno 580: scoppiò una prima sanguinosa guerra tra silvantropi e umani, conclusa con un nulla di fatto, poichè le forze si equiparavano. La guerra si svolse sull'isola di Narari, su cui esisteva una cittadina umana, che venne colta di sopresa e annientata dagli uomini-albero in meno di una giornata.
La guerra si concluse con una grande perdita di vite da entrambe le parti. Gli umani e gli elfi, per i vecchi dissapori, non si allearono nonostante i silvantropi mirassero chiaramente alla conquista del continente in cui entrambi vivevano. Gli umani vennero lasciati a sé stessi, e anche per questo offrirono lo stesso trattamento agli elfi quando ebbero bisogno d'aiuto.
Tuttavia, questa fu l'occasione per riunire ogni forza umana nei confronti di un nemico comune. In particolar modo, l'antica antipatia tra gli umani del deserto e quelli della valle di Thallid venne messa da parte per scongiurare il pericolo imminente.
I silvantropi avevano ormai conquistato la piccola isola di Narari e iniziarono immediatamente ad espandersi verso l'alto, attaccando direttamente la zona dove sorgevano gli umani di Thallid e le amazzoni. Con armi e con una migliore tecnica di guerra, gli umani di quella zona erano ormai i più forti dal punto di vista dell'organizzazione militare.
Si scontrarono e si affrontarono duecento silvantropi e trecento umani all'incirca alle porte di Erainn, tutti quelli in età adatta a combattere della zona. La battaglia, sebbene i silvantropi fossero molto resistenti, era persa in partenza, e furono costretti a ritirarsi.
In queste due battaglie i silvantropi persero moltissime unità e guerrieri tra i più valorosi. Per questo motivo smisero di attaccare per i due secoli successivi, cercando di riorganizzarsi e nel frattempo popolando ancor più fittamente il loro continente.
Anni 600-700: anni di pace e di scoperte.
Con i silvantropi, sebbene momentaneamente, fuorigioco e i non morti non ancora organizzati, le razze rimanenti erano poco inclini alla guerra d'attacco. Di conseguenza, gli anni che seguirono a queste grandi battaglie furono anni di pacifico commercio, ma anche di fortificazioni e di miglioramento delle tecniche belliche, fino ad allora poco e sporadicamente utilizzate. Gli umani e gli elfi si riavvicinarono, almeno commercialmente, intorno alla fine del secolo.
Ma ci fu una segreta novità in questo mondo solo superficialmente poco toccato da novità ed immerso in una tranquilla e quasi irreale serenità e ricchezza: gli elfi, nelle profondità della foresta di Lerway, scoprirono il primo lifestream e, di conseguenza, la magia (anno 670).
Studiandolo in gran segreto scoprirono come raggiungere l'isola di Haakon, che da allora raggiunsero facilmente nonostante la loro natura poco incline al mare ed ai lunghi viaggi.
Lì gli elfi D'Issar Tuile si trasferirono, trovandola molto più adatta a loro per via della sua forestosa e lussureggiante natura, e fondarono Ithilen, città di legno e consacrata ad una delle loro dee, Terya, dea della natura incorruttibile.
Scoprendo quindi l'energia, questa grande forza che dava linfa al mondo, passarono due secoli a studiarla approfonditamente fino a quando l'arte della magia per loro fu uno stile di vita. La preferivano a quello del combattimento corpo a corpo, meno adatto a loro che erano eleganti e poco forti. La magia era ciò che sentivano come la tecnica di combattimento più affine a loro, e naturalmente si guardarono bene dal mostrare a qualche straniero la scoperta, sperimentandola nel segreto delle loro città chiuse agli estranei. Per questo gli umani non ebbero alcuna conoscenza del lifestream fino a che non lo scoprirono loro stessi, due secoli più tardi.
Anni 700-800: una nuova minaccia dalla giungla.
I silvantropi, riorganizzatisi, ritornarono a fare uso dei cunicoli sotto al mare per raggiungere nuove zone. I primi che attaccarono furono gli elfi “d'issar tuile” e poi, nuovamente, gli umani.
Anno 764: con un nuovo tunnel, appena scoperto e imboccato alla ricerca di una qualsiasi zona da conquistare, i silvantropi si ritrovarono, agguerriti e in gran numero, nell'isola di Haakon, in cui da pochi decenni gli elfi avevano eretto la nuova città di Ithilen.
Attaccarono immediatamente la nuova città, ma trovarono elfi che, seppur apparentemente fragili, avevano dalla loro un'arma ai silvantropi totalmente sconosciuta: la magia.
Questa, sebbene fosse ancora in forma imperfetta e non completamente controllata, bastò per coglierli di sorpresa e, a peggiorare la loro condizione in battaglia, ci fu il lifestream-portale che riversò immediatamente rinforzi di elfi ai fratelli dei boschi.
I silvantropi furono presto costretti ad una ingloriosa ritirata.
Anno 790: dopo la scoperta di un nuovo passaggio, i silvantropi si ritrovarono nell'isola di Aburas, in cui un avamposto diede l'allarme prima di cadere nelle loro mani. Gli uomini del deserto e quelli di Thallid mandarono immediatamente rinforzi, e gli uomini-albero persero anche questa battaglia.
Anni 800-900: anni di assestamento.
Dopo questa nuova ondata di battaglie sanguinose le civiltà erano nuovamente molto provate. Questi furono anni di cauta chiusura, in cui persino i mercati furono chiusi per evitare qualsiasi miccia che facesse esplodere una futura guerra. Tra elfi e umani l'equilibrio non era ancora solido; per questo cercarono di evitare ogni contatto in questo clima di difensivo sospetto.
Alla fine di questo secolo tuttavia i vichinghi, grandi esperti del mare e finora totalmente sconosciuti ad ogni altro popolo, tentarono una lunga e pericolosa traversata del mare che li separava dal continente di Tarwar passando dalle acque più fredde dal gelo terribile, insidiose anche per le sue isole di ghiaccio galleggianti. Sbarcarono ad Aburas, tra lo sgomento e lo stupore.
Trovando dei loro simili, riuscirono a stabilire un buon passaggio di merci e di beni, riaprendo i commerci tra gli umani.
Anni 900-1000: fine dell'età oscura.
Con la scoperta del lifestream anche da parte degli umani, avvenuta all'inizio del secolo, la storia di Tohran iniziò a chiudere definitivamente la sua età oscura per iniziare a progredire verso una nuova rinascita del sapere e della conoscenza. La scoperta avvenne nel 904, e gettò, anche per gli umani, le basi della magia con la scoperta dell'energia che dà vita alla terra intera e che dà modo di fare cose impensabili fino ad allora.
Durante tutto il secolo gli umani approfondirono e studiarono a lungo la magia e la perfezionarono, mentre gli elfi, ormai divenuti un popolo che utilizzava la magia come mezzo preferito per combattere, affinavano questa conoscenza già da tre secoli.
Anno 956: un altro importante avvenimento riguardò i vichinghi, che durante i loro spostamenti via mare scoprirono il continente di Narath, fino ad allora scoperto solo dai costrutti. Qui vi trovarono queste forme di vita, per fortuna loro pacifiche, e anche con queste cercarono rapporti di tipo commerciale. Dopo questa scoperta il mondo scoprì anche loro, sinora sconosciuti e vissuti tra di loro, nei cunicoli e chiusi nella loro causa.
GdrID: 2712
Data Pubblicazione: 05/08/2012
Ultimo Aggiornamento: 21/01/2022
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