Symphonia Academy
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Symphonia Academy
URL:
https://symphoniacademy.forumfree.it
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Categoria: Play by Forum
Genere: Manga e Anime
Stato: Chiuso
Descrizione:
Una stanza bianca. Completamente bianca. Al centro, un maestoso pianoforte, anch'esso bianco. Una notte di luna piena. Un leggero vento estivo si introduce leggero nella stanza, facendo danzare la tende candide. Una dolce melodia, accompagnata dal debole scrosciare delle onde lontane, si leva soavemente dallo strumento. Un ragazzino ne sfiora i tasti, li accarezza come fanno i pallidi raggi lunari con la sua pelle. Le sue dita si muovono sicure sull'avorio, sembrano anch'esse ballare mosse dal vento. Tiene gli occhi chiusi, sul viso un'espressione di totale pace. In simbiosi con la musica, così dicono di lui. Non c'è differenza tra lui e le sue sinfonie: lui è musica. Dote di famiglia, squisita dote di famiglia. Un rumore di passi leggeri si unisce alla melodia. Una bambina sbircia incuriosita nella grande stanza, poi si decide a entrare. Cammina piano, come si trovasse sopra un pavimento di cristallo: non vuole assolutamente rompere l'incanto creato dalla musica. Raggiunto il ragazzo, gli si siede accanto sulla panchetta, osserva lo spostarsi rapido delle sue dita. Lui sorride gentilmente, senza voltarsi. Passa velocemente un braccio attorno alle spalle della bimba e riprende a suonare.
« E' la tua nuova canzone, fratellone? » chiede la piccola in un timido sussurro.
« Si, Ven. L'ho composta per te, ti piace? » domanda lui, guardando la sorellina nei profondi, grandi occhi dorati, identici ai suoi, tanto che gli pare di vedere la sua immagine riflessa in lei.. Un gioioso sorriso si apre sulle labbra della bambina. Una melodia tutta per lei, scritta dal suo adorato fratellone!Annuisce più volte.
« Mi piace tanto, Van. Tanto tanto. Vorrei diventare anche io brava come te un giorno! » esclama felice.
« Lo diventerai di certo, sorellina. Ne sono sicuro. » Il ragazzo sorride nuovamente. Si china verso la sorella e le stampa un delicato bacio sulla fronte. La sua dolce sorellina, la persona che più ama al mondo. Ha composto quella melodia esclusivamente per lei, perché la porti sempre con sé e le ricordi sempre di lui, qualsiasi cosa accada. L'ha creata per darle forza e coraggio, perché mai si senta sconfitta. Lui sarebbe stato in quella melodia, sempre.
« Ti voglio bene, Vanitas. »
« Anche io, Ventus. Anche io.»
Ventus si accoccola sotto il suo braccio, chiude gli occhi e si pone in religioso ascolto.
Dearly Beloved riempie nuovamente la stanza.
« Per la musica » dice ad un tratto la bambina, alzando le piccole braccia in aria, in un vittorioso gesto infantile.
Il fratello sorride.
« Sempre »
[...]
« Ancora sveglio, fratellone? »
Una piccola camera, modesta e per nulla sfarzosa. Lo stesso bianco pianoforte. Un'esile figura femminile avanza lentamente. Un ragazzo sta chino sul maestoso strumento, punta violentemente i gomiti sui tasti bicolore, si prende la testa fra le mani. Un suono rude e sgraziato risuona come un triste avvertimento nella stanza. La ragazza lo raggiunge, sul viso una maschera di dolore. Posa delicatamente una mano sulla spalla del fratello.
« Per quanto ancora dovremo nasconderci, Ven? » mormora lui « Per quanto dovremo sopportare tutto questo? »
Vorrebbe avere le risposte, lei, a quelle domande che lui le rivolge ormai quotidianamente da 13 anni. Ma non le ha. Lei ha solo la speranza.
« Non lo so, Van. La musica è stata bandita dal regno da molti anni ormai. Siamo costretti a rifugiarci qui, in una casa che a malapena riusciamo a nascondere alle autorità, obbligati a nasconderci come infidi criminali. E questo solo perché vogliamo far vivere la musica, come una volta, come quando eravamo piccoli e tu suonavi il piano per me. Credi che tutto questo non faccia soffrire anche me? » sussurra lei debolmente, una mano di ghiaccio sembra stringerle il cuore al solo ricordo. Vanitas si volta, sa quanto quell'argomento tocchi nel profondo la sorella, odia l'idea di farla soffrire ma quella dannata legge lo perseguita, il non poter suonare liberamente lo corrode giorno per giorno. Sospira.
« Si, lo so, scusami. Ma da quando mamma e papà sono morti...» lascia la frase a metà, notando l'espressione addolorata della ragazza, in piedi di fronte a lui.
Da quando i loro genitori erano morti la famosa Symphonia Academy, la migliore nel suo genere, creatrice di brillanti talenti e aperta a tutti, era passata nelle mani di un vecchio prozio che, provando una straziante avversione per tutto ciò che era musica, l'aveva chiusa all'istante. Non solo: quell'uomo era inspiegabilmente riuscito ad entrare a far parte del governo del regno e, grazie ai suoi subdoli trucchetti, aveva emanato una legge che bandiva ogni genere e tipo di musica dal paese. Ogni singolo strumento trovato nelle abitazioni degli abitanti venne distrutto e chiunque osasse sfidare l'autorità veniva brutalmente gettato in cella. I fratelli Symphonia erano stati costretti a lasciare la loro bella casa in riva al mare e a rifugiarsi in una piccola abitazione, offerta loro da una vecchia amica di famiglia. Vanitas era riuscito a salvare il pianoforte, ma era stato costretto a nasconderlo nello scantinato della casa. Per 13 lunghi anni i due fratelli avevano vissuto nel terrore di venire scoperti, ma il loro amore per la musica era troppo forte per essere sconfitto da una semplice paura. Gli scorreva nelle vene, più del sangue.
Ventus abbassa lo sguardo, fino ad incontrare gli occhi del fratello. Una strana luce le brilla negli occhi, una determinazione mai provata le fa palpitare il cuore. Una rivoluzionaria idea le balla nella mente.
« Riapriamo l'accademia, Vanitas » esclama, tutto d'un fiato.
« Cosa? » il fratello la fissa sconvolto.
« Riprendiamoci la nostra musica, fratellone. » Sorride angelicamente, si china. Si sistema una ciocca dei lunghi capelli biondi dietro l'orecchio e posa le labbra sulla guancia del ragazzo, lasciandovi l'ombra di un bacio delicato. Vanitas rivuole la sua musica, rivuole la sua libertà. Vuole sentire la meravigliosa voce della sorella accompagnarsi, legarsi indissolubilmente alle sue note. Conosce i rischi, conosce i vantaggi. E' pensieroso, scruta i tasti del pianoforte come se in essi fosse racchiusa la risposta. Ventus gli si siede accanto, sfiora un tasto, accenna una prima nota, attende. Pochi secondi e altre note seguono la prima, si incastrano al loro posto, precise, dolci, delicate. Quattro mani si muovono tranquille sulla tastiera, si allontanano, si cercano, si rincorrono, si trovano. Quella melodia è un sì, il loro sì.
A distanza di 13 anni, Dearly Beloved risuona nello scantinato.
« Per la musica » sussurra la ragazza, sorridendo.
« Sempre. »
GdrID: 2293
Data Pubblicazione: 21/04/2012
Ultimo Aggiornamento: 27/04/2018
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