The Dubliners GDR
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: The Dubliners GDR
URL:
https://thedublinersgdr.blogfree.net
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Categoria: Play by Forum
Genere: Moderno
Stato: Chiuso
Descrizione:
L’Irlanda, da sempre terra di uomini e donne incompresi, resi schiavi della loro stessa riottosa vena combattiva, è anche uno dei pochi luoghi dove l’umanità ancora oggi può assaporare l’ebrezza di una vita immersi nella natura più concreta: il verde fresco e giovane delle foglie, l'infrangersi della corrente d'acqua contro gli scogli, i giovani che fanno giochi di coraggio gettandosi da una rupe… Sono tutte immagini difficile da non figurarsi quando la nostra mente, veloce e suadente, cerca di farci immaginare quell’isola all’apparenza incontaminata.
L'idea selvaggia e libera di questa terra, così appartenente a se stessa nonostante il passato difficile con l'Inghilterra, è qualcosa che inevitabilmente ci siamo fatti nel corso del tempo anche grazie a grandi artisti che, con le loro parole, hanno saputo darci un’idea di ciò che era – e che ancora è – l’Irlanda. Basti pensare a Joyce, e a come ne descriveva l'inesorabile immobilità, monotona e terrificante. Alla forza che vi è in questa antica terra e al tempo stesso la fragilità che vi si nasconde.
Lui seppe riversare nelle proprie parole il giusto tono, seppe costruire con i suoi scritti la fonte da cui noi oggi traiamo tutte le nostre conoscenze circa l’isola.
Joyce però non vive ai giorni nostri, non sa come si sono evoluti i rapporti degli irlandesi con il resto del mondo. Anche se oggi non ci sono più lotte per la supremazia, è ben noto che alcune antiche abitudini rimangano ben radicate nei cuori degli abitanti, arrivando al punto che inevitabilmente tutto il mondo debba per forza di cose vederli come dei rabbiosi delinquenti. Non bisogna fare però di tutta l’erba un fascio, come si suol dire…
A Dublino la vita era decisamente cambiata, lui lo sapeva bene. Da quando l’Accademia era stata costruita e molti cittadini vi avevano aderito, il suo potere aveva cominciato a risentirne anche se, per sua fortuna, in minima parte. Per anni la famiglia Gauthier aveva tenuto fra le mani le redini della città, il crimine organizzato riceveva ordini da lei e da lei solamente. Nessuno poteva niente contro questo potente gruppo dalle forti convinzioni e, qualsiasi cosa un Gauthier volesse, la otteneva: che fossero donne, denaro o una posizione di rilievo, bastava fare il nome giusto e voilà, tutto si risolveva. E, se ciò non accadeva subito, allora bastava usare i giusti metodi di convinzione.
La violenza era dilagata per le strade di Dublino come un virus, da che loro avevano preso il controllo della situazione. Tutti credevano che niente sarebbe mai cambiato, ma poi d’un tratto erano venuti fuori quegli scienziati bonaccioni con le loro balzane idee su un futuro ecosostenibile, i grandi paroloni da setta religiosa e, cristo santo, quelle stupide idee su un mondo utopistico in cui tutti vivevano al fianco dell’altro senza soprusi, dolore o astio.
Avevano provato a metterli a tacere, i suoi stessi due figli maschi, Erick e Sirius, erano stati incaricati di procedere anche con mezzi ben poco ortodossi, tuttavia a nulla erano serviti i loro sforzi: sembrava che più ci si impegnasse a toglierli di mezzo, più questi riuscissero a trovare seguaci, a rinforzarsi, a rendere sempre più credibile la loro posizione.
Arnaud non poteva credere che dopo tutto quel tempo, ancora ci fossero persone tanto volenterose.
Se non avesse dovuto disprezzarli, quasi avrebbe ammirato cotanta dedizione.
«Mi hai fatto chiamare?»
La voce bassa di Erick lo distolse da ogni altro pensiero e, voltandosi verso di lui, lo squadrò da capo a piedi prima di tornare a sedersi alla scrivania. Si appoggiò allo schienale della propria poltrona, le braccia abbandonate lungo i braccioli e quello sguardo tagliente a mettere in soggezione il figlio. In qualche modo gli piaceva assumere una posa di potere anche con il sangue del suo sangue. Era elettrizzante l’essere consci di suscitare rispetto e paura in chi si aveva di fronte.
Soprattutto quando gli capitava dinanzi lo sciocco di turno.
«Non vedo molti progressi, di recente.» disse d’un tratto, sfiorandosi il mento con le dita «L’Accademia è terminata e ben presto ci entreranno per cominciare a lavorare seriamente. Mi pareva di aver chiesto che la cosa non accadesse.»
Il ragazzo sostenne il suo sguardo, senza battere ciglio.
Nel corso degli anni aveva smesso di provare timore per quell’uomo che, pur essendo suo padre, aveva avuto nei suoi confronti lo stesso interesse che un ammaestratore poteva avere per la propria bestia preferita, la punta di diamante del suo spettacolo. Certo, gli era necessario quando c’era da ripulire ai danni causati dalla “famiglia”, però si sapeva a chi sarebbero andati tutti i beni dei Gauthier in caso di sua morte. A Sirius. Il figlio legittimo avuto dal suo matrimonio. Non certo a lui, frutto di un rapporto clandestino di cui nessuno sapeva niente.
Era una pedina sacrificabile o, per lo meno, così si sentiva.
«Probabilmente hai sottovalutato la loro più grande forza.»
«…e quale sarebbe?»
Erick sorrise, inclinando il capo da una parte. «La speranza.»
Suo padre non rispose subito e anzi, si alzò in piedi, cominciando a camminare avanti e indietro di fronte alla grande vetrata del suo studio. Con le mani dietro alla schiena, ponderò attentamente le parole del figlio cercando di analizzare, come meglio poteva a quell’ora tarda, le opzioni che gli si paravano innanzi.
Doveva schiacciarli, non c’era altro da fare. Era pur vero che nessuno all’Accademia lo stava minacciando apertamente, ma già poteva immaginare quali sarebbero state le conseguenze a cui i cambiamenti apportati da quel luogo a tutta la città avrebbero condotto. Erick aveva ragione, non erano tanto gli scienziati che vi lavoravano ad essere suoi nemici, era appunto la speranza a contrastarlo.
Risoluto alzò gli occhi grigi, fissando un punto imprecisato oltre la libreria.
«Da oggi è guerra aperta, allora.»
***
Nella città di Dublino ci sono quindi tre gruppi, intenti a dividersi la scena: la “famiglia” di criminali capitanata dai Gauthier, l’Accademia il cui unico scopo è quello di rendere migliore la vita non solo in Irlanda ma anche nel mondo, ed i neutrali che vogliono unicamente vivere la propria esistenza senza drammi.
Tu da che parte starai?
GdrID: 5079
Data Pubblicazione: 07/02/2014
Ultimo Aggiornamento: 27/04/2018
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