À la recherche
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Nome Gioco: À la recherche
URL:
https://recherche-rpg.forumfree.it
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Categoria: Play by Forum
Genere: Altri Generi
Stato: Chiuso
Descrizione:
Quella mattina il cielo era blu, inondato di luce dorata. Era blu e caldo e insensibile, avrebbe dovuto essere velato di pioggia, del fosco canto d'autunno del vento, invece il sole risplendeva sui volti seri e scoloriti, inopportuno e indifferente al dolore trattenuto dei Lemaire; o forse era per dare loro uno spiraglio di luce, un ultimo saluto a quel figlio che da lì a poco sarebbe stato accolto nel ventre freddo della terra. Erano stretti l'uno accanto all'altro, i Lemaire, composti e uniti, si donavano conforto in silenzio. La giovane Guinevere Lemaire si sosteneva al braccio del padre, un velo nero a coprire quel volto riconosciuto per la sua bellezza, tanto da rendere impossibile capire se ci fossero lacrime in quei occhi scuri o se anche lei, come gli altri, non mostrava segni di cedimento. Stringeva qualcosa tra le dita della mano destra, e quando il padre tentò di prenderglielo, lei si liberò rabbiosamente dalla stretta paterna e si rifugiò accanto alla matriarca della famiglia. Ambroise Lemaire gli lanciò un'occhiata interrogativa, ma il fratello gli fece cenno che andava tutto bene. Le parole del prete arrivavano ovattate, una cantilena impersonale e dal sapore amaro, parlava di un Dio che richiamava a sé un figlio che non aveva mai conosciuto. E tra i presenti, coloro che piangevano per lui, lo avrebbero descritto con le stesse parole false mentre stringevano la mano ai familiari mormorando frasi di cordoglio. Loro, quei cittadini accorsi per piangere un giovane spentosi troppo in fretta, avrebbero continuato ad andare avanti con la loro vita, ma quella dei Lemaire si sarebbe arrestata bruscamente. C'erano quasi tutti, persone di cui non conoscevano quasi nulla, agli affetti più stretti che condividevano lo stesso sentimento di rabbia. Ambroise Lemaire si avvicinò al fratello e gli sussurrò qualcosa. Egli annuì. I Sauveterre non si erano presentati. Se avesse potuto, Bertrand Lemaire si sarebbe lasciato sfuggire una risata crudele e infelice, ma l'unica cosa che fece fu serrare le labbra in una linea severa e tenere lo sguardo fisso sulla schiena della figlia, sui boccoli castani che le sfioravano le spalle. Ed eccolo lì, l'ultimo insulto, l'avventata vendetta di una donna che continuava a sfidare la propria sorte e quella dei figli. Un gioco cominciato anni prima, una faida a cui i Lemaire avevano intenzione di mettere la parola fine. Marsiglia era splendida ma fragile, portava ancora i segni di una guerra che le aveva sfigurato il volto, ma la guerra non conosceva fine per chi l'aveva nel sangue, l'orrore e il sacrificio non piegavano gli animi dei Lemaire. Non quando si trattava di proteggere la famiglia. La loro guerra si sarebbe consumata nel silenzio. Augustine Sauveterre osservava il cielo di un blu primaverile dalla finestra dello studio del marito, e un sorriso crudele le piegò le labbra rosse. Neppure il cielo piange per voi. Donna algida, madre arida, Augustine Sauveterre non conosceva il rimorso, non si lasciava lambire dallo stupido sentimento della pietà. Era una guerriera spietata, un'ingannatrice raffinata, menzognera che inganna se stessa e i propri figli. Ma la guerra è guerra, non v'erano strade morbide e luminose, non v'era il riscatto senza dolore, senza sacrificio. La morte del marito non era altro che una scusa, un meschino pretesto per arrivare dove voleva. I Lemaire avrebbero perso le loro corone dorate, e la caduta avrebbe segnato la loro fine. Più il sole tentava di illuminarli, più le ombre si allungavano, più quel mondo diveniva contorto come una bestia furibonda e ringhiante. Così i raggi del sole corsero oltre le ville vittoriane e i negozi cittadini, si inoltrarono lungo i vicoli silenziosi e freschi, passarono sopra il corso d'acqua sfiorandone la superficie, e accarezzarono i campi di lavanda, il loro profumo che risaliva attraverso il sottile soffio del vento. Quel tratto di terra solatia era di una serenità surreale ed esasperante, un mondo totalmente slegato da quello cittadino, un piccolo paradiso. Un lembo di purezza incontaminata, una flebile speranza. Almeno qui, lasciate che vi sia la pace.
GdrID: 7641
Data Pubblicazione: 07/07/2016
Ultimo Aggiornamento: 18/06/2018
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