Atlos, la città perduta
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Atlos, la città perduta
URL:
https://atloscittperduta.forumfree.it
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Categoria: Play by Forum
Genere: Fantasy
Stato: Chiuso
Descrizione:
Sono passati 200 anni, ma me lo ricordo bene, come se fosse stato ieri. Ma quella battaglia, chi l'ha può aver dimenticata? Però, per raccontarvi ciò che successe durante la Grande Guerra, dobbiamo risalire ancora prima, retrocedere di qualche altro anno.
Atlos, capitale del nostro maestoso Regno, era governata da un unico Re. Re Abram era un uomo giusto e retto, e si faceva consigliare dalla nobiltà delle varie razze che popolavano Atlos.
Governò a lungo, fu un periodo di pace, dove umani e creature collaboravano, senza asti.
Ma, ahimè, quel periodo vide la sua fine. Gli umani persero il senso della misura e dimenticarono le regole del vivere in comunione con altri, i pesci iniziarono a scarseggiare, il mare, i fiumi e le coste vennero inquinate, addirittura alcune creature vennero abbattute.
Iniziò a esserci paura, sgomento verso la stupidità degli uomini, ma il Re preferì solo nascondere il suo popolo.
Iniziarono delle ribellioni, molte creature volevano vendetta, altri volevano mettere in ginocchio la razza umana per l'umiliazione subita, ma il giorno in cui tutto crollò come un castello di carta, fu quando la piccola principessa Lisana venne uccisa da un arpione. Fu immediatamente dichiarata guerra.
Gli umani avevano si armi e congegni strani, ma la forza e la magia delle creature poteva surclassarli, era un bell'esercito compatto, ma... il re era vecchio, accecato dalla rabbia e dilaniato dal dolore della perdita della dolcissima nipote.
Poche settimane dopo l'inizio della guerra, il re morì sul campo, appassì nel silenzio, nessuno se ne accorse finchè la sera la testa del Re Abram venne vista appesa su una picca nell'accampamento umano. Fu il terrore.
Per dieci notti e dieci giorni tra le nostre fila ci fu scompiglio, desolazione dell'animo, ma soprattutto paura: non avevamo più una guida, eravamo senza eredi, avevamo iniziato una guerra che ora nessuno guidava con coscienza e strategia. Alcuni guerrieri andarono a morire nel tentativo di infiltrarsi, oppure si buttavano nella battaglia senza nemmeno delle protezioni, con il risultato che il nostro esercito era sempre più affranto e impaurito. Nessuno vedeva prospettive per il futuro: gli uomini ci avrebbero schiacciato, sterminato, messi in catene, ridotti in schiavitù, i più fortunati sarebbero diventati attrazioni da circo.
Non so come accade, non ricordo come successe, ma la decima notte, nel silenzio della disperazione che da giorni aleggiava sull'accampamento, ci ritrovammo tutti riuniti in cerchio sotto i bastioni, e nel centro del cerchio vi era almeno un esponente per ogni razza scelto tacitamente all'unanimità. Noi creature siamo in grado anche di certe cose, non credo che gli esseri umani sarebbero riusciti in una cosa simile... o forse si. Forse quello che ci mosse in un azione così verso la comunione era la disperazione, ma riorganizzammo così un centro governativo
Ci mettemmo un giorno e due notti per riorganizzarci, ma riuscimmo a fare qualche cosa che non era mai stato compiuto: ora il nostro esercito non era più un muro compatto composto da un'accozzaglia di razze molte delle quali nemmeno erano in grado di tenere una lancia, ma tanti ingranaggi separati ma uniti, ognuno con una funzione, così da creare una macchina da guerra mortale.
Ogni esponente, che conosceva bene le capacità e i limiti della propria razza, si era 'reinventato' un ruolo da ricoprire sul campo di battaglia. Fu incredibile. Quella che doveva essere una tremenda disfatta si rivelò la più grande vittoria della storia degli abissi.
Vincemmo in soli quattro giorni e tre notti, facemmo chinare il capo alla razza umana. Il giubilo supremo fu un concordato con gli umani: noi creature non ci saremmo mai più fatte vedere , ma gli esseri umani dovevano dimenticarsi di noi, ma soprattutto custodire il mare.
Vennero eletti alcuni umani che custodissero i grandi porti, persone sagge che dovevano controllare che gli umani non tornassero avidi e stolti a distruggere il mare, ma soprattutto che le creature rimanessero leggenda.
Atlos rimase la capitale, l'antico Castello di Vetro venne proclamato base del “Consiglio”, difatti le creature che si erano prese sulle spalle le sorti della loro gente, rimasero a governare, e Atlos vide i suoi due secoli più spendenti, malgrado i suoi alti e bassi.
Questa è la storia che ha portato il nostro mondo a ciò che è adesso, ogni creatura dovrebbe custodire queste radici nel propri cuore e apprendere. Potrebbero valere la vita o la morte, la vittoria o la sconfitta.
Rubino Rugiada della famiglia Gemma,
discendente di Diamante il Saggio.
Frammento delle “Memorie degli abissi”
GdrID: 5562
Data Pubblicazione: 26/10/2014
Ultimo Aggiornamento: 27/04/2018
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