I Secoli Bui
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: I Secoli Bui
URL:
https://isecolibui.forumfree.it
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Categoria: Play by Forum
Genere: World of Darkness
Stato: Chiuso
Descrizione:
La strada che conduceva al monte Ruteeghert era impervia ed estremamente dissestata. La notte era profonda e la mancanza della luna la rendeva ancor più tetra. Raffiche di pioggia spazzavano ogni cosa. L’autunno ormai pienamente inoltrato non concedeva tregue a viandanti e mercanti in viaggio. In quell’ora definita delle Streghe, la mezzanotte, solo una figura si stagliava a fronteggiare l’impervio monte. Lampi e saette scuotevano il cielo e la sua notte.
La figura avanzava decisa verso un sentiero che pochi avrebbero intrapreso in quelle circostanze. Più di un’ora gli ci volle per giungere all’ingresso di quella che era una piccolissima insenatura nella roccia. Come se finalmente avesse raggiunto la sua meta, l’uomo trasse un profondo sospiro di sollievo. Nella roccia, apparentemente nuda, lui leggeva qualcosa. Rimase a fissare la parete irregolare della piccola insenatura per molto tempo. La pioggia gli frustava la schiena, e il vento faceva battere forte il suo mantello. Dopo quelle che sembrarono ore, l’individuo alzò una mano, e con l’altra, brandendo un pugnale, si ferì. Guardando per un attimo il sangue che fuoriusciva, ne ammirò la consistenza ed il colore.
Lentamente pose la mano ferita sulla roccia. Simboli rossi apparvero come a formare un arco, e la parete arretrò. L’apertura che ne venne rivelata, era piccola. L’odore di chiuso era percepibile anche da fuori. Inoltrandosi in quell’antro buio prese coscienza che nessuno metteva piede la dentro più secoli di quanti lui ne avesse mai immaginati. Ad ogni suo passo, una leggera fiammella iniziava ad ardere sulla parete. Man mano che si inoltrava nella montagna, la caverna si faceva più larga. Svoltando un angolo si trovò davanti ad una caverna, o meglio stanza cavernosa, di dimensioni enormi. Il soffitto era alto più di venticinque metri e il tutto era talmente largo da contenere un tempio. La facciata era lavorata in marmo bianco, con grandi statue di demoni scolpite in pietra grezza che vi erano depositate sopra. Quattro colonne, due per lato, di quello che ad un primo sguardo sembrava corallo rosso, incorniciavano un portone enorme, completamente in ferro.
L’uomo si avvicinò a grandi passi, come se non si aspettasse nulla di meno. Estraendo da sotto il mantello una pergamena logora, iniziò a recitare una strana litania mentre si avvicinava. Le statue che dominavano il tempio iniziarono a prendere vita, nell’esatto momento in cui l’uomo iniziò a muovere i suo passi verso il tempio. L’inizio della litania coincise con il loro ritramutarsi in pietra.
Giunto a fronteggiare il portone di ferro, vide due grandi bocche d’aquila reggere anelli di bronzo. Valutando l’ammasso di ferro che si trovava a fronteggiare, percepì che a nulla sarebbero valsi gli sforzi per aprirne i battenti. Una leggera aura, pallida e tenue, avvolse la mano del mago e lentamente le porte si schiusero. Lo stretto corridoio che venne rivelato, scendeva ripidamente. Un primo tratto di strada era discendente e poi iniziarono i gradini di pietra. Il suono dei passi dell’uomo era l’unico rumore, insieme al gocciare dei suoi abiti. La fine della scalinata venne accolta con un moto di felicità.
-Finalmente…cos..- il fiato morì in gola all’uomo.
Istintivamente si portò le mani alla gola. La mancanza d’aria arrivò improvvisa e lacerante. I polmoni, privati improvvisamente dell’aria, esplosero in una fitta di dolore acuta.
La mente immediatamente appannata era lenta a ragionare.
“Vento, ci vuole vento” pensò.
Con un grande sforzo, una leggera brezza scese dalle scale. Come un improvvisa secchiata d'acqua in un giorno di caldo estremo, l'aria invase i polmoni. Tornado a respirare, lentamente la lucidità tornò.
Ingegnosa come trappola. Essendo scesi di molto, l’ideatore aveva disposto delle polveri che, con il passare del tempo, avevano sottratto l’aria all’ambiente, assorbendola tutta. Essendo ermeticamente chiuso e molti metri sotto terra, l’aria, divenuta velenosa, si era presentata come una trappola mortale. Ispezionando solo ora la sala circolare in cui era giunto, vide due enormi mucchi di tesori ammassati ai lati della stanza e, nel corridoio che si era creato, due immensi bracieri, erano pieni di una polvere marrone. Dall’altro capo della stanza una porta di pietra sbarrava la strada al nostro misterioso e intraprendente individuo. Avvicinandosi, non si accorse che alle sue spalle, dalla pietra, si venivano a creare due creature. Interamente fatte di roccia, possedevano un aspetto quasi umano, eccetto per il volto. Come scolpito nella roccia, il volto da demone era animato da occhi bianchi e lucenti.
-Il sonno dell’immortale non deve essere disturbato, morte all’intruso- mormorò con voce gracchiante uno dei Gargoyle.
L’uomo si volse per metà e stendendo una mano, le creature di pietra vennero sbattute con violenza inaudita contro la parete da cui erano state create. Il boato annunciò il frantumarsi dei loro corpi.
Imitando il bagliore della mano che aveva ottenuto con il portone di pietra, la parete di pietra a forma di porta, si spostò liberando il passaggio. Una piccola camera, delle dimensioni appena necessarie per contenere un sarcofago di marmo si aprì agli occhi del misterioso visitatore.
Se nella stanza ci fosse stato un altro essere vivente, avrebbe potuto percepire la paura che animava il cuore dell’uomo.
Con passo indeciso, si avvicinò al sarcofago, piatto e levigato, non recante alcuna effige.
Il coperchio venne divelto da una piccola esplosione. E un’ombra ne fuoriuscì. Veloce più di ogni altra cosa che l’uomo avesse mai visto. In una frazione di secondo una mano avvinghiò la gola del visitatore in una morsa d’acciaio.
- Voglio solo parlare- riuscì a dire prima che la presa serrasse definitivamente ogni via di respirazione.
Per quasi un minuto, nuovamente, l’individuo venne privato dell’ossigeno.. Poi, la pressione diminuì legermete in modo da consentire una tenue respirazione.
-Se fossi in te, umano, pregherei affinché le tue prossime parole diano immenso valore alla tua vita, altrimenti pagherai cara l’insolenza della tua visita.- disse l’essere che lo avvinghiava da dietro.
Tremante come non mai, l’uomo riuscì ad articolare solo poche parole, sperando di averle scelte esatte.- La tua razza è in grave pericolo-
Ancora un minuto ci volle perché la stretta di allentasse di un poco, poi come un comando la creatura parlò.- Continua umano, e si conciso- sentenziò la voce, gutturale e rovinata dai molti anni di disuso.
-L’umana stirpe ha trovato un modo per cancellarvi dalla faccia della terra…
Lo sbattere della porta annunciò l'arrivo dell’ultimo membro. La sala, drappeggiata di vessilli strani, era illuminata da una tenue luce che filtrava da una finestra rotonda. Le dimensioni notevoli di quella finestra, unita al motivo ricamatovi sopra in un elaborato disegno in vetro colorato, gettava strane luci dentro la stanza. Un tavolo ovale accolglieva i quattro figuri. Tre uomini e una donna sedevano in silenzio aspettando che uno dei presenti prendesse la parola.
Dopo parecchi minuti, l’uomo posto con le spalle alla finestra, e perciò più in ombra di tutti, sfilò da sotto il mantello un rotolo di pergamena. Srotolandolo e ponendolo sul tavolo parlò:
- Signori.. e Signore ovviamente…..Le firme che tanto aspettavamo ci sono state donate. Il Re e lo stato Pontificio sono dalla nostra parte, abbiamo carta bianca finalmente!- disse non riuscendo a dissimulare una nota di esultanza. Udendo quelle parole, anche gli altri si lasciarono sfuggire mormorii di approvazione.
La voce di una donna, con timbro basso e laconico, si insinuò, come flautato, nella stanza-
- Ora possiamo iniziare la prima fase del nostro piano, La Repressione ha Inizio- concluse con voce estatica.
- Vero! Per troppo tempo abbiamo concesso loro di briganteggiare nel nostro mondo, creature infernali, generate da un Malvagio scherzo del destino. Il loro completo annientamento restituirà la luce al nostro mondo.- esordì un altro dei presenti.
- Giusto! Nessuno di noi e del resto degli Europei può dimenticare la Guerra Nera e i suoi artefici. Il male ci ha attanagliato per cinque decadi, e ora noi procureremo che mai più accada una cosa simile.
In coro dissero esultanti- Morte ai vampiri!!-
Un fruscio di seta e un forte odore di lavanda colpirono rispettivamente le orecchie e l’olfatto di un giovane schiavo. La sala, esagonale e molto larga, scarsamente illuminata, ospitava un letto coperto da nere lenzuola di seta e un blocco di pietra calcarea scolpito come uno scrittoio. Su di una sedia di pietra, sempre calcarea, una figura era ammantata con un drappo di cotone rosso. Alla flebile luce delle candele, lo schiavo fissava il volto e il corpo del suo padrone. Quasi ridotto ad uno scheletro, il volto era incavato e di un colorito pallido, simile alla morte. Lo sguardo era, invece vivissimo e di un verde intenso. Lo stesso non si poteva certo dire per il suo corpo che, ridotto alle stesse condizioni del volto, era però ricoperto da bende imbevute di sangue.
Muovendosi con fatica, per passare da una posizione all’altra, sempre seduto, sospirò debolmente.
“ E’ ora di richiamarli..” pensò.
In quell’istante, in tutto il continente Europeo echeggiò una voce. Udibile solo nelle menti degli immortali il messaggio diceva.: “ La mia chiamata non concede appello venite a me non-Morti. Parigi vi aspetta fino a che le rondini non saranno giunte.”
Nessuno seppe dire di chi fosse la voce, ma solo i più stolti avrebbero ignorato quella chiamata. Potere ed antichità trapelava da quel messaggio. Il tempo non era molto...Le rondini sarebbero giunte presto, e Parigi era la sola unica possibilità.
GdrID: 4483
Data Pubblicazione: 05/07/2013
Ultimo Aggiornamento: 27/04/2018
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