Mercenaries
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Mercenaries
URL:
https://mercenaries.blogfree.net
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Categoria: Play by Forum
Genere: Guerre Mondiali
Stato: Chiuso
Descrizione:
Il 1 Settembre del 1939 inizia l'invasione tedesca della Polonia ed inizia di fatto la 2° Guerra Mondiale. L'operazione che avrà termine il 6 Ottobre dello stesso anno con la resa definitiva delle ultime forze polacche segna l'inizio di un nuovo modo di fare la guerra, denominato "Blitzkrieg" o Guerra Lampo espressione di un sapiente utilizzo delle nuove tecnologie offerte dai carri armati, dagli aerei e dalle radiocomunicazioni.
All'inizio delle ostilità la Germania disponeva di un totale di 98 divisioni, 53 delle quali inviate al confine con la Polonia. La fanteria, armata in massima parte con il fucile Mauser Karabiner 98k, ma anche con la mitragliatrice leggera MP 18 e la mitragliatrice Madsen, disponeva di 35 divisioni di cui 4 motorizzate, 3 divisioni da montagna più altre unità minori. I carri armati avrebbero dovuto costituire lo strumento con il quale si sarebbero sfondate le linee nemiche, precedentemente "ammorbidite" dall'artiglieria e dall'azione dei bombardieri in picchiata, che avrebbero avuto l'ulteriore compito di distruggere le linee di comunicazione; la fanteria sarebbe successivamente sopraggiunta per accerchiare le unità nemiche; nel settembre del 1939 i tedeschi disponevano di 6 divisioni corazzate, tutte inviate sul fronte orientale, ognuna composta da 288 panzer, metà dei quali Panzer I, 24 Panzer IV ed il resto Panzer II e III.[28] La Luftwaffe, che nel 1939 era in grado di produrre circa 6.000 aerei all'anno, ne aveva disponibili il 1º settembre 4.800 e 2.695 di questi erano pronti all'impiego così suddivisi: 771 caccia, 408 Zerstörer, 336 bombardieri in picchiata, 1.180 bombardieri, di cui circa 200 svolgevano compiti di ricognizione.
Il 1º settembre prese il via l'attacco tedesco ma alcuni atti furono compiuti prima delle ore 04:45, ora prevista per l'inizio del piano. Alle ore 04:17 a Danzica alcuni attivisti nazisti presero d'assalto l'ufficio delle Poste Polacche, tenuto dai polacchi, ma gli impiegati, dotati di armi, fecero fuoco sugli assalitori riuscendo a respingere un primo attacco; alle 04:26 tre Ju 87 bombardarono con precisione il dispositivo di micce, piazzate su un ponte sulla Vistola dai polacchi per distruggerlo, al fine di chiudere quella via di accesso ai tedeschi: tale attacco, condotto a bassissima quota, ebbe successo e la distruzione del ponte fu impedita. Alle ore 04:40 venne bombardata la città di Wieluń con la morte di circa 1.200 persone ed il danneggiamento o la distruzione di un grande numero di edifici, e, poco dopo le ore 04:45, l'antiquata corazzata tedesca Schleswig-Holstein aprì il fuoco contro il deposito di munizioni contenuto all'interno della fortezza di Westerplatte. Alle ore 04:45, le artiglierie aprirono il fuoco contro gli obiettivi prestabiliti e gli aerei si lanciarono sugli obiettivi loro assegnati. Nel nord della Polonia una fitta nebbia limitò fortemente l'efficacia delle prime incursioni, mentre nella parte sud i bombardamenti aerei inflissero gravi danni alla rete ferroviaria, che in quel momento era utilizzata per il trasporto dei soldati che avevano risposto all'ordine di mobilitazione del giorno precedente. Contemporaneamente le divisioni corazzate tedesche, seguite dalla fanteria, iniziarono ad avanzare.
Il governo polacco lanciò un appello ai paesi Alleati affinché questi mantenessero il loro impegno di entrare in guerra contro i tedeschi, ma le due potenze occidentali esitarono e l'unico atto compiuto il primo giorno di guerra fu un "ammonimento alla Germania"; il giorno 2 trascorse nell'attesa di una risposta da parte di Hitler che tuttavia non arrivò ed i due paesi, intorno alle ore 22:30, si decisero ad intimare congiuntamente un ultimatum per l'arresto delle operazioni militari in Polonia da parte della Wehrmacht con scadenza per il giorno 3, alle ore 11:00 per la Gran Bretagna ed alle ore 17:00 per la Francia. La giornata del 3 settembre iniziò con la consegna al consigliere d'ambasciata tedesco Paul-Otto Schmidt dell'ultimatum della Gran Bretagna alla Germania da parte dell'ambasciatore britannico a Berlino Nevile Henderson alle ore 09:00. Nel testo era statuito che, se la Germania non avesse dato entro due ore garanzie sufficienti in merito al ritiro delle truppe dalla Polonia, la Gran Bretagna si sarebbe considerata in guerra contro di essa, mentre alle ore 12:00, ad ultimatum britannico già scaduto e quindi resa ufficiale l'entrata in guerra della Gran Bretagna, l'omologo francese Robert Coulondre consegnò a sua volta l'ultimatum con un termine di scadenza inizialmente previsto per il giorno 4 settembre, anche se, diversamente da quello britannico, nel documento non era contenuto esplicitamente il termine "guerra", ma detto termine venne immediatamente anticipato alle ore 17:00.
Scaduti i due ultimatum, ed ufficializzata l'entrata in guerra delle due potenze occidentali, seguite lo stesso giorno da India, Australia e Nuova Zelanda, le 33 divisioni di cui disponeva l'Heeresgruppe C, comandato dal generale Wilhelm Ritter von Leeb, completarono il loro schieramento sui confini occidentali della Germania, dalla linea Sigfrido alle frontiere con Belgio ed Olanda. Alle ore 21:00 il sommergibile tedesco U-30 affondò la nave passeggeri britannica SS Athenia: il siluramento della nave, scambiata per un mercantile armato, provocò la morte di 112 persone, tra le quali vi erano 28 cittadini statunitensi, suscitando l'indignazione e la protesta del governo degli Stati Uniti.
L'avanzata della Wehrmacht in Polonia, affiancata da reparti delle Waffen-SS, proseguiva al ritmo di circa 70 chilometri al giorno, tanto che sorprese lo stesso Hitler, il quale, recatosi in visita al fronte nel settore nord, fu enormemente compiaciuto nel riscontrare le potenzialità che offriva l'innovativo utilizzo dei carri armati.
Il 10 settembre il maresciallo Edward Rydz-Śmigły ordinò una ritirata verso sud-est, in direzione del confine con la Romania, mentre, il 12 settembre, l'attacco polacco all'8ª armata si esaurì e le rimanenti forze tentarono di dirigersi verso est al fine di raggrupparsi nuovamente per creare una linea difensiva ad ovest di Varsavia. L'alto comando tedesco, privo in quel momento di informazioni precise sulla posizione del grosso dell'esercito polacco, ritenne che questo si trovasse già oltre la Vistola ed ordinò alla 10ª armata di attraversare il fiume nella zona tra Varsavia e Sandomierz, allo scopo di intercettarne la ritirata verso la parte sud-orientale del paese, ma il generale von Rundstedt ritenne viceversa che la maggior parte delle forze polacche fossero ancora ad ovest del fiume e riuscì a convincere l'Alto comando a fare dirigere la 10ª armata verso nord, predisponendo una linea di sbarramento lungo il fiume Bzura, ad ovest di Varsavia, con il duplice scopo di impedire alle truppe polacche di raggiungere la capitale e di intrappolarle prima che queste potessero sfuggire al previsto accerchiamento; la manovra ebbe successo e le forze polacche furono in massima parte circondate, con solo poche unità che riuscirono a sfuggire alla tenaglia proseguendo la loro ritirata verso la Vistola.
Nel giorni successivi al 12 settembre le forze polacche, ormai accerchiate, tentarono inutilmente di spezzare l'anello che si era formato attorno a loro, mentre le restanti truppe delle armate di Łódź e di Modlin ripiegavano verso Varsavia; la Luftwaffe bombardò costantemente le truppe intrappolate nella sacca, ormai prive di collegamenti ed impossibilitate a ricevere aiuto, e gli assalti alla linea formata dalla 10ª armata tedesca si infransero progressivamente fino ad esaurirsi il 18 settembre, quando i superstiti delle 19 divisioni che costituivano la prima linea di difesa del paese capitolarono, consentendo ai tedeschi di catturare 170.000 prigionieri. Il 15 settembre tuttavia l'anello formato dalle forze tedesche si chiuse definitivamente intorno alla capitale dove, il giorno 16, le forze dell'8ª armata tentarono un primo attacco in direzione dei quartieri di Praga e di Grochów che fu respinto dalle truppe del colonnello Stanisław Sosabowski; l'impossibilità di ricevere sia rinforzi dall'esterno che di ripiegare pose le basi per l'assedio della capitale: lo stesso giorno venne offerta la possibilità di resa alla città, che venne tuttavia respinta, ed Hitler, discostandosi da quanto chiedevano i suoi generali, ossia il blocco con l'attesa della presa per fame, dette ordine di conquistare Varsavia impiegando tutte le forze disponibili.
Il 17 settembre, alle ore 03:00 del mattino, l'ambasciatore polacco a Mosca venne convocato dal ministro degli esteri sovietico Vjačeslav Michajlovič Molotov che lo informò che il governo polacco aveva cessato di esistere, esprimendo preoccupazioni per la sorte degli abitanti della Bielorussia e dell'Ucraina che l'Unione Sovietica avrebbe inteso proteggere; nello stesso momento tuttavia le truppe dell'Armata Rossa, comandate dai generali Mikhail Kovalov e Semën Konstjantynovyč Tymošenko, stavano oltrepassando i confini orientali della Polonia. Queste truppe, forti di circa 500.000 fanti, 3.000 carri armati e 1.500 aerei erano da un lato la risposta dell'Unione Sovietica agli appelli di appoggio provenienti dai tedeschi, avvenuti il 3 ed 10 settembre, ma anche l'espressione concreta della preoccupazione dell'eccessiva avanzata tedesca e del desiderio di ottenere una equa spartizione dei territori conquistati, con l'inclusione della Lituania nella sua zona di influenza.
Nei giorni successivi le forze tedesche sferrarono l'attacco finale a Varsavia con nove divisioni, cinque da ovest e quattro da est, preceduto, oltreché dai bombardamenti aerei, da un intenso fuoco di sbarramento realizzato da circa 70 batterie di artiglieria da campo e da 80 di artiglieria pesante; il 20 settembre le forze provenienti dalla riva est della Vistola riuscirono a penetrare nel quartiere di Praga, venendone tuttavia respinte dalla resistenza della Dowództwo Obrony Warszawy e da quella parte di popolazione civile che aveva deciso di non arrendersi e di imbracciare le armi; la situazione all'interno della città era sempre più disperata e, il 21 settembre, tutte le rappresentanze diplomatiche neutrali furono evacuate dalla capitale mentre, il 22 settembre, Hitler, che si era recato in visita alle truppe che stazionavano nella periferia di Varsavia, ordinò all'8ª armata di attaccarla da ovest, in modo che i profughi in fuga si dirigessero nel territorio ormai occupato dai sovietici, allo scopo, una volta terminate le ostilità, di non occuparsene. Il 24 settembre tutte le unità tedesche impegnate nell'attacco a Varsavia furono poste sotto il comando del generale Blaskowitz ed il giorno successivo iniziò, preceduta da due giorni consecutivi di bombardamenti aerei, un'ulteriore offensiva che, nonostante la strenua difesa, permise ai tedeschi di cominciare a farsi strada all'interno dei quartieri di Mokotów e di Praga, mentre la situazione della popolazione civile, a causa dei bombardamenti e dei combattimenti incessanti, peggiorava continuamente: la mancanza di cibo e di medicinali, unita alla mancanza di acqua dovuta alla distruzione degli acquedotti, il cessato funzionamento della rete elettrica e telefonica e la presenza di 16.000 soldati e di un numero imprecisato di civili feriti, rendeva la situazione non più sostenibile. Il 26 settembre il generale Rómmel chiese un cessate il fuoco per negoziare la resa, ma stavolta furono i tedeschi a rifiutarla, sostenendo che avrebbero accettato solo una proposta di resa incondizionata. Viste le condizioni ormai disperate delle forze armate e della popolazione civile all'interno della città i polacchi furono costretti ad accettare e, a mezzogiorno del 27 settembre, il generale Kutrzeba avviò le trattative con il generale Blaskowitz per la resa di Varsavia. Il 6 ottobre al Reichstag Hitler annunciò la fine delle operazioni militari contro la Polonia, nonostante non vi fosse stato un formale atto di resa del paese da parte del Governo polacco in esilio. La campagna di Polonia era stata combattuta e vinta in sole cinque settimane.
GdrID: 10616
Data Pubblicazione: 18/10/2019
Ultimo Aggiornamento: 18/10/2019
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