News e Annunci Riverstone
Nuova Chat - Il Giardino dei Sensi
News di Riverstone del 23/04/2016
Quest: I Rivali
News di Riverstone del 22/04/2016
Una banda criminale arrivata da Detroit ha cercato di inserirsi nei traffici illeciti della cittadina. Il ristorante dell'Hotel Bellavista e il noto Bar da Frank hanno preso già accordi con questi criminali da cui si riforniscono di alcol.
Quando la notizia è arrivata alla famiglia locale è stato impossibile evitare il peggio.
Già dalla notte la polizia avvertita dagli abitanti del quartiere è arrivata sul luogo della sparatoria, c'è un uomo a terra, privo di vita, da lui partono le indagini.
Anche la Famiglia mafiosa di Riverstone ha subito perdite, Gino è stato ferito e Vincent, riconosciuto dai nemici di cui fu affiliato anni prima, è stato costretto a scappare lasciando la città.
To be continued....
Nuova Chat: Cafè Le Flore
News di Riverstone del 18/04/2016
Estratto dal Daily River in merito alla serata di inaugurazione del Cafè.
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Serata d’inaugurazione ieri sera al Le Flore. Dopo l’attesa di questi giorni che ha creato un po’ di curiosità nei più, finalmente la gente ha potuto verificare di persona i cambiamenti e le novità del famoso Cafè Letterario della città. Serata elegante durante la quale è stato offerto un buffet ai presenti, per una degustazione del nuovo menu proposto dalla nuova gestione. Tanta è stata la gente che è intervenuta all’interno del locale, citiamo tra i volti più noti l’assessore alla cultura, Kaede Matsudaira, l’assessore ai beni sociali e al turismo, Nevaeh Jennings Wallace e l’assessore alla sanità, Jacob Ward. Dopo l’accoglienza iniziale, i presenti sono stati invitati ad assaggiare bevande e pietanze. Degno di nota il servizio ineccepibile del personale e l’eleganza che il Le Flore continua a mostrare, anche nel risolvere imprevisti o nel gestire clienti particolarmente difficili. I nuovi gestori del Cafè Letterario, la famosa scrittrice Dagny Taggart in società con il noto cronista del Daily River, Brian Wallace, hanno curato, inoltre, l’aspetto culturale, infatti la possibilità di accompagnare la consumazione con la lettura di testi famosi, è stata incrementata con la creazione di una zona riservata dove, gli avventori, hanno la possibilità di dedicarsi alla consultazione dei numerosi volumi sistemati, ora, in una originalissima modalità di arredo. I due nuovi gestori hanno anche annunciato la realizzazione di prossimi eventi letterari all’interno del Cafè a cui sarà invitata la cittadinanza. Originale anche l’idea dei dolcetti con il nome di alcuni famosi scrittori contemporanei e non. D’ora in avanti, infatti, si potrà entrare al Le Flore ed ordinare un “Oscar Wilde” accompagnato da un gustoso “Victor Hugo”, ai lettori lasciamo la possibilità di verificare personalmente di cosa stiamo parlando. Attese soddisfatte dunque, e la città di Riverstone si fregia di un ennesimo fiore all’occhiello di cui andar fiera.
Brian Wallace
Bando pubblico: Gestione Riverstone Park
News di Riverstone del 17/04/2016
Assessorato all'Urbanistica e Assessorato alle Politiche Sociali
Bando Pubblico
"Gestione Riverstone Park"
Il comune di Riverstone indice un bando pubblico rivolto a tutti i cittadini in possesso dei seguenti requisiti:
-Essere residenti a Riverstone al momento della presentazione della domanda di partecipazione al bando
-Avere un'età superiore a 18 anni
per la concessione in Gestione del Parco Cittadino
Sito in Main Street, quartiere The Hills.
La Gestione sarà concessa dal 15 Maggio 1926 al 15 Settembre 1926 e decadrà automaticamente al termine del periodo indicato.
Per presentare domanda bisogna inviare alla scrivente Amministrazione un progetto relativo alle idee che si intende mettere in atto presso questa zona pubblica, nel modo più dettagliato possibile.
L'Amministrazione Comunale valuterà il progetto che meglio rispecchia le aspettative cittadine, che garantisce un migliore e più proficuo utilizzo della zona pubblica, che presenta maggiori servizi alla comunità.
I progetti devono essere inviati entro e non oltre il 1 Maggio 1926 all'Amministrazione Comunale, Assessorato Urbanistica.
L'Amministrazione Comunale si farà carico delle spese, debitamente trasmesse, per la messa in atto del progetto vincitore del Bando.
L'amministrazione comunale potrà ritirare la gestione dell'incarico se il vincitore del bando non darà comunicazioni sullo svolgimento del progetto per un periodo uguale o maggiore di 3 settimane.
L'amministrazione comunale, nell'eventualità che la gestione dell'incarico sia ritirata al vincitore del bando, avrà facoltà di assegnare l'incarico a sua discrezione o di prendere in carico direttamente la gestione del Parco.
L'amministrazione comunale avrà facoltà di richiedere modifiche o implementazioni al progetto vincitore del bando in accordo con lo stesso.
L'amministrazione comunale, in presenza di due o più progetti ugualmente validi, potrà proporre una co-gestione dell'area pubblica ai presentatari dei progetti. La co-gestione sarà stipulata tramite procedura legale.
Assessore alle Politiche Sociali
Mrs Nevaeh Jennings Wallace
Assessore all'Urbanistica
Mr Drake Price
Giornalismo: l'inchiesta di Brian Wallace
News di Riverstone del 29/03/2016
Particolare interesse ha suscitato in città un'inchiesta condotta da Brian Wallace, giornalista della testata cittadina, in merito agli immigrati.
Ho incontrato bianchi, neri, indiani, persino qualche raro viso giallo. Tanti vengono dall’Europa, molti dalla stessa America. Sono queste le persone delle quali ho accostato, per breve tempo, le esistenze e la prima regola che mi sono dato, prima di cominciare a lavorare all’inchiesta, è stata quella di ricordare sempre che non sarebbero stati numeri ma persone quelle con cui avrei avuto a che fare. Gente arrivata in città in cerca di una opportunità e molti l’hanno trovata, bisogna ammetterlo.
Ho cominciato la mia inchiesta scavando nelle loro storie, con qualche dubbio sulla riuscita, lo confesso. Questo perché mi aspettavo diffidenza e rifiuto come è normale pensare in questi casi secondo i pregiudizi che ci portiamo dentro, invece tutti, dico tutti, si sono mostrati cortesi e disponibili nel rispondere alle mie domande a volte anche indiscrete e invadenti.
Raccolgo le informazioni che mi vengono date con grande rispetto e attenzione, perché chi lascia la propria terra sapendo che sarà molto difficile tornarci; chi sceglie di giocarsi il tutto per tutto per una nuova vita; sperando che sia migliore di quella che ha lasciato dietro di sé; chi scappa da persecuzioni in atto, soltanto perché appartiene ad una determinata razza; tutti, dicevo, sono da avvicinare in punta di piedi.
Molteplici e policrome sono le storie che si nascondono dietro ciascuno degli intervistati, qualcuna è rimasta nascosta ma, come un filo rosso che si dispiega chiaramente tra le esistenze, ho potuto cogliere il desiderio e la tenacia di voler lottare per un futuro migliore.
L’inchiesta, per la complessità dell’argomento e per le persone che sono protagoniste, non è possibile che si esaurisca in un unico foglio di giornale, per cui ho scelto di suddividere il mio lavoro in due articoli. Questo, il primo, tratterà delle persone e dei loro sogni, dei loro perché e delle loro speranze. Il secondo articolo che uscirà anch’esso a breve, tratterà dei dati anagrafici e di statistiche recuperate un po’ ovunque, grazie anche alla collaborazione con l’amministrazione cittadina. Dati e numeri che danno una lettura oggettiva di queste persone che, con la loro presenza e il loro lavoro, contribuiscono alla crescita economica e sociale della nostra città. Perché chi è nuovo, chi è diverso, porta sempre novità, e quindi sviluppo, con sé, grande o piccola che sia. Un’ultima precisazione. I nomi delle persone incontrate sono rispondenti alla verità per la maggior parte, ma qualcuno ha scelto di rimanere anonimo, per questi userò nomi di fantasia, rispettando la promessa fatta loro.
Arrivando in città, comincia a raccontare qualcuno, trova una buona accoglienza grazie all’organizzazione municipale che offre loro la scuola per imparare la lingua, dell'ospedale St. William dove è possibile curarsi e persino dei campi dove giocare a football o a baseball. Ma l’inizio è sempre difficile per tutti. Non importa più se chi arriva era già un apprezzato professionista nel suo paese, o un semplice operaio di fabbrica, o un’attrice o una promettente musicista come Arleen o Geneviève. Bisogna farsi strada, a volte accettare compromessi, oppure bisogna azzerare tutto e ricominciare da capo.
Qualcuno come Luigi (nome di fantasia -nda-) famoso banchiere italiano, scappa dall’Europa perché ha come imperdonabile colpa di essere nato ebreo ed ora si ritrova a fare il barista in un locale della città; altri come Sebastian (altro nome di fantasia -nda-) laureato in giurisprudenza, è costretto a starsene nel West Side perché il colore nero della sua pelle non gli consente di avere la strada spianata per fare l’avvocato, per ora. Farsi difendere da un nero? Andiamo non scherziamo. Ma ci sono anche avvocati di fama come Diego, che ha scelto di svolgere la sua professione qui a Riverstone, semplicemente perché una città caotica come San Francisco, così grande, gli stava ormai stretta ed ha accettato di lavorare, ora che è appena arrivato, sotto il coordinamento di un altro avvocato. Ma ci sono anche donne che a dispetto di chi le appella come “sesso debole” come Arleen e Geneviève, non hanno esitato a lasciare il loro paese perché in ricerca di una vita più autonoma e rispondente ai loro desideri. Hans (nome di fantasia -nda-), 24 anni, ha lasciato la Germania subito dopo la laurea per evitare l'arruolamento obbligatorio, rifiutandosi così di perseguitare gli ebrei. Oggi è qui in città che presta aiuto nel West Side, collaborando con la NAACP.
Molti di loro hanno lasciato genitori, fratelli, sorelle e mogli o mariti senza avere alcuna certezza su quando rivederli. Con fatica, e molto travaglio, insomma, dopo un po’ cominciano a vedere qualche spiraglio. La vita ricomincia e la speranza rinasce, qui a Riverstone.
C'è anche l'altra faccia della medaglia, però, quella più difficile da far venir fuori. La miseria di chi non riesce a trovare il lavoro e la sofferenza di chi è sfruttato. E anche queste sono storie che si devono raccontare.
SECONDA PARTE
Prima di addentrarmi nelle anse dei numeri e delle percentuali della seconda parte dell’inchiesta, mi pare opportuno focalizzare, anche questa volta, alcune scelte che mi hanno guidato nella stesura dell’articolo. Quella che segue è una ricerca statistica che ha l'obiettivo di fornire informazioni sulle condizioni di vita dei cittadini stranieri.
Sono dati che vanno ad interessare le varie sfaccettature della vita degli stranieri che vivono a Riverstone come la famiglia, la storia migratoria (di cui mi sono interessato già nella prima parte dell’inchiesta) la partecipazione sociale, ecc.
I risultati della ricerca sono finalizzati a fornire indicazioni utili a livello sociale, sanitario, di assistenza, sostegno e inserimento della popolazione straniera nella realtà della nostra città. Senza nessuna pretesa, ovviamente, di essere esaustivo.
Ho cercato di utilizzare nel modo più dettagliato possibile le varie fonti amministrative esistenti, in primis l’anagrafe della popolazione ed i permessi di soggiorno, grazie anche alla disponibilità massima che ho potuto riscontrare nella nostra amministrazione cittadina, sempre sollecita a venire incontro alle mie richieste, in alcuni momenti, anche pignole. Utili ad una visione il più possibile oggettiva della situazione, sono stati anche dati raccolti tramite le interviste già realizzate in precedenza e consultazioni di annunci in quotidiani locali, primo fra tutti il nostro Daily River. Tutto ciò ha permesso di offrire una documentazione statistica sufficiente per cogliere gli aspetti quantitativi del fenomeno migratorio.
Fatta questa doverosa premessa, passo ora ad esporre i dati statistici partendo da elementi più generali quali il sesso, ad esempio, per procedere poi ad analizzare informazioni più dettagliate e particolareggiate.
Colpiscono le percentuali riguardanti gli uomini (68%) e le donne (52%), vedremo più avanti quale lettura possiamo fare di questo dato.
L’età dei cittadini stranieri oscilla dai 25 ai 30 anni mediamente, mentre la provenienza è così ripartita: il 38% dei cittadini stranieri presenti a Riverstone provengono dal Nord Europa (in particolare, Irlanda, Inghilterra e Francia), il 36% dall’Italia (di cui il 54% del totale degli uomini); il 25% provengono da altri stati americani tra cui il Messico e solo lo 0,1% previene dal continente asiatico, in particolare dall’India. Varie le professioni: ci sono artisti, avvocati, commercianti, meccanici, medici, costruttori, insegnanti.
Mi pare doveroso precisare che l’analisi e l’interpretazione che andrò a fare dei dati, nonostante abbia cercato il più possibile di essere oggettivo, è frutto di una lettura personale. Lascio dunque a chiunque voglia farne diversa lettura la possibilità di poterla realizzare.
Mi interessa evidenziare, innanzitutto, la percentuale di presenza femminile. Alcune donne arrivano sfidando la mentalità comune secondo cui senza una presenza maschile non è possibile spostarsi, viaggiare o addirittura cercare una realizzazione fuori dall’ovvia soluzione del matrimonio. Altre raggiungono l’America e, dunque, la nostra città, solo dopo che il marito o comunque un uomo della propria famiglia è venuto per primo a cercare una sistemazione per poi chiedere il ricongiungimento familiare. Il dato interessante su cui ragionare resta, a mio avviso, quello dell’età. La media parla di un’età compresa tra i 25 e i 30 anni. Non più giovanissimi dunque. A questa età, solitamente, si ha già una sistemazione familiare e lavorativa, se si parte per andare oltre oceano, come accade per gli europei, tra le tante spiegazioni che possono essere addotte, a me pare plausibile quella dell’essere costretti a lasciare la propria terra a causa di forze maggiori come può essere un conflitto mondiale, ad esempio, terminato proprio nel 1918, pochi anni fa, e che ha mietuto numerose vittime anche dal punto di vista economico e sociale.
Volendo tirare le somme di questa inchiesta mi pare doveroso ed opportuno rimarcare ancora una volta, come già ho fatto nella prima parte di questa mia inchiesta, la valore della presenza di cittadini nel nostro territorio. Il fenomeno migratorio, indubbiamente, porta con sé problematiche e urgenze a cui bisogna pensare in maniera risolutiva, ma se cominciamo a pensare anche alle grandi opportunità di sviluppo sociale e lavorativo che queste presenze portano con sé sia a livello professionale (si pensi ad avvocati, artisti, medici) come anche alla possibilità di scambio culturale a cui, da sempre, la nostra città è stata sensibile ed aperta, allora questi dati appena esposti divengono un contributo valido a cui far riferimento per una riorganizzazione che tenga presente l’apporto decisivo che queste presenze migratorie possono fornire.
Nuova Chat: Armeria Silver Gun
News di Riverstone del 25/03/2016
Nuova Chat - Galleria d'Arte Le Chevalet
News di Riverstone del 24/03/2016
Le opere esposte sono della stessa Miss Kayne.
La chat si trova nella mappa UpperSide, attraverso Servizi->Negozi in città è possibile visualizzare gli oggetti in vendita presso questa chat.
Associazione The Crunch
News di Riverstone del 21/03/2016
The Crunch è un'associazione, nonchè un volantino informativo, che si rivolge alle minoranze discriminate, in particolare Afro-americane.
L'associazione ha preso vita grazie a Nevaeh Jennings, donna di colore, cittadina di Riverstone, da sempre in campo per i diritti delle minoranze in un'epoca storica in cui finalmente si vedono i primi spiragli di lotta al razzismo.
Nuova Chat: Bouquet
News di Riverstone del 17/03/2016
Nuova Chat - Agenzia Immobiliare
News di Riverstone del 16/03/2016
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