copyright
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26/01/2010 19:32:00
No, simili rischi, per quanto minimi siano non li prendo neppure in considerazione. Ho aperto questo thread per sapere cosa bisogna fare per essere in regola al 100% o quantomeno il più possibile.
Di fatto occorre una autorizzazione nero su bianco sia del creatore dell'opera che dell'azienda che detiene il copyright di quest'opera.
E senza queste autorizzaizoni non muoverò un solo dito.
Anche perchè il progetto ha anche fini commerciali e se il sitarello singolo magari non richiama molta attenzione, l'intero pacchetto che ci siamo prefissati di mettere in piedi, potrebbe nel suo complesso richiamare una certa attenzione. E questo è da solo un valido motivo per non correre rischi.
Per chi consigliava di stare comunque distaccati dalla storia originale, rispondo che i narratori hanno senz'altro il compito di creare delle storie da zero (anche se inerenti all'ambientazione). Tuttavia non entro nello specifico perchè rischierei di dire cose inesatte, poichè il mio ruolo sarà di coordinatore/programmatore. Senza contare che dovrò seguire l'aspetto commerciale della cosa. E gestire più siti a questa maniera mi leverà molto tempo! Dunque credo che mi sarà impossibile dedicarmi al gioco on... ergo non mi esprimo..
27/01/2010 00:02:35 e modificato da ghennadi72 il 27/01/2010 00:12:25
Aceboy, io però non ne farei una questione di bianco contro nero. E' assai difficile individuare i confini del legittimo e dell'illegittimo, non essendo nemmeno chiara la natura di cosa sia un gioco play by chat. La cosa a cui somiglia di più, almeno per l'uso sperimentale che ne é stato fatto all'estero, é il MUSH (http://en.wikipedia.org/wiki/MUSH ↗) usato come ambiente tecnico e interfaccia per un modo di giocare che é essenzialmente il nostro Play By Chat. Si usa un client telnet simile a quello dei MUD, ma potrebbe essere anche una multichat o un canale dedicato di mIRC... cambia poco, ma é in sostanza un PbC.
Per il resto, il PbC si discosta da qualunque altra categoria o tipologia di riproduzione di contenuti originali, salvo che per aspetti marginali (es. materiale multimediale originale).
Non é assolutamente equiparabile alla riproduzione per copia fotostatica, elettronica o manuale di opere letterarie (che rientrano anch'esse sotto la l. 633/41, vedere sito della SIAE), che pure prevedono casi in cui la citazione di parti dell'opera é consentita salvo il rispetto di alcune condizioni che, alcune facilmente, altre tirate un po' per i capelli, possono adattarsi al PbC.
Non é assolutamente equiparabile alla pubblicazione di contenuti spacciandoli per propri (questo sempre che il gestore non sia tanto cretino da aprire una land su Dune e spacciarsi per l'autore dell'ambientazione), innanzitutto perchè non vi é proprio alcuna pubblicazione *statica* ma l'equivalente di una chiacchierata, che avviene via webchat anziché di persona in una piazza: il fatto che un passante occasionale o uno dei giocatori coinvolti possano "salvare" la giocata equivale al tizio che passa col registratore mentre io e Pippo discutiamo in piazza su quanto é deficiente Cersei Lannister negli ultimi due libri... Né c'è un autore che firma un pezzo reso disponibile a terzi, ci sono più soggetti che muovono personaggi indipendenti dando vita a trame mutevoli che possono non avere relazione alcuna con l'opera originale.
non é che Martin può accusarci di aver rivelato degli spoiler al grande pubblico (interferendo o scoraggiando potenziali lettori dall'acquistare i suoi libri) perchè ci siamo permessi di trattare le trame della sua saga incuranti del tizio che passava con un registratore acceso. Né può fare causa al sindaco della città per aver messo a disposizione a me e a Pippo la piazza su cui noi abbiamo rivelato degli spoiler discutendo delle sue opere.
Non é nemmeno paragonabile alla pubblicazione di stralci di ampie dimensioni delle opere, a meno che un gestore non sia talmente cretino da pubblicare sul proprio sito un riassunto dettagliato, magari pieno di spoiler, di quelle opere, o stralci massivi delle opere originali senza autorizzazione.
Laddove non esista una finalità esplicita di profitto o una situazione contingente di profitto, sia negli stati uniti che nell'UE sono in vigore legislazioni specifiche sul "fair use".
Morale: si fa troppo terrorismo sulla questione del copyright, e la ragione forse é da ricercare più nel fatto che molti gestori cercano di rientrare delle spese del sito vendendo esplicitamente gadget o camuffando i gadget sotto forma di premi per donazioni superiori a certe cifre (strategia peraltro adottata con successo anche da molte associazioni di alto profilo civile e sociale) e di conseguenza quasi sempre violano uno dei principi fondamentali del diritto d'autore, ossia il trarre forme di guadagno utilizzando opere intellettuali altrui.
Lì non si scappa, anche la legislazione statunitense sul "fair use", che é persino più elastica di quelle europee, é chiarissima nell'escludere la cosa.
Ma per chi non persegue finalità di lucro, né esplicitamente né indirettamente, per cortesia basta col terrorismo sulle conseguenze da Processo di Norimberga per l'adattamento di una ambientazione, basta con le accuse di scarsa onestà, e basta (soprattutto) con la tendenza a istigare l'idea che sia una cosa intelligente "denunciare" questo o quel gestore, perchè soprattutto in quest'ultimo caso si fa DISINFORMAZIONE e si rischia di istigare qualche entusiasta sprovveduto a esporsi a situazioni di cui potrebbe trovarsi a pagare le conseguenze (lui, non il presunto gestore-malfattore denunciato a sproposito).
La legalità é una grande bandiera, una volta chiarito esattamente cosa é la legalità. E, mi spiace, ma più leggo questa sezione e più mi convinco della dubbia fondatezza di certe argomentazioni e di certi suggerimenti dati ai gestori.
E' legittimo, é sacrosanto, é molto nobile ed un grande servizio ai gestori tirarli per i capelli e portare a riflettere bene su quello che fanno. E' STRA-sacrosanto far riflettere gli aspiranti gestori che se il loro autore preferito non gradisce certi utilizzi delle sue opere é comunque una cosa estremamente antipatica usarle, anche qualora si soddisfacessero tutte le condizioni per avere il sedere parato legalmente.
Ma il terrorismo, no. Le accuse gratuite di mancanza di onestà, no. Questo non é affatto un buon servizio, come non lo é il suggerire che "denunciare" un gestore appena lo si vede aprire una land su Star Trek o usare un'immagine protetta da diritti d'autore, sia una cosa intelligente.
27/01/2010 00:35:10 e modificato da ghennadi72 il 27/01/2010 00:43:10
prettyjane ha scritto:
Io non so dove tu abbia visto tutto questo terrorismo in questo portale, Ghenny.
Si parla di progetto legalita', che non riguarda solo la questione copyright, come sai.
Lo so bene. Se é per questo non riguarda nemmeno solo la legalità, a dispetto del nome, ma su questo é meglio non risollevare questioni trite e ritrite su cui la risposta é già stata chiarissima: "hinc leones" 😎
Tutto ho letto, meno che terrorismo: terrorismo fosse, non ci sarebbe una quarantina di land palesemente fuorilegge sotto il profilo dei diritti d'autore e dei permessi, probabilmente.
Perdonami. In quel "probabilmente" c'è tutto il succo della mia critica (civile spero) alla piega presa dal PEL su diversi punti oggetto di valutazione, e della mia critica (un po' meno civile, lo ammetto) all'atteggiamento da crociata contro gli infedeli che traspare da molti interventi ogni volta che si sollevano argomenti delicati come il copyright, la tutela dei minori o il webforcing.
Ho apprezzato le parole di Ramsay nel suo ultimo intervento, ma i fatti sono che il PEL usa aggettivi estremamente sgradevoli (per non dire arroganti) anche per etichettare comportamenti che tutto sono fuorchè illegali e comportamenti la cui illegalità é tutt'altro che certa.
Nei fatti la si fa sì la classifica dei buoni e dei cattivi, sotto certi aspetti legittimamente (vedi adempimenti sulla privacy e *parte* delle nome sul diritto d'autore) sotto altri aspetti sulla base di valutazioni soggettive e sulla base di interpretazioni giuridiche quantomeno limitate.
Avendo apprezzato (ed utilizzato spero con profitto) molta parte degli ottimi suggerimenti forniti qui, mi fa doppiamente specie il fatto che se qui ci si occupasse maggiormente di indirizzare i gestori (ed aspiranti tali), di spiegare loro come evitare di cadere nei tranelli del diritto d'autore, di spiegare loro come riuscire ad adattare un'ambientazione altrui senza violare proprio alcuna legge italica o estera, e ci si occupasse un po' meno di bollare tizio o caio come disonesti, di fare classifiche dei buoni e dei cattivi, di irridere o dequalificare il lavoro di caio perchè ha scelto un'ambientazione non originale, di sventolare qua e là come uno spauracchio la minaccia del folle solitario che arriva e ci denuncia alle "autorità competenti" si renderebbe un servizio dieci volte più utile e dieci volte più in linea col concetto di "educazione alla legalità".
Alla fine, forse ha ragione Ace, e' bianco o nero: ma la cosa buona è che nel bianco ci si può stare veramente ma veramente con poco.
Ah, ok. E' bianco e nero, eh? Domanda tendenziosa: Il PEL, ospitato, proposto e sostenuto da questo portale, quanti punti mi assegnerebbe per rispetto del copyright se riempissi la mia land, che so, di immagini e screenshot tratti da "Il Gladiatore" nascondendomi dietro la formula del "non si é potuti risalire agli autori originali, ma se gli autori chiederanno, provvedermo..[eccetera]"?
27/01/2010 10:40:24 e modificato da ghennadi72 il 27/01/2010 10:43:29
herduk ha scritto: [quote]prettyjane ha scritto:
Io non so dove tu abbia visto tutto questo terrorismo in questo portale, Ghenny.
Forse nella serie di risposte sarcastiche ai thread e nei commenti del tipo "immagino abbiate chiesto l'autorizzazione per rifarvi all'opera x....".
Questo è terrorismo, del tipo "sai che se dai un bacio resti incinta?".
Ne più, ne meno.
Così come è terrorismo additare chiunque non rispetti il PEL o ne critichi una parte come "uno che vuole farla franca" o "uno dalla dubbia moralità".[/quote]
Mah, questo più che terrorismo (termine comunque, mi consentirete, "poetico" quanto lo é il dare del "ladro" o del "disonesto" a qualcuno solo sulla base della scelta di un'ambientazione di ispirazione) lo trovo un atteggiamento superficiale e ingeneroso.
Tutte le legislazioni, italiane ed estere, sul diritto d'autore e sullo sfruttamento di tali diritti, sono chiarissime nel definire un grade spartiacque di natura universale: la presenza di fini di lucro. Questa é l'unica materia sulla quale si può dire con certezza agli aspiranti gestori "state estremamente attenti a quello che fate e se fate i furbi rischiate queste e quest'altre conseguenze".
Tutto il resto é soggetto a estrema variabilità, perchè gli unici altri spartiacque universali difficilmente rientrano nelle possibili violazioni che può commettere un gestore nell'implementazione della sua land.
Gran parte della recente normativa e giurisprudenza sul diritto d'autore é sorta, non dimentichiamocelo, sulla spinta delle major discografiche e cinematografiche ed ha per oggetto prevalente l'ambito multimediale, più che l'ambito narrativo/letterario.
Per questo, va prestata particolare attenzione all'utilizzo, anche non a scopi di lucro, di immagini, filmati, brani audio e "loghi" (es. tipico la scritta coi fulmini di Harry Potter).
Il focus vero e proprio del gioco play by chat, però é costituito da due componenti principali:
- la documentazione statica consultabile
- l'opera creativa dinamica degli utenti che interagiscono in chat
E, mi spiace, ma da questo punto di vista il discorso "legalità" cambia moltissimo a seconda delle precauzioni che il gestore prende e a seconda dell'implementazione.
E' assurdo, insensato, fuorviante dire a un gestore "Se apri una land ambientata nell'universo di Dune/Lodoss/Star Trek/Wheel of Time/Barbapapà sei nell'illegalità".
L'opera creativa dinamica (e non regolare, ma soggetta a interazioni casuali quali quelle che si verificano quando due persone si inconrano per strada e iniziano a chiacchierare - to chat - di un argomento) degli utenti che si svolge in chat non é minimamente paragonabile, equiparabile o assimilabile allo sfruttamento di diritti d'autore altrui. Né é paragonabile all'opera svolta da una compagnia teatrale che seguendo criteri di regolarità negli spettacoli, presupponendo l'esistenza di un pubblico (pagante o meno non importa) inscena un copione scritto da altri.
Per dirla alla Pulp Fiction, "non é lo stesso gioco, non é lo stesso campo di gioco e non é nemmeno lo stesso f*****o campionato!".
Diverso può essere il discorso della documentazione pubblicata staticamente sul sito e offerta alla libera consultazione degli utenti (e più in generale anche del visitatore non ancora utente, come prescrive il PEL). In particolare la documentazione relativa all'ambientazione.
Ma anche su questo, attenzione a non applicare impropriamente le disposizioni normative in vigore nel contesto audiovisivo. Attenzione a non trasmettere erroneamente l'informazione infondata (qui parlavo di disinformazione) che il semplice adattamento/riproposizione (o addirittura il semplice utilizzo come ispirazione iniziale) di un'ambientazione rappresenti un atto illegale di per sé.
Quello che entra in causa in questo caso é piuttosto il diritto dell'autore a rivedere/adattare/tradurre la propria opera.
Se c'é una cosa chiara, nel mare fumoso del diritto d'autore, è proprio questa: la rielaborazione creativa, altrimenti nota come fan-fiction. Sui più seri siti internet dedicati alla fan fiction é possibile rintracciare autore per autore, quali limiti sono stati posti dagli autori stessi alla rielaborazione creativa delle loro opere, delle loro ambientazioni, dei personaggi da loro inventati e così via.
Poi, sarò strano io, ma ho sempre ritenuto che educare un bambino a non farsi male non significhi fargli venire il terrore di accendere un fiammifermo, ma insegnargli come farlo senza scottarsi le dita. Ecco perchè mi inalbero un po' per l'uso, regolare e continuo, di certi toni, oltre che per l'applicazione spesso arrogante e saccente di etichette offensive "a priori" ogni volta che si tocca l'argomento.
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