Sondaggio sul marketing nei GDR
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12/12/2011 15:51:03
Quindi, ed è una domanda, è valida l'associazione di idee(?):
- Ho più utenti, il mio gioco è migliore e più bello.
No, significa solo che hai più utenti di un altro gioco; di certo significa che il tuo gioco è più "famoso" di uno con meno utenti (con famoso non intendo necessariamente "buona fama"). Lot conta migliaia di utenti ma credo sia un'eresia definirlo il miglior pbc in rete.
- Ho fatto una buona pubblicità, ho buone probabilità che il mio gioco abbia una buona longevità.
Se ho fatto una pubblicità sensata e ho accompagnato alla pubblicità l'impegno in land per creare gioco, beh... si.
- La bellezza di un gioco di ruolo si basa sulla sua autoproposizione al pubblico e sulle capacità monetarie del produttore.
No, ma di certo le capacità finanziarie e quelle di autoproposizione al pubblico aiutano :-)
12/12/2011 16:56:02 e modificato da ghennadi72 il 12/12/2011 17:17:26
vino_veritas ha scritto:
Marketing non significa necessariamente "vendere e trarre profitto", ma "piazzare il proprio prodotto sul mercato".
Peccato che nulla o quasi di ciò che si insegna parlando di 'marketing' abbia a che fare con la natura intrinseca del prodotto o la sua qualità, ma solo con la sua promozione, la sua pubblicizzazione e (in termini più generali) l'informare i possibili acquirenti dell'esistenza di un prodotto che dovrebbero essere invogliati ad acquistare.
"Piazzare un prodotto sul mercato" significa realizzarlo e renderlo accessibile. Innanzitutto pregherei di ricordare che la parola stessa "marketing" é altamente impropria, parlando di giochi che sono, nel 99% dei casi, offerti gratuitamente e realizzati per una passione primaria dei gestori stessi. Etichetta impropria e fuorviante.
"Mercato", pure lo è di conseguenza. Già mettersi nell'ottica di avere un prodotto da "vendere" é fuorviante, e causa (a mio modesto parere) di tante sciocchezze, di tanti comportamenti semplicemente ridicoli e di tante storture nell'approccio all'utenza.
L'idea stesso di marketing si fonda indissolubilmente sulla finalità dell'impresa economica che non é la beneficienza, non è la soddisfazione di un'utenza più o meno generalizzata, non è il progresso civile e culturale dell'umanità.
Il fine dell'impresa é il profitto, puro e semplice. Chiunque affermi il contrario vende aria fritta. E se il tuo fine ultimo é il profitto, qualunque idea di "informazione promozionale" non implica alcuna attinenza alla realtà, nè alcun rapporto con la natura/qualità del prodotto, ma solo la scelta delle metodologie promozionali più efficaci a vendere il prodotto e fare cassa.
Pessima politica e pessimo approccio mentale, quello del *marketing*, da consigliare a chi gestisce un prodotto di natura non commerciale.
La "promozione/informazione" é una cosa: senza informare la potenziale utenza sull'esistenza del prodotto, non si sopravvive nè si dà modo all'utenza di provarlo. Il marketing é tutt'altra cosa.
Questo é un ambito estremamente competitivo, in cui ci si litiga l'utenza a suon di colpi bassi e miserie che sarebbero persino comiche se guardate con atteggiamento spassionato, e in cui è l'utenza stessa a non poterne più di ricevere fumo negli occhi.
Una land di pbc "seria" non può sopravvivere senza promozione e informazione il più possibile veritiera. Informazione vuol dire informazione. Marketing vuol dire marketing. Il marketing, al contrario, può campare benissimo anche senza informazione veritiera.
Probabilmente sono solo classiche pippe mentali le mie, ma a mio parere ragionare in termini di marketing significa partire già col piede sbagliato.
Il giorno in cui si capirà che c'è una bella differenza (anche in termini di risultati e di fidelizzazione dell'utenza) tra promuovere il proprio gdr cercando di non attirare l'utenza a casaccio e a qualsiasi costo, e vendere saponette porta a porta, avremo fatto tutti un enorme progresso.
12/12/2011 20:41:07
Ok, non chiamiamo "mercato" il panorama dei giochi di ruolo via chat (anche se alcuni vendono letteralmente alcune feature), chiamiamolo come volete. Ok, non chiamiamolo "marketing" (termine effettivamente assai improprio, in un ambito non professionale come questo) ma "informazione promozionale". Il succo del discorso non cambia. Un gioco di ruolo è innanzitutto un'applicazione web, e come tale deve essere promossa, in un modo o nell'altro; il semplice passaparola di fatto è già una strategia pubblicitaria. Non vedo nulla di male, francamente, nello studio di tecniche più elaborate per pubblicizzare il proprio prodotto.
Oltretutto, il fatto che un gestore sponsorizzi la propria land su google con delle campagne -magari a pagamento- non è affatto indice di buona qualità del prodotto, l'ho già scritto prima, e anche questo è un concetto abbastanza noto a tutti, direi. E se non riesco ad offrire un prodotto non dico buono, ma perlomeno decente, che razza di informazione promozionale posso dare?
13/12/2011 01:33:43 e modificato da ghennadi72 il 13/12/2011 01:39:56
john ryan ha scritto:
Oddio, sacrosanta poi lo sarebbe se fosse indispensabile per un Gioco di ruolo on line essere "il migliore", o per lo meno, avere o volere un primato di visita con riferimento alla mercificazione dell'utenza.
In genere a mercificarsi é il gestore, l'utenza si invece si cerca di tenersela stretta dopo averla attirata 😎
- Ho più utenti, il mio gioco è migliore e più bello.
No. Se giochi a ping pong 300 giocatori pressati attorno al tavolo verde non rendono più interessante la partita. Allo stesso modo non puoi giocare una partita di calcio regolamentare con solo 3 giocatori. Dipende dal setting del gioco, è qui che casca pesantemente l'asino del marketing. Un prodotto ludico popolare non è necessariamente migliore.
Quel che si può dire di un prodotto ludico "popolare" (e che riesca a mantenersi tale senza collassare sul breve-medio periodo, succede anche questo vedasi Klotien) è che sicuramente riesce a soddisfare la sua utenza, e fondamentalmente solo il gestore o gli ideatori del gioco possono sapere se la soddisfazione del target più ampio possibile di utenza rientrava tra i loro obiettivi.
Ci sono giochi nei quali ci si trova bene a giocare pure solo in sette o otto, o in venti, e proprio nulla dice che la gestione di quel gioco sia interessata a un'esplosione numerica dell'utenza. Un gioco é un buon gioco nella misura in cui soddisfa la sua utenza.
L'altra cosa che possiamo azzardarci a dire è che molti gdr PbC mirano a replicare pari pari o quasi il modello più standardizzato di gdr-pbc (perchè una land in particolare, coi suoi millemila utenti l'ha reso uno standard con cui confrontarsi) e che quindi gli serve una massa di utenza sufficiente a sostenere quel tipo di gioco. Quella che io da anni chiamo "massa critica" minima di utenza giocante in contemporanea, quella che garantisce che il gioco riesca ad alimentarsi da solo anche senza un massiccio, sfibrante e continuo intervento del game mastering.
Per chi segue quel modello non raggiungere (e mantenere) tale massa critica minima è sicuramente un indice di non raggiungimento degli obiettivi.
Ma personalmente ho davvero tantissimi dubbi che la colpa sia imputabile allo scarso ricorso a efficaci tecniche si marketing o di piazzamento sui motori di ricerca.
In genere indica che il prodotto non convince a sufficienza la sottonicchia (maggioritaria) di giocatori pbc che apprezzano quel modello e che da anni compiono esodi, periodiche transumanze oscillanti tra un gdr e l'altro, un po' come i profughi di qualche nota serie sci-fi, un po' come sciami di locuste, in cerca della terra promessa dove stabilirsi "in alternativa" alla "casa madre" (in genere per tornarvi di corsa appena gli si dice "no la gilda non te la do" o appena presso la casa madre si libera un posto da master).
Il punto é che l'utenza va anche supportata e gestita, non basta popolare il gioco per pensare di aver ottenuto un successo. Se non hai numeri davvero alti (ad almeno 3 cifre) di giocatori attivi, non hai nemmeno quella base di senso di community che, piaccia o no, spesso supplisce almeno temporaneamente alle carenze o alla latitanza di uno staff gestionale nel proporre e regolare il gioco. Sia per il clima da community di per sè che, piaccia o no, evidentemente è qualcosa che nel mondo del PbC si cerca, sia perchè con determinati numeri è l'utenza da sola che può sostenere linee di gioco autonome anche se lo staff latita o anche solo per un certo periodo non riesce ad essere sufficientemente presente.
Per chi non raggiunge la "massa critica" (o la raggiunge ma stabilisce convenzioni di gioco, regole, meccaniche e prassi gestionali che soffocano l'iniziativa libera dei giocatori) trovarsi improvvisi picchi d'utenza può essere un'esperienza più traumatica del dover gestire pochi giocatori.
Passato il primo momento di entusiasmo, se si rischia di trovarsi con un'utenza massiccia che viene lasciata a sè stessa o non trova un prodotto ben congeniato e in grado di adattarsi agli aumenti e cali periodici di utenza, si passa rapidamente dall'esaltazione al panico, che in genere precede l'insoddisfazione degli utenti e la prevedibile fuga, prima alla spicciolata poi in massa.
Ecco perchè dicevo che una campagna promozionale pensata troppo bene e troppo efficace nell'attrarre utenza può persino rivelarsi controproducente in alcune circostanze (tutt'altro che rare).
E non sto parlando del niubbo-gestore che apre la land avendo in mente solo "io speriamo che me la cavo".
- Ho fatto una buona pubblicità, ho buone probabilità che il mio gioco abbia una buona longevità.
Condizione non necessaria e non sufficiente.
- La bellezza di un gioco di ruolo si basa sulla sua autoproposizione al pubblico e sulle capacità monetarie del produttore.
In tal caso Windows Millenium (ME) avrebbe dovuto essere ricordato come un successo di pubblico travolgente e come degno successore di '98 prima dell'avvento di XP, invece è ricordato come una delle peggiori tavanate e fiaschi della storia dell'informatica. Se non piace l'esempio informatico posso farne uno automobilistico: Fiat Duna.
Il nostro settore (pbc) é uno dei pochi nei quali la concorrenza è talmente agguerrita e differenziata che la mancanza di qualità (o almeno la mancata risposta alle aspettative dell'utenza) viene rapidamente punita dall'utenza che senza pensarci due volte migra altrove.
Per cui una efficace campagna di promozione che non abbia le spalle coperte da un prodotto qualitativamente più che in grado di soddisfare l'utenza che attira, si rivela un boomerang ed una perdita di tempo ingiustificata e controproducente.
14/12/2011 01:44:01
Ragazzi perchè c'è una sfida in atto a chi tira fuori la statistica inventata più sagace o a chi insegna che un'impresa cerca il profitto?
Si parlava semplicemente di possibilità di mettere un po' di social e un po' di seo applicata ai gdr.
Qua sembra che ogni cosa che non sia il passaparola snaturi il PBC.
E che il PBC vada sviluppato come un gdr-cd.
Ad esempio, se ai nuovi iniziati facessimo fare un tour (demo jquery qui http://tympanus.net/Development/WebsiteTour/ ↗) così combinano meno disastri e non scappano se non trovano nessuno? (potremmo anche organizzare una finta chat con PNG)
Se all'iscrizione effettuata ed ad ogni passaggio di livello o abilità imparata o arma comprata/conquistata etc, gli consegnassimo un achievement tramite open-graph su facebook? (link qui https://developers.facebook.com/docs/achievements/ ↗, per le permission basta uno stupido form che non richiede nessun permesso avanzato)
Ancora, per spronare l'iscrizione, se dessimo un inventario casuale all'entrata (ponderatamente uguale per tutti) e nella pagina di iscrizione lo mettessimo come cosa "registrati e otterrai questo magnifico vestito zozzo!"?
Alla fine sono cose che viste così, dall'esterno, possono sembrare stupide nel 96,7% dei casi (il restante 0,3% possono sembrare un pollo e per l'altro 3% è indubbiamente superman) ma che, onestamente, a me invoglierebbero la partecipazione e quant'altro.
Poi boh, se vogliamo ragionare decidendo aprioristicamente la reazione degli utenti possiamo aprire un nuovo thread :)
14/12/2011 12:01:24
Credo che molte delle tecniche di marketing siano oggi come oggi incompatibili con i gdr nudi e crudi come li pensiamo
Il gdr è innanzitutto una cosa free, è spesso gli amministratori si sobbarcano spese del server, senza chiedere nulla ai player.
Contando un Amin medio sui trent'anni, con un lavoro dipendente per cui la land è uno svago (potrei aver cannato totalmente i dati)
Questa persona spende
50€ annuali di server
un valore x di € se vuole rifare la grafica
altre spese X per implementare la programmazioni
(le X sono generiche perchè fanno riferiemnto a dati molto variabili)
E gli entrano in tasca da tutto ciò 0 €
Spendere soldi per l'acquisto di spazi pubblicitari, o adveting, solo per incrementare l'utenza, potrebbe apparire davvero eccessivo, anche se qualcuno lo fa per pura passione
14/12/2011 16:08:44
Yep, straordinariamente il forum è fatto da utenti, gli utenti hanno dei punti di vista e nella migliore delle ipotesi se li scambiano (senza uccidersi) e poi chi passa e legge può prendere le idee che gli piacciono e farci quello che gli pare.
Però vabbè, immagino sia più utile per tutti cercare di capire se la definizione che da wikipedia del marketing sia applicabile ai pbc :)
14/12/2011 21:43:42
Forse si sta esagerando in puntigliosità, non so. Comunque sia, dove è scritto che questo portale pubblicizza solo i giochi di ruolo gratuiti? No, sul serio, perchè io cercando frettolosamente non l'ho trovato scritto da nessuna parte.
Ad ogni modo, parlando di... informazioni pubblicitarie del proprio gioco di ruolo, a mio parere le idee proposte da DoB sono tutte molto valide, e potenzialmente potrebbero davvero dare un quid in più al gioco e alla sua diffusione :-)
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