Cassazione: gestori siti responsabili per i commenti
Cassazione: gestori siti responsabili per i commenti postato il 04/01/2017 12:33:30 nel forum giochi e dintorni
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha confermato la condanna in appello nei confronti del legale rappresentante della società che gestisce agenziacalcio.it per un commento offensivo pubblicato da un utente nel 2009.. CONTINUA SU http://www.unita.tv/focus/cassazione-gestori-siti-responsabili-per-i-commenti-anche-se-firmati/ http://www.unita.tv/focus/cassazione-gestori-siti-responsabili-per-i-commenti-anche-se-firmati/ ↗
Cosa ne pensate?
Io penso sia un assurdità. Poi ovviamente sarà un nulla di fatto però l'assurdità della sentenza è sotto gli occhi di tutti.
Pagine → 1 2
04/01/2017 13:49:05 e modificato da musicamusa il 04/01/2017 13:50:15
Incollo una cosa scritta altrove.
Alcune considerazioni sparse.
1. L'articolo è un po' impreciso ed il titolo "giornalistico". Leggendosi il PDF della sentenza si capisce che il concorso in diffamazione sia scattato in quanto l'imputato, nonostante la richiesta di rimozione del contenuto, lo ha lasciato on-line per due settimane. Due settimane nelle quali, lui dice, era in vacanza. Il problema è che nel 2016, con smartphone, laptop e così via, essere in vacanza non significa essere al 100% disconnessi: in pratica, non è una scusa come poteva esserlo nel 1980.
Il giudizio di responsabilità veniva pertanto formulato per l'aspetto [...] dell'aver l'imputato mantenuto consapevolmente l'articolo sul sito, consentendo che lo stesso esercitasse l'efficacia diffamatoria [...] fino al successivo 14 agosto, allorché veniva eseguito il sequestro preventivo del sito; [...] l'invio della descritta missiva di posta elettronica smentiva la versione dell'imputato di aver saputo della presenza dell'articolo nel sito solo in conseguenza di detto sequestro [...]
Il ricorso [...] è generico con riguardo alla decisività della dedotta circostanza del trovarsi l'imputato in ferie all'estero nel momento in cui sulla sua casella di posta elettronica perveniva la missiva di cui sopra; non esplicitando il ricorrente, nel mero riferimento ad una conseguente impossibilità per l'imputato di accedere personalmente al sito, se tale circostanza avesse impedito allo stesso anche di visionare la corrispondenza elettronica e prendere conoscenza del contenuto della missiva, e in caso negativo quale ragione non avesse consentito al M. di assumere comunque le iniziative necessarie per evitare che la condotta diffamatoria si protraesse.
Quindi, non è che il gestore è responsabile per i commenti degli utenti, è che il gestore deve fare il gestore e moderare per tempo. Cosa significhi per tempo è ovviamente variabile dalla natura del sito, dello staff, e così via.
In questo, non c'è niente di particolarmente innovativo nella sentenza.
2. Comunque, si dice sempre che "una Cassazione non fa primavera", specialmente tenendo conto che il nostro sistema non conosce il precedente vincolante (salvo casi estremamente peculiari che non è il caso di approfondire qui).
3. ...Qui la vittima è Tavecchio. Uno che ha un pool di avvocati che farebbero piangere anche Satana e che ha tutti i soldi del mondo da spendere in tre gradi di giudizio "solo" perché qualcuno gli ha dato del farabutto. L'utente normale al massimo ha il rodimento di culo sufficiente a fare la querela, che nel 99% dei casi viene archiviata senza colpo ferire. Le probabilità che micetta88 faccia davvero causa al gestore X perché qualcuno le ha dato della farabutta sono meno di 0.
4. Il gestore non ha grandi ripercussioni legali (di solito) per una serie di questioni giuridiche, sia tecniche (con cui non vi ammorbo) che di opportunità. A meno che gli illeciti che avvengono sul suo sito non siano veramente gravi (diffusione di pedopornografia, violazione sistematica del diritto d'autore e così via), i tribunali italiani sono già abbastanza ingolfati di loro con cose davvero serie, se perdessero tempo appresso ad ogni "farabutto" di troppo volato su un forum, ciaone alle cose serie.
Edit: l'articolo definito originariamente impreciso nel mio intervento era quello gemello apparso su La Repubblica. Questo qui di preciso non l'ho letto.
04/01/2017 22:06:49
Non sono d'accordo con quanto detto da Musicamusa e non trovo sbagliata la denuncia laddove ne esistano gli estremi.
Dove c'è la riconoscibilità di un individuo offeso, in qualsivoglia modo, nel decoro oppure l’onore e la dignità di una persona, scatta la responsabilità per diffamazione. Tale reato è disciplinato dal codice penale.
Aggiungerei alla *letteratura giornalistica* qualche riferimento in più.
La Cassazione sent. n. 24431/2015 del 28.04.2015. si è espressa su post offensivi su Facebook, riscontrando l'aggravante diffamazione aggravata. Dove la diffusione del messaggio è maggiore il danno è maggiore: il rischio, di tanti ingenui detrattori è quello di reclusione da sei mesi a tre anni o una multa ANCHE se il profilo è limitato nella lettura alle proprie cerchie.
Il procedimento richiede una formale querela presso Carabinieri o Procura della Repubblica, quindi è ovvio che a scoraggiare l'utente normale sono i *tempi* e le spese.
Perchè ci sono ovviamente una serie di valutazioni che deve fare un legale sulla fattibilità della denuncia.
Ma che tali procedimenti vengano archiviati non sono d'accordo.
Ho amici che ci mangiano con questo genere di cause e non poco.
Il problema, se mai, è che come tutti gli iter simili sono lunghissimi.
05/01/2017 11:36:53 e modificato da musicamusa il 05/01/2017 11:38:10
Non è questione di essere d'accordo o meno. La percentuale di querele che arriva a sentenza definitiva è forse di 1 / 10.
Forse.
Uno vede le sentenze, e magari pensa che siano tante. Ma sono una percentuale risibile rispetto alle querele che arrivano e che si concludono in nulla.
Certo che la diffamazione è un reato, ci mancherebbe altro.
Ma è la fisiologia delle cose: uno denuncia, pensando che sia lesa maestà, e poi invece gli operatori ritengono che al netto dei milioni di principi della materia, il reato non ci sia.
Edit: non ho mai detto che denunciare è sbagliato o che questa denuncia non avesse ragione d'essere, eh!
30/04/2017 11:59:28
Solo una precisazione: la diffamazione punisce l'offesa alla reputazione della persona rispetto alla società (motivo dei diversi requisiti oggettivi: comunicazione verso altri), mentre l'ingiuria, reato oggi depenalizzato, punisce l'offesa al decoro o all'onore rivolto direttamente all'interessato.
L'onore è la percezione che hai di te, la reputazione è la considerazione che ha di te una certa comunità.
Spesso si abusa della denuncia per diffamazione, chiedendo tutela anche per fatti assolutamente irrilevanti.
30/04/2017 14:44:59
musicamusa ha scritto: Non è questione di essere d'accordo o meno. La percentuale di querele che arriva a sentenza definitiva è forse di 1 / 10.
Forse.
Uno vede le sentenze, e magari pensa che siano tante. Ma sono una percentuale risibile rispetto alle querele che arrivano e che si concludono in nulla.
Certo che la diffamazione è un reato, ci mancherebbe altro.
Ci sono delle ragioni oggettive se non arriva a sentenza, il primo dei quali è l'istituto della mediazione, obbligatoria, giacchè un procedimento penale costa e di conseguenza impone il risarcimento.
Paghi uguale, anche senza arrivare alla sentenza di Cassazione.
30/04/2017 15:07:22 e modificato da musicamusa il 30/04/2017 15:41:39
ilgrandeinverno ha scritto:
Ci sono delle ragioni oggettive se non arriva a sentenza, il primo dei quali è l'istituto della mediazione, obbligatoria, giacchè un procedimento penale costa e di conseguenza impone il risarcimento.
Paghi uguale, anche senza arrivare alla sentenza di Cassazione.
Non mi risulta che esista la mediazione nel diritto penale. (O c'è un nuovo istituto che mi sono persa per strada? :< )
Intendevi nel civile?
Comunque la mediazione (nel civile, appunto) è obbligatoria in un numero circoscritto di casi.
Attivare un procedimento penale è gratis (non paghi per la denuncia o la querela).
Insomma, non ho capito.
Edit: Ah, ho trovato un riferimento. Ma non è una mediazione obbligatoria, è più che altro un tentativo di conciliazione gratuito.
Insomma, continuo a non aver capito bene. Mi spieghi?
30/04/2017 16:28:29
Pardon, rispondendo a te, davo per scontato che collegassi. Ma giusto! Ci leggono anche altri!
Ovvio che è legata al civile, nel senso che il procedimento penale, in casi di diffamazione o ingiuria si intreccia con la costituzione in parte civile, per il risarcimento. In particolar modo per la diffamazione, il soggetto leso, attiva il procedimento penale congiuntamente alla richiesta di risarcimento dei danni: un tempo era conseguente l'accertamento di responsabilità in sede penale, oggi no, perchè il ricorso civile per il risarcimento è svincolato dall’accertamento penale,
E, di conseguenza, si arriva alla mediazione, che può comportare (e non è detto) la rinuncia e il ritiro delle parti dalla prosecuzione del procedimento.
Nel civile è comunque obbligatorio il tentativo di mediazione (il che comporta ulteriori oneri al poveraccio che ci prova e scoraggia dal provarci la metà della gente che farebbe strabene a fare qualche denuncia) anche se non si arriva all'accordo.
30/04/2017 17:10:25 e modificato da musicamusa il 30/04/2017 17:23:40
..Ehm, temo ci sia un equivoco.
(A meno di novità recentissime di cui sono ignara: e ben può essere!)
D.Lgs. n. 28/2010, art. 5, comma 4, lett. g). La mediazione obbligatoria è esclusa nel caso di esercizio dell'azione civile nel processo penale.
La mediazione obbligatoria, ripeto, c'è solo nel diritto civile. Non ha nulla a che vedere col processo penale, nemmeno con la parentesi civilistica che è la costituzione di parte civile.
Per questo non collegavo. ;)
30/04/2017 19:22:23
Tralaltro è perseguibile d'ufficio, quindi nemmeno è ipotizzabile nei casi di diffamazione che in seguito ad un accordo transattivo in sede civile si proceda a rimettere la querela.
Dunque le denunce per diffamazione necessariamente finiscono con ingolfare le procure, nei casi in cui riescono incredibilmente a superare lo scoglio del 408 arrivare in dibattimento e così raggiungere il traguardo di ingolfare il sistema giudiziario.
Ovviamente parlo di diffamazioni da social network o dal contenuto risibile, ci sono diffamazioni più che meritevoli di tutela.
Ma se iniziamo a parlare di diffamazione di nickname o tramite un gdr mi inizia a salire un brivido lungo la schiena... =P
Ci vorrebbe un minimo di pietà per i nostri Tribunali se poi non ci vogliamo lamentare della lentezza dei processi.
Pagine → 1 2
Rispondi alla Discussione Segui Discussione Inoltra Discussione Forum Giochi e Dintorni Elenco Forum
Articoli, Interviste e altre Risorse!
Project Entropy ↗
Raja Dunia ↗
CRSED: F.O.A.D. ↗
Tibia ↗
Foundation Galactic Frontier ↗
Fallen Gods ↗
Storie di Agarthi ↗
Cafuné ↗
Enlisted ↗