Gdr got, master e quest
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01/09/2026 10:23:48
principe nero ha scritto: Bisogna vedere se si è disposti a fare un passo avanti nella propria concezione di gioco. Constatato il fatto che GoT e PVP funziona male, per molti motivi che sono stati elencati in tanti post anche su questa piattaforma, o si rinuncia (scelta rispettabile) o si organizza una situazione PVE dove la vita dei personaggi, nella corte, è una scalata al potere e alla notorietà che trova nell'ambientazione alleati e avversari. Sostenere che siccome non posso scontrarmi con un altro PG col PVP "allora non è GoT", significa dire che si desidera la tossicità come parte del progetto di gioco, consapevoli di questo, va bene tutto, rivendico la possibilità di una via diversa.
Concordo, sebbene nell'ambientazione proposta molto spesso le scalate si concludono con pugnalamenti fisici, avvelenamento e quant'altro. Forse la parte full politica da te descritta sarebbe più coerente in una ambientazione più moderna, anche li con delle riserve.Concordo comunque sul fatto che dipende da chi propone e da chi gioca. Ogni cosa funziona in ogni ambientazione se ci sono almeno 3 o 4 persone che hanno piacere di giocarla di comune accordo.
02/09/2026 11:57:25
Sulla questione Master: la presenza di esami per diventare Master, fatti e giudicati da persone che non ne hanno una reale competenza, e l'estrema selezione, a parole perché poi a fatti la qualità dei master nei PbC è molto molto bassa, ha portato la situazione attuale dove nessuno vuole più fare il Master e quei pochi che ci sono riescono a dare né quantità né qualità.Ci sono PbC che si basano moltissimo sul livello e l'esperienza e fanno due quest al mese.Cominciare a pensare a un sistema "libero per tutti" dove chiunque può masterare con delle limitazioni e dove poi i punti sono decisi da un gruppo ristretto di gestione al gioco sarebbe la cosa più auspicabile, anche fuori da GoT.
02/09/2026 15:28:03
principe nero ha scritto: Sostenere che siccome non posso scontrarmi con un altro PG col PVP "allora non è GoT", significa dire che si desidera la tossicità come parte del progetto di gioco
Non vedo nessun nesso tra PvP e tossicità, a meno che non vogliamo considerare tossici gli scacchi, Risiko, Warhammer 40000 ed i giochi olimpici. Io capisco benissimo che un gestore non abbia voglia/tempo/capacità di gestire il PvP di una land, cosa che significa correggere e/o eliminare i comportamenti ed i giocatori tossici giornalmente.Se però da un gioco a tema GoT (che sta per Gioco del Trono, di cui conosciamo tutti le regole) si toglie la possibilità di scontrarsi con chiunque e la geografia immensa, secondo me resta poco di quello che caratterizza GoT rispetto ad una qualsiasi altra ambientazione low fantasy. Resta fattibile e può anche funzionare, ma mi sembra che si perda una gran parte di quello che rende particolare Westeros rispetto ad altre ambientazioni.brom87 ha scritto: Concordo con tutto, salvo che io estenderei questo discorso a tutte le ambientazioni e non solo a quelle da te citate.
Sì, in generale è difficile trovare qualcuno che sappia o voglia gestire il PvP. Ho citato i setting in cui lo scontro anche tra personaggi è un tema legato a doppio filo all'ambientazione ma è una cosa generalizzata.Quello che a me provoca vero fastidio comunque non è che la gestione di una land dica "da noi si fa solo PvE", quanto piuttosto le gestioni che non prendono posizione e lasciano andare alla deriva land ed ambientazioni che hanno connotazioni ben precise di razzismo, guerra, scontro aperto, sessismo, ecc.
02/09/2026 17:42:36
vassallodibarbero ha scritto: Non vedo nessun nesso tra PvP e tossicità, a meno che non vogliamo considerare tossici gli scacchi, Risiko, Warhammer 40000 ed i giochi olimpici. Io capisco benissimo che un gestore non abbia voglia/tempo/capacità di gestire il PvP di una land, cosa che significa correggere e/o eliminare i comportamenti ed i giocatori tossici giornalmente.Se però da un gioco a tema GoT (che sta per Gioco del Trono, di cui conosciamo tutti le regole) si toglie la possibilità di scontrarsi con chiunque e la geografia immensa, secondo me resta poco di quello che caratterizza GoT rispetto ad una qualsiasi altra ambientazione low fantasy. Resta fattibile e può anche funzionare, ma mi sembra che si perda una gran parte di quello che rende particolare Westeros rispetto ad altre ambientazioni.Sì, in generale è difficile trovare qualcuno che sappia o voglia gestire il PvP. Ho citato i setting in cui lo scontro anche tra personaggi è un tema legato a doppio filo all'ambientazione ma è una cosa generalizzata.Quello che a me provoca vero fastidio comunque non è che la gestione di una land dica "da noi si fa solo PvE", quanto piuttosto le gestioni che non prendono posizione e lasciano andare alla deriva land ed ambientazioni che hanno connotazioni ben precise di razzismo, guerra, scontro aperto, sessismo, ecc.
Primo: Warhammer 40k ha tra le community più tossiche nel gioco competitivo, quindi non so se hai fatto l'esempio giusto.Secondo: A me sembra che invece siano proprio i giocatori a non saper gestire il PVP, io mi sono stancata del PVP, non lo voglio più fare perché mi dà fastidio quando vinco ritrovarmi sempre a dover avere millemila controlli perché l'altra persona si lamenta.
03/09/2026 09:31:21
brom87 ha scritto: Concordo, sebbene nell'ambientazione proposta molto spesso le scalate si concludono con pugnalamenti fisici, avvelenamento e quant'altro... dipende da chi propone e da chi gioca.
Come ebbi a dire in una discussione pubblica con Steamdoll proprio su queste pagine, ci vogliono regole costituzionali del gioco, che prescindano dal gusto del singolo staffer, o dello stesso gestore. In altre parole un regolamento che consente di buttare via un anno di gioco per un pugnalamento fisico-avvelenamento e quant'altro, va bene se è regolamentato in modo che sia una prevedibile conseguenza di gioco e quindi accettato da tutti i giocatori. Se diventa un "colpo di scena figo" che piace, ma non è uno sviluppo di gioco coerente col regolamento, allora per me quel gioco non è un play by chat ben regolamentato, ma più un tavolo virtuale agli ordini, o rimesso ai gusti, del master di turno. Questa espressione "proponi gioca" devo averla letta da qualche parte perchè mi ricorda qualcosa ma non riesco a essere preciso. Ad ogni modo appunto un gioco che dipende da chi propone e gioca non è un gioco, perchè non ha regole definite certe ma dipende da chi c'è o non c'è.
03/09/2026 09:32:46
Gioco a WH40k da decenni e non sono affatto d'accordo, anzi, l'ho sempre trovata una community molto meno tossica di quella di Magic o di certi videogiochi, nonostante abbia un regolamento molto meno equo e bilanciato.Al di là dei pareri personali, però, se anche una o più comunità sono tossiche, questo non rende tossico "il PvP". Il problema del PvP non è la sua tossicità in sè (qualsiasi cosa significhi "tossicità", tra l'altro), quanto piuttosto il fatto che richiede maturità e fair play da parte dei giocatori, ed equità, polso fermo e molte energie da parte delle gestioni. Quest'ultima parte soprattutto drena la voglia e io capisco davvero chiunque dica "ma chi me lo fa fare?". Quello che spesso manca, e che causa una buona parte dei problemi però, è una presa di posizione ufficiale.Se una gestione non ha voglia/energia per dirimere ogni giorno le scaramucce tra PG (e spesso anche tra giocatori) va detto e scritto esplicitamente, e fermati i tentativi di farlo. E' molto più apprezzabile e crea molti meno problemi una land che dichiara essere PvE puro, piuttosto che una che non prende una posizione, accettandolo implicitamente ma poi non è in grado di gestirlo.E questo vale anche per le GoT: si snatura parte del setting ma è comunque meglio una GoT PvE piuttosto che una GoT che è PvP sulla carta ma che poi ha una gestione che non lo sa gestire.
03/09/2026 09:49:03 e modificato da brom87 il 03/09/2026 09:58:15
principe nero ha scritto: Come ebbi a dire in una discussione pubblica con Steamdoll proprio su queste pagine, ci vogliono regole costituzionali del gioco, che prescindano dal gusto del singolo staffer, o dello stesso gestore. In altre parole un regolamento che consente di buttare via un anno di gioco per un pugnalamento fisico-avvelenamento e quant'altro, va bene se è regolamentato in modo che sia una prevedibile conseguenza di gioco e quindi accettato da tutti i giocatori. Se diventa un "colpo di scena figo" che piace, ma non è uno sviluppo di gioco coerente col regolamento, allora per me quel gioco non è un play by chat ben regolamentato, ma più un tavolo virtuale agli ordini, o rimesso ai gusti, del master di turno. Questa espressione "proponi gioca" devo averla letta da qualche parte perchè mi ricorda qualcosa ma non riesco a essere preciso. Ad ogni modo appunto un gioco che dipende da chi propone e gioca non è un gioco, perchè non ha regole definite certe ma dipende da chi c'è o non c'è.
Indiscutibile. In ogni post su questo portale ho sempre sostenuto che qualunque setting funziona e va bene fintanto che hai 4/5 persone che lo giocano e che concordano nel seguire delle linee comuni con educazione e propositività.I problemi nascono quando chiudi troppi occhi o pieghi troppo le cose nel tentativo di accontentare tutti, compresi magari anche player che poi comunque abbandonano per ragioni x lasciandoti con le beghe da risolvere, ma li solleviamo un altra questione già affrontata miliardi di volte e che non ha senso riprendere.Per citare Woody Allen: "Basta che funzioni!"vassallodibarbero ha scritto: Al di là dei pareri personali, però, se anche una o più comunità sono tossiche, questo non rende tossico "il PvP". Il problema del PvP non è la sua tossicità in sè (qualsiasi cosa significhi "tossicità", tra l'altro), quanto piuttosto il fatto che richiede maturità e fair play da parte dei giocatori, ed equità, polso fermo e molte energie da parte delle gestioni. Quest'ultima parte soprattutto drena la voglia e io capisco davvero chiunque dica "ma chi me lo fa fare?". Quello che spesso manca, e che causa una buona parte dei problemi però, è una presa di posizione ufficiale.
Il PVP è sacrosanto che ci sia in determinate situazioni ed è impossibile rimuoverlo del tutto. Puoi disincentivarlo e dire che sei PREVALENTEMENTE PVE. Poi se decidono di menarsi sono affari loro e ne accettano le conseguenze.Il problema, come detto da @unicornprincess, è che appunto se quella volta che vinco mi devo sentire attaccato in OFF per lamentele sul mastering o sui dadi e mi devo sentire come quello che ha vinto in maniera sporca o che mi prenda, direttamente o indirettamente, del disonesto allora questo rovina l'ambiente di gioco. Potete dire "beh basta bannare queste persone offensive" ma ormai qualcosa lo rompi nel cuore e nella voglia di giocare di chi resta, è inevitabile. Gioco per divertirmi e non per fare da insegnante di sostegno alle persone emotivamente instabili, quindi evito... Come evito le trame se devo discutere con i master... Quindi evito il PVP per quanto possibile e magari anche le trame e gioco il mio simming in piena tranquillità perchè comunque mi piace scrivere e raccontare storie e quindi non voglio abbandonare del tutto il mondo del PBC.P.S: Scusate se sono andato OT, ma ci tenevo a condividere questa mia considerazione nata anche riflettendo sui giustissimi appunti che avete fatto tutti.
03/09/2026 12:45:59
vassallodibarbero ha scritto: ...
Quoto questo intervento in toto perchè lo condivido.Il ragionamento però deve partire un po' più a monte secondo me.Nel senso che, come in ogni media che ha una prevalente componente narrativa, le cose devono essere ben contestualizzate per essere godibili.Quindi, nelle regole costituzionali che citavo nel post di cui sopra, va specificato quando il PVP è in un contesto lecito e coerente.Per citare l'altro intervento "non è GoT se non c'è la mappa enorme", bene, poniamo che io voglia fare PVP e sono ben contestualizzato, questo può significare che un pg possa sfuggire dalla Barriera alle Città dell'Essos al PVP che lo vede coinvolto, perchè il gioco deve sfruttare la mappa enorme. Ovviamente il mio è un paradosso ma che spero esemplifichi come, per fare un good match fra una ambientazione e una serie di regole costituzionali del gioco che funzionano, non si può pretendere di acquisire ogni dettaglio dell'ambientazione, ma solo quelli che fanno funzionare il gioco e lasciare il resto al flavour narrativo.
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